Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Mercato-del-lavoro - page 3

Grandi riforme e produttività stagnante

in Economia & Mercato/Italia

Del Documento di Economia e Finanza 2016 (DEF), licenziato dal consiglio dei ministri giovedì scorso, è utile mettere in rilievo due evidenze. La prima è relativa alle modalità di copertura della parte di deficit non beneficiata dalla cosiddetta flessibilità europea; la seconda è un dato consuntivo, che segnala che nel 2015 la crescita della produttività del lavoro italiano è rimasta al palo.

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Il miracolo all’italiana

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Su Panorama di questa settimana il professor Michele Tiraboschi ribadisce con grande durezza le critiche al Jobs Act, definito nel titolo “il più costoso dei flop”. Ed in effetti, guardando ai numeri ed alle conseguenze dell’operazione, è difficile evitare un commento del genere. Siamo sempre nel campo della destinazione alternativa di risorse scarse, a maggior ragione perché fatte a deficit. Ma che ve lo dico a fare?

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La realtà smentirà l’arroganza della propaganda a colpi di statistiche

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nei giorni scorsi l’Istat è stato al centro di una polemica sgradevole e pericolosa, per quanti hanno a cuore il rigore metodologico delle rilevazioni che aiutano a tenere il polso dell’economia del paese. L’istituto di statistica è stato vittima di quello che potremmo definire “fraintendimento” tra dati di variazione annua del Pil non corretti per i giorni lavorati e quelli rettificati per i medesimi. Per gioco di arrotondamenti, la discrepanza tra le due grandezze è risultata dello 0,2% (0,8% e 0,6%).

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Primati italiani: la stagnazione dopata

in Economia & Mercato/Italia

Oggi la Banca d’Italia ha comunicato il dato di gennaio delle “principali voci dei bilanci bancari”. Si tratta di grandi aggregazioni su base tendenziale, cioè annuale, di prestiti e raccolta (depositi e obbligazioni) in contropartita del settore privato, cioè famiglie e società non finanziarie, ovvero imprese. Da esso si ricavano alcune certezze, sul presunto vigore della nostra presunta ripresa.

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Il Jobs Act e la torta di compleanno di pere e mele

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Sappiamo che siete piuttosto stanchi e stufi di leggere quotidiane confutazioni ad altrettanto quotidiane panzane di fonte governativa: non possiamo biasimarvi per questo. Ma riteniamo comunque utile segnalarvi una piccola grande aberrazione, di quelle che ad alta frequenza ricorrono sulla nostra stampa (con l’iniziale minuscola ed a volte maiuscola), e che ogni volta ci spingono alla fatal domanda: sarà ignoranza, malafede o, più verosimilmente, un mix delle due, in una potente sinergia, nel paese che è così antropologicamente avverso al fact checking ma anche alla logica, alla cultura dei numeri e più in generale a quella scientifica? Non allarghiamoci troppo con simili elucubrazioni, però.

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Il momento magico per l’economia è finito

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

E il merito non era di Renzi

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Le autocelebrazioni per il secondo anniversario del governo Renzi cadono in un momento non troppo fortunato, stanti i reiterati segnali di rallentamento globale. Quali sono state le realizzazioni in economia del rottamatore immaginario? E soprattutto, fu vera crescita? La risposta è negativa.

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Il cuneo temporale

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Oggi sul Corriere il vicedirettore Federico Fubini intervista il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Tommaso Nannicini, a cui Renzi avrebbe affidato la “cabina di regia” della politica economica. Soprattutto, Nannicini è uno degli ispiratori del Jobs Act, ed in questa veste esprime alcune valutazioni sul mercato del lavoro italiano, le sue presunte metamorfosi ed il suo futuro.

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La grande fuga verso l’inattività

in Economia & Mercato/Italia

Oggi Eurostat ha pubblicato i dati di flusso del terzo trimestre 2015 sulle transizioni dalla disoccupazione nei paesi della Ue. L’analisi si propone di rispondere ad alcune domande: tra coloro che, nel secondo trimestre 2015, erano disoccupati, quanti sono rimasti tali nel terzo trimestre? Quanti hanno trovato occupazione? Quanti sono divenuti inattivi? Le risposte sono interessanti e, per il nostro paese, anche inquietanti.

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Mercato del lavoro, più Fornero che Jobs Act, precarietà resta

in Economia & Mercato/Italia

Pubblicato da Istat il rapporto sul mercato italiano del lavoro nel terzo trimestre. La sintesi estrema è che si conferma una blanda ripresa congiunturale, che è ovvio riflesso di una crescita altrettanto blanda. Sembra banale, e pure un filo nauseante, dover ripetere continuamente questi concetti, ma tant’è, in un paese ormai instupidito da opposte bande di propagandisti.

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Usate la testa, contate le teste

in Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

i posti di lavoro sono davvero cresciuti di circa 415 mila unità? I dati dell’Osservatorio del precariato pubblicati ieri dall’Inps hanno fatto urlare al trionfo del Jobs Act, ma sono piuttosto fuorvianti. Lo è, in particolare, la tabella 3 “Variazione netta dei rapporti di lavoro in essere nei mesi di gennaio – ottobre degli anni 2013, 2014 e 2015” da cui si ricava un dato di più 507.691 rapporti di lavoro, che, tenendo conto delle variazioni assolute delle voci considerate, giunte all’esito di un + 415.557 contratti di lavoro.

