Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Lega - page 3

E qui comando io

Adotta Un Neurone/Italia

Non si placa la polemica sulla scuola leghista di Adro. Questa volta sono i docenti e il personale non docente a far sentire la propria voce, esprimendo “disagio”. Giova ricordare che questa è una scuola pubblica, il cui personale è quindi retribuito con fondi pubblici. Il fatto che l’edificio sia stato costruito con la gentile collaborazione di una impresa di costruzioni a cui il sindaco di Adro ha ceduto l’area delle vecchie scuole del paese, e che parte della cittadinanza si sia autotassata per comprare arredi ed altre amenità, non rileva.

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Tutti i colori della Lega

Italia

Lega Nord, dal verde al blu. Perle di cleptocrazia di Edouard Ballaman, presidente del consiglio regionale del Friuli. L’uomo che va in ufficio con una 357 Magnum sotto l’ascella, che ha fatto dell’auto blu un’estroflessione del proprio corpo, che come tutti i suoi colleghi di casta fatica molto a comprendere il concetto di conflitto d’interessi ma è bravissimo ad aggirare le norme che tentano vanamente di contrastarlo (vedi il fantastico episodio delle “mogli incrociate”, realizzato in passato col collega Maurizio Balocchi). Tolta di mezzo l’auto blu, sono arrivati i rimborsi per ricorso ad auto propria, pare per la modica cifra di 3200 euro al mese. Ma in mezzo a tutti questi colori, quand’è che gli elettori diverranno incazzati neri? Per ora, i leghisti dormono tra otto guanciali: sono ancora alleati di Berlusconi, quindi i segugi di Feltri e Belpietro restano a cuccia.

Lo sfarinamento

Discussioni/Italia

Interessante ed assai condivisibile analisi dell’attuale quadro politico italiano, realizzata da Oscar Giannino. Dall’ennesima frase celebre di Bossi (“Fini e i suoi vogliono un po’ di soldi da sprecare al Sud”), emerge non solo e non tanto un tema che di fatto ci portiamo dietro dall’Unità d’Italia, quanto la vulnerabilità assoluta di questa coalizione di governo, non inedita né imputabile all’azione isolata del primo Fini che passa per strada. Malgrado quello che alcuni illustri editorialisti non riescono a farsi entrare in testa, questa coalizione di governo resta uguale a se stessa da sempre, a parte marginali variazioni grafiche e coreografiche.

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Ma loro sono diversi

Italia

Giunta al culmine della propria parabola elettorale, quello in cui ti sembra di avere davanti un’autostrada di consenso ed un tocco magico anche nel proclamare la data del giorno durante i comizi, la Lega comincia a scoprirsi sempre più simile ai partiti tradizionali. Passi l’attovagliamento gianicolare, dove la certificazione della ormai acquisità romanità (politica, s’intende) leghista è stata solo parzialmente compensata dal dito medio d’ordinanza di Umberto Bossi. Ma per il Carroccio ci sono altri inquietanti segnali di “normalità”.

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Omoni verdi

L’eurodeputato leghista Mario Borghezio ha tenuto oggi una conferenza stampa all’Europarlamento di Strasburgo per chiedere che l’Unione europea declassifichi tutti i documenti relativi agli oggetti volanti non identificati. Borghezio e gli altri 23 eurodeputati firmatari dell’appello chiedono inoltre che la Ue istituisca un centro di ricerca “per l’analisi e la disseminazione dei dati scientifici [sugli alieni] raccolti fino ad oggi da vari organismi e governi europei”. Immediata la dissociazione dall’iniziativa di Borghezio dei britannici dell’UKIP, euroscettici alleati della Lega a Bruxelles.

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A chilometri zero

Adotta Un Neurone/Italia

La Lega Nord, nell’imminenza dell’annuncio del voto di fiducia che blinderà la manovra economica, chiede che la Regione Lombardia tagli il contributo di 234.000 euro previsto per il Meeting di Cl di Rimini. Alle argomentazioni secondo le quali il 70 per cento dei visitatori del Meeting è lombardo, il consigliere regionale leghista Massimiliano Orsatti replica con una argomentazione che sarebbe perfetta per i Farmers’ Markets:

«Inutile sottolineare che sarebbe auspicabile, per indotto economico, portare investimenti in Lombardia e non arricchire altri territori, per di più vantandosene…»

La domanda sorge spontanea: conviene “internalizzare” il Meeting in Lombardia, magari a Varese, per evitare delocalizzazioni esterne alla Heimat leghista, o tagliare il contributo? Come voterebbero i contribuenti lombardi? Ma soprattutto, prescindendo dal solito protezionismo da Minitalia, il contributo pubblico al Meeting è un investimento o un sussidio?

La coerenza prima di tutto

Rispondendo a Giovanni Sartori ed ai suoi timori sui veri costi del federalismo (che sono e restano ignoti, come ha più volte confermato lo stesso Giulio Tremonti), il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, ribadisce le due coordinate della rivoluzione prossima ventura: il passaggio della spesa pubblica ad un sistema di costi standard e l’autonomia impositiva agli enti territoriali.

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Poltrone rubate all’Agricoltura

Discussioni/Italia

Scrive oggi Amedeo La Mattina su la Stampa che vi sarebbero problemi nel cambio della guardia al ministero delle Politiche Agricole, tra il neo-governatore veneto Luca Zaia, ed il suo predecessore Giancarlo Galan. La Lega infatti, che ha deciso di presidiare saldamente i due ministeri che la buonanima della Dc riteneva fondamentali (Interno ed Agricoltura), vorrebbe garanzie che Galan seguirà il solco tracciato dall’aratro di Zaia: no agli Ogm, ricorso a dazi per proteggere i prodotti agricoli italiani.

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Il rischio paesino

“Vogliamo le banche”, disse Umberto Bossi con la curiale sottigliezza che lo caratterizza (impara, Fassino), mentre il neo-governatore veneto Luca Zaia sta tritando le gonadi ad Alessandro Profumo, dopo averlo scambiato per il suo usciere. La realtà suonerà il campanello di fine della ricreazione, indipendentemente dal fatto che numerosi leghisti riusciranno, passando dalle fondazioni bancarie del Nord, a posare le chiappe sulle poltrone delle maggiori banche italiane. Aspettatevi quindi il trionfo della dual governance, sennò non ci saranno strapuntini per tutti. Nel frattempo, rivolgiamo un pensiero alla prima banca padana, e noi speriamo che ce la caviamo.

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