Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Liberalizzazioni - page 3

Non passi il podestà straniero

in Articoli/Economia & Mercato/Unione Europea

Il Cav. sceglie un disastro fatto in casa

di Mario Seminerio – Libertiamo

La divulgazione della lettera inviata dalla Banca centrale europea al governo italiano lo scorso 5 agosto, al culmine dell’attacco speculativo contro il nostro paese da parte di mercati che hanno preso finalmente coscienza di quanto è vulnerabile un paese che ha lo stock di debito al 120 per cento di Pil e non cresce da un quindicennio (incastonato in una unione valutaria che proprio non vuol saperne di diventare unione politica, economica e fiscale), ha evidenziato contenuti largamente attesi. Altrettanto scontato il fatto che il nostro esecutivo avrebbe disatteso quelle indicazioni operative.

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Not In My Monopoly

in Economia & Mercato/Italia

Pare che dentro la manovra, quella stessa manovra che ha avviato il superamento (o lo scardinamento, a seconda delle opinioni) dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori promuovendo il decentramento aziendale e territoriale della contrattazione, vi sia anche un articolo che (udite, udite) impone l’applicazione del contratto collettivo di lavoro delle Ferrovie dello Stato a tutte le imprese di trasporto ferroviario di merci e di persone.

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Paradisperati

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Come diceva Franco Battiato, il tempo cambia molte cose nella vita:

La parafarmacia è “una curiosa terza via all’italiana”. Lo ha dichiarato il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio, intervenuto su Radio 24 per rispondere all’appello lanciato dai titolari delle parafarmacie al presidente del Consiglio Berlusconi. “Il disegno di legge Gasparri-Tomassini vuole solo razionalizzare l’offerta dei farmaci. Ci devono essere sia le farmacie sia la grande distribuzione”. Quanto alle parafarmacie, “cos’è questa terza via? Spesso – ha rilevato Fazio – è un modo per trasformare sottobanco la parafarmacia in farmacia. Sono sistemi all’italiana che non servono a nessuno”. Per razionalizzare, ha proseguito, “abbiamo creato un tavolo comune al ministero ma le parafarmacie sono restie a mettersi in discussione. Anzi – ha affermato – mi risulta che da quando abbiamo istituito il tavolo si aprono 3-4 parafarmacie al giorno tutte ad opera di farmacisti che sperano di aprire una seconda farmacia. Sono cose all’italiana ridicole”. Insomma, ha concluso Fazio, ”non vorrei avere strutture che servono come porta d’ingresso surrettizia per diventare farmacie” (Ansa, 22 aprile 2009)

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A Not So Nice Reminder

in Economia & Mercato/Italia

Cari sudditi della Repubblica Italiana di Bananas, ricordate che oggi è l’ultimo giorno di sconti liberi sui libri. Un sentito ringraziamento alla nostra casta cosca bipartisan, quella che vuole lenzuolate di liberalizzazioni, magari pure scritte a lettere di fuoco nella Costituzione. Ma si può comprendere: con questo provvedimento vi troverete in tasca meno monete e monetine, quindi il vostro volume di fuoco potenziale verso questi parassiti sarà minore. E’ un provvedimento di autodifesa indiretta, in pratica.

Il nuovo gioco dell’estate italiana – 2

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Prendendo spunto da un suggerimento di Claudio Cerasa, proviamo ad elencare alcune mosse di politica economica che sarebbero minimamente utili per la crescita e per la cassa, visto che l’obiettivo è quello di contemperare le due dimensioni. Elenco ovviamente non esaustivo. Il caveat è che molte di queste linee di intervento andavano attuate ad inizio legislatura. Ma di questo bisognerebbe chiedere conto ai prestigiosi membri (in ogni senso) dell’esecutivo.

