Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Prodi - page 3

Romano vuol dire fiducia

in Italia

In poco più di due mesi di operatività il governo Prodi ha ottenuto 5 voti di fiducia al Senato ed uno alla Camera, finalizzati all’approvazione di 4 leggi. Il governo Berlusconi mise la quinta fiducia il 21 aprile 2004, dopo 386 leggi approvate. Tutte in bieco conflitto d’interessi, naturalmente. Ah si, se fosse rimasto il Mattarellum non avremmo un Senato di fatto privo di maggioranza. Come si dice a Milano? Se avessi le ruote sarei un tranvai…

“Governare a colpi di fiducia svilisce il Parlamento.”

Romano Prodi, 7 febbraio 2006

Oggi, il governo Prodi si accinge ad ottenere la fiducia della Camera sul decreto Visco-Bersani. Si tratta di una fiducia che ha motivazioni diverse da quelle del Senato: in questa circostanza non c’è un problema di maggioranza risicata o inesistente, bensì l’esigenza di approvare senza emendamenti il testo del decreto-legge, perché l’imminenza della chiusura estiva del parlamento impedirebbe una terza lettura in senato, e alla ripresa dell’attività delle Camere, a settembre, il decreto-legge supererebbe la scadenza dei sessanta giorni dall’emanazione. Di chi è la colpa di questa ennesima richiesta di fiducia? Dell’opposizione, che diamine. Costoro pretenderebbero di votare su 600 emendamenti, un vero filibustering. Ma il problema sta a monte, come si diceva nei ruggenti anni Settanta. Perché il governo ha presentato un pacchetto di riforme attraverso lo strumento del decreto-legge? Vediamo che dice in merito la nostra sana e robusta costituzione: Leggi tutto

Quei guerrafondai dell’Unione

in Italia

Proviamo a rileggere il testo di quello che fino a ieri era il disegno di legge numero 845, recante “Disposizioni per la partecipazione italiana alle missioni internazionali”, e che è stato oggi definitivamente approvato, dopo due voti di fiducia chiesti dal governo. L’articolo 1 recita, tra l’altro:

1. È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro 33.320.634 per la prosecuzione della missione umanitaria, di stabilizzazione e di ricostruzione in Iraq, di cui all’articolo 39-vicies bis del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 febbraio 2006, n. 51.

Missione umanitaria, di stabilizzazione e ricostruzione in Iraq? Ma non era una guerra coloniale di occupazione? All’articolo 2, notiamo quanto segue:

1. È autorizzata la spesa di euro 130.430.101 per la fase di rientro, entro l’autunno 2006, del contingente militare che partecipa alla missione internazionale in Iraq, denominata Antica Babilonia, di cui all’articolo 39-vicies bis, comma 9, del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 febbraio 2006, n. 51.

2. È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro 550.268 per la proroga della partecipazione di esperti militari italiani alla riorganizzazione dei Ministeri della difesa e dell’interno iracheni, nonché alle attività di formazione e addestramento del personale delle Forze armate irachene, di cui all’articolo 39-vicies bis, comma 11, del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 febbraio 2006, n. 51.

Rientro entro l’autunno? Ma non era quello che prevedeva il governo precedente? Partecipazione di esperti militari italiani in qualità di consulenti delle forze armate irachene? Ma non si doveva eliminare la componente militare della missione a vantaggio di quella umanitaria? E l’attività di advisory militare al governo iracheno è frutto di qualche forma di accettazione del voto democratico del popolo iracheno? Il governo iracheno non è più il prodotto artificiale dell’invasione americana? Leggi tutto

Tenetemi o mi dimetto

in Italia

Il ministro dell’Università e della Ricerca scientifica, Fabio Mussi, minaccia di dimettersi se nella legge finanziaria non verrà corretto l'”errore” del taglio del 10 per cento introdotto dal Dpef sulle spese di gestione di atenei ed Enti pubblici di ricerca:

“Per il 2006 me la sento di chiedere uno sforzo eccezionale alla Comunità scientifica (che già è stata vittima di ripetuti tagli con il governo di centrodestra), per contribuire al risanamento delle finanze pubbliche: stringiamo la cinghia e guardiamo avanti. Ma è del tutto evidente che la legge finanziaria per il 2007 deve correggere l’errore. Nessuno si aspetta miracoli e abbondanza ma se l’Italia, di fronte alla tendenza esplosiva globale della spesa in ricerca e formazione superiore, annuncia provvedimenti di definanziamento, il mondo ride e noi piangiamo. Lo si potrebbe fare – conclude Mussi – ma si tratterebbe di un’altra politica. Nel qual caso ci vorrà un altro ministro”.

