Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Popolo della Libertà - page 6

Lo speriamo anche noi

Discussioni/Italia

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl

Spero che il Pdl, anche alla prova del governo, sappia rimanere fedele all’impegno del suo leader, difendendo e presidiando il pluralismo etico-culturale come fondamento della libera convivenza civile. Berlusconi, parlando ironicamente di “partito anarchico” sui temi etici, aveva chiarito la differenza abissale che intercorre tra un partito liberale che difende in modo intransigente i valori della libertà e della dignità umana e un “partito etico” che promuove e difende in sede legislativa una precisa piattaforma di valori, che va invece riservata alla libera scelta dei cittadini. Nessuno dei grandi partiti liberali e conservatori europei ha scelto di diventare un “partito etico”. Anche per questa ragione, spero che il Pdl rimanga un “partito anarchico”, nonostante i richiami di Famiglia Cristiana, che perfino la DC in questa forma non avrebbe giudicato ricevibili.

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Nota per i laici del centrodestra: attenderete a lungo, e invano, concetti del genere espressi dalla voce e dalla tastiera dell’attuale portavoce di Forza Italia. Per lui era certamente più funzionale giocare all’anticlericale puro e duro in un’altra epoca storica, e baloccarsi con l’economia in tempi a noi più prossimi. Ma comprenderete, il portavoce è qualcosa di molto simile ad un cocorito, in condizioni normali non vive di voce propria.

Liberale, alza la voce

Economia & Mercato/Italia

Questa digressione statalista [di Berlusconi su Alitalia “compagnia di bandiera” da difendere, ndPh.] ha messo in imbarazzo i liberisti di area pidiellina. Silenzi tattici (alla vigilia della presentazione delle liste, Daniele Capezzone è muto), scarse tracce alitaliane nel sito Tocqueville, che ospita prevalentemente blogger lib, notizia seminascosta dal Giornale (undici righe undici), il quotidiano che nei giorni scorsi, alla vigilia della presentazione del programma, aveva fatto campagna preventiva contro la minaccia di una piattaforma non liberista. Giavazzi, che era stato pessimista sul programma del Pdl, dice: “Secondo me, la spinta liberalizzatrice in realtà non l’hanno mai avuta, i liberali sono stati spesso silenziati. In fondo l’unica norma liberista della scorsa legislatura fu la legge Biagi, per il resto il centrodestra è stato vittima delle lobby. Pensavo che dopo due anni di opposizione ci sarebbe stata una riflessione, sbagliavo. Quanto al programma, leggo di dazi e quote, che servono a difendere le imprese che non ce l’hanno fatta, e non quelle che hanno vinto la loro sfida”. (Il Foglio)

Il programma economico del PdL

Economia & Mercato/Italia

Il programma del Popolo della Libertà è articolato in sette “missioni”, ulteriormente suddivise in punti. Riguardo gli aspetti più propriamente economici la prima missione, “rilanciare lo sviluppo”, prevede la detassazione di straordinari, premi ed incentivi legati ad incrementi di produttività. Si tratta di proposte ancora troppo generiche per poter essere compiutamente valutate. Se il principio è condivisibile, restano problemi di attuazione pratica. Va definito il concetto di detassazione, in primo luogo: è totale o parziale? Non si dovrebbe poi dimenticare che non tutti i lavoratori dipendenti percepiscono straordinari: si pensi a quadri e dirigenti. In condizioni di debolezza congiunturale è poi verosimile attendersi un minore ricorso agli straordinari, che perderebbero così la funzione di leva strategica per l’aumento del potere d’acquisto dopo le imposte. Inoltre, la detassazione integrale degli straordinari implica il rischio che la creazione di nuova occupazione subisca un rallentamento, e che le imprese finiscano col contrabbandare aumenti retributivi imputandoli a straordinari. Ciò finirebbe col sottrarre materia imponibile.

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Diffidate dalle imitazioni

Adotta Un Neurone/Italia

A seguito della pubblicazione dell’articolo “Collezione primavera-estatesul sito de Il Legno Storto, abbiamo ricevuto la diffida di tal Raffaello Morelli, presidente di una non meglio identificata “Federazione dei Liberali”, che ci intima a non utilizzare la denominazione “Partito della Libertà” con riferimento allo schieramento di centrodestra che ha in Silvio Berlusconi il proprio candidato premier. Il testo della diffida (inviata a suo tempo anche a Michela Vittoria Brambilla e a Sandro Bondi) potete leggerla nei commenti all’articolo su Il Legno Storto. La nostra replica a Morelli potete invece leggerla direttamente qui: Leggi tutto

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