Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Occupazione

Licenziati dai robot?

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia/Rassegna Stampa/Video

Puntata di Otto e mezzo di sabato 4 marzo, condotta su La7 da Lilli Gruber, con Irene Tinagli, Riccardo Staglianò e il vostro titolare. Parliamo della disoccupazione tecnologica e della tassa sui robot suggerita da Bill Gates. La previsione di consenso degli econonomisti, che per i prossimi anni vedono una distruzione netta di occupazione ad opera delle nuove tecnologie, i mutamenti demografici che rendono futili le previsioni, il rischio protezionismo indotto dalla volontà di Donald Trump di riportare occupazione manifatturiera negli Usa, quando il calo di questa occupazione è imputabile non a concorrenza sleale dei partner commerciali quanto all’evoluzione tecnologica, la “cattura” della base imponibile delle aziende della New Economy.

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Quando c’è la fiducia

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Avvistato oggi, su Avvenire:

Filippo Taddei è il responsabile economico del Pd. Maneggia i dati sensibili, replica a chi si oppone e spesso si prende la responsabilità di indicare gli obiettivi di Renzi:
«Entro pochi anni l’Italia avrà una pressione fiscale sotto il 40 per cento. E nel 2016 recupereremo per intero la disoccupazione persa in 6 anni di crisi, andando anche oltre. Dal 2010 abbiamo perso circa 950mila posti di lavoro, negli ultimi 9 mesi ne abbiamo ripresi circa 325mila»

Ora, premesso che siamo ragionevolmente certi che Taddei non si occupa di schedature dei cittadini (cioè non “maneggia i dati sensibili”), e premesso pure che “recuperare la disoccupazione persa” pare frutto di fraintendimento dell’intervistatore, temiamo ci sia un errore nella trascrizione dell’intervista.

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Cresce l’occupazione, ma è ciclica ed ha i capelli bianchi

in Economia & Mercato/Italia

E alla fine, dopo tanta attesa, arrivano gli agognati dati positivi sull’occupazione italiana, sia su base mensile (aprile) che relativi al primo trimestre 2015. Alcuni quozienti sembrano finalmente usciti dal corridoio di oscillazione in cui stazionavano cocciutamente da troppo tempo. Sotto la superficie, il dato conferma tuttavia alcune anomalie, a prescindere da quelle statistiche.

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Grande distribuzione dissestata

in Economia & Mercato/Italia

Oggi sul Sole un articolo di Emanuele Scarci illustra lo stato di crisi ormai pressoché conclamata della grande distribuzione organizzata del nostro paese. Un settore destinato a subire in futuro sempre più prossimo una profonda trasformazione organizzativa che con tutta probabilità si tradurrà in espulsione di forza lavoro e ristrutturazione delle tipologie contrattuali, con inevitabili pressioni ribassiste sulle retribuzioni.

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La crescita scarseggia, la media mobile non galleggia – 2

in Economia & Mercato/Italia

Pubblicati oggi da Istat i dati sull’occupazione e disoccupazione italiana nel mese di febbraio. Di assoluto rilievo il fatto che, verosimilmente per sfuggire alla esagitata e profondamente diseducativa propaganda governativa, Istat abbia deciso di iniziare a pubblicare anche la media mobile a tre mesi degli indicatori congiunturali del mercato del lavoro. Ottimo, grazie mille.

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Sulle ali del gufo reale

in Economia & Mercato/Italia

Dati davvero pessimi, per il mercato italiano del lavoro a novembre. Ma anche per i livelli di attività nel commercio al dettaglio a dicembre, con buona pace della grancassa mediatica con cui si segnala l’andamento dei saldi invernali, ignorando quello che sta dietro. L’occasione è propizia per rimettere i numeri al loro posto.

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Un governo lordo

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Torniamo sulla trovata governativa della scorsa settimana, quella di coprire il negativo dato di occupazione del mese di ottobre, comunicato da Istat, con qualsivoglia “buona notizia”, anche costruita per l’occasione. L’occasione, come ricorderete, è stata fornita dalle anticipazioni sulle Comunicazioni obbligatorie di attivazioni e cessazioni di rapporti di lavoro dipendente e parasubordinato, il cui dato definitivo è stato pubblicato il 3 dicembre.

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Play it again, Matt

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Ma chi ha detto che il sito passodopopasso sta venendo progressivamente abbandonato dal governo? Solo delle malelingue, naturalmente. Il sito è vivo e progredisce assieme a noi. Al punto che ieri sera è stata messa in rete una vecchia-nuova notizia dirompente: “Gli occupati tornano a crescere”. E come sottotitolo “I dati confermano l’inversione di tendenza”. Dopo che la notizia è arrivata sul nostro feed (troncato), siamo andati a controllare il testo integrale, ma con nostra sorpresa e disappunto abbiamo trovato solo una bella pagina 404. Che accadde?

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It’s a kind of magic

in Economia & Mercato/Italia

Solo un paio di parole sul nuovo tormentone renziano relativo alla presunta accelerazione nella creazione di nuova occupazione in Italia. Perché i miracoli a volte accadono, soprattutto in un paese profondamente credente come il nostro, ma difficilmente questo sarà uno di quei casi.