Mussi non specifica se la “tendenza esplosiva” della spesa in ricerca e formazione superiore riguarda sprechi e burocratismi sui quali il Dpef tenta d’incidere, oppure se la manovrina targata Padoa Schioppa (quella che ha “salvato” il paese nelle ultime settimane) sta tentando di rettificare dinamiche di spesa inerziali ed improduttive. Vista la formazione politica di Mussi ci verrebbe da interpretare la sua affermazione come l’ennesima applicazione post-keynesiana di una spesa pubblica in cui quantità equivale a qualità. Ma ad oggi non abbiamo sentito ancora nessun grido di dolore sui media (incluso l’house organ confindustriale) che stigmatizzi il depauperamento della già avvizzita cultura scientifica italiana. Nessun allarme per la fuga di cervelli, nessuna chiamata alle armi contro un governo affamatore della ricerca scientifica. Nulla. E’ proprio vero che il redde rationem avverrà in occasione della finanziaria. Preparate i popcorn e il divano. Leggi tutto

Do you think I’m sexy?

in Adotta Un Neurone/Famous Last Quotes/Italia

“Di Pietro? È il transgender delle istituzioni. A seconda degli stati d’animo ora è un arruffapopoli nelle piazze, ora ministro. Sarà contento Prodi, questo governo è sempre più sexy”.

Roberto Castelli, Lega Nord

Percorso obbligato

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Mario Draghi Durante l’audizione sul Dpef davanti alle commissioni riunite Camera e Senato, il governatore della Banca d’italia, Mario Draghi, ha tracciato alcune direttrici di politica economica a cui il governo dovrebbe ispirarsi per dare contenuto alla cornice teorica del documento di programmazione presentato nei giorni scorsi. In dettaglio, Draghi chiede al governo la prosecuzione del processo di liberalizzazione, ed al contempo un recupero di efficienza ed efficacia dell’azione della pubblica amministrazione, ponendo fine agli sprechi che la caratterizzano. Ma la portata delle indicazioni strategiche è molto ampia, e finisce col toccare direttamente il nucleo del programma economico dell’Unione. Leggi tutto

Il Gosplan de noantri

in Economia & Mercato/Italia

Forse ha ragione chi definisce il Dpef un libro dei sogni, un “vorrei ma non posso”, la lista dei provvedimenti di spesa che il governo (qualsiasi governo) ambirebbe ad introdurre, ma che la ristrettezza delle risorse finanziarie impedisce di realizzare. Per due mesi, questo documento propedeutico e pleonastico alla legge Finanziaria, e che reca in sé il dna della velleitaria pianificazione quinquennale, bloccherà i lavori parlamentari e le prime pagine dei giornali, consentendo a politici, sindacati, imprenditori e opinion maker di avere il proprio quarto d’ora di popolarità, soprattutto quella che deriva da veti e niet. Anche il Dpef 2007-2011 presentato ieri dal governo Prodi è destinato a non sottrarsi alla tradizione, come dimostra la mancata partecipazione al voto in consiglio dei ministri da parte del ministro del Prc, Ferrero, e le susseguenti richieste di “cabine di regia” da parte della sinistra radicale e dei sindacati. Difficile analizzare qualcosa che di fatto non rappresenta neppure una cornice dei provvedimenti che vedranno la luce nei prossimi mesi. Partiamo dagli elementi positivi del documento. Leggi tutto

Pacchetto Visco, il rischio del Grande Fratello

in Economia & Mercato/Italia

Le misure di contrasto ad evasione ed elusione contenute nella manovra correttiva varata giorni addietro dal Consiglio dei ministri portano la firma del viceministro all’Economia, Vincenzo Visco. Analizziamone alcune e tentiamo di prefigurarne le conseguenze.
In primo luogo, la filosofia che ispira i provvedimenti è basata sul tentativo di ampliare la base imponibile (e di conseguenza il gettito, anche ad aliquote nominali invariate), eliminando la elusioni e sanzionando in modo più duro l’evasione. Fulcro della manovra è il recupero di gettito Iva. Ad esempio, l’appaltatore è responsabile dei versamenti Iva e del versamento dei contributi del subappaltatore per lavori nell’edilizia. Una misura finalizzata ad evitare lavoro nero e frodi fiscali, come per esempio il mancato versamento da parte del subappaltatore che poi risulta irrintracciabile.
L’Austria ha già applicato norme di questo genere con risultati positivi nel contrasto dell’evasione fiscale, dell’evasione contributiva e del lavoro nero. In particolare, l’Austria ha ottenuto un aumento del gettito Iva pari all’1,5 per cento. In Italia un incremento del genere equivarrebbe a oltre un miliardo e mezzo di euro.
Per questa norma di contrasto dell’evasione fiscale e del lavoro nero non è stato messo in conto alcun gettito, il che rappresenta un’innovazione interessante ed in controtendenza rispetto all’inveterata abitudine dei governi italiani ad iscrivere tra le entrate i proventi della lotta all’evasione fiscale, salvo ritrovarsi ex-post con buchi di bilancio. Leggi tutto

