Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Mutui - page 10

Non esattamente

Commentando l’intervento di salvataggio del Tesoro statunitense a favore di Freddie Mac e Fannie Mae, Ennio Caretto scrive:

“Per i milioni di famiglie americane che rischiano di perdere la casa è una tempestiva operazione di salvataggio.”

Non è esatto. I mutuatari che non riusciranno a servire il debito continueranno a perdere la propria abitazione. Invece, proprio per impedire che tali insolvenze portino Fannie e Freddie al fallimento, bruciandone la base di capitale, il Tesoro statunitense sottoscriverà delle senior preferred shares, privilegiate anche su quelle già esistenti, e dei warrant, ricostituendo così progressivamente il capitale delle Agenzie. Rimosso il management, sospeso il pagamento dei dividendi su azioni ordinarie e preferred, ed anche l’attività di lobbying, misura di decenza minimale per istituzioni-centauro come queste.

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Quinte colonne

Alan Greenspan prende posizione sulla crisi di credito e solvibilità delle istituzioni finanziarie, ed approfitta dell’opportunità per rilanciare il suo manifesto pro-mercato:

“We may not easily confront or accept the price dynamics of home and equity prices, but we can fend off cries of political despair which counsel the containment of competitive markets. It is essential that we do so. The remarkably strong performance of the world economy since the near universal adoption of market capitalism is testament to the benefits of increasing economic flexibility.”

Il capitalismo di mercato come veicolo di flessibilità che agevola la resistenza alle crisi. Stavamo per sottoscrivere entusiasticamente il principio quando una notizia passata quasi inosservata ha richiamato la nostra attenzione.

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Di mutui, azzardi e competizione

Economia & Mercato/Italia

Sul suo blog, Nicola Porro spiega in modo ineccepibile perché l’intesa governo-Abi sulla rinegoziazione dei mutui a tasso variabile farà perdere l’Italia in termini di concorrenza del sistema creditizio e di educazione finanziaria dei suoi cittadini. Il governo ha “inventato” il mutuo a rata fissa e durata variabile, che già esisteva. Sarebbe stato più opportuno concentrarsi sulla rimozione degli ostacoli che le banche frappongono alla surroga del mutuo (e quindi alla sua portabilità) per promuovere la competizione di mercato. Invece questa iniziativa finirà col produrre una ossimorica fidelizzazione forzosa dei debitori. Per tutelare i mutuatari deboli erano previsti, in Finanziaria 2008, 20 milioni di euro a titolo di contributo alle rate. Ora pare che quei fondi non verranno utilizzati, forse la loro cancellazione contribuirà a finanziare la manovra iniziale del governo su Ici e detassazione degli straordinari. In sintesi, come mancare più piccioni con una fava.

Concorrenza e conoscenza: i deficit gemelli

Economia & Mercato/Italia

Secondo l’associazione dei consumatori Adusbef, quest’anno pignoramenti ed esecuzioni immobiliari dovrebbero aumentare del 19 per cento, per effetto delle insolvenze legate alla insostenibilità, da parte dei debitori, dei costi legati all’aumento dei tassi sui mutui. Sempre secondo Adusbef, in Italia i mutui a tasso variabile rappresenterebbero il 91 per cento del totale, una percentuale molto più elevata della media europea.

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Parla come mangi

Questa sera Giovanna Botteri, corrispondente da New York per il Tg3, ha proferito le seguenti parole:

“Migliaia di persone in tutti gli Stati Uniti stanno perdendo la casa a causa dei prime rate, i prestiti a rischio. Gli interessi sui mutui sono saliti in modo vertiginoso, più di un punto negli ultimi due mesi”.

Per la precisione (l’optional dei nostri tempi), il prime rate è il tasso d’interesse che le banche applicano alla migliore clientela. Forse Botteri si riferiva ai subprime, che non sono prestiti a rischio, bensì finanziamenti immobiliari erogati a debitori di bassa o cattiva qualità creditizia. Inoltre, non è vero che “gli interessi sui mutui sono saliti in modo vertiginoso”. E’ vero invece che in molti casi si è verificato il reset del tasso pagato sui mutui dai debitori di minor qualità. Sembra cosa uguale, ma non lo è. La Botteri era e resta corrispondente di guerra: infatti è in guerra con la logica e con la conoscenza dei fatti. Un po’ come quando corrispondeva da Baghdad. Servizio pubblico, come i vespasiani.

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