Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Lega - page 3

Premio Capezzone 2009

in Famous Last Quotes/Italia

A Umberto Bossi ed al suo house organ, che in undici anni hanno percorso molta strada sulla via del revisionismo:

“Sono stato io a mettere fine al partito del mafioso. Lui comprava i nostri parlamentari e io l’ho abbattuto. In Italia ci sono tre poli, quello palermitano è rappresentato da Berlusconi, lo hanno mandato per fregare il nord” – (Ansa, 21 luglio 1998)

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Le fiabe della buonanotte di nonno Umberto

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Secondo il leader leghista, in questo momento non sarebbe possibile ridurre le tasse, perché “l’Europa non lo permette“:

«Se abbassassimo le tasse saremmo costretti a rimetterle per decreto legge, urgentissimo. Quindi adesso non si può ma nel tempo è sicuro»

Dormi e non fare capricci con le tasse sennò arriva l’Europa cattiva. Una favola ad uso dei gonzi leghisti.

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Siete proprio Celti?

in Adotta Un Neurone/Italia

A Milano, tre giorni di celebrazioni per il cosiddetto “Capodanno celtico“, con gentile sponsorizzazione (non fatta di soli auspici, immaginiamo) di Comune e Provincia di Milano, e Regione Lombardia. Siamo proprio distratti: è una “tradizione” e non ce ne eravamo accorti. E’ sempre utile andare a cercare le proprie radici, anche se si tratta di radici di plastica ed è tutto un pretesto per costruire un’antropologia che semplicemente non esiste. Poi, annodando assieme radici cristiane e radici pagane si ottiene un interessante sincretismo che piacerà molto alla Cei, immaginiamo. Ma soprattutto è notevole rimarcare quanto i leghisti siano diventati abili nelle pratiche di cleptocrazia lottizzatoria. Certo, per esigenze di bilancio pubblico sarebbe stato preferibile spostare il tutto al prossimo fine settimana: si sarebbe potuto accorpare il Capodanno celtico con Halloween. Sarà per il prossimo anno.

Decomposizione e disarticolazione

in Discussioni/Italia

Hanno un bel dire, i difensori ad oltranza del governo, mentre scalano pareti di vetro tentando di magnificarne l’opera tra un dossier mediatico e l’altro, tra un annuncio di mirabolanti riforme “reaganiane” a base di flat tax (che coprono di ridicolo soprattutto chi le ipotizza) e una realtà fatta di lacerazioni interne ad una maggioranza numericamente amplissima ma politicamente sempre più gracile, minata dalla vigorosa azione di vampiraggio praticata dalla Lega Nord, nella benevola negligenza del premier, e dai segni di inquietudine, che rischia di divenire aperta rivolta, delle cosiddette classi dirigenti delle regioni meridionali, minacciate di asfissia da una crisi fiscale sempre più evidente, e che sono quindi costrette ad organizzarsi in forme pseudo-partitiche per portarsi a casa le briciole di una torta sempre più piccola.

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Provincialismo

in Famous Last Quotes/Italia

La premiata ditta Rizzo & Stella porta altre prove (ad abundantiam) a sostegno della tesi per cui i leghisti sono in realtà dei socialisti localisti. Non c’è nulla da fare, sulle province il premier-disboscatore proprio non ce la fa. Attendiamo nuove raccolte di firme da parte di Libero (che sul tema la fece nell’ultimo periodo della direzione di Feltri) e del Giornale, oltre a qualche parola chiara sui leghisti-statalisti, ma abbiamo motivo di ritenere che scatterà l’autocensura. Ma i blogger non disperino: potranno sventolare i loro banner in occasione del lancio di una delle prossime “Agende Capezzone”, il vero leit-motiv della politica politicante ed illusionista degli ultimi anni.

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In soldoni

in Economia & Mercato/Italia

Per quanto tempo gli elettori (grandi e piccini) di Berlusconi e Bossi si accontenteranno di mirabolanti annunci e di una spruzzata di maccartismo fuori tempo massimo prima di mettere all’incasso la cambiale?