Pacchetto Bersani, un buon inizio

in Economia & Mercato/Italia

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la manovra correttiva ed il pacchetto di misure di liberalizzazione presentate dal ministro per lo Sviluppo economico, Bersani. Proviamo ad analizzare e commentare i principali punti del provvedimento.

Con una norma del decreto legge si abrogano le disposizioni normative e regolamentari che prevedono la fissazione di tariffe obbligatorie fisse o minime e il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti. L’effetto ipotizzato dovrebbe essere quello di ridurre le parcelle professionali ed eliminare l’ipocrisia di legali che oggi ad esempio non possono (formalmente) chiedere compensi legati all’entità dei risarcimenti ottenuti. Con un’altra norma si abroga il divieto, anche parziale, di pubblicizzare i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto e il prezzo delle prestazioni. Misura che dovrebbe consentire ai consumatori di conoscere la tipologia di servizi offerti, e produrre effetti sinergici con l’eliminazione delle tariffe minime obbligatorie. Inoltre, viene abrogato il divieto di fornire all’utenza servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di società di persone o associazioni tra professionisti, intervento che dovrebbe contribuire ad irrobustire la posizione competitiva internazionale degli studi professionali italiani.

Nell’ambito della RC Auto, viene abrogata la figura dell’agente monomandatario, cioè vengono eliminate le clausole anticoncorrenziali per la vendita in esclusiva delle polizze Rc auto, e viene introdotta e regolamentata la disciplina dell’indennizzo diretto. Ciò dovrebbe produrre pressioni ribassiste sui premi di polizza, riducendo i tempi di liquidazione dei sinistri e favorendo il consolidamento del rapporto fiduciario tra assicurato ed impresa di assicurazione, che dovrebbe contribuire a ridurre le frodi ed i costi di sistema. Leggi tutto

Inazione e reazione

in Economia & Mercato/Italia

Oggi il Sole-24Ore segnala che le polizze assicurative unit-linked, un prodotto assicurativo-finanziario esente dalla tassa di successione, stanno conoscendo una seconda giovinezza, con un incremento della raccolta premi nel primo quadrimestre dell’anno pari al 18 per cento. E’ la reazione dei risparmiatori alle ipotesi di reintroduzione dell’imposta di successione, formulata dall’attuale maggioranza. Le polizze unit-linked tecnicamente coniugano caratteristiche delle polizze-vita con quelle dei fondi comuni d’investimento. Questo tipo d’investimento è impignorabile ed insequestrabile. I capitali liquidati in caso di morte dell’assicurato non ricadono nell’asse ereditario. Negli ultimi anni si è verificata un’evoluzione del prodotto, con l’introduzione di meccanismi di protezione o riduzione delle perdite ottenuti tramite utilizzo di opzioni. Si tratta di un investimento mediamente costoso, e che era caduto in disuso dopo il 2001, quando il governo Berlusconi abolì l’imposta su successioni e donazioni, ma che evidentemente consente ai risparmiatori di barattare il maggiore costo con la possibilità di sottrarre imponibile all’asse ereditario, nell’ipotesi di reintroduzione della “tassa sulla morte”. Leggi tutto

