Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Mutui - page 2

Narrative fantasiose

Economia & Mercato/Italia

Durante una intervista concessa a il Mattino, il presidente della associazione dei costruttori edili (Ance), Paolo Buzzetti, ha sostenuto che oggi

«Le banche non erogano i mutui temendo di non poter disporre della liquidità necessaria all’acquisto di titoli di Stato. Il meccanismo si è inceppato per la crisi di liquidità e ora speriamo che, con l’intervento della Bce, la situazione migliori»

Le cose non stanno esattamente in questi termini.

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Una Spagna irlandese

Sull’Economist, alcune considerazioni sulla crisi spagnola. Preme sottolineare che ormai hanno capito quasi tutti (è quel quasi che ci preoccupa, soprattutto leggendo alcune cocciute interpretazioni) che l’origine dei problemi spagnoli (e irlandesi) non è una di eccessivo indebitamento pubblico, bensì privato.

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Mutui, la misura del rischio

Economia & Mercato/Italia

Ammontano a oltre 60mila i mutui sospesi alle famiglie nell’ambito della moratoria Abi, per un controvalore di 7,3 miliardi di debito residuo. I dati, aggiornati a gennaio 2012, garantiscono alle famiglie interessate una liquidità complessiva di oltre 464 milioni di euro, pari a 7.200 euro a famiglia. E’ quanto emerso nel convengo “Dimensione cliente” organizzato dall’Abi.

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Buon compleanno, crisi

Sono passati esattamente cinque anni da quando HSBC annunciò che avrebbe fortemente aumentato i propri accantonamenti a perdite, ben oltre quanto stimato dagli analisti, per fronteggiare il rapido deterioramento delle posizioni in mutui subprime detenute sul mercato americano, soprattutto attraverso la propria controllata Household. Qui il resoconto di Bloomberg di quel giorno. Rialzo dei tassi da parte della Fed e andamento cedente dei prezzi immobiliari sono citati tra le cause dell’accelerazione delle delinquencies su mutui subprime. Sembrava solo un incidente di percorso, invece fu l’inizio di tutto.

Tolleranza zero contro lo sviluppo

Secondo la misteriosa bozza del decreto-sviluppo, destinata a divenire apocrifa entro poche ore, sarebbe prevista la “garanzia dello stato per giovani coppie di sposi prive di contratto di lavoro a tempo indeterminato per l’accensione del mutuo prima casa”. La condizione è che siano giovani e “regolarmente sposate”. Ad una frettolosa prima lettura, si era intesa la semplificazione “giovani coppie precarie” come sinonimo di “coppie aperte” e che quindi si vedono anche con altri. La sacconian-giovanardiana precisazione sul sacro vincolo matrimoniale ha dissipato parte dell’iniziale indeterminatezza della misura.

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La Grande Recessione era evitabile. Ora attendiamo la prossima

di Mario Seminerio – Libertiamo

Pubblicate le anticipazioni dei risultati della Federal Crisis Inquiry Commission, il panel congressuale bipartisan creato nel 2009 per indagare le cause del collasso finanziario del paese. Risultati che definiremmo intellettualmente onesti o perlomeno sufficientemente commonsense, malgrado il tentativo dei Repubblicani di riscrivere la storia in modo orwelliano. Cosa è andato storto, quindi? Tutto, in estrema sintesi.

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Irlanda, apparenza e realtà

Da questo articolo di Simon Johnson, un paio di utili spunti di riflessione:

«Almeno il 20 per cento del Pil irlandese è fatto da “imprese-fantasma” che hanno poca o nessuna attività reale in Irlanda. Le imposte sulle società sono fissate al 12,5 per cento, ma le maggiori imprese globali riescono a costruire complicati schemi che coinvolgono paradisi fiscali offshore, in tal modo riducendo le loro aliquote d’imposta effettive ad una grandezza in singola cifra (sotto il 10 per cento)»

Ora capite il motivo della resistenza estrema a non toccare le aliquote d’imposta sulle società?

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Fosse così semplice

Viviamo una strana epoca: pare che solo politici e banchieri centrali abbiano le idee confuse mentre commentatori, editorialisti e blogger sarebbero gli unici ad avere una visione affilata come la lama di un rasoio. Le cose non stanno ovviamente in questi termini.

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L’istantanea di una catastrofe

Il grafico che vedete qui sotto, tratto da Calculated Risk, indica la percentuale di proprietari immobiliari statunitensi con un mutuo che ha negative equity, comunemente detti “sott’acqua”. In altre parole, la percentuale di quanti hanno un mutuo il cui controvalore è superiore al valore di mercato della proprietà immobiliare. Ciò tende a incentivare il fenomeno delle jingle mail, la situazione in cui il proprietario restituisce le chiavi di casa al creditore e abbandona la proprietà.

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