Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Mercato-del-lavoro - page 7

Riforme ingabbiate

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Poiché ogni giorno ha la sua pena, siamo costretti ad occuparci dell’ultima trovata very pop della Lega, quella delle gabbie salariali. Un meccanismo di cui si parla da molto tempo: negli anni Settanta e Ottanta venivano proposte per riassorbire la forte disoccupazione delle regioni meridionali. Poiché queste ultime, si diceva, sono caratterizzate da trend di crescita della produttività nettamente inferiori rispetto al Centro-Nord, avere una centralizzazione retributiva (ed una elevata pressione fiscale) finisce col perpetuare il dualismo territoriale del paese, incentivando il sommerso fiscale e contributivo delle regioni a crescita più lenta.

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Percorso di guerra

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Mentre i dati macroeconomici continuano a indicare una riduzione della velocità di caduta dell’economia, ed in attesa dell’agognata stabilizzazione, alcuni recenti tendenze rischiano di far deragliare il lento convoglio della ripresa. Le segnala David Rosenberg, ex chief economist di Merrill Lynch ed attualmente rientrato in patria, in Canada, dove lavora sul buy side per un asset manager locale. Nello specifico, i prezzi al dettaglio dei carburanti sono aumentati in quaranta giorni di un dollaro al gallone, e questo si tradurrà in un drenaggio di spesa discrezionale equivalente a 130 miliardi di dollari su base annua. A ciò si aggiunge il rimbalzo di 60 punti-base dei tassi ipotecari, che ha causato un crollo di quasi il 60 per cento nei rifinanziamenti di mutui. Mettiamoci pure il calo dello 0,2 per cento nei guadagni medi orari in maggio, e giungeremo alla conclusione che è piuttosto difficile attendersi un contributo determinante alla ripresa da parte del consumatore.

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Illusioni ottiche

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Sul suo blog, Jeff Frankels, membro del Dating Committee del National Bureau of Economic Research (quello che si occupa di datare inizio e fine delle recessioni), riflette sull’ultimo dato di occupazione negli Stati Uniti, che ha mostrato una confortante riduzione nel numero di posti di lavoro distrutti dalla crisi. Premesso che i dati mensili sono particolarmente “rumorosi” in termini di fluttuazioni rispetto al trend, e premesso anche che l’occupazione è in linea di massima un indicatore differito della congiuntura, Frankel si concentra sul numero di ore lavorate nell’economia, e sulla loro variazione.

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Di ammortizzatori e immobilizer

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

[…] Dove cantieri proprio non ce ne sono né ce ne saranno è in materia di lavoro e politiche previdenziali. Niente riforma degli ammortizzatori sociali, niente riforma dei percorsi di ingresso nel mercato del lavoro, nessun intervento per legare le pensioni all’andamento dell’economia, come ha ribadito in questi giorni il ministro Sacconi. Vedremo solo libri bianchi, che si aggiungono a quelli dei governi precedenti, e ai libri verdi già prodotti. E nel silenzio di tutti la Camera ha reintrodotto il più generoso sistema contributivo. Ovviamente solo per i parlamentari.

Tito Boeri

Le schede de lavoce.info sul primo anno del governo Berlusconi. Qui la seconda parte.

Lo chiamavano Legal Standard

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

«Il sommerso è stato una scelta sociale implicita, che svolge una funzione soprattutto nei tempi di crisi. Il sommerso è un grande ammortizzatore sociale. Attenzione: non grido “viva il sommerso”. Prendo atto della realtà» –  Renato Brunetta

Un esecutivo che nei giorni pari “prende atto della realtà”, una realtà fatta di diseguaglianze ed illegalità (chiamiamole balcanizzazioni, suvvia) piccole, grandi, necessarie e necessitate, senza tentare di incidervi strutturalmente, e nei giorni dispari propone solennemente degli “standard legali” per riportare l’etica sui mercati e nel mondo, suona vagamente dissociato.

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Tuffi – 2

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Che dire sul mercato del lavoro americano? Che in ogni recessione, dal 1974 ad oggi, mai erano stati persi tanti impieghi (in percentuale dell’occupazione di picco) e tanto rapidamente come nell’attuale meltdown.

employment

Indennizzo a metà ai precari tedeschi

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – © Libero Mercato

Poiché l’estate è la stagione delle tempeste nei bicchieri d’acqua, vale la pena (si fa per dire) segnalare l’ultima della serie: la “sanatoria” che il parlamento si appresterebbe a varare, nel maxi-emendamento alla manovra economica, e che preclude alla magistratura del lavoro che riscontri irregolarità sul ricorso ad uno o più contratti a termine la possibilità di obbligare il datore di lavoro a riammettere in servizio il lavoratore con un contratto a tempo indeterminato. Se la norma diventerà legge, il datore di lavoro potrà erogare un indennizzo, variabile tra le 2,5 e le sei mensilità, ma non potrà essere obbligato a reintegrare il lavoratore precario. Misura che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) applicarsi solo alle vertenze in atto, e pare essere stata introdotta per evitare ad alcuni grandi datori di lavoro (uno su tutti, Poste Italiane) di essere costretti a riassumere alcune migliaia di lavoratori, circostanza che scaverebbe voragini nei conti aziendali.

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Contenitori e contenuti: la contrattazione collettiva

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – © Libero Mercato

La principale criticità dell’attuale struttura della contrattazione collettiva, in Italia, è notoriamente rappresentata dalla rigidità del fattore lavoro. Ma questo è solo un aspetto, e neppure il principale. La rigidità a cui occorre fare riferimento è in realtà quella del contesto normativo che, costruito in altre epoche storiche, di fatto tende a creare una omologazione del modello contrattuale, riconducendolo ad una sorta di “one size fits all“, una “taglia universale” che impedisce di migliorare l’aderenza a diverse condizioni produttive in termini di domanda di prodotti, tecnologia, competenze professionali richieste, competizione internazionale, condizioni locali del mercato del lavoro.

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