Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Petrolio

Gotti Tedeschi ed il controcomplotto amerikano

Oggi, sul Giornale, oltre ad una meravigliosa prima pagina in cui si salta a piè pari nella tesi complottista da scarsa dimestichezza con la lingua inglese, di cui si diceva ieri (del resto, Renato Brunetta è editorialista di punta, ed anche di tacco, del foglio sallustiano), c’è una non meno stimolante intervista ad Ettore Gotti Tedeschi dove l’ex capo dello Ior si mette agilmente in scia al mood complottista in cui gli italiani tanto amano sguazzare.

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Venezuela, gettare sussidi sul fuoco

Economia & Mercato/Esteri

Mentre il Pil dell’Argentina del primo trimestre 2014 si contrae dello 0,8% trimestrale (fonte ufficiale), segnando l’entrata in recessione del paese dopo il meno 0,5% dell’ultimo trimestre del 2013, il Venezuela si avvia a prendere consapevolezza che il capolinea è sempre più vicino, e dovrà fatalmente passare per un’operazione socialmente molto dolorosa ma pressoché inevitabile, al pari di altri paesi emergenti, tutti caratterizzati da corposi ed insostenibili sussidi su alimentari e carburanti/combustibili. Come spesso accade in Venezuela, tuttavia, l’abnorme ed il patologico sono regola di vita.

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Vie alternative al surplus delle partite correnti

Economia & Mercato/Italia

Alla vigilia di Ferragosto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha autorizzato l’effettuazione di prospezioni petrolifere al largo delle isole Tremiti, accogliendo la richiesta di una società specializzata. L’autorizzazione ha suscitato le abituali levate di scudi da parte degli ambientalisti e di alcuni politici. Nella fattispecie, l’assessore regionale pugliese alla “Qualità dell’ambiente”, Lorenzo Nicastro, si è lanciato in un grido di dolore di purissima liricavendoliana.

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La trivella di Passera

Ieri, a margine dell’ineluttabile workshop Ambrosetti di Cernobbio, il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, rispondendo ad una classica domanda sull’altrettanto classico caro-energia, è riuscito a dire che “se sapremo utilizzare risorse italiane, giacimenti di petrolio e di gas non ancora sviluppati”, anche questo potrà contribuire ad evitare che le bollette “crescano ulteriormente”. C’è da restare basiti.

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Perché le materie prime sono sempre più una riserva di valore

Discussioni/Economia & Mercato

Su Econbrowser, Jim Hamilton discute un recente paper che mostra come i prezzi delle materie prime negli ultimi anni hanno mostrato una crescente tendenza a muoversi assieme. Tra le cause possibili, l’andamento del dollaro spiega solo una parte del movimento complessivo. E’ possibile ipotizzare, come fonti di domanda, la crescita delle maggiori economie emergenti, ma soprattutto il crescente utilizzo delle materie prime come classe d’investimento.

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Dacci oggi la nostra demagogia quotidiana

Economia & Mercato/Italia

“Chiederemo conto all’industria petrolifera dell’andamento dei prezzi della benzina alla pompa” tuonò il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, prima di entrare all’assemblea dell’Unione petrolifera ieri a Roma. “Non si puo’ tollerare che il prezzo cresca troppo velocemente quando aumenta il barile di petrolio e troppo lentamente quando cala”.  Vecchie menate, buone per ogni occasione. Questa dinamica asimmetrica di prezzo è stata analizzata dalla letteratura economica, che ha finora prodotto la teoria dei “razzi e delle piume” (rockets and feathers), secondo la quale il fenomeno sarebbe riconducibile al comportamento dei consumatori, nelle fasi di calo dei prezzi meno disposti a fare shopping around alla forsennata ricerca del prezzo migliore. Teoria economica a parte, contano molto altri aspetti.

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Deflazionare Teheran

In un recente editoriale, Thomas Friedman argomenta che la crisi globale ed il forte ridimensionamento delle quotazioni del greggio potranno fornire al prossimo presidente degli Stati Uniti quel leverage necessario a mettersi attorno ad un tavolo e discutere con l’Iran. Un potere negoziale che, date le premesse, Friedman vede molto simile ad una mazza da baseball. Si è molto speculato sulla recente “malattia” di Ahmadinejad, definita da ambienti del governo di Teheran un semplice “esaurimento”. Secondo Friedman, contare a ritroso il prezzo del petrolio, da quasi 150 a circa 60 dollari, a Teheran avrebbe effetti opposti alla tradizionale conta delle pecore per addormentarsi.

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Un bandito stazionario per la Russia

Discussioni/Economia & Mercato

Un recente articolo online sostiene che la Russia affronterà un difficile avvenire economico a causa della “pratica di ricercare rapidi profitti ed ignorare gli interessi di lungo periodo”. Questa situazione non è una sorpresa per quanti conoscono gli effetti della scarsa tutela dei diritti di proprietà sugli incentivi ad investire su asset specifici e a prendere oggi quanto più possibile perché domani potrebbe non essere più tuo. Pochi asset sono più specifici dei pozzi di petrolio. Investire oggi per massimizzare il valore attuale della futura produzione potrebbe essere scarsamente razionale se domani l’investitore non fosse più in grado di rivendicare la proprietà dei flussi di cassa, ad esempio perché rinchiuso in una cella. In un simile contesto, la massimizzazione dei profitti di breve periodo diviene una mossa razionale, pur se a discapito del valore di lungo periodo del pozzo petrolifero.

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Ma allora abbiamo un piano?

Esteri/Stati-Uniti/Video

Sarah Palin, da ieri running mate di John McCain, è alla ricerca di un piano per l’Iraq, e sembra anche avere un’idea piuttosto “focalizzata” del concetto di indipendenza energetica. Almeno questo è quanto dichiarava a Time il 14 agosto:

The GOP agenda to ramp up domestic supplies of energy is the only way that we are going to become energy independent, the only way that we are going to become a more secure nation. And I say this, of course, knowing the situation we are in right now — at war, not knowing what the plan is to ever end the war we are engaged in, understanding that Americans are seeking solutions and are seeking resolution in this war effort. So energy supplies and being able to produce and supply domestically is going to be a big part of that.

Forse Palin intende l’aumento di produzione di energia a servizio dei mezzi utilizzati dagli americani in Iraq, chissà.

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