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Public Option alla padana

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

«Il governo ha dato i soldi alle banche che dovevano aiutare le imprese, ma le banche preferiscono tenersi i soldi per i tempi migliori quando potevano prestarli, guadagnandoci un sacco. Il governo non ha saputo creare una banca propria in concorrenza con le altre»

Scolpì Umberto Bossi, in quella che appare la versione rozza (diciamo ruspante, così non si offende nessuno) del già non particolarmente sofisticato Tremonti-pensiero sulle banche. Che facciamo, senatur, torniamo alle banche pubbliche? Gestite come e da chi? Magari da qualche delfino, o meglio da qualche trota?

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Gabbie salariali, ecco i segreti del grande bluff

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Liberal Quotidiano

Il tormentone dell’estate politica 2009 è quello delle gabbie salariali, altrimenti definite (dal loro inventore, Umberto Bossi) «territorializzazione del reddito». Non che questa precisazione sia di maggiore aiuto a comprendere esattamente di che si tratti, però. I leghisti hanno detto che l’espressione “gabbie salariali”non è corretta, ma sono loro ad averla usata per primi, salvo poi annodarsi in precisazioni assolutamente insoddisfacenti per comprendere quale è l’obiettivo “operativo”. Si è parlato di «rapportare retribuzione e costo della vita al territorio» ignorando che, nel lungo periodo, il tasso di crescita delle retribuzioni reali (cioè al netto dell’inflazione) dipende dalla crescita della produttività, e non da una «scala mobile geografica». Senza contare che esiste un accordo-quadro.

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Non si impiccano le idee all’ignoranza

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Su il Giornale, Vittorio Macioce tenta una difesa, neppure troppo d’ufficio, dei concetti che i leghisti prima ed il premier poi hanno espresso negli ultimi giorni sulla differenziazione salariale tra aree territoriali. Tenete a mente quest’ultima espressione, che abbiamo messo in corsivo, ci servirà tra poco. Chi ha mai parlato di gabbie salariali?, si chiede Macioce. Presto detto: la Lega e il premier. Riascoltiamo le parole dei protagonisti.

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Franklin Delano Berlusconi, l’ingabbiato

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Quanto è dura la vita, quando ci si deve destreggiare tra lo statalismo localistico della Lega, sorretto da scarsa alfabetizzazione economica, e le rivendicazioni clientelari dei notabili del Mezzogiorno, quelli che vorrebbero lo status quo di una spesa pubblica corrente travestita da investimento in conto capitale. Questa, nei prossimi mesi, sarà l’ennesima fatica di Sisifo che Silvio Berlusconi (e il Paese, purtroppo) dovrà sobbarcarsi. E poiché siamo in agosto, mese in cui la politica riesce ad essere più parolaia del solito, proviamo a trastullarci con gli ultimi sviluppi dell’operazione di quadratura del cerchio che il premier sta tentando.

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Il porcellum Lombardo

in Discussioni/Italia

Magistrale articolo di Sandro Brusco su nFA, in cui si spiega perché il porcellum resta una inemendabile porcata che, coniugata con le attitudini manovriere di qualche ras locale minacciato di asfissia finanziaria, dà come risultato l’aumento delle spinte disgregatrici del sistema politico, oltre che l’accelerazione della più generale decomposizione del paese. Caro ci costerà il fallimento del referendum elettorale, con buona pace di alcune analisi piuttosto affrettate. Ma non venite a dirci che non ve l’avevamo detto, come direbbe qualche noto tuttologo.

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Involuzione della specie

in Discussioni/Famous Last Quotes/Italia

La Lega non fa proposte, spara solo cazzate. Non conosco nessuna proposta seria della Lega su nessun tema, a meno che non siano le ronde padane, e cose del genere. La cosiddetta riforma federalista hai visto in cosa è consistita. Sul piano economico siamo ad una mescola di pansindacalismo localista, corporativismo e proclami beoti. La Lega è il più grande fallimento politico italiano del dopoguerra: tante risorse umane, tanti voti, tante grida per ottenere l’assoluto nulla. Il PSIUP fu più efficace, come macchina politica.

Michele Boldrin

Per quello che può valere, il titolare di questo sito sottoscrive ogni virgola, e ricorda con qualcosa che assomiglia alla nostalgia i tempi della Lega di Giancarlo Pagliarini.

