Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Produttività

Tra banche, Fintech ed impresa zeropuntoquattro

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Ricevo e pubblico il commento di un dipendente di azienda di credito che ci riporta un po’ tutti sulla terra, mentre discutiamo appassionatamente di digitale, nuove tecnologie, Fintech ed impresa 4.0. Perché la strada da percorrere per promuovere e concretizzare quel concetto impalpabile ed elusivo chiamato produttività è terribilmente lunga ed accidentata, nel paese in cui si brandisce l’analfabetismo tecnologico come arma “libertaria” per impedire ogni limitazione all’uso dei contanti (a parte il taglieggio commissionale, s’intende, ma quella è altra storia).

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Fate pace con i vostri gemelli

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Mentre si attende che il governo spieghi all’Ufficio parlamentare di bilancio ed a noi poveri mortali per quale motivo il prossimo anno il nostro Pil subirà una rabbiosa accelerazione rispetto allo scenario tendenziale (da +0,6% a +1%), che Pier Carlo Padoan, da keynesiano dell’ultim’ora, attribuisce all’efficacia delle misure governative ma anche all’elevato moltiplicatore che si avrebbe in condizioni prossime alla trappola della liquidità (welcome!), scopriamo che i nostri eroi hanno difficoltà non solo e non tanto con la realtà quanto con la coerenza delle tesi che presentano.

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La sabbia nella clessidra italiana

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Oggi sul Corriere c’è un editoriale che ricorda a noi italiani perché stiamo inesorabilmente affondando, peraltro non da ieri. Non sono concetti rivoluzionari né inediti: stranamente sono però assenti da sempre dal dibattito pubblico italiano, troppo assorbito a discettare di austerità che non esiste, di Germania cattiva, di uscite dall’euro che ci porteranno in paradiso senza passare dal via, ma anche di mance elettorali continue, fatte confortevolmente a deficit, senza che questa persistente festicciola fiscale produca risultati minimamente positivi. Eppure, basterebbe osservare il comportamento di alcuni “canarini nella miniera” per rendersi conto di quanto la sabbia nella clessidra italiana stia scorrendo, inesorabilmente.

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Grandi riforme e produttività stagnante

in Economia & Mercato/Italia

Del Documento di Economia e Finanza 2016 (DEF), licenziato dal consiglio dei ministri giovedì scorso, è utile mettere in rilievo due evidenze. La prima è relativa alle modalità di copertura della parte di deficit non beneficiata dalla cosiddetta flessibilità europea; la seconda è un dato consuntivo, che segnala che nel 2015 la crescita della produttività del lavoro italiano è rimasta al palo.

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Gli antichi ed illusori rituali di Fassina

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Intervista al manifesto di Stefano Fassina, responsabile economico del Partito democratico. Nulla di sostanziale, almeno a nostro giudizio, con la vistosa eccezione di una puntualizzazione di Fassina, che tenta disperatamente di quadrare il cerchio tra rilancio della produttività e livello del costo del lavoro. Il risultato è una enorme dissonanza cognitiva, assai poco rassicurante per le politiche del lavoro del prossimo governo Bersani.

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Malintesi keynesismi

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

I prossimi 25 e 26 gennaio si svolgerà a Roma la Conferenza di programma della Cgil, l’evento in cui il maggior sindacato italiano presenterà le proprie idee per il rilancio dell’economia del nostro paese. In quell’occasione vi saranno gli interventi, tra gli altri, di Pierluigi Bersani e Nichi Vendola, oltre a quello, probabile, del ministro uscente per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca. Superfluