Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Mercati-finanziari - page 2

Cosa hanno in comune hedge fund e pensionati?

in Economia & Mercato

Una delle regole auree degli investimenti è quella che richiede che un portafoglio sia ampiamente diversificato. Senza scomodare Markowitz, il CAPM, l’APT e quant’altro, ci si può arrivare anche per puro senso comune. E allora come commentare il fatto che raffinati (o presunti tali) investitori, che l’iconografia vede come degli alchimisti intenti a trasformare la carta in oro, oppure massicci fondi sovrani, il cui solo nome evoca un’idea di quasi onnipotenza e più in generale intenti istituzionalmente a far soldi coi soldi, riescano ad avere un terzo del portafoglio su un singolo nome, che guarda caso capita pure che si schianti per qualcosa di simile al regulatory risk, o che avessero qualcosa come oltre l’8% di portafoglio in un nome che da sempre è noto per il suo pericoloso eccesso di leverage, in un contesto in cui i prezzi delle materie prime sono in caduta libera, e manco da pochi giorni? Ah, saperlo. Un po’ come il pensionato bisognoso di protezione che decide di mettere tutta la liquidazione in un titolo solo, “perché mi hanno detto che è una società solida”. A volte può anche andargli molto bene, peraltro. Ma quella è esattamente l’essenza del concetto di mancata diversificazione.

Sorpresa, la Fed è immersa nel mondo

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

E così, alla fine, la Fed di Janet Yellen ha deciso di non procedere al primo, “storico” rialzo dei tassi ufficiali d’interesse dopo la Grande Recessione, ponendo fine a settimane se non mesi di purissima paranoia di mercato ed aprendo la strada ad altrettante settimane e mesi di purissima paranoia di mercato. Qualcosa di rilevante, anche senza spingersi a definirlo “storico”, è invece contenuto nel comunicato finale del FOMC, al passaggio in cui si citano “recenti sviluppi globali economici e finanziari”, in grado di “frenare in qualche modo l’attività economica e di mettere ulteriore pressione al ribasso all’inflazione nel breve termine”, motivo per cui serve proseguire nel cosiddetto “accomodamento monetario”. La Fed (e gli Stati Uniti) sono parte del mondo, ora è proprio ufficiale.

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Euro nipponico

in Economia & Mercato/Unione Europea

In molti si sono chiesti per quale motivo, in occasione delle forti turbolenze di questi giorni sui mercati, la moneta unica europea si è apprezzata in modo vistoso, soprattutto contro dollaro. La risposta più verosimile risiede in quanto fatto sinora dalla Bce, o meglio nella reazione a tale apprezzamento.

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La valanga che Pechino non ha saputo fermare

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il drammatico crollo dei mercati azionari di ieri, preannunciato nei giorni e settimane precedenti da sinistri scricchiolii, quasi tutti originatisi in Cina, segna la sconfitta epocale della tecnocrazia monopartitica di Pechino, sin qui considerata quasi onnisciente. Ma per indurre una simile deflagrazione planetaria è stato ovviamente determinante il concorso di mercati finanziari sempre più interconnessi ed integrati, e di condizioni di liquidità globale che è al contempo abbondante e scarsa.

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Il conto della super-bolla cinese dovremo pagarlo anche noi (e presto)

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il mercato azionario cinese ha vissuto le ultime settimane all’insegna di una forte volatilità, per usare un eufemismo, ma anche di un interventismo delle autorità che ha prodotto esiti surreali ed una manipolazione dei prezzi che potrebbero anche far sorridere, se non ci trovassimo di fronte ad un paese che sta tentando al contempo di fare convergere i propri mercati finanziari verso standard occidentali e disinnescare il crescente rischio di scoppio di una bolla creditizia che avrebbe conseguenze molto pesanti sulla congiuntura mondiale.

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Cina, la bolla e la farsa

in Economia & Mercato/Esteri

Prosegue senza sosta il martellamento ribassista sulle azioni cinesi, malgrado i disperati e spesso grotteschi tentativi del regime di stendere una rete protettiva sotto le quotazioni. Mai come in questo caso è valso il motto “uno sciocco ed i suoi soldi si separano presto”, ma questa vicenda rischia di danneggiare la credibilità del partito e dei suoi onnipotenti tecnocrati, oltre che gettare i semi per qualcosa di più pericolosamente destabilizzante.

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Cina, al margine del disastro

in Economia & Mercato/Esteri

Che accade quando un paese a partito unico ed una ossimorica economia capitalistica centralmente pianificata decide di instradare le masse verso il mercato azionario? Che il rischio di produrre caduti sul campo di battaglia del rapido arricchimento aumenta esponenzialmente. E che le successive mosse delle autorità per contenere le ricadute di tali guasti ne producano di altri, ancora più gravi.

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C’è sempre qualcuno più cantastorie di te, che te le canta

in Economia & Mercato

Da alcuni giorni sui mercati finanziari è in atto un movimento che genericamente potremmo definire di correzione del grande rally (o forse meglio sarebbe definirlo grande ubriacatura) degli ultimi mesi. In sintesi, tutte le magiche congiunzioni astrali che avevano concorso a produrre la speranza di una vigorosa ripresa dell’Eurozona (cambio dell’euro, rendimenti obbligazionari, prezzo del greggio) stanno sperimentando una inversione di tendenza che ha preso vigore negli ultimi giorni. Solo una correzione o altro? E come impatterà questo movimento sull’economia reale?

