Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Media - page 3

Sussidio a domicilio

Economia & Mercato/Italia

E’ di ieri la notizia che Dino Boffo, l’ex direttore di Avvenire e di Tv2000, licenziato da quest’ultima lo scorso febbraio in modo non particolarmente consensuale, sarebbe stato riassunto con la bizzarra qualifica di “dipendente a casa”, senza obblighi di scrittura né vincoli di presenza in redazione, e resterà in questo magico stato di animazione sospesa e retribuita sino a maturazione della pensione. Dove sta il problema, direte voi?

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Il sorpasso e un paese malmesso

Mentre attendiamo fiduciosi il tweet di qualche cocorito governativo su quanto siamo ganzi ora che il rendimento del Btp decennale è sceso sotto quello del Gilt britannico, e reprimendo a stento il raccapriccio per quanto ascoltato ieri sera in un servizio del tg de La7, in cui si è sostenuto che ciò sarebbe avvenuto “perché siamo più affidabili” (postulando quindi che il Regno Unito e l’Italia siano nel frattempo divenuti parte della stessa area valutaria), ci è gradita l’occasione per segnalarvi che, nel panorama della stampa italiana, non ci sono solo tenebre, quando si parla di economia.

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Maestri e allievi

Adotta Un Neurone/Italia

«[Silvio Berlusconi] È convinto che certe sue proposte, contenute nel programma elettorale 2013, siano state copiate con profitto dallo spagnolo Rajoy e dal britannico Cameron»

Ugo Magri, La Stampa

A noi però sfugge come sia possibile che, proposte “contenute nel programma elettorale 2013” di Berlusconi possano essere state “copiate con profitto” da premier che sono al potere rispettivamente da dicembre 2011 e da maggio 2010. O forse Rajoy e Cameron hanno copiato solo nell’ultimo anno il programma del deCav, consentendo alle rispettive economie di spiccare il volo? Ah, saperlo. Come che sia, il Made in Italy trionfa ancora.

Quando ci sarà Lui, caro lei

Oggi, sul Messaggero, commento dell’ultrarenzista Marco Conti sulla risposta di Matteo Renzi a Mario Draghi e più in generale sulla posizione negoziale del nostro paese in Europa. Ed è un sinistro rullare di tamburi di guerra.

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Vieni avanti, renzino

E’ antica e consolidata tradizione dei media italiani quella di presentare le trasferte estere dei nostri premier come dei successi epocali, destinati a cambiare per sempre il corso del maestoso Fiume della Storia. Anche le gesta fuori patria di Matteo Renzi non fanno eccezione, anzi: fanno epopea.

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E’ la Cina a respirare, non il mondo

Economia & Mercato/Esteri

Su la Stampa, un commento al dato di bilancia commerciale cinese di maggio (che segna un avanzo di 36 miliardi di dollari, contro i 20,4 miliardi di avanzo dello stesso mese del 2013), conferma che, a volte, grande è la confusione sotto il cielo del giornalismo economico italiano.

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Cause, effetti, miraggi

Lancio Ansa di questa mattina alle 9.28, probabilmente prima di aver preso il caffè:

Eni: effetto Libia in piazza Affari (-2,6%)
Effetto Libia per Eni in Piazza Affari. Il titolo del Cane a Sei Zampe scivola e cede il 2,74% a 18,11 euro dopo le sparatorie e l’attacco al Parlamento a Tripoli. Gli analisti di Intermonte sottolineano in una nota come “ad appena due giorni dal suo riavvio, il giacimento di El Feel (65% Eni e 35% Statoil) è tornato a fermarsi in scia ad una nuova ondata di proteste”, con ripercussioni negative sulla produzione di Eni.

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Il paradiso dei traduttori

Oggi sul sito di Milano Finanza è riportata una valutazione di George Soros sulle prospettive d’investimento per l’oro. E fin qui, nulla di rilevante. La cosa più problematica del pezzo è in realtà l’utilizzo della lingua inglese con annessa traduzione.

Già il titolo dell’articolo parte con un inquietante safe heaven, in luogo del corretto safe haven. Fin qui, si potrebbe invocare l ‘abituale titolista, radice di tutti i mali del mondo. Il problema è che l’articolista utilizza l’espressione anche nel corpo dell’articolo e, non paga, si mette pure a tradurla con un raccapricciante e neppure letterale “paradiso tranquillo”. Perché notoriamente i “paradisi” possono anche essere agitati e caotici, oltre che insicuri, soprattutto quelli ricchi di mele.

Lo sappiamo: c’è grossa crisi per l’editoria, la raccolta pubblicitaria è in caduta verticale eccetera. Ma questo non dovrebbe essere un alibi per mandare al diavolo anche tutto il resto.

Update – Il safe heaven diventa haven ma resta “paradiso sicuro”. Non si può avere tutto, nella vita.

Fuori controllo

Nuove prove documentali che il “più grande imprenditore italiano del Dopoguerra” parla di cose che non conosce. Non che di tali prove ce ne fosse bisogno, ma qui proprio mancano i fondamentali.

«Gli italiani non devono preoccuparsi dello spread perché è la differenza tra quello che deve pagare la Banca d’Italia su titoli di prima emissione e quello che paga la banca tedesca, e non ce ne può importare di meno”. Lo afferma Silvio Berlusconi, nel corso di Uno mattina»

Ovviamente le cose non stanno in questi termini.

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I Hope That I Manage

Spettacolare lancio dell’agenzia TMNews, in cui si dà conto della posizione del commissario Ue al mercato interno, Michel Barnier, sull’ormai stucchevolmente famigerato mercato dei derivati finanziari:

“Non mi pronuncio su una questione sotto l’analisi della giustizia”. Il commissario europeo ha però voluto trarre spunto dalla questione per ribadire l’impegno dell’esecutivo comunitario, e il suo personale in quanto responsabile del Mercato interno, sul rimettere l’intero settore finanziario sotto controllo tramite una adeguata regolamentazione. “Non ho certo atteso il caso Mps per muovermi”, ha detto, rivendicando di aver presentato numerose proposte regolamentari negli ultimi anni e mesi, di cui varie sono già state adottate a livello comunitario.

Vi sono anche nuove regole sul settore dei prodotti finanziari derivati, che hanno un volume di affari totale di 600.000 miliardi di dollari l’anno a livello globale, di cui “l’80 per cento è fuori contatore. In Europa metteremo luce su chi non ama averla addosso – ha promesso Barnier – e gli americani faranno altrettanto”

Probabilmente vi starete chiedendo di che diavolo di “contatore” si stia parlando, in questo contesto. Ebbene, temiamo si tratti della traduzione piuttosto spericolata di “over the counter“, che in finanza significa “scambiato al di fuori di un mercato regolamentato e centralizzato”. Che dire? In primo luogo, che siamo stati fortunati: potevano anche tradurlo come “senza obbligo di prescrizione medica”. Proviamo con “Talk about how you eat“?

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