Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Luigi Zingales

Puntate il dito, non la luna

Mentre monta l’isteria collettiva sulle liste dei debitori insolventi di MPS e di ogni banca che abbia ricevuto aiuto pubblico, in un clima che, a giudicare dai social network, regredisce direttamente agli anni ruggenti di Mani Pulite (ad ennesima conferma che gli italiani non impareranno mai nulla dalla storia), è utile analizzare la proposta contenuta in un editoriale di Luigi Zingales sul Sole del 10 gennaio. Talmente bizzarra da sembrare perfidamente geniale.

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Il piano Z (che non lo era)

Mentre infuria il dibattito su come salvare il solidissimo sistema bancario italiano, è tornata d’attualità l’idea di scimmiottare quanto fatto dagli americani nel 2008 con il TARP, cioè fornire capitale al sistema bancario attraverso il canale pubblico, fingendo che questo canale disponga dei mezzi necessari per farlo. La nuova-vecchia proposta è stata formulata lo scorso 29 giugno da Luigi Zingales in un editoriale sul Sole. Il problema della proposta Zingales, che è formalmente elegante ed accattivante, è che qui non siamo negli Stati Uniti. Purtroppo. Ma non solo: la proposta soffre di quella “furbizia formalistica” tanto cara agli italiani, e che li ha condotti sin qui, a guardare nell’abisso.

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Il letale apriscatole di Zingales

Su l’Espresso di questa settimana, l’editoriale del professor Luigi Zingales si occupa di come risolvere il problema delle sofferenze bancarie ed al contempo di come restituire fiducia nelle banche, sanzionando i banchieri spregiudicati. Per stavolta non si richiede il rinvio delle norme europee sul bail-in ma la prescrizione resta piuttosto audace, oltre che in lieve conflitto con la realtà.

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Evitare l’Eurogermania senza evirare Tafazzi

Ieri, sul Sole, è comparso un editoriale del professor Luigi Zingales dal titolo “La strada (mai battuta) per evitare l’Eurogermania“. Il pezzo contiene elementi condivisibili ed altri assai meno. Ma soprattutto, appare carente di logica e basato su una informazione (l’architrave della tesi, peraltro) fattualmente errata.

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Gufi volati via dalla Leopolda

«La ripresa in Europa c’è, grazie ai bassi tassi della Bce e al petrolio a buon mercato. Perciò sì, l’Italia avrà un incremento di Pil, nell’ordine dello zero virgola. Ma questo ci basta? Io dico di no» (Luigi Zingales, intervista a La Stampa, 9 agosto 2015)

Nell’intervista c’è molto altro, dal tragico ritardo italiano nella digitalizzazione alla necessità di rendere flessibile il capitale e non solo il lavoro, agendo su sistema finanziario, giustizia, soglie dimensionali delle imprese; c’è anche la critica della finzione chiamata obbligatorietà dell’azione penale, in cui però Zingales introduce una non meglio precisata “responsabilità gestionale” della magistratura.

Quello che conta, ai nostri fini, è la palmare evidenza del tipo di crescita di cui attualmente “godiamo”. Che solo un bischero tenterebbe di confutare, diciamo.

Ponti bruciati alle spalle

Quello che segue è un breve brano tratto dall’ultimo libro di Luigi Zingales, “Europa o no. Sogno da realizzare o incubo da cui uscire” (Rizzoli). Riguarda un “dettaglio” tecnico relativo al cosiddetto Sistema Europeo delle Banche Centrali sui pagamenti interbancari, ed è l’aspetto che differenzia in modo decisivo questa unione monetaria dalle precedenti nella storia. Naturalmente nulla è per sempre e non si possono fermare le rivoluzioni, con o senza maiuscola. Basta essere consapevoli delle distruzioni che esse portano con sé, e metà del lavoro è fatta.

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Zingales: la crisi Ue era premeditata

Intervista di Luigi Zingales al sito tagli.me. Tutta da leggere, ma qui ci concentriamo sulla prima domanda, per fatto personale. Ci sono pure le note a margine del vostro titolare. Il mondo continuerà ad essere un posto molto complesso, comunque.

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Gli stipendi, vittima sacrificale della peggiocrazia italiana

Un grafico elaborato da JPMorgan illustra, per ognuno dei PIIGS, l’evoluzione di costo del lavoro nominale per unità di prodotto, disoccupazione e saldo delle partite correnti dall’inizio della crisi ad oggi. Le evidenze mostrano il nostro paese come deviante rispetto agli altri quattro. Che implicazioni da ciò?

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Il phastidioso Zingales

Clamoroso al Cibali: Luigi Zingales è “keynesiano“:

«Le economie del sud Europa rischiano di morire non solo di spread, ma anche di un eccesso di cura, ovvero di austerità. Se è giusto ridurre la spesa pubblica, fonte di corruzione e di inefficienze, è anche vero che l’effetto immediato di tale riduzione è un aumento della disoccupazione, che a sua volta causa una riduzione della domanda interna e quindi del Pil»

Keynesiano tra virgolette, s’intende.

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Zingales e il default che dobbiamo trovare da soli

In un editoriale pubblicato ieri sul Sole 24 Ore, il professor Luigi Zingales elabora una strategia “fai da te” (cioè alternativa agli improbabili eurobond) per rendere sostenibile il nostro debito. Abbiamo qualche dubbio che la soluzione proposta funzionerebbe.

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