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Come ti abbatto la disoccupazione

in Contributi esterni/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Il tasso di disoccupazione è certamente un indice importante per comprendere lo stato di salute del mercato del lavoro, ma, purtroppo, se non letto in rapporto al ben più importante tasso di occupazione può rivelarsi fuorviante. Governo e maggioranza esultano con gioiosi tweet nel leggere i dati diffusi dall’Istat lo scorso 1 dicembre, secondo i quali il tasso di disoccupazione all’11,5% è il più basso da 3 anni a questa parte.
Ma, purtroppo, questo non significa per nulla che l’occupazione sia aumentata: su base annua, infatti, è praticamente piatta.

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Una ripresa inattiva

in Economia & Mercato/Italia

Come segnala Istat, a ottobre il mercato del lavoro italiano non appare brillantissimo. Anzi, appare decisamente stagnante. Ma nel grande menù della propaganda, oggi svetta solo un dato: il tasso di disoccupazione, ai minimi da tre anni.

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Per un costoso miracolo italiano. Pure finto

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Luca Ricolfi oggi sul Sole:

Perché dico che il bilancio è magro? Non sono, 185mila posti di lavoro (creati nei primi nove mesi dell’anno, ndPh.), un risultato comunque apprezzabile? ll bilancio è magro, innanzitutto, in termini di costi e benefici. Perché i costi sono stati altissimi (circa 12 miliardi, spalmati in 3 anni, per i soli assunti nel 2015), ma i benefici occupazionali sono stati minimi. Per rendersene conto, basta confrontare l’incremento di posti nei primi 9 mesi del 2015 (vigente la decontribuzione, e con il Pil in crescita), con quello dei primi 9 mesi del 2014 (senza decontribuzione, e con il Pil in calo). Sembra incredibile, ma la formazione di posti di lavoro è del tutto analoga: 185mila nel 2015, 159mila nel 2014. La differenza è trascurabile (prossima all’errore statistico), tanto più se si considera che nel 2014 l’economia andava decisamente peggio che nel 2015. Nel corso di quest’anno, nonostante una congiuntura decisamente più favorevole, nonché la spinta della decontribuzione, la formazione di posti di lavoro è migliorata di appena 26mila posti (185mila contro 159mila)

E quindi si, “l’Italia è tornata”. A credere alle fiabe e a spendere soldi pubblici in modo inefficace ed inefficiente.

Come creare un mini boom di occupazione

in Contributi esterni/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

sui dati relativi all’occupazione si sarà sempre destinati ad equivocare. Soprattutto perché non si vuol capire che più che il dato della disoccupazione, quello che dovrebbe davvero interessare è il tasso di occupazione.
L’errore comune che si commette è pensare ad un rapporto di vasi comunicanti tra disoccupati ed occupati, sicchè al diminuire degli uni, crescono gli altri. Le cose non stanno così, come a suo tempo provai a spiegare qui. C’è un elemento estremamente importante, inoltre, spesso dimenticato. La differenza che esiste tra il disoccupato vero e proprio e la persona priva di lavoro.

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Aumentan gli inattivi, i piddini fan festa

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Ed eccoci, anche questo mese, a commentare il frastuono statistico sui dati di occupazione. Come riporta Istat, a settembre 2015 la stima degli occupati diminuisce dello 0,2% (-36 mila). Il calo riguarda sia i dipendenti (-26 mila) sia gli indipendenti (-10 mila). Il tasso di occupazione diminuisce di 0,1 punti percentuali, arrivando al 56,5%. Su base annua l’occupazione cresce dello 0,9% (+192 mila persone occupate) e il tasso di occupazione di 0,6 punti. Proviamo a ridurre il frastuono statistico mensile, allora?

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Jobs Act, e sai cosa bevi – 2

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Appuntamento mensile con la nuova narrazione sui miracoli del Jobs Act, la nuova Medjugorje della propaganda governativa italiana. Si tratta del dato mensile sulle partite Iva, pubblicato dal MEF. Dal mese scorso, il comunicato governativo ci “suggerisce” che il calo del numero di nuove aperture di partite Iva può essere posto in relazione al dispiegamento della geometrica potenza di fuoco del contratto a tutele crescenti. Anche questo mese il miracolo pare essersi ripetuto.

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Riforma della contrattazione, appuntamento col destino

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Oggi Repubblica segnala che il governo, dopo il fallimento del periodo concesso alle parti sociali per la riforma della contrattazione collettiva, potrebbe prendere l’iniziativa e spostarne il baricentro verso l’ambito aziendale e territoriale, introducendo contestualmente il salario minimo. In questo troverebbe sponda da parte di Confindustria, il cui presidente, Giorgio Squinzi, sta mandando evidenti segnali di insofferenza per lo stallo nel negoziato con i sindacati, arenatosi sulla precondizione di Cgil e Uil a trattare solo dopo il rinnovo col vecchio schema dei contratti collettivi dell’industria.

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La ripresa ciclica tocca anche il mercato del lavoro

in Economia & Mercato/Italia

Dati positivi per il mercato italiano del lavoro ad agosto. Come riporta Istat, nel mese estivo sono stati creati 69mila nuovi impieghi, che portano il progresso annuo a 325mila. Bene anche il tasso di occupazione, che risale al 56,5%, con un progresso dello 0,2% nel mese e dello 0,9% annuo, mentre il tasso di disoccupazione scende all’11,9%. Osservando da vicino i dati, si coglie che non è nulla di inatteso né di miracoloso.

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