Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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M5S

Il M5S e la privatizzazione del controllo degli atti amministrativi

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

in questo lungo e indigesto scritto ho espresso la sintetica tesi che il “caso Marra” a Roma è figlio legittimo della madre di tutte le “epocali” riforme devastanti della PA: quella elaborata da Bassanini, nel 1997, fondata sull’esaltazione dello spoils system e sulla totale eliminazione dei controlli preventivi esterni di legittimità (assi portati a termine da leggi successive, fino agli inizi degli anni 2000).

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Il miracoloso orto di Dibba

Con qualche ritardo, ma comunque il giorno successivo alla pubblicazione sul blog di Beppe Grillo della versione integrale e “tradotta bene“, un commento all’intervista che Alessandro Di Battista ha rilasciato al quotidiano conservatore tedesco Die Welt. Non un evento epocale, solo la conferma di quanto questi ragazzi siano profondamente confusi. Ciò premesso, a poco serve indagare se siamo di fronte a persone mosse da grande slancio ideale ma del tutto naif oppure ad un gruppo, orchestrato da un’organizzazione aziendale, che ha trovato la pietra filosofale per trasformare la rabbia in voti, prima del collasso finale di un paese che gioca disperatamente con la realtà.

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Così fan tutti, pure i grillini

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Che la giunta della capitale italiana sia messa in croce perché il sindaco incarica un assessore e non svela che sa che è iscritta nel registro degli indagati, violando così il codice del movimento cui appartiene alla luce del quale occorre sempre massima trasparenza, verità, onestà e curriculum mondati da ogni peccato, anche solo potenziale, può starci.

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Miraggi e raggiri

Adotta Un Neurone/Italia

C’è soprattutto una frase, nella storia della resistibile ascesa del M5S e del relativo campionario di rodomontate, sicumera, superiorità morale e moralistica, crassa ignoranza economica, che ci è rimasta in mente. La pronunciò Roberta Lombardi, durante la surreale diretta streaming dell’incontro con il povero (politicamente parlando) Pierluigi Bersani, quello che era andato alle urne praticamente premier e ne era uscito deputato quasi backbencher. La Lombardi, in quell’occasione, disse: “Noi non incontriamo le parti sociali, perché noi SIAMO le parti sociali”. Meraviglioso compendio di un movimento lunare e stralunato, che tutto voleva racchiudere, e che per questo motivo mai avrebbe accettato di governare in coabitazione con chicchessia. Pulsione verso il partito unico non in senso totalitario ma della pura utopia (che dei totalitarismi è tuttavia l’incubatrice).

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Un phastidioso upgrade

Ieri è accaduto un fatto piuttosto interessante: il rilancio di un vecchio post di Phastidio, per profilare il nuovo assessore al Bilancio di Roma, ha avuto nel giro di poche ore una sorprendente diffusione virale, con migliaia di visualizzazioni di pagina e centinaia di condivisioni sui social. Se siete abituati a leggere solo questi pixel, il post era questo. Dove si dava conto di come, nel corso di un’intervista a Lorenzo Salvia del Corriere, Angelo Raffaele De Dominicis avesse spezzato le reni alle agenzie di rating, novello procuratore di Trani ad honorem, tirando la volata nientemeno che a Barack Obama.

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Eurodivorzi tra specie consenzienti

Proseguendo nel lodevole scopo di comprendere e divulgare la politica economica di un eventuale governo grillino, il Sole tratta il tema del rapporto con Ue ed euro. Uscire dalla moneta unica e restare ìn Ue? Possibile, almeno a giudicare dalle ultime prese di posizione dei cittadini-portavoce, intenti ad armeggiare con il kit del piccolo chimico. Se non avete di meglio da fare, venite con noi in questi quattro passi nella psichedelia.

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Liquido, nazionalizzo, faccio il bail-in e non pulisco il water

In caso vi fosse sfuggito, vi segnaliamo un post apparso sul blog di Beppe Grillo che spiega come e qualmente sia possibile avere la botte piena e la moglie ubriaca, punire i cattivi e premiare i buoni, avere burro e cannoni, nell’ormai stucchevole caso di MPS. Un esempio da manuale di come si possa lisciare il pelo all’uditorio ed all’ignoranza, per portare a casa consenso, in attesa di arrivare nella stanza dei bottoni. E, ovviamente, rompersi i denti.

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Un paese da fiaba

Forse non molti tra voi, nel logorante turbinio della logorroica dichiarazia italiana, ricorderanno che Matteo Renzi, nella sua “scalata” al Pd ed al paese, aveva tra i propri punti fermi l’erogazione di cento euro mensili al popolo sofferente. Ancor meno numerosi quelli tra voi che ricorderanno che quei cento euro sarebbero dovuti andare a dipendenti e pensionati. Si sarebbe dovuto trattare di una forma di “riduzione del cuneo fiscale”, ed il costo di 20 miliardi di euro sarebbe stato finanziato attraverso un epico taglio ad una non meglio identificata “spesa intermediata” dalle amministrazioni pubbliche, per usare le parole di Renzi. Forse era la spesa per consumi intermedi, chi può dirlo.

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Soluzioni a cinque stelle in cerca di guai stellari

Il M5S ha prodotto una sorta di resumé dei problemi e delle criticità del sistema bancario italiano, oltre alle immancabili “soluzioni”. Che tuttavia nulla risolvono, se non l’abituale sete di demagogia e populismo da cui gli italiani sono vieppiù arsi, nella loro traversata nel deserto della Realtà. Proviamo con una piccola analisi solo un filo più ragionata di quella grillina, per puro divertissement. Dopo di che, attendiamo fiduciosi di vedere questi personaggi nella stanza dei bottoni, non prima di aver fatto scorta di popcorn.

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Pentafulminati

Pare che oggi usi così, ben più di ieri: si dice una scemenza e la si ripete ossessivamente, sino a prendere la cosiddetta opinione pubblica per sfinimento o per distrazione. Come leggere altrimenti la lisergica rivendicazione del giovane talentuoso pentastellato candidato a-non-si-sa-bene-cosa, almeno sin quando l’alta direzione non lo rimetterà a cuccia?

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