Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Liberalizzazioni - page 2

Rendite da spiaggia

in Economia & Mercato/Italia

Come ci informa l’Ansa, pare che vi sarà una proroga di 30 anni per le concessioni demaniali marittime, in pratica per le spiagge. Il nuovo testo di parti del decreto sviluppo (articoli 33 e 34) presentato dai relatori in commissione industria al Senato prevede infatti che la scadenza, precedentemente prorogata al 2015, venga spostata ulteriormente in avanti fino al 2045. Per la soddisfazione dei proprietari di stabilimenti balneari che da tempo hanno ingaggiato una furiosa lotta alla possibilità che nel nostro paese, in accordo con quanto stabilito dalle direttive europee, la durata delle concessioni demaniali venga opportunamente accorciata, per stimolare la competizione tra quanti intendono concorrere ad aggiudicarsele e consentire allo stato di ottimizzare il rendimento degli attivi demaniali.

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La realtà stilizzata di Alesina e Giavazzi

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Nell’editoriale comparso oggi sul Corriere, Francesco Giavazzi ed Alberto Alesina tornano sull’eccesso di pressione fiscale che caratterizza le manovre italiane, ed offrono alternative di intervento. Ma le ricette, vista la portata “esistenziale”, sembrano ignorare che neppure una onnipotente tirannide in assoluta assenza di opposizione sarebbe riuscita a cambiare il volto del paese secondo le modalità auspicate dai due economisti. E questa resta la principale debolezza argomentativa dei due accademici, da sempre.

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Ci stiamo perdendo, possiamo rilassarci

in Economia & Mercato/Italia

Non sono tanto i dati sul mercato del lavoro di febbraio ad essere deprimenti. Disoccupazione al 9,3 per cento. Persi 29.000 posti di lavoro rispetto a gennaio, colpita la componente femminile, quella notoriamente più fragile quando la congiuntura cede. Abbiamo 2.354.000 disoccupati, in aumento di ben 336.000 unità in un anno (il 16,6 per cento), probabile conseguenza di situazioni che erano state congelate ed occultate dalla cassa integrazione in deroga. Abbiamo sempre (ovviamente) un tasso di occupazione al 56,9 per cento che è la radice dei nostri problemi.
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Fiscal compact: le illusioni della politica, la realtà dei mercati

in Articoli/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

di Mario Seminerio – Libertiamo

Con la sigla del Fiscal compact da parte di venticinque dei ventisette paesi dell’Unione europea si è di fatto chiuso il primo, lunghissimo tempo della crisi dell’eurodebito e dell’intera fallace costruzione di una unione valutaria che credeva di riuscire a sopravvivere all’assenza di una unione fiscale e politica degne di questo nome. La crisi è stata precipitata dai mercati finanziari, e dagli stessi è stata per ora posta in uno stato cronico, grazie all’azione della Bce. Di finzione in finzione, il rischio di un esito catastrofico non è scomparso ma solo spinto più in là.

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Lo spread non fa l’Italia

in Articoli/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

di Mario Seminerio – Il Tempo

Nella giornata di venerdì 2 marzo lo spread sul titolo di stato decennale tra Italia e Spagna è tornato al livello zero, dopo mesi di sofferenze che ci avevano portato a differenziali di quasi tre punti percentuali. Sulla scadenza a tre anni, inoltre, il nostro Btp rende oggi trenta centesimi di punto percentuale meno del corrispondente Bono del Estado. C’è soddisfazione nei commentatori, spesso frammista a quella singolare forma di nazionalismo che ci porta a leggere l’andamento degli spread come un campionato di calcio. Ma cosa c’è dietro questo risultato, e quali letture occorrerebbe evitare per non ricadere in antichi errori? Cosa è davvero cambiato, e cosa no?

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Quella inconfondibile aria di famiglia

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Unione Europea

Due horror story greche: il bar-libreria che non ha avuto l’autorizzazione per vendere caffè e quindi deve mandare un cameriere di collegamento dall’altra parte della strada per poter dare seguito alle richieste del cliente; ed il percorso a ostacoli per aprire un sito di e-commerce per vendere (verosimilmente ed auspicabilmente all’estero) olio di oliva e cosmetici da esso derivati.

