Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Mercati-finanziari

Fermate il mondo ed alzate i tassi, la Germania vuole scendere

Nel suo editoriale settimanale sul Financial Times, Wolfgang Munchau riconduce l’intemerata di Wolfgang Schaeuble contro la politica monetaria non convenzionale della Bce di Mario Draghi alla pressione che i tassi negativi esercitano sui bilanci di banche ed assicurazioni, che come noto sono l’architrave del sistema finanziario tedesco. Anche di quello italiano, a dire il vero, ma sono dettagli che a breve analizzeremo.

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Ignorare per deliberare

Continua il calvario percorso parlamentare della cosiddetta legge sulla concorrenza, quella che in astratto dovrebbe aumentare il benessere dei consumatori. Almeno quella sarebbe l’idea, pur con tutte le limitazioni ed i caveat del caso, in un paese economicamente analfabeta, patria del socialismo surreale e divorato dai conflitti d’interesse. Ieri, tra le altre cose, si è deciso che i consumatori-risparmiatori italiani devono essere protetti dalla realtà. Passiamo il tempo a dire le peggiori cose possibili del nostro legislatore ma siamo degli ingrati, questa è la verità.

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La grande sconfitta delle banche centrali

Discussioni/Economia & Mercato

I violenti spasmi dei mercati azionari, e segnatamente del settore più sistemico che esista, quello delle banche, sembrano indicare che, contrariamente a quanto anche da noi sempre pensato sin qui, le banche centrali siano ormai diventate le prime vittime dei loro passati successi. O meglio che, dopo aver vinto molte battaglie, stiano per perdere la guerra.

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Federal Reserve, l’oracolo muto che non rassicura i mercati globali

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La riunione della Federal Reserve del 27 gennaio è terminata con un comunicato in cui, in modo piuttosto anomalo rispetto alla prassi, non sono state fornite valutazioni sui rischi di scenario, cioè sulla direzione verso cui la Banca centrale Usa vede evolvere la congiuntura nel breve periodo. Questa circostanza ha aumentato l’incertezza sui mercati finanziari, che da inizio anno sono sottoposti a un martellamento ribassista che ha spinto alcuni osservatori a preconizzare una imminente deriva recessiva globale.

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Partito democratico della correlazione spuria

Da qualche giorno il Partito democratico ed il nostro vulcanico premier hanno deciso di tentare di confutare la palmare evidenza di una ripresa indotta in misura determinante da fattori esterni utilizzando un nuovo argomento: lo spread tra il rendimento del titolo di stato decennale italiano e quello spagnolo. Questa, a giudizio dei piddini, sarebbe la prova provata del fatto che l’Italia sta facendo di più e meglio di altri, a parità di congiuntura. Analizziamo anche questa (sospiro).

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Cina, la sanguinosa transizione prosegue

Economia & Mercato/Esteri

L’anno è iniziato in modo decisamente turbolento, per i mercati finanziari globali, con la Cina che ha messo in scena la riedizione dello psicodramma azionario della scorsa estate ma con qualche elemento di inquietudine in più, legato al deterioramento della sua congiuntura. Proviamo a spiegare perché questa instabilità non passerà tanto presto.

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Cosa hanno in comune hedge fund e pensionati?

Economia & Mercato

Una delle regole auree degli investimenti è quella che richiede che un portafoglio sia ampiamente diversificato. Senza scomodare Markowitz, il CAPM, l’APT e quant’altro, ci si può arrivare anche per puro senso comune. E allora come commentare il fatto che raffinati (o presunti tali) investitori, che l’iconografia vede come degli alchimisti intenti a trasformare la carta in oro, oppure massicci fondi sovrani, il cui solo nome evoca un’idea di quasi onnipotenza e più in generale intenti istituzionalmente a far soldi coi soldi, riescano ad avere un terzo del portafoglio su un singolo nome, che guarda caso capita pure che si schianti per qualcosa di simile al regulatory risk, o che avessero qualcosa come oltre l’8% di portafoglio in un nome che da sempre è noto per il suo pericoloso eccesso di leverage, in un contesto in cui i prezzi delle materie prime sono in caduta libera, e manco da pochi giorni? Ah, saperlo. Un po’ come il pensionato bisognoso di protezione che decide di mettere tutta la liquidazione in un titolo solo, “perché mi hanno detto che è una società solida”. A volte può anche andargli molto bene, peraltro. Ma quella è esattamente l’essenza del concetto di mancata diversificazione.

Sorpresa, la Fed è immersa nel mondo

Economia & Mercato/Esteri

E così, alla fine, la Fed di Janet Yellen ha deciso di non procedere al primo, “storico” rialzo dei tassi ufficiali d’interesse dopo la Grande Recessione, ponendo fine a settimane se non mesi di purissima paranoia di mercato ed aprendo la strada ad altrettante settimane e mesi di purissima paranoia di mercato. Qualcosa di rilevante, anche senza spingersi a definirlo “storico”, è invece contenuto nel comunicato finale del FOMC, al passaggio in cui si citano “recenti sviluppi globali economici e finanziari”, in grado di “frenare in qualche modo l’attività economica e di mettere ulteriore pressione al ribasso all’inflazione nel breve termine”, motivo per cui serve proseguire nel cosiddetto “accomodamento monetario”. La Fed (e gli Stati Uniti) sono parte del mondo, ora è proprio ufficiale.

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La valanga che Pechino non ha saputo fermare

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il drammatico crollo dei mercati azionari di ieri, preannunciato nei giorni e settimane precedenti da sinistri scricchiolii, quasi tutti originatisi in Cina, segna la sconfitta epocale della tecnocrazia monopartitica di Pechino, sin qui considerata quasi onnisciente. Ma per indurre una simile deflagrazione planetaria è stato ovviamente determinante il concorso di mercati finanziari sempre più interconnessi ed integrati, e di condizioni di liquidità globale che è al contempo abbondante e scarsa.

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