Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Mercato-del-lavoro

Lo stagista super-specializzato e il Jobs Act non completato

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

La vicenda dell’inserzione del Gruppo Dimensione riferita ad un’offerta di tirocinio è la dimostrazione definitiva di come in Italia qualsiasi strumento di politica del lavoro finalizzata all’avvicinamento dei lavoratori alle imprese è sostanzialmente travisato e piegato verso utilizzi che finiscono per dare corso al dumping salariale.

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Dosi di assurdo

Prosegue la sfilata di “esperti” che si avvicinano al M5S per dare una mano nella elaborazione di policy, partendo da un terreno condiviso. Dopo il sociologo Domenico De Masi, di cui ci siamo occupati in più occasioni, ecco s’avanza l’economista Giovanni Dosi, della Scuola Superiore S. Anna di Pisa, che oggi si è esibito in un convegno alla Camera sullo “Stato innovatore”, a cui ha partecipato anche la vestale statale, Mariana Mazzucato. Dosi è stato intervistato ieri dal Fatto, e l’0ccasione ci è quindi gradita per valutare la sua visione su reddito di cittadinanza e dintorni, anche dopo che i grillini hanno rettificato le coperture in direzione di una bella stangata fiscale, di quelle che avrebbero fatto venire i lucciconi d’emozione a Fausto Bertinotti.

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Riavvolgere il nastro, scavare più a fondo

Economia & Mercato/Italia

Notiziola domenicale sul Corriere, di quelle che non sai mai se sono state fatte scivolare nel giornale perché serviva spazio da riempire o se sono lo scoop dell’anno. Come che sia, se vera, sarebbe il segno che il paese sta procedendo a tuta randa in direzione ostinata e contraria ma sempre coerente con quella che pare una missione: gli scogli.

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Garanzia Giovani, un flop da contestualizzare

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

si fa un gran parlare in questi giorni del flop di Garanzia Giovani, in qualche misura “certificato” dalla Corte dei conti europea. La magistratura contabile ha rilevato che in Italia solo il 31% degli oltre 1,156 milioni di giovani che hanno aderito sono stati assunti con contratti di lavoro subordinato, a fronte di una media europea dell’80%. Simmetricamente, mentre in Europa in media gli avviati a tirocinio sono stati il 13%, in Italia invece la gran parte delle azioni rivolte ai giovani hanno riguardato proprio il tirocinio, nel 54% del casi, con uno sbocco occupazione successivo nel 25,4% dei casi.

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Riforme e tagli, la drastica cura Temer per risanare il Brasile dopo gli eccessi

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Lo scorso 26 aprile la camera bassa brasiliana ha approvato un fondamentale pacchetto di riforme del mercato del lavoro. Si tratta di uno dei pilastri della presidenza di Michel Temer, succeduto da circa un anno a Dilma Rousseff, dopo l’impeachment di quest’ultima. Il pacchetto modifica il corpus della legislazione lavoristica, che resisteva dagli anni Quaranta.

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Un problema di comunicazione: un mancato aumento è una riduzione?

Ieri, nel clima di “celebrazioni”, riflessioni e buoni propositi per il Primo Maggio, abbiamo notato un episodio apparentemente minore ma paradigmatico del problema di comunicare ai cittadini le scelte e gli effetti di alcune iniziative governative. Tutto si riconduce all’esistenziale domanda: un mancato aumento è una riduzione?

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Assegno di ricollocazione, se questa è una sperimentazione

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

in un recente post, l’ottimo Luigi Oliveri ha esaminato una serie di profili attinenti all’assegno di ricollocazione, partendo da uno scritto di Pietro Ichino. Prendo le mosse dal medesimo scritto per svolgere qualche altra considerazione, ma non sullo strumento – su cui Oliveri si è già espresso esaustivamente – bensì sulla sperimentazione di cui esso è oggetto. Quando il 7 febbraio scorso Ministero del Lavoro, Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL) e Amministrazioni regionali raggiunsero l’accordo sulle modalità operative della sperimentazione dell’assegno di ricollocazione – intervento di politica attiva ai sensi del d.lgs. n. 150/2015, attuativo del c.d. Jobs Act – sembrò che, per una volta, anche i regolatori nostrani intendessero operare in conformità ai migliori standard internazionali (l’evidence-based impact assessment è previsto dalla Commissione Europea tra i principi di better regulation, nonché raccomandato in sedi internazionali, in quanto funzionale a qualità e trasparenza delle scelte di regolazione).

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L’assegno per una ricollocazione che continua a non funzionare

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

si parla tanto dell’assegno di ricollocazione come strumento innovativo di punta del Jobs Act (d.lgs 150/2015) per rilanciare l’occupazione. Però, fin dall’esordio della sperimentazione, si capisce che lo strumento non funziona. Intanto, la sperimentazione ha riguardato, sui circa 700-800 mila percettori della Naspi (nuova assicurazione sociale per l’impiego) solo 20.000 lavoratori, estratti a sorte. Di questi, all’avvio, hanno risposto solo in 600, come ha rilevato il professor Pietro Ichino. È possibile che col procedere della sperimentazione la percentuale per ora molto bassa di lavoratori interessati aumenti. Il punto non è questo quanto, piuttosto, la stessa concezione dello strumento dell’assegno di ricollocazione come metodo per riformare i servizi per il lavoro e renderli più efficaci.

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Lo stato dell’allucinazione

Quella di ieri è stata una delle giornate in cui è possibile toccare con mano il danno che l’epidemia di stupidità che avvolge questo paese sta provocando su menti ormai atrofizzate dal cinismo e del pensiero magico. L’occasione è stata la pubblicazione del rapporto Istat su occupati e disoccupati di febbraio, dal quale si evince una riduzione del tasso di disoccupazione, passato da 11,8% a 11,5%. A riprova del fatto che siamo sempre degli inguaribili ottimisti, ci eravamo illusi che anni di “analisi” dei dati non fossero trascorsi invano, almeno quando si devono valutare le determinanti della riduzione del tasso di disoccupazione. Ovviamente ci sbagliavamo.

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La foresta pietrificata che marcisce

Economia & Mercato/Italia

Chi tiene da qualche tempo un diario dello stagno italiano sa che alcuni “dibattiti” si riproducono per anni uguali a se stessi, in una sorta di eterno ritorno. Due di queste canzoncine eseguite su dischi rotti sono in esecuzione in questi giorni: gli sgravi contributivi e il recupero di gettito di fronte all’ennesima necessità di correzione dei conti pubblici. È semplicemente incredibile come questo si sia trasformato in una foresta pietrificata, o nella sceneggiatura di Beautiful, dove puoi smettere di seguire per alcuni anni ma senza perderti alcunché, e riprendere come se nulla fosse accaduto.

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