Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Mercato-del-lavoro

Un mercato del lavoro bloccato a metà del guado

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Un corsivo di Rita Querzé sul Corriere è un’ottima occasione per fare il punto sulla condizione complessiva del mercato italiano del lavoro, al termine di una legislatura che ha visto molte innovazioni, altrettanti errori e la permanente esiguità di risorse investibili, che fa di ogni riforma un libro dei sogni, e che al culmine della disillusione innesca il movimento pendolare della restaurazione, che è la risposta sbagliata a problemi reali.

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In Italia la produttività è un trascurabile dettaglio

in Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Può esservi nuova e maggiore occupazione se la produttività del lavoro è bassa, come conferma l’Istat per l’Italia? A leggere l’intervista rilasciata dal commissario per la spending review, Yoram Gutgeld, al Corriere della sera del 16 novembre, parrebbe proprio di sì e che, in più, prima le politiche debbono favorire l’occupazione, mentre la produttività può considerarsi come un accessorio subordinato.

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Tempo indeterminato a rischio estinzione?

in Economia & Mercato/Italia

Tra tutte le cose di cui ci saremmo anche stancati, col dibattito tribale che le accompagna, c’è sicuramente lo stato del mercato del lavoro. Ma il dato Istat di oggi, riferito al mese di settembre, non può essere serenamente ignorato visto che conferma ed accentua, su base annuale, quanto si vede da qualche tempo. E cioè che il tempo determinato è ormai quasi padrone del campo, nella creazione di nuovi impieghi, mentre il tempo indeterminato diventa sempre più raro. Spazio per riflessioni politiche serie ce n’è molto, ma è assai improbabile che venga utilizzato.

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Boom di contratti precari: sicuri che il Jobs Act sia stato un successo?

in Economia & Mercato/Italia

So che siete stanchi del dibattito sull’attribuzione dei meriti per la creazione di occupazione in Italia: lo sono anch’io, quanto e più di voi. Ma penso sia comunque utile valutare il fenomeno e contestualizzarlo nel quadro della ripresa congiunturale europea, che è innegabile e discretamente vigorosa. Poi, la politica è l’arte delle correlazioni spurie, come noto. E allora leggiamo il dato sul mercato italiano del lavoro in agosto, e facciamoci qualche domanda.

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Perché la definizione di disoccupazione non è un complotto Istat

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Dall’inizio della crisi gli italiani sono diventati grandi esperti di occupazione e disoccupazione. Come fatalmente accade in questi processi di apprendimento con corsi progrediti tenuti sui social network (la famosa università di Twitter che sta affiancandosi e sostituendo quella non meno celebre “della vita”), i discenti sviluppano anche un robusto cospirazionismo, che li porta a vedere manipolazioni ovunque, dalle rilevazioni statistiche alle definizioni che ne sono alla base. Ecco perché s’impone un piccolo momento pedagogico-didascalico, di quelli del tutto inutili e che scivoleranno sul teflon di cui la vostra conoscenza è fatta. Ma non c’è problema, notoriamente vado pazzo per le cause perse.

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Una ripresa ciclica, a tempo determinato e per nulla jobless

in Economia & Mercato/Italia

Pubblicato oggi da Istat il rapporto sul mercato italiano del lavoro nel secondo trimestre. Da esso si possono trarre alcune inferenze sull’impatto che la ripresa in corso sta esercitando sul lavoro. Alcune di esse vanno contro la percezione comune, altre confermano che sarà molto difficile attendersi recuperi importanti di produttività, in questa espansione, che conferma alcuni segni distintivi prettamente congiunturali.

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Bonus under 30, rischio di un “gradone” contributivo e di arbitraggi di manodopera

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

L’ipotesi di dimezzamento dei contributi, con un tetto di 3.250 euro, per le assunzioni di giovani sino a 29 anni di età (ma si sta tentando di arrivare sino a 32, se la Ue dovesse concederlo) per i primi due-tre anni dall’assunzione rappresenta l’ennesima riduzione incompiuta del costo del lavoro e si colloca in una consolidata tradizione.

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Sgravi contributivi per giovani, come cannibalizzare l’apprendistato

in Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

l’illusione che gli “800 mila posti di lavoro in più” (dei quali non si è accorto nessuno) siano frutto del Jobs Act e non conseguenza preponderante della permanenza al lavoro forzata dalla legge Fornero, continua a sedurre il Governo. In particolare, l’Esecutivo resta fortemente convinto che l’occupazione possa crescere per imposizione di legge; lo stesso errore commesso per gli appalti che si supponeva dovessero essere rilanciati dal nuovo codice dei contratti. E invece?

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Il miracolo del Jobs Act che aumenta lo stipendio dei nuovi assunti

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Oggi sul Sole trovate un interessante intervento del professor Marco Leonardi, consigliere economico della Presidenza del Consiglio, in cui viene formulata un’ipotesi suggestiva: quella secondo cui, per citare il titolo del commento, “Jobs Act e decontribuzione spingono in alto i salari”. Dopo averlo letto, e pur apprezzando l’architrave economica del ragionamento, è difficile sfuggire alla sensazione che vi siano non poche forzature nell’inferenza.

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Miracoli sul lavoro, inattivi in calo. Ma c’è il trucco: la riforma Fornero

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Una delle peculiarità dei dati sul mercato italiano del lavoro è la significativa riduzione in atto da tempo nel numero di inattivi. L’interpretazione comune e corrente di questo fenomeno, spinta da fonti governative e soprattutto da Matteo Renzi, è che si tratterebbe di una forma di ritrovato dinamismo del mercato del lavoro, sospinto dalla ripresa congiunturale e dalle innovazioni prodotte dal Jobs Act, anche se non è chiaro quale sarebbe il nesso causale, come per quasi tutto quello che riguarda questa riforma. Meno inattivi equivale a più persone che tornano a cercare lavoro, è la spiegazione che si tende a dare, mutuata dai testi di economia.