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P.Q.M.

in Discussioni/Italia
  • Vi avevano detto che l’Italia sarebbe uscita dalla crisi prima e meglio di altri. Vi hanno dato “il malato d’Europa”, ed il commissariamento da parte dell’Unione europea e della Bce;
  • Vi avevano promesso (nel 1994) due aliquote Irpef, al 23 ed al 33 per cento. Non le avete avute;
  • Vi avevano promesso (pochi mesi addietro) tre aliquote Irpef, al 20, 30 e 40 per cento, finanziate con l’eliminazione parziale di alcune agevolazioni fiscali, per allargare le basi imponibili ed aumentare il gettito. Avrete l’eliminazione delle agevolazioni fiscali ed assistenziali per fare cassa, ma non le tre aliquote;

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L’alba della nuova Hera – 2

in Economia & Mercato/Italia

La realtà sta già presentando il conto, a quanto pare: Bologna ha deciso un aumento delle tariffe acqua del 3,5 per cento, per compensare il ridotto (al 5 per cento) recupero del costo degli investimenti idrici, dopo l’esito referendario. In attesa di una nuova legge, alla quale il Pd sta alacremente lavorando, i paladini dell’acqua “bene comune” constatano amaramente lo scarto drammatico (in Italia, soprattutto tragicomico) che di solito esiste tra le fiabe referendarie e la realtà, e si preparano a protestare contro il tradimento della volontà del “popolo sovrano”.

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Puntate la sveglia

in Economia & Mercato/Italia

Mentre il neosindaco di Bologna, Virginio Merola, ha dichiarato di volersi godere l’esito referendario prima di prendere in mano la nuova situazione (un po’ come fanno i tifosi all’indomani della vittoria nella Champions’ o nel mondiale), la realtà dice che Hera è pronta a chiudere il rubinetto dei nuovi investimenti nel settore idrico, dopo aver onorato impegni per 26,5 milioni di euro previsti per il 2011. Nel frattempo, i grillini sognano ad occhi aperti di scorpori del business dell’acqua (non si può dire business, ma cercate di afferrare il senso), e loro attribuzione ad enti pubblici guidati da cittadini coscienziosi e motivati, previa elezione online dopo esibizione del curriculum. L’unico problema è che questi scorpori non toccano neppure tangenzialmente il discorso del reperimento dei mezzi di finanziamento.

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Inondati dal debito

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Mentre i referendari proseguono nella edificazione del Grande Mulino Bianco che è dentro ognuno di noi, nel Pd continuano i mal di pancia sui referendum sull’acqua, come dettaglia un pezzo di Michele Arnese su Italia Oggi. Ricordando che non di sola acqua stiamo parlando bensì del complesso dei servizi pubblici locali, l’ultima trincea della spartitocrazia italiana, può essere utile spingere lo sguardo un po’ più in là, agli effetti di più lungo periodo di un eventuale ottenimento del quorum.

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La non notizia del giorno

in Economia & Mercato/Italia

Come segnala il Wall Street Journal, in apparente carenza di eventi notiziabili, l’ultimo dato dell’indice dei direttori acquisti del settore manifatturiero, elaborato dalla società specializzata Markit, mostra una lieve accelerazione nell’espansione in Europa ad aprile, con l’indice che passa da 57,5 a 58. Ma c’è una divergenza, nell’euro area, ed è relativa alla altrettanto lieve decelerazione della crescita manifatturiera per Italia e Spagna, con la seconda ormai prossima al livello di 50 dell’indice, che segnala invarianza, e l’Italia poco sopra la variazione zero, come da consolidata tradizione.

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Strategicamente disillusi

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Come da consolidata tradizione, Nicola Porro svolge egregiamente il ruolo di foglia di fico de il Giornale:

[Presidente Berlusconi] Sa forse indicarci, con la medesima perversa logica con cui si intende bloccare il merca­to nel caso Parmalat, quale settore non sia strategico? Paradosso dei paradossi, nel settore elettrico-nu­cleare, strategico per definizione, aveva inevitabilmente dovuto affi­dare la tecnologia ai francesi.

(…) Oppure, come direbbe lei, si astenga dall’eccitare i liberali con quei bei propositi liberalizzatori consegnati al Corriere e al Consi­glio dei ministri di sole poche setti­mane fa. Meglio rassegnati che de­lusi.

Tranquillo, Nicola, l’eccitazione la riserviamo ad altre cose. La verità è che anche un sedicente liberale ormai da tempo ha l’imperativo morale di contrastare questo governo. Le bacchettate con i grissini non servono più.

Tu chiamali, se vuoi, cialtroni

in Economia & Mercato/Italia

Nuovi segni d’insofferenza confindustriale nei confronti del governo del fare chiacchiere. Un commento di Fabrizio Fourquet sul Sole 24 Ore di oggi (integrato da una serie di articoli sullo stallo italiano) esprime in termini piuttosto duri, almeno fino alla prossima dichiarazione distensivo-tremebonda della sciura Emma, il disagio del mondo imprenditoriale per la più completa assenza anche di solo un refolo di riforme. Viene suggerito quello che i meno sprovveduti avevavo immaginato da subito, quando il nostro prestigioso premier annunciò la “scossa”, e cioè che potesse in realtà trattarsi dell’ennesima trovata pubblicitaria di uno spompato venditore di fumo, e così è stato.