Reality check

in Economia & Mercato/Italia

Mentre si moltiplicano le voci di una moratoria (cioè del blocco della dinamica retributiva) dei contratti della pubblica amministrazione, il governo si appresta a rivedere al ribasso i coefficienti di trasformazione delle pensioni, la cui funzione è quella di convertire il montante di contributi accumulati durante la vita lavorativa in rendita pensionistica annuale. Il coefficiente penalizza chi va in pensione prima dei 65 anni ed è calibrato sulla speranza di vita, perché una vita attesa più lunga implica che le prestazioni devono essere corrisposte per un numero maggiore di anni. I coefficienti attualmente variano da un minimo del 4,720 per cento (a 57 anni di età) a un massimo di 6,136 (a 65 anni di età). Ciò significa che chi, a 65 anni di età, avesse accumulato un montante per 100mila euro, si vedrebbe riconosciuta una pensione di 6.136 euro all’anno. Una loro revisione, che consisterebbe in una riduzione applicata a tutte le età e basata sugli aumenti di vita attesa, interesserebbe solo i lavoratori soggetti al regime contributivo, che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996, o quelli che avevano meno di 18 anni di contributi nel 1996 (solo per la parte contributiva). A fine giugno, il Nucleo di valutazione della spesa pensionistica, istituito presso il Tesoro, dovrebbe presentare le linee di intervento, previste in un taglio del coefficiente del 5-6 per cento, destinato a tradursi in un taglio medio del 6-8 per cento degli assegni pensionistici, a partire del 2010, e più sensibilmente dal 2015 e in grado di scongiurare il rischio che la spesa pensionistica superi negli anni successivi il 15 per cento del Pil (il che significa evitare di dover aumentare i prelievi sul lavoro in futuro). Leggi tutto

Appartenenze

in Italia

Un senatore dell’Unione eletto nell’Unione deve rispondere all’ alleanza. Tutti gli facciamo la richiesta di dimettersi, si dimetta”. Così il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, ribadisce la richiesta di dimissioni da presidente della commissione Difesa per il senatore dell’ Idv De Gregorio, eletto questa mattina con i voti della CdL.”Non mi sembra – evidenzia Diliberto – un sacrificio così insopportabile. C’è un minimo di lealtà da mantenere, come lo stesso Di Pietro ha sottolineato”.

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Costituzione della Repubblica Italiana, art.67

Al Senato la situazione resta fluida…

Montagne, conclavi e topolini

in Italia

Ventiquattro ore di pensoso brain storming prodiano hanno prodotto la raccomandazione di tagliare del dieci per cento le spese dei ministeri, anche per contrastare gli spin-off realizzati per offrire strapuntini a tutta la variopinta corte dei miracoli unionista. Sembra di essere tornati ai tempi di Andreotti, quando le leggi finanziarie si facevano essenzialmente con tre strumenti di copertura: blocco del turnover nella pubblica amministrazione, riduzione del numero di posti-letto negli ospedali, taglio ai budget dei ministeri. L’unica differenza con l’epoca aurea del Divo Giulio era data dal fatto che questi “tagli”, massimamente aleatori ed irrealizzati ex-post (Scalfari era uso definirli “proposizioni ipotetiche di quarto grado”) servivano come foglia di fico per decisioni di spesa maledettamente tangibili. Leggi tutto

Il cinismo al governo

in Famous Last Quotes/Italia

Sostiene Arturo Parisi, ministro della Difesa, in visita al contingente italiano a Nassiriya:

”[Il governatore della provincia di Nassiriya] …Ha espresso apprezzamento per la nostra presenza e per il lavoro che gli italiani hanno fatto nella provincia. Apprezzamento che è accompagnato dall’auspicio che la nostra presenza continui e che il sostegno dell’Italia non venga meno”.

”L’impegno in favore della ricostruzione dell’Iraq, da un punto di vista politico, economico e sociale rimarrà immutato. Anzi, in qualche modo rafforza la sua intensità, tenendo anche conto del grande patrimonio lasciato e del lavoro svolto finora che verrà proseguito in una diversa prospettiva. Questi anni non sono passati invano”.

Sostiene Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti italiani:

“In Iraq c’è un governo: se la veda da solo”.
(…) Temo che non sapremo mai che cos’è successo a Nassiriya. Ogni tanto arrivavano le immagini d’azioni di guerra in senso stretto, con urla di giubilo quando qualcuno veniva colpito. C’è stato un vuoto d’informazione sul nostro contingente. E temo che non avremo mai tutte le tessere del mosaico.”