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Numeri sotto tortura

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Oggi è il giorno di nascita del portale passodopopasso, che servirà a Matteo Renzi per vendere pentolame online mostrare ai cittadini lo stato di avanzamento del programma dei mille giorni. Mentre attendiamo che quei mille giorni, verosimilmente di calendario, si volgano in lavorativi, e che vengano identificate le fattispecie interruttive di tale countdown (sino alla prescrizione, immaginiamo, Silvio-style), vi segnaliamo una perla degli psico-successi governativi, little by little.

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Scorte di propaganda, come è andata a finire

in Economia & Mercato/Italia

Oggi Istat ha pubblicato il dato finale della stima del Pil italiano del secondo trimestre, quello che aveva spinto alcune scimmiette e cocoriti renzisti a gridare al miracolo perché il contributo della domanda interna alla crescita era risultato nullo anziché decrescere, come invece ci aveva abituati a fare negli ultimi trimestri. Ciò era quindi visto come vaticinio della stabilizzazione della domanda interna, anche grazie al magico bonus da 80 euro, secondo i sopracitati cocoriti. In quella circostanza, il vostro umile titolare aveva invitato ad attendere il dato definitivo, per capirne di più. Ora quel dato è arrivato, ed è come temevamo.

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Facciamo come la Spagna? Speriamo di no

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Oggi sul Sole c’è un’ampia intervista “programmatica” a Davide Serra, il CEO Di Algebris Investment che da tempo ha una relazione privilegiata con Matteo Renzi, e che è accreditato di esserne uno dei principali ispiratori in materia di politica economica. L’intervista non aggiunge nulla al pensiero conosciuto di Serra, se non rivelarne una propensione all’aneddotica che si infrange contro i numeri e la realtà.

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Il male francese

in Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

L’economia francese presenta alcune peculiarità, che fanno del paese un caso di studio di un malessere economico strutturale, che tuttavia i mercati paiono non percepire né prezzare di conseguenza. Tutto si riconduce al mercato del lavoro, che è in evidente sofferenza.

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Occupazione Usa: ripresa lenta, fragile e squilibrata

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Non è particolarmente esaltante, il dato sul mercato del lavoro statunitense pubblicato oggi e riferito al mese appena concluso. Certo, ci sono revisioni al rialzo nel numero degli occupati nel bimestre precedente, ma complessivamente la creazione di occupazione resta anemica, anche se da inizio anno mantiene ancora (almeno a livello statistico) un passo compatibile sia con il progressivo riassorbimento dei senza lavoro che con le speranze di rielezione di Barack Obama.

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Obama’s Jobs

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

di Mario Seminerio – Libertiamo

Barack Obama ha annunciato, davanti al Congresso, un nuovo pacchetto di stimoli fiscali mirati alla creazione di occupazione, l’American Jobs Act. Rispetto alle indiscrezioni della vigilia, il piano è del 50 per cento più ampio (circa 450 miliardi di dollari, il 3 per cento di Pil), e prevede una riduzione dei contributi in busta paga a carico di lavoratori e datori di lavoro (il cuneo fiscale). Per i lavoratori, che da quasi un anno stanno già beneficiando di un’aliquota ridotta dal 6,2 al 4,7 per cento sulle trattenute contributive, Obama vorrebbe un’ulteriore sconto al 3,1 per cento della busta paga. Uguale aliquota pagherebbero i datori di lavoro, con tetto di 5 milioni di dollari di monte salari.

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Ma noi ne usciremo meglio di altri – 14

in Economia & Mercato/Italia

Come comunica Istat, nel terzo trimestre del 2010 il tasso di disoccupazione in Italia è stato dell’8,3 per cento, con un calo di un decimo di punto percentuale rispetto al secondo trimestre ed un aumento di tre decimi rispetto al terzo trimestre 2009. Per contro, il totale degli occupati nel terzo trimestre 2010 risulta in calo di 157.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2009. Prima che qualcuno inizi a festeggiare, è utile andare ad analizzare alcuni indicatori fondamentali per comprendere le reali tendenze del mercato del lavoro.

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Il bubbone

in Economia & Mercato/Italia

Vista la fonte, è probabile si tratti dell’ennesimo episodio di “militanza e ignoranza”, magari ispirato da “intellettuali organici al partito comunista”, specializzati in “esoterismi”. Come che sia, ricordate che la cassa integrazione in deroga è puro esborso dello stato, non esiste compartecipazione aziendale al contributo. Le  imprese coinvolte beneficiano quindi di una consistente riduzione del costo del lavoro. Per il 2011, il governo ha stanziato altri 1,5 miliardi di euro a questa voce di spesa. Però sia chiaro: la disoccupazione italiana è ben inferiore della media Ue, e ne stiamo uscendo meglio di altri, anche se la cassa in deroga continua ad aumentare. Delle due l’una: o questa è la ripresa più recessiva che abbiamo mai visto, oppure qualcuno fa il furbo. Noi, ad ogni buon conto, ve lo stiamo segnalando da tempi non sospetti.

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