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Un treno chiamato spread

in Economia & Mercato/Italia

Prima assegnano il trasporto ferroviario locale a Trenitalia, con contratti di sei anni rinnovabili, senza uno straccio di gara. Si issano sul palchetto e dicono che tutto cambierà: cari elettori, ora penseremo a voi ed al vostro comfort di viaggio, sarà un contratto di servizio durissimo per questo cattivone di monopolista che specula sulla vostra pelle. Poi, quando accade l’immancabile “contrattempo”, tuonano e minacciano azioni legali, si trasformano nei difensori del pendolare prigioniero del carro piombato. Carta vince, carta perde. Cosa è il mercato? La competizione, le gare? Ma non scherziamo, e poi sapete che il capitalismo ha perso, no? Ora serve una robusta presenza pubblica, soprattutto in un paese come il nostro, sfregiato da un perdurante liberismo. Con la patrimoniale i treni (statali) arriverebbero in orario, signora mia, che manco sotto la buonanima di Benito. Niente concorrenza, siamo italiani, figli del paese in cui il concetto di “servizio universale” e la sua mistica parolaia toccano picchi nordcoreani. E ricordate: il nostro spread è figlio di questa classe politica, ma questa classe politica è figlia di questo elettorato. E il cerchio si chiude, a soffocarci.

Il Popolo delle liberalizzazioni

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Italiani! La situazione è seria, anzi “la crisi è gravissima, il quadro è simile a quello del Ventinove” (come disse Fabrizio Cicchitto), e comunque “cento giorni di luna di miele non si negano a nessun governo”, come ribadì Ignazio La Russa, parlando del governo che ha definitivamente riformato il sistema previdenziale italiano, introducendo il sistema contributivo per tutti. Ma non bisogna dormire sugli allori, perbacco! Bisogna liberalizzare: hop hop, subito, anzi schnell, che è di moda in questo periodo. Per questo oggi lo stato maggiore del Pdl ha ponzato una lista di dirompenti proposte liberal-liberiste da sottoporre a quel comunista di Monti (come disse il sor Bittarelli), affinché non dorma sui suoi inesistenti allori.

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La strage dei neuroni innocenti

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

“Sui farmaci temiamo il consumismo farmaceutico, meglio un farmacista che consiglia piuttosto che la filosofia del vendere tanto per vendere. Il Chile di Pinochet era la stessa cosa: nelle farmacie cilene si vendevano due scatole di antibiotici al prezzo di uno. E’ la ricetta dei Chicago Boys di Friedman”

Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, parlando del decreto sulle liberalizzazioni.

Tra gli orrori del comunismo, anche lo sterminio dei neuroni.

Che scarso, quel Monti!

in Economia & Mercato/Italia

Ma quanto ci delude, questo Mario Monti! Sono già sessanta giorni che è a Palazzo Chigi, e ancora non è riuscito a camminare sulle acque o, almeno, a dividerle. Ha solo approvato una riforma delle pensioni che non ha pari in Europa e nel mondo occidentale, rompendo un tabù intoccabile a sindacati ed alla “socialità” della politica, a destra come a sinistra. E ora si accinge a presentare non una lenzuolata ma un teatro-tenda di liberalizzazioni, di cui peraltro non ha ancora dettagliato i contenuti, ma siamo certi che ci deluderà.

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Tempi duri per i compari banchieri

in Economia & Mercato/Italia

Forse c’è speranza che questo possa diventare un paese normale:

«E’ vietato ai titolari di cariche negli organi gestionali, di sorveglianza e di controllo e a funzionari di vertice di imprese o gruppi di imprese operanti nei mercati del credito, assicurativi e finanziari di assumere o esercitare analoghe cariche in imprese o gruppi di imprese concorrenti»

Lo prevede il testo della manovra uscito dal Cdm. Ottima iniziativa, che ricalca le reiterate richieste dell’Antitrust di Antonio Catricalà, oggi sottosegretario alla presidenza del consiglio, e che avrebbe dovuto rappresentare uno dei provvedimenti fondativi della legge annuale sulla concorrenza, che il governo Berlusconi ha sempre tenuto nel cassetto, preferendo baloccarsi con l’articolo 41 della Costituzione.

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Una manovra d’emergenza, dopo tre anni persi. Ora riforme per la crescita

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Libertiamo

La manovra licenziata ieri dal consiglio dei ministri, dopo un weekend trascorso a informare (e non a consultare) partiti e parti sociali, appare la pesantissima riedizione di quella varata da Giuliano Amato nel 1992. Come allora, e più di allora, c’è una situazione di emergenza, che oggi è persino esistenziale, a causa della crisi dell’Eurozona e dei tragici errori e deficit di leadership che ne hanno costellato l’esistenza negli ultimi tre anni.

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