Scandalismi

in Italia

Non male il titolo scelto per questo articolo del Guardian. Il pezzo è dolcemente naufragato nel felice oblio che da ieri pomeriggio avvolge il circo mediatico del Bel Paese, che sta godendosi il meritato riposo, dopo cinque anni trascorsi in diuturna attività di watchdog. E’ un esempio di giornalismo scandalistico? Forse si. La testata che lo ha pubblicato è degna di rispetto e attenzione? Si. Nessuno è perfetto, uno scivolone può capitare a tutti. Aggiungete il consolidato disprezzo per l’Italia che da sempre caratterizza ampi settori delle élites europee, e il gioco è fatto. Leggi tutto

Agile, compatto, coerente

in Italia

E’ finalmente nato il governo Prodi, a dieci anni esatti dal precedente. Si tratta di un governo frutto di equilibrismi cencelliani contemperati con il robusto appetito diessino. Balza all’occhio la proliferazione di poltrone, frutto di spin-off ministeriali. Un tempo andava di moda semplificare, oggi la pletora di voraci cespugli di cui la maggioranza è infestata reclama il proprio strapuntino e talvolta qualcosa di più. Leggi tutto

L’immaginazione al potere

in Italia

Sapevate che il prossimo governo italiano sarà in realtà una Grande Coalizione? La sconvolgente rivelazione giunge dal Lider Massimo, nel corso di un’intervista a Massimo Giannini, vicedirettore di Repubblica:

“L’opinione pubblica deve essere tranquillizzata – dice il presidente Ds – stiamo procedendo in fretta, addirittura a tempo di record…”.

Lei dice? Avete vinto le elezioni da un mese, e da allora non fate altro che litigare sulle poltrone…

“Guardi, in Germania, dopo le elezioni, ci hanno messo un mese e mezzo a fare il governo Merkel. In Italia abbiamo dovuto affrontare un ingorgo istituzionale tutt’altro che semplice.”

Paragonare il prossimo governo Prodi alla Grosse Koalition tedesca è un sesto grado con unghie ben affilate su una parete di vetro, ma tutto serve per trasmettere un’immagine di proficua operosità nel procelloso mare della politica italiana. Quanto all’ingorgo istituzionale, D’Alema ha perfettamente ragione: se Carlo Azeglio Ciampi si fosse dimesso prima del termine ufficiale del proprio mandato, cioè prima delle elezioni politiche, oggi non ci troveremmo da oltre un mese in fiduciosa attesa del governo Godot, salvatore dei conti pubblici e della democrazia. Già, ma se Ciampi avesse contribuito a risolvere l’ingorgo, la nostra democrazia avrebbe corso il duplice, esiziale rischio di una maggioranza di centrodestra e facoltizzata ad eleggersi un proprio presidente della repubblica al quarto scrutinio. Al solo pensiero di un simile vulnus, arrecato alla leggendaria “costituzione materiale” del Paese, veniamo colti da un brivido scalfariano…

Per un nuovo miracolo italiano

in Economia & Mercato/Italia

Proseguono i miracoli successivi alla vittoria elettorale dell’Unione. Dopo la forte ripresa di fatturato ed ordinativi dell’industria, evidenziata dai dati di febbraio, perché verosimilmente le nostre aziende sentivano già nell’aria il profumo della primavera prodiana (ah, quanto contano le aspettative in economia!), è di oggi un’altra lieta novella: la lotta all’evasione fiscale fa crescere gli incassi dell’Erario, che nei primi tre mesi dell’anno ha “intascato” 679 milioni di euro con un balzo dell’84,5%. Dopo gli anni dei condoni, ripartita la macchina dei controlli, si registra così un incremento degli incassi dai ruoli (cioè dei controlli sfociati in una cartella esattoriale). E su tutti svetta il risultato sulle frodi Iva: l’aumento del gettito da accertamento sfiora il 140%. Leggi tutto

Mission Impossible, 3 e 4

in Adotta Un Neurone/Italia

E’ una giornata speciale per piazza Santi Apostoli. Di rientro da Bologna, Romano Prodi ha trascorso la mattinata nei suoi uffici romani, concedendosi un tramezzino e una breve passeggiata prima di rimettersi al lavoro per definire gli assetti del suo futuro governo. Prodi è stato accolto con applausi dai numerosi turisti italiani e stranieri che riempiono la piazza anche per un altro evento parallelo: nel palazzo di fronte alla sede dell’Unione, nelle stesse ore la star Tom Cruise sta presentando il suo ultimo film ”Mission Impossible 3”. Arrivato con gli altri protagonisti del cast, con un corteo di sette Mercedes, scortatissimo, la sicurezza dell’attore fa non poca difficoltà a tenere a bada i numerosi fan, per lo più turisti, che si accalcano all’uscita, arrivando quasi ad impedire la regolare circolazione di via IV Novembre.

Come dire, due sceneggiature al prezzo di una.

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