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Il tesorettone dei fondi pensione

in Economia & Mercato/Italia

Ieri il premier Matteo Renzi è tornato alla carica su quello che appare il suo punto fermo per la ripresa degli investimenti: il ruolo dei fondi pensione. L’analisi e l’auspicio appaiono tuttavia piuttosto deboli, poggiando su premesse di scarsa conoscenza della realtà di cui si tratta.

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Vittime del tasso zero

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri

Il Financial Times si occupa del contraccolpo che il tasso zero (ma ormai sempre più spesso negativo) è destinato ad infliggere ad assicurazioni e fondi previdenziali. In particolare alle prestazioni contrattualmente fissate in altra era geologica, quella in cui i rendimenti obbligazionari erano confortevolmente positivi. Il mondo è cambiato, almeno così pare. Chi non si attrezza è perduto. Ma anche chi lo fa, rischia di avere scompensi non lievi, di vario tipo.

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Risparmio e strabismo, italico dirigismo

in Economia & Mercato/Italia

Oggi, sul Sole, un articolo dell’ottimo Morya Longo mette l’accento sull’apparentemente insufficiente afflusso di risparmio privato italiano all'”economia reale”, stimato in circa il 10% dello stock totale. Il tema è piuttosto delicato, e rischia di prestarsi a letture strumentali da parte del potere politico, soprattutto nell’attuale congiuntura del nostro paese. Anzi, no: la strumentalizzazione è già in atto.

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Pistole fumate

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Ieri sui giornali italiani è apparsa la notizia sulle nuove carte depositate dalla Procura di Trani e relative al processo contro le agenzie di rating S&P e Fitch, che si aprirà il 5 marzo, accusate di “aver manipolato il mercato generando il panico e alimentando speculazioni ai danni del nostro Paese”. Nientemeno. Ora la procura di Trani ha “scoperto” un’altra nefandezza da komplottone carpiato contro l’Italia: Standard & Poor’s diventa il killer, e Morgan Stanley il mandante. Abbiamo inventato un sottogenere letterario entro il ricchissimo filone della cospirazione. Il problema è non solo e non tanto la procura di Trani, ma la stampa italiana. Tanto per cambiare.

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Tuttospurio

in Adotta Un Neurone/Italia

In una giornata di calma piatta in termini di flussi di notizie, ci resta un po’ di sano cazzeggio di alleggerimento, anche per permettere l’ossigenazione cerebrale ai piccoli condottieri da social network che scatenano le truppe brandendo posate di plastica, dentro i loro bunker con pareti imbottite. La correlazione causale del giorno vi è gentilmente offerta da Tuttosport.

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L’opzione fumante

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Ieri, sul Sole, e rilanciato oggi da altri organi di stampa, è comparso un articolo che, nel filone delle indagini sul presunto insider trading sulle banche popolari, tenta di fare luce sugli scambi di derivati (opzioni) che potrebbero rappresentare prova di “anomalie”. Il filone sta diventando talmente appassionante che il rischio di perdere di vista la realtà ed i termini della questione è ormai certezza.

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Di monetine e schiacciasassi

in Economia & Mercato/Esteri

La storia non insegna mai nulla, soprattutto sui mercati. Tra le vittime del cigno nero fuggito dall’allevamento svizzero, al momento la più eclatante è un hedge fund basato a Miami, di portafoglio pari a 830 milioni di dollari, che è stato abbattuto dal rialzo del franco svizzero. E non era un fondo investito in franchi svizzeri. Ulteriore motivo per riflettere su alcune perversioni, linguistiche e finanziarie.

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Venezuela, il capitalismo corre in soccorso

in Economia & Mercato/Esteri

Per la serie il bieco capitalismo colpisce ancora, pare che il Venezuela stia trattando con la malvagia entità nota come Goldman Sachs per ottenere liquidità attraverso la cessione di propri crediti verso altri paesi fratelli, a cui sinora ha offerto generosi sussidi sulle forniture di petrolio.

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Macromonitor – 30/11/2014

in Economia & Mercato

Nuovi massimi storici per l’azionario statunitense, nella settimana del Thanksgiving. Cedimento delle materie prime indotto dal crollo del 10% del petrolio, dopo il mancato taglio di produzione da parte dell’Opec.

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Baffone Reloaded, dalla vodka con furore

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes

Oggi, per alleggerirci lo spirito in mezzo a tante angustie, vi segnaliamo un fantastico post di Giulietto Chiesa, riccamente ingemmato di tesi psichedeliche fatte di cospirazionismo (col tema di fondo ben agganciato alle pareti cerebrali: nessuno tocchi la Grande Madre Russia) e purissimo analfabetismo economico. E quindi, la conclusione sorge spontanea: Giuliè, grazie di esistere!

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Macromonitor – 16/11/2014

in Economia & Mercato

Continua il positivo andamento degli indici azionari, soprattutto per gli Stati Uniti, a nuovi massimi storici assoluti. Ancora ribassi per le materie prime, soprattutto a causa del petrolio.

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