Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Partito-Democratico

“Ho capito la lezione, continuo ad aver ragione”

in Adotta Un Neurone/Italia

Poiché ormai la #maratonamentana è divenuta genere televisivo-narrativo di un paese che ha deciso di fallire ma dibattendo, se non proprio divertendosi (senza che questa suoni come una critica a Mitraglia, che giganteggia tra le rovine), qualche riflessione del tutto inutile sulle primarie del Pd di ieri, che hanno ulteriormente compattato il partito in quella versione “proprietaria” che abbiamo intravisto in questi quattro anni.

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Le perline di vetro non sono bastate

in Famous Last Quotes/Italia

Ce l’ha con Bersani?
«È un uomo troppo garbato e troppo onesto, lo dico senza ironia. Non voleva enfatizzare i contrasti, ma ricomporli. Solo che Renzi non è Bersani, nel bene e nel male. Hanno affrontato l’arrivo di Matteo come le società precolombiane con i conquistadores»

Giuseppe Civati, intervista al Corriere, 7 maggio 2015

Conquistadores

Ebbene si, sono ricco

in Adotta Un Neurone/Italia

Da un facoltoso lettore riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Caro titolare, ieri ho scoperto di essere diventato ricco. Non per una eredità né per una promozione sul lavoro né per una vincita al gioco. Ieri ho scoperto di essere diventato ricco grazie ad un emendamento del Partito democratico sull’Imu prima casa.

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C’è qualcosa di nuovo, oggi, negli acquedotti

in Economia & Mercato/Italia

Anzi, d’antico. L’affidamento ad Enrico Letta dell’incarico di dare un governo a questo disgraziato paese ha rimesso in pista i retroscenisti, giornalisti specializzati in narrative dal retrobottega politico, che in questi ultimi mesi non sono mai rimasti inoccupati. Ozioso segnalare i pezzi più pregiati, speziati e fantasiosi. Resta che questo paese, che ha disperato bisogno di normalità nell’emergenza, continuerà a ritrovarsi avvolto da una nebbia elettorale psichedelica in cui il Pdl, ormai padrone del campo onirico dopo la psico-disfatta del Pd (che sarà un crash al rallentatore, ed è appena iniziato), si trova padrone del campo e pronto a dettare condizioni le più fantasiose, per poter mandare tutto a pallino, tornare alle elezioni, vincerle e piantare le bandierone di Letta zio al Quirinale e del giaguaro non smacchiabile a Palazzo Chigi.

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Siamo incazzati neri, e resteremo schiavi

in Economia & Mercato/Italia

Dopo la rielezione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica, resasi necessaria per lo stallo assoluto tra le forze politiche, i mercati oggi aprono con un ampio restringimento dello spread tra Italia e Germania, un calo confortante del rendimento del Btp decennale (che si avvicina al 4 per cento), ed un rally di borsa guidato dai titoli bancari. Non abbiamo risolto nulla, ma ai mercati pare il contrario. Chi avrà ragione?

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Il paradiso dello scaricabarile

in Adotta Un Neurone/Italia/Unione Europea

A ben pensarci, questo disgraziato paese sta esprimendo, in queste settimane di demenziale paralisi politica, la propria più intima essenza: l’assoluta refrattarietà ad ogni e qualsiasi assunzione di responsabilità. E cosa c’è di meglio di un governo mai sfiduciato e che non può ottenere la fiducia, che viaggia nel tempo e nelle legislature, ed al quale è possibile imputare tutto ed il contrario di tutto, inclusa questa eccezionalmente fredda e piovosa primavera?

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Completa anche tu l’album di figurine Bersani

in Economia & Mercato/Italia

“Se la riforma delle pensioni ci ha portati un po’ avanti, questa riforma ci mantiene un po’ indietro rispetto ad altri Paesi europei”. Il Dg di Confindustria Giampaolo Galli, ospite di SkyTg24, lo sottolinea parlando della riforma del lavoro, e in particolare della soluzione varata dal governo sull’articolo 18. E alla Cgil che chiede di ripristinare la reintegra nel posto di lavoro, risponde: “Non va bene”, sarebbe “un sostanziale ritorno allo status quo”, cancellando misure con le quali “non stiamo nemmeno facendo quello che c’è in Germania, Spagna, Regno Unito, Paesi Scandinavi”.
L’intervento sull’articolo 18, aggiunge, eliminando la reintegra  per i licenziamenti per motivi oggettivi ritenuti ingiustificati dal giudice, non fa altro che estendere “quello che già adesso succede nelle imprese sotto i 15 dipendenti”, e viene fatto in un modo “molto più costoso per le imprese e più favorevole ai lavoratori”.
E’ una cosa da “sdrammatizzare”, aggiunge, perché “sembra che sia stato violato un tabù” – (Ansa, 23 marzo 2012)

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Profumo di antico nell’aria

in Discussioni/Italia

Qualche considerazione molto spicciola ed in ordine sparso sull’esito delle primarie del centrosinistra, che hanno “incoronato” Pierluigi Bersani a front runner di coalizione alle prossime, mitologiche elezioni politiche. Il risultato finale è inequivocabile, segno che Renzi non ha praticamente intercettato voti degli elettori dei candidati eliminati al primo turno. Non che non lo si sapesse, peraltro, vista la levata di scudi contro il “corpo estraneo” di Firenze che ha segnato tutta questa consultazione.