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La ripresa italiana vista dal lato della domanda di lavoro

in Economia & Mercato/Italia

Ieri Istat ha pubblicato le stime preliminari dei posti di lavoro vacanti nel secondo trimestre di quest’anno nelle imprese di industria e servizi. In pratica, il mercato del lavoro visto non dal lato dell’offerta ma da quello della domanda, cioè delle imprese. Una serie storica ancora molto giovane, visto che è stata avviata nel 2010, ma utile per valutare il dinamismo del mercato. Nell’ultimo trimestre i dati sono confortanti.

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Perché il Jobs Act ha fallito nel rilanciare il tempo indeterminato

in Contributi esterni/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

poniamo vi sia un imprenditore, in grado di assumere qualcuno nella sua azienda, in Italia. Il Jobs Act, come è noto, ha messo a regime la totale liberalizzazione del contratto di lavoro a tempo determinato, introdotto dal c.d. decreto Poletti, sicché detto imprenditore può attivarlo senza dover specificare alcuna causa giustificativa (come invece avveniva in passato) e può modularne la durata in maniera estremamente flessibile, grazie all’opportunità di utilizzare 5 proroghe nell’arco della durata massima di 36 mesi.

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Dietro il “boom” di occupazione femminile

in Economia & Mercato/Italia

Ieri Istat ha pubblicato il dato sul mercato italiano del lavoro in giugno. Nulla di epocale se non la considerazione che il tasso di occupazione femminile ha toccato il poderoso livello di 48,8% (questa è ironica, mi raccomando) e tuttavia si tratta del miglior risultato dall’inizio di questa serie storica, cioè dal 1977. Immediati i compiaciuti lanci di agenzia di provenienza governativa, al solito. Ma fu vera gloria?

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Salvare Trump dalla realtà

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Nuova, ennesima cocente sconfitta per il povero presidente degli Stati Uniti. O meglio, per il suo partito, che resta spaccato e non riesce a far avanzare la rottamazione e contestuale sostituzione dell’Obamacare, la riforma sanitaria attuata dal predecessore di Donald Trump, e che ha dato copertura assicurativa a più di 20 milioni di persone. Ma c’è anche altro, nella quotidiana dose di ceffoni che la realtà assesta al palazzinaro capitato alla Casa Bianca per uno scherzo di pessimo gusto della Storia.

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Lo stagista super-specializzato e il Jobs Act non completato

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

La vicenda dell’inserzione del Gruppo Dimensione riferita ad un’offerta di tirocinio è la dimostrazione definitiva di come in Italia qualsiasi strumento di politica del lavoro finalizzata all’avvicinamento dei lavoratori alle imprese è sostanzialmente travisato e piegato verso utilizzi che finiscono per dare corso al dumping salariale.

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Dosi di assurdo

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes

Prosegue la sfilata di “esperti” che si avvicinano al M5S per dare una mano nella elaborazione di policy, partendo da un terreno condiviso. Dopo il sociologo Domenico De Masi, di cui ci siamo occupati in più occasioni, ecco s’avanza l’economista Giovanni Dosi, della Scuola Superiore S. Anna di Pisa, che oggi si è esibito in un convegno alla Camera sullo “Stato innovatore”, a cui ha partecipato anche la vestale statale, Mariana Mazzucato. Dosi è stato intervistato ieri dal Fatto, e l’0ccasione ci è quindi gradita per valutare la sua visione su reddito di cittadinanza e dintorni, anche dopo che i grillini hanno rettificato le coperture in direzione di una bella stangata fiscale, di quelle che avrebbero fatto venire i lucciconi d’emozione a Fausto Bertinotti.

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Riavvolgere il nastro, scavare più a fondo

in Economia & Mercato/Italia

Notiziola domenicale sul Corriere, di quelle che non sai mai se sono state fatte scivolare nel giornale perché serviva spazio da riempire o se sono lo scoop dell’anno. Come che sia, se vera, sarebbe il segno che il paese sta procedendo a tuta randa in direzione ostinata e contraria ma sempre coerente con quella che pare una missione: gli scogli.

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Garanzia Giovani, un flop da contestualizzare

in Contributi esterni/Discussioni/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

si fa un gran parlare in questi giorni del flop di Garanzia Giovani, in qualche misura “certificato” dalla Corte dei conti europea. La magistratura contabile ha rilevato che in Italia solo il 31% degli oltre 1,156 milioni di giovani che hanno aderito sono stati assunti con contratti di lavoro subordinato, a fronte di una media europea dell’80%. Simmetricamente, mentre in Europa in media gli avviati a tirocinio sono stati il 13%, in Italia invece la gran parte delle azioni rivolte ai giovani hanno riguardato proprio il tirocinio, nel 54% del casi, con uno sbocco occupazione successivo nel 25,4% dei casi.

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Riforme e tagli, la drastica cura Temer per risanare il Brasile dopo gli eccessi

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Lo scorso 26 aprile la camera bassa brasiliana ha approvato un fondamentale pacchetto di riforme del mercato del lavoro. Si tratta di uno dei pilastri della presidenza di Michel Temer, succeduto da circa un anno a Dilma Rousseff, dopo l’impeachment di quest’ultima. Il pacchetto modifica il corpus della legislazione lavoristica, che resisteva dagli anni Quaranta.

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