Riforme ingabbiate

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Poiché ogni giorno ha la sua pena, siamo costretti ad occuparci dell’ultima trovata very pop della Lega, quella delle gabbie salariali. Un meccanismo di cui si parla da molto tempo: negli anni Settanta e Ottanta venivano proposte per riassorbire la forte disoccupazione delle regioni meridionali. Poiché queste ultime, si diceva, sono caratterizzate da trend di crescita della produttività nettamente inferiori rispetto al Centro-Nord, avere una centralizzazione retributiva (ed una elevata pressione fiscale) finisce col perpetuare il dualismo territoriale del paese, incentivando il sommerso fiscale e contributivo delle regioni a crescita più lenta.

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Facce scure a Milano

in Discussioni/Italia

Finalmente il premier si è ricordato che le elezioni politiche le ha vinte la Lega, e non il Pdl; che quest’ultimo è un partito il cui asse si sta progressivamente meridionalizzando e statalizzando nei ceti di riferimento, per la presenza della base elettorale di An; che la Lega punta decisamente a prendere il controllo del Nord del paese, e a divenire riferimento politico dei ceti di quelle regioni. Da qui la battuta para-leghista sulla Milano africana, peraltro immediatamente riecheggiata dal presidente uscente della provincia, il piddino Filippo Penati. Forse il premier farebbe bene a impegnarsi maggiormente per il si al referendum, potrebbe tornargli utile. Anche prima di quanto egli immagini.

Bipolare una cippa

in Discussioni/Italia

E’ ufficiale: Umberto Bossi è il nuovo Ghino di Tacco. Se ne sono accorti in pochi, finora, eppure è così almeno da quando, a fine 1994, il Senatur si mise con D’Alema & compagni, defenestrando il Berlusconi I. Nell’attuale assetto partitico italiano c’è assai poco che garantisca dal ritorno di una spartitocrazia ricattatoria, anche considerando che (come nelle attese) nulla è stato fatto per “mettere in sicurezza” bipolare almeno i regolamenti parlamentari, aldilà di boutade come quella sui capigruppo che votano per tutti.

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I misteriosi protocolli di Zaia sugli Ogm

in Contributi esterni/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Piercamillo Falasca (via Libertiamo)

In un recente intervento pubblico, il premio Nobel Rita Levi Montalcini si è interrogata sulla paura per gli Ogm, così diffusa nell’opinione pubblica e spesso subita – quando non cavalcata – dalla politica. La senatrice a vita l’ha definita “una forma di superstizione”, da combattere “come tutte le cose inesistenti che possono essere più pericolose di quelle esistenti”. Avendo in gran dispetto lo Stato etico, figurarsi se noi di Libertiamo sopporteremmo un eventuale Stato “superstizioso”. E non c’è dubbio che di superstizione si nutre l’ideologia ambientalista dominante: sul riscaldamento globale, sul nucleare, sugli organismi geneticamente modificati. Ogni dato confuso e ogni teoria strampalata possono servire a confermare la diffidenza anti-industriale e anti-mercato alla base dell’ambientalismo politicizzato.

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Leganomics 101

in Economia & Mercato/Italia

Dopo la crassa ignoranza sugli effetti della traslazione d’imposta, ecco l’assoluta inconsapevolezza dell’esistenza e del funzionamento del sistema degli incentivi. Forse investire qualche settimana a studiare economia anziché a scimmiottare brutti film di John Wayne non sarebbe una cattiva idea. Magari con esame finale, possibilmente senza sostituire le commissioni d’esame finché non si riesce a passare. Pensate cosa sarebbe questo paese se la politica economica fosse in mano a personaggi di questo spessore. C’è di che rivalutare Tremonti.

Questa è fantastica

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Gli europarlamentari della Lega Mario Borghezio e Francesco Speroni hanno presentato due distinte interrogazioni alla Commissione europea sugli scali di Milano-Malpensa e Milano-Linate. Con la fusione delle compagnie aeree Alitalia e AirOne, sottolinea Speroni, si sono create ”le condizioni per un monopolio di fatto, soprattutto sulle tratte nazionali, in  particolare Linate-Fiumicino” e si è prospettata l’ipotesi di consentire l’uso dello scalo milanese “solo per l’effettuazione di questa tratta”. In questa situazione, chiede l’europarlamentare leghista, la Commissione ”come intende agire per tutelare le regole della concorrenza tra vettori?”.

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