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Cronache marziane di un partito confuso

in Economia & Mercato/Italia

A volte la vita riserva sorprese. Ad esempio, scoprire che il responsabile economico del Partito democratico, Stefano Fassina, è contrario alla famosa patrimoniale straordinaria, allineandosi con Vincenzo Visco. Per contro, numerosi esponenti “moderati” o sedicenti tali confermano le loro suggestioni di piccoli Richelieu della gioiosa macchina da guerra duepuntozero, oltre alla loro altrettanto robusta insipienza economica.

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Il sobrio dissenso di Walter Bersani

in Adotta Un Neurone/Famous Last Quotes/Italia

Tanto tuonò. O era mal di pancia?

«Io chiedo che si cerchi in ogni modo un’intesa, poi può anche non riuscire ma vorrei che tutti ci provassero. Se non c’è l’accordo il Pd ha detto che sosterrà Monti fino a fine legislatura ma che su ogni problema diremo la nostra. Il tavolo lavori in pace e il Governo cerchi ogni possibilità di intesa innovativa. Noi siamo pronti a metterci tutta la coralità per una buona riforma»

“Coralità” significa che Fassina e Orfini saranno gli esecutori della deliziosa polifonia del Pd, immaginiamo. Anche quello potrebbe avere valenza terapeutica.

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La “sindrome del mariuolo” e un’oligarchia terminale

in Italia

Sulla cosiddetta “Festa Democratica” di Pesaro è destinato ad aleggiare il fantasma di Filippo Penati, che non è l’ultimo degli scodellatori di tortellini o di affumicatori di braciole, ma è stato il capo della segreteria politica del segretario, Pierluigi Bersani. Tutti i fedeli del Pd che, in queste ore e questi giorni, argomentano sulla favoletta delle “mele marce” ricordino che, di solito, “Berlusconi non poteva non sapere”.

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I ladri in casa

in Economia & Mercato/Italia

In una intervista al Corriere, il cosiddetto responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, si pavoneggia asserendo che il governo avrebbe “saccheggiato” a piene mani il programma fiscale Democratico in relazione alla manovrona pluriennale che sarà presentata a giorni. Contento lui.

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Puntate la sveglia

in Economia & Mercato/Italia

Mentre il neosindaco di Bologna, Virginio Merola, ha dichiarato di volersi godere l’esito referendario prima di prendere in mano la nuova situazione (un po’ come fanno i tifosi all’indomani della vittoria nella Champions’ o nel mondiale), la realtà dice che Hera è pronta a chiudere il rubinetto dei nuovi investimenti nel settore idrico, dopo aver onorato impegni per 26,5 milioni di euro previsti per il 2011. Nel frattempo, i grillini sognano ad occhi aperti di scorpori del business dell’acqua (non si può dire business, ma cercate di afferrare il senso), e loro attribuzione ad enti pubblici guidati da cittadini coscienziosi e motivati, previa elezione online dopo esibizione del curriculum. L’unico problema è che questi scorpori non toccano neppure tangenzialmente il discorso del reperimento dei mezzi di finanziamento.

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Inondati dal debito

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Mentre i referendari proseguono nella edificazione del Grande Mulino Bianco che è dentro ognuno di noi, nel Pd continuano i mal di pancia sui referendum sull’acqua, come dettaglia un pezzo di Michele Arnese su Italia Oggi. Ricordando che non di sola acqua stiamo parlando bensì del complesso dei servizi pubblici locali, l’ultima trincea della spartitocrazia italiana, può essere utile spingere lo sguardo un po’ più in là, agli effetti di più lungo periodo di un eventuale ottenimento del quorum.

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Tutti dallo specialista

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Nuovo giorno, vecchie misure andreottiane, non a caso estratte dal cilindro di Gianni Letta. Come regalo d’addio a Sandro Bondi, il poeta incompreso che collocava al Mibac i parenti della sua compagna, viene ripristinata la dotazione del Fondo Unico per lo spettacolo e reso permanente il relativo credito d’imposta. Per la copertura, in luogo dell’aumento del prezzo del biglietto del cinema, che avrebbe realizzato un interessante corto circuito, si è deciso un classico aumento delle accise sulla benzina. Un “piccolo sacrificio” di 1-2 centesimi, come lo ha definito Letta.

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Rendite progressiste, un lustro dopo

in Italia

Ricordate (domanda retorica: cinque anni sono un’era geologica in un paese che vive di spin mediatici compulsivi) il caso dell’acquisizione del controllo dell’autostrada Milano-Serravalle, ad opera della allora giunta provinciale milanese di centrosinistra guidata da Filippo Penati? Per chi vuole rinfrescarsi la memoria, qui c’è un riassunto. Per tutti gli altri, basti sapere che il buon Penati si indebitò per 238 milioni di euro con la allora Banca Intesa per permettere alla provincia di Milano di acquisire dal costruttore Marcellino Gavio un 15 per cento di capitale da aggiungere al 36 per cento che già possedeva. Azione resa “necessaria” dall’esigenza di estromettere dal patto di sindacato il Comune di Milano, con il quale si era già abbondantemente sopra la maggioranza assoluta della Serravalle.

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La polizza vita di Silvio

in Economia & Mercato/Italia

Proposta rivoluzionaria del Partito democratico: una addizionale Irpef biennale per quanti hanno un imponibile superiore ai 200.000 euro annui, per finanziare il prolungamento fino a due anni della cassa integrazione ordinaria. Bene, bravi, bis. Infatti è una replica della proposta dello scorso anno, segreteria Franceschini, che prevedeva un’addizionale per tutti i redditi superiori ai 150.000 euro annui (la soglia dei parlamentari, precisarono dal Pd), per finanziare un pacchetto di interventi a contrasto della povertà assoluta.

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