Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Mercati-finanziari - page 21

Che sia ancora colpa della Bce?

in Economia & Mercato/Video

Nelle stesse ore in cui la Fed reagiva al crollo delle borse mondiali con un imponente ed inatteso taglio intermeeting per scongiurare un global meltdown, i francesi di Société Générale erano affannosamente ed angosciosamente impegnati a chiudere posizioni lunghe sui futures azionari di mezzo mondo. Tutti possono sbagliare, s’intende, ma a SocGen sono andati oltre: un trader trentunenne è riuscito ad aggirare i controlli interni del proprio risk management e ad accumulare posizioni lunghe (cioè acquisti) su futures azionari attraverso “elaborate operazioni fittizie“, come sono state definite dalla stessa banca francese in un imbarazzato comunicato. Il danno è stato tanto imponente quanto surreale: tre giorni, da lunedì a mercoledì, per chiudere le posizioni, contribuendo pesantemente ai ribassi almeno dove e quando gli scambi erano più sottili, e portando a casa una perdita da trading di 4,9 miliardi di euro. Tutto per l’azione di un solo rogue trader, la cui impresa fa impallidire le gesta del mitico Nick Leeson.

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Ottovolante

in Economia & Mercato/Rassegna Stampa

Per chi, come noi, lavora sui mercati finanziari, ogni scoppio di volatilità rappresenta un momento di risveglio, dopo il letargo dei trend eterni ed immutabili. Ecco perché ringraziamo (malgrado tutto), l’esplosione ribassista sui mercati azionari e del credito, che ha innescato specularmente una forte ripresa delle quotazioni dei titoli di stato, visti come rifugio sicuro. Per questo vi invitiamo a seguire il sito, curato dal vostro titolare e dal collega JCF, che in questi giorni ci appare ben più stimolante delle beghe terzomondiste del cortile italiano e dei suoi petulanti blogger candidati al nulla. In particolare, questo post spiega la tempesta perfetta di ieri.

Le crisi delle borse: che sta accadendo?

in Economia & Mercato

Di tutti i probabili responsabili della forte correzione dei mercati azionari globali, in atto da alcuni giorni, sono soprattutto due i principali indiziati: la riduzione del carry trade sullo yen giapponese e l’apparente deterioramento macroeconomico dell’economia statunitense. Proviamo ad analizzarli.

Lo yen è oggi salito al massimo da quasi tre mesi contro dollaro e le borse asiatiche hanno esteso il movimento ribassista, inducendo gli investitori a ridurre gli investimenti rischiosi finanziati indebitandosi in yen. Negli ultimi 5 giorni lo yen ha guadagnato il 4.6 per cento contro dollaro, l’11 per cento contro il rand sudafricano (una valuta ad alto rendimento) ed il 6.8 per cento contro la sterlina, nuovo massimo dallo scorso ottobre, per effetto del riacquisto, da parte degli investitori, di yen destinati a ripagare prestiti accesi nella divisa giapponese, l’essenza del carry trade.

Il mercato appare quindi in modalità di riduzione del rischio, e tutti i cross valutari contro yen stanno venendo interessati dal movimento. A ciò si aggiunge il rapporto governativo che mostra che le aziende giapponesi stanno investendo a passo più rapido delle attese, circostanza che rafforza la probabilità di un aumento dei tassi nipponici. Il dato dell’investimento può indurre il governo a rivedere al rialzo, il prossimo 12 marzo, la propria stima di crescita del prodotto interno lordo del quarto trimestre 2006, che mostrava una crescita del 4.8 per cento annualizzato, la migliore da oltre due anni. Continua su Epistemes.org

 

Come si fabbrica un guru della finanza

in Economia & Mercato/Riletture

Un tizio che dichiara di essere editore di una newsletter azionaria affitta una casella postale a un indirizzo di comodo, si inventa roboanti qualifiche accademiche e/o professionali e spedisce delle lettere a potenziali abbonati, magnificando di essere in possesso di un miracoloso software per la selezione dei titoli azionari, basato su complessi algoritmi di screening dell’universo investibile, oltre che su una pluriennale esperienza di investimento, un eccellente track-record e (cosa che non guasta mai) delle buone connessioni nel mondo della gestione di portafogli e della finanza più in generale.

Supponete di essere uno dei destinatari di queste lettere e di ricevere per sei settimane consecutive delle previsioni esatte su un determinato indice azionario. Vi abbonereste alla newsletter? E cosa fareste se riceveste dieci previsioni esatte di fila?

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