Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Mercato-del-lavoro - page 11

Lo chiamavano Legal Standard

«Il sommerso è stato una scelta sociale implicita, che svolge una funzione soprattutto nei tempi di crisi. Il sommerso è un grande ammortizzatore sociale. Attenzione: non grido “viva il sommerso”. Prendo atto della realtà» –  Renato Brunetta

Un esecutivo che nei giorni pari “prende atto della realtà”, una realtà fatta di diseguaglianze ed illegalità (chiamiamole balcanizzazioni, suvvia) piccole, grandi, necessarie e necessitate, senza tentare di incidervi strutturalmente, e nei giorni dispari propone solennemente degli “standard legali” per riportare l’etica sui mercati e nel mondo, suona vagamente dissociato.

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Indennizzo a metà ai precari tedeschi

di Mario Seminerio – © Libero Mercato

Poiché l’estate è la stagione delle tempeste nei bicchieri d’acqua, vale la pena (si fa per dire) segnalare l’ultima della serie: la “sanatoria” che il parlamento si appresterebbe a varare, nel maxi-emendamento alla manovra economica, e che preclude alla magistratura del lavoro che riscontri irregolarità sul ricorso ad uno o più contratti a termine la possibilità di obbligare il datore di lavoro a riammettere in servizio il lavoratore con un contratto a tempo indeterminato. Se la norma diventerà legge, il datore di lavoro potrà erogare un indennizzo, variabile tra le 2,5 e le sei mensilità, ma non potrà essere obbligato a reintegrare il lavoratore precario. Misura che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) applicarsi solo alle vertenze in atto, e pare essere stata introdotta per evitare ad alcuni grandi datori di lavoro (uno su tutti, Poste Italiane) di essere costretti a riassumere alcune migliaia di lavoratori, circostanza che scaverebbe voragini nei conti aziendali.

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Contenitori e contenuti: la contrattazione collettiva

di Mario Seminerio – © Libero Mercato

La principale criticità dell’attuale struttura della contrattazione collettiva, in Italia, è notoriamente rappresentata dalla rigidità del fattore lavoro. Ma questo è solo un aspetto, e neppure il principale. La rigidità a cui occorre fare riferimento è in realtà quella del contesto normativo che, costruito in altre epoche storiche, di fatto tende a creare una omologazione del modello contrattuale, riconducendolo ad una sorta di “one size fits all“, una “taglia universale” che impedisce di migliorare l’aderenza a diverse condizioni produttive in termini di domanda di prodotti, tecnologia, competenze professionali richieste, competizione internazionale, condizioni locali del mercato del lavoro.

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