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La rivoluzione liberale, una legge alla volta

in Economia & Mercato/Italia

Un rapido antefatto, per darvi le coordinate spazio-temporali dei tempi rivoluzionari che stiamo vivendo:

«Venerdì prossimo iscriverò all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri la proposta di riforma costituzionale in senso liberalizzatore dell’articolo 41, già definita dal Ministro dell’Economia: in sei mesi dobbiamo arrivare a stabilire che è lecito intraprendere e fare tutto quello che non è espressamente vietato dalla legge». Lo afferma il premier Silvio Berlusconi in una nota – Ansa, 31 gennaio 2011

Il consiglio dei ministri vi fu, e fu della ormai nota specie liofilizzata del “salvo intese”. E, come tale, non fu risolutivo:

Silvio Berlusconi, in conferenza stampa a palazzo Chigi, ha confermato che il governo ha dato via libera al disegno di legge costituzionale per la riforma degli articoli 41, 97 e 118, ma ha confermato anche che il testo deve essere ancora “perfezionato”. “La modifica dell’articolo 41 della Costituzione”, il cui testo “stiamo perfezionando con i nostri esperti” recita: “L’iniziativa e l’attività economica privata è libera ed è permesso tutto ciò che  non è espressamente vietato”. Un principio, ha proseguito il premier, “cardine” e “fondamentale” per il rilancio dell’attività di impresa – Ansa, 9 febbraio 2011

Un mese dopo, tutto tace, forse perché il governo è già passato ad un’altra tappa epocale della sua cavalcata nella storia d’Italia: la riforma della giustizia penale. Eppure, nell’ambito della libertà economica, qualcosa è accaduto, nel frattempo.

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Costituzione e concorrenza

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Riguardo questo post, osserva il nostro fedele lettore Adam Hayek:

Ok sull’assurdità dell’espressione “sfruttamento abusivo”, ma, se è per questo, anche questo passaggio

“La legge garantisce la tutela dei consumatori…”

sarebbe assurdo: in nessun paese o legislazione al mondo si afferma esplicitamente che obiettivo di competition policy deve essere massimizzare il surplus del consumatore invece che l’efficienza complessiva (surplus totale). E’ una vecchia diatriba (che tira in ballo i diversi concetti di efficienza, statica e dinamica), ma il succo è che vincolarsi esplicitamente al consumer welfare creerebbe più problemi che vantaggi in termini di ostacoli al comportamento concorrenziale delle imprese.

Ciò che si deve tutelare è la concorrenza come processo, non un particolare lato del mercato.

Sottoscriviamo accademicamente, consapevoli che stiamo parlando di ipotesi che non vedranno mai la luce.

Succede un quarantuno

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Visto che il nuovo gioco di società di politici e media sembra essere la riscrittura dell’articolo 41 della Costituzione, in attesa che l’emergenza non-crescita imponga una patriottica patrimoniale notturna, segnaliamo la proposta del direttore di Italia Oggi, Pierluigi Magnaschi, che enfatizza l’importanza della tutela della concorrenza, trovando le radici di questo precetto nel pensiero di don Luigi Sturzo, nel Trattato di Roma del 1957 e negli articoli 81 ed 82 del Trattato di Maastricht, quello che alla nostra destra peronista e tassista è sempre rimasto sullo stomaco, per le più disparate e (soprattutto) illiberali ragioni.

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Le riforme dei Tartari

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Il giorno dopo l’epocale consiglio dei ministri che ha partorito il nulla in termini economici e la conferenza stampa di un premier furibondo contro la magistratura eversiva, il compito degli editorialisti economici questa mattina non si presentava per nulla facile. Da un lato c’è (o dovrebbe esserci) il desiderio di segnalare che il re è nudo (ironia deliberata), dall’altro ci sono equilibri da rispettare, come insegnano i ripetuti tentativi marcegagliani di cantarne quattro all’esecutivo, che di solito durano lo spazio di alcune ore e vengono puntualmente seguiti da rettifiche, precisazioni, smentite, invii di trascrizioni e richiesta di moviola in campo.

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