Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Matteo Renzi - page 17

Il gioco delle tre tavolette fiscali della Matteonomics

Economia & Mercato/Italia

Oggi, sul Sole c’è una intervista al senatore del Pd Yoram Gutgeld, noto per essere il consulente economico di Matteo Renzi, che illustra la sua proposta per rilanciare i consumi, che sono il grande latitante di questa sciagurata congiuntura. La proposta è una rielaborazione di altra, vecchia di un annetto, ma finisce inesorabilmente con l’arenarsi nelle secche della logica, prima che delle ristrettezze dei conti pubblici. E, anche in questo caso, con coperture fantasiose o di wishful thinking.

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Se la Spagna diventa il modello di Renzi

Il maggiore problema dei politici italiani è, non da oggi, il desolante provincialismo e la tendenza a non voler approfondire quanto accade fuori dall’Italia. Un vero peccato che questo tratto culturale riemerga pari pari anche nei portatori sani del nuovismo. E’ il caso di Matteo Renzi, che oggi ha scoperto il paese-modello, suo e della non meglio specificata “sinistra” italica.

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L’agenda economica di Renzi non mi convince. L’analisi di Seminerio

di Francesco De Palo – Formiche.net

Un pacchetto esile e non particolarmente originale. Definisce così le proposte sul fisco avanzate oggi da Matteo Renzi in una conversazione con Claudio Cerasa del Foglio l’economista Mario Seminerio, animatore del blog Phastidio.net. Seminerio osserva come magari le proposte potranno evolversi in modo comprensivo, ma al momento appaiono frammentate e slegate dalla reale percezione dei meccanismi economici.

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Profumo di antico nell’aria

Discussioni/Italia

Qualche considerazione molto spicciola ed in ordine sparso sull’esito delle primarie del centrosinistra, che hanno “incoronato” Pierluigi Bersani a front runner di coalizione alle prossime, mitologiche elezioni politiche. Il risultato finale è inequivocabile, segno che Renzi non ha praticamente intercettato voti degli elettori dei candidati eliminati al primo turno. Non che non lo si sapesse, peraltro, vista la levata di scudi contro il “corpo estraneo” di Firenze che ha segnato tutta questa consultazione.

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Una povera, piccola piazza

Adotta Un Neurone/Italia

I talk show politici italiani hanno ormai  acquisito una funzione fondamentale: quella di fungere da carburante per i lazzi ed i commenti sui social network. Ed anche Piazzapulita di Corrado Formigli non sfugge alla regola, ieri più che mai, con una puntata che ha brillantemente sintetizzato la condizione del paese. Tante chiacchiere e moltissimi distintivi.

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Se potessi avere cento euro al mese

Economia & Mercato/Italia

Intervistato dal vice direttore del Sole, Fabrizio Forquet, il sindaco di Firenze e candidato alle primarie del centrosinistra, Matteo Renzi, rilancia una proposta elettorale assai poco realizzabile, oltre che del tutto incoerente, ma che ha il grande vantaggio di essere immediatamente “sloganizzabile”, secondo canoni di comunicazione politica che ci sono ben noti.

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La forca degli Ottimati

Alla Leopolda, il professor Luigi Zingales si è cimentato non con l’economia ma con la sociologia, chiedendo che venga sradicata la “peggiocrazia” italiana, la cachistocrazia che sta distruggendo il paese con la pervasiva mancanza di senso civico che porta con sé. Questo è, a nostro giudizio, un tema fondamentale, la variabile soft ma terribilmente hard che spiega in amplissima misura il declino del paese.

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Caro Matteo, la soluzione esiste già. Da molti anni

Discussioni/Italia

Su Giornalettismo l’opinione del vostro titolare sui punti del programma di Matteo Renzi relativi all’economia. Very commonsense, ma com’è che finora nessuno, pur avendo correttamente identificato le maggiori aree di intervento, è riuscito ad incidere sulla realtà? Certo, se Renzi ce la facesse saremmo di fronte ad un evento sovrannaturale, ma mai mettere limiti alla Divina Provvidenza. Ma non tutto il male vien per nuocere. Se l’altro Unto del Signore (che sta ormai stancamente percorrendo il suo Sunset Boulevard volgendosi di continuo a guardare il lato B delle signore che incrocia) decidesse di lasciare il palcoscenico con stile, mettendo un voto di fiducia su questi punti (che sono impliciti nel “Contratto con gli Europei”), forse, ma solo forse, potremmo evitare di finire come la Grecia.

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