Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Mercato-del-lavoro - page 2

Lo stato dell’allucinazione

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Quella di ieri è stata una delle giornate in cui è possibile toccare con mano il danno che l’epidemia di stupidità che avvolge questo paese sta provocando su menti ormai atrofizzate dal cinismo e del pensiero magico. L’occasione è stata la pubblicazione del rapporto Istat su occupati e disoccupati di febbraio, dal quale si evince una riduzione del tasso di disoccupazione, passato da 11,8% a 11,5%. A riprova del fatto che siamo sempre degli inguaribili ottimisti, ci eravamo illusi che anni di “analisi” dei dati non fossero trascorsi invano, almeno quando si devono valutare le determinanti della riduzione del tasso di disoccupazione. Ovviamente ci sbagliavamo.

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La foresta pietrificata che marcisce

in Economia & Mercato/Italia

Chi tiene da qualche tempo un diario dello stagno italiano sa che alcuni “dibattiti” si riproducono per anni uguali a se stessi, in una sorta di eterno ritorno. Due di queste canzoncine eseguite su dischi rotti sono in esecuzione in questi giorni: gli sgravi contributivi e il recupero di gettito di fronte all’ennesima necessità di correzione dei conti pubblici. È semplicemente incredibile come questo si sia trasformato in una foresta pietrificata, o nella sceneggiatura di Beautiful, dove puoi smettere di seguire per alcuni anni ma senza perderti alcunché, e riprendere come se nulla fosse accaduto.

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Prodotti tipici italiani: il vuoto normativo mezzo pieno

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Su Repubblica, Valentina Conte spiega la situazione surreale che si è venuta a creare dopo l’eliminazione dei voucher, cioè del “lavoro accessorio,” a mezzo decreto legge, in quello che a sinistra viene visto come il primo raggio del nuovo Sol dell’Avvenire. Quello in cui basta raccogliere le firme per un referendum “problematico” e molto pop per indurre il governo pro tempore a terrorizzarsi e sbracare gioiosamente, legiferando l’integrale recepimento del quesito referendario, senza manco scomodare i cittadini e farli recare alle urne. Che volete di più dalla vita, un tucano? Dalla vicenda voucher, e dal cratere normativo che si è aperta, con conseguente “sanatoria” barocca che già si staglia nitida all’orizzonte, si coglie l’intima essenza della bancarotta italiana. Ora anche psichica.

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Non esistono pasti gratis ma il delirio è in omaggio

in Adotta Un Neurone/Discussioni/Economia & Mercato/Italia/Rassegna Stampa/Video

Puntata di Otto e mezzo del 18 marzo, condotta da Lilli Gruber con Domenico De Masi (sociologo), Antonio Monda (scrittore), Giovanni Veronesi (regista) e il vostro titolare (sé stesso). Torniamo sul tema dell’ultimo libro del simpatico De Masi, “Lavorare gratis, lavorare tutti” (la cui “filosofia” avevo già recensito qui), per una rapida escursione/incursione in un universo alternativo in cui si finisce a mischiare temi planetari (la disoccupazione tecnologica) con altri specifici alla crisi italiana (la fuga dei giovani e non solo, il welfare fallimentare). De Masi, che già anni addietro aveva identificato la radice della forza economica tedesca osservando che laggiù dopo le 17 gli uffici son deserti, si conferma grande ed apodittico affabulatore futurologo, con epidermica avversione per il fact checking ma forse proprio per questo ha ampio mercato mediatico in questo paese. Lamenta che molti suoi studenti restino a lungo disoccupati.

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Voucher, che fare?

in Economia & Mercato/Italia

Signori, ci (ri)siamo: siamo in uno dei non rari momenti pop della politica italiana, quelli in cui ci si sveglia un mattino e ci si scopre tutti o quasi “di sinistra”, o meglio con una irrefrenabile pulsione etica a combattere abusi, sopraffazioni e liberismo, e a dare la caccia all’homo homini lupus di hobbesiana memoria. In questi giorni questa pulsione etica, frammista alla solita discreta dose di paraculismo politico, ha colto il Pd, impegnato nello strenuo tentativo di scongiurare il referendum calendarizzato per il prossimo 28 maggio, sull’abolizione dei voucher e la modifica della responsabilità solidale negli appalti.

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Competitività, eppur si muove

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Oggi Istat ha pubblicato l’edizione 2017 del Rapporto sulla competitività dei settori produttivi. Che mostra come, nell’ultimo biennio, il nostro paese abbia manifestato un recupero della capacità di penetrazione dell’export. Ci sono alcuni punti meritevoli di segnalazione, per capire come e dove la politica economica ha sin qui sbagliato, e cosa serve per ristrutturare e rilanciare la nostra economia.

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Lavorare gratis, lavorare tutti. E smettere di sniffare trielina

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Il sociologo del lavoro Domenico De Masi sta da tempo elaborando originali proposte per affrontare i rischi di disoccupazione tecnologica. Fatale che il suo percorso incrociasse quello del M5S, alla ricerca dell’utopia perfetta da declinare in proposte di legge. In una intervista a La Stampa, De Masi spiega come spianare il Turchino per eliminare la nebbia in Val Padana ridurre la disoccupazione, non solo quella tecnologica. Ed è subito “momento peyote”.

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Voucher, un accessorio dagli usi impropri

in Contributi esterni/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

sono i cosiddetti “voucher” la causa di ogni male della crisi del lavoro in Italia? La domanda, ovviamente, è mal posta e risulta retorica. Una valutazione obiettiva delle dinamiche del lavoro e dell’economia porta inevitabilmente a concludere che non sono le leggi sul lavoro a creare lavoro o disoccupazione, bensì appunto l’andamento dell’economia.

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Lavoro: meno inattivi, più dinamismo? Non così in fretta

in Economia & Mercato/Italia

Con la pubblicazione dei dati sul mercato italiano del lavoro nel terzo trimestre, Istat ha anche aggiornato il fondamentale database di statistiche economiche del paese, da cui è possibile “trivellare” qualche informazione aggiuntiva, e giungere a conclusioni che spesso vanno in direzione opposta alla vulgata ufficiale. Ad esempio, analizzando congiuntamente le serie storiche trimestrali su disoccupati ed inattivi.

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La vasca dei lavoratori e la ripresa promessa da Donald Renzi

in Economia & Mercato/Italia

I dati del mercato del lavoro di ottobre e la stima finale del Pil del terzo trimestre, pubblicati ieri da Istat, offrono lo spunto per un commento sulla situazione congiunturale del nostro paese, nel contesto dell’economia globale e degli elementi di fragilità che ci caratterizzano. Tentiamo di cogliere qualche segnale debole e valutare cosa ci aspetta il prossimo anno, turbolenze politiche a parte.

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Fingiamo di ridurre il costo del lavoro, qualcuno se la berrà

in Economia & Mercato/Italia

Ieri il premier Matteo Renzi ha annunciato che per il 2017 chi assumerà a tempo indeterminato o in apprendistato nelle regioni meridionali un giovane tra 15 e 24 anni o un disoccupato over 24 in cerca di lavoro da più di sei mesi, avrà uno sconto sui contributi fino a 8.060 euro, come accaduto nel primo anno dei sussidi del Jobs Act. In pratica, si ripete l’errore in quella che appare vieppiù come una sorta di coazione a ripetere l’erogazione di misure prive di razionalità economica.

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Inps, Istat o Ferrarelle?

in Economia & Mercato/Italia

Dopo i dati di ieri dell’Osservatorio Inps sulla precarietà, che hanno mostrato un andamento non brillantissimo del contratto a tempo indeterminato, per usare un understatement, torna l’antica disputa metodologica: “meglio” i dati Inps, che registrano in modo puntuale attivazioni e cessazioni di contratti di lavoro, oppure le indagini campionarie Istat? La risposta è banale: dipende. Da cosa state cercando di giustificare.

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I grandi successi del Jobs Act: tempo indeterminato in ritirata

in Economia & Mercato/Italia

Pubblicati da Inps i dati dell’Osservatorio sul precariato riferiti al mese di agosto. Il cumulativo dei primi otto mesi dell’anno conferma alcune tendenze emerse nei mesi scorsi. In particolare, che è in corso una stasi del mercato del lavoro, con contrazione simultanea di attivazioni e cessazioni; che l’incidenza dei nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato sta franando, dopo la crescita dopata dalla decontribuzione a termine; che è in atto un andamento letteralmente esplosivo del ricorso ai voucher, che si riverbera sulle statistiche di occupazione, e che la crescita di quest’ultima è trainata in prevalenza dalle fasce di età più senior del mercato del lavoro. Un mix decisamente problematico, per usare un understatement.

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Le tirocinanti del lancio Ansa

in Economia & Mercato/Italia

Oggi, compulsando le notizie d’agenzia, ci è caduto l’occhio sul proclama di due deputate Pd, relativo ad un dato reso noto ieri dalla Commissione europea sulla situazione dei programmi Garanzia Giovani e Iniziativa Occupazione Giovani, a tre anni dall’entrata in vigore. Leggendo il comunicato, si viene colti dalla sensazione di essere in un paese che ha svoltato in modo decisivo. Poi, analizzando la realtà, si giunge alla conclusione che è un falso allarme.

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Giappone, arrivano gli immigrati?

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri

Come segnala il Financial Times, in Giappone sta (forse) accadendo qualcosa di epocale: un circospetto, lieve ma significativo ricorso a manodopera d’immigrazione. Sarebbe una profonda discontinuità, nel paese che sinora è riuscito a conciliare una popolazione tra le più anziane al mondo con la chiusura pressoché totale a lavoratori stranieri.

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Mercato del lavoro: stasi e segni di malessere

in Economia & Mercato/Italia

Nel secondo trimestre di quest’anno, secondo i dati delle comunicazioni obbligatorie, sono state registrate 2,45 milioni di attivazioni di contratti nel complesso a fronte di 2,19 milioni di cessazioni. La maggioranza delle cessazioni sono dovute al termine del contratto a tempo determinato (1,43 milioni). Nel trimestre, le attivazioni di contratti a tempo indeterminato sono state 392.043, il 29,4% in meno rispetto all’anno scorso (-163.099), per evidente effetto della riduzione dei sussidi all’assunzione a tempo indeterminato. I rapporti di lavoro a tempo indeterminato cessati nel trimestre sono stati 470.561, il 10% in meno rispetto allo stesso periodo del 2015.

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Il costoso ed inutile acquisto di tempo (indeterminato)

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

(Istruzioni per l’uso: post pieno di numeri ed ipotesi interpretative. Se avete fretta o non riuscite a mantenere la concentrazione, potete andare direttamente alle conclusioni, in fondo pagina)

I dati dell’Osservatorio mensile Inps sul precariato, pubblicati ieri e riferiti al periodo gennaio-giugno, confermano l’esaurimento della spinta propulsiva dei sussidi del Jobs Act ma anche una sorta di animazione sospesa del mercato italiano del lavoro. Ancora una volta, serve leggere i dati tenendo sullo sfondo la congiuntura, per evitare le solite correlazioni spurie. Resta tuttavia il problema di fondo: i sussidi del Jobs Act passeranno alla storia patria come l’ennesimo capitolo di spreco di denaro pubblico. Non per corruzione ma per insipienza.

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Le fiabe a tenaglia e le correlazioni spurie

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Pubblicati da Inps i dati dell’osservatorio sul precariato, aggiornati al periodo gennaio-aprile di quest’anno. Ve li forniamo senza particolari commenti, perché siamo piuttosto annoiati di osservare arrampicate sugli specchi ed altri equilibrismi che sono (forse) divertenti nella fase iniziale ma divengono stucchevoli se reiterate. I numeri sono quelli che sono, poi siete padronissimi di pensarla altrimenti.

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I tossici da Jobs Act e la precarietà cronicizzata

in Economia & Mercato/Italia

Pubblicati oggi da Inps i dati mensili su attivazioni e cessazioni di contratti di lavoro, nella cornice dell’Osservatorio sul precariato. Da essi si ricava, manco a dirlo, che col taglio dei sussidi, le assunzioni a tempo indeterminato sono divenute pressoché esangui. Se poi andiamo ad utilizzare alcuni numeri di sintesi, inclusi delle cessazioni, e più rappresentativi delle effettive dinamiche congiunturali del mercato del lavoro, scopriamo cose non esattamente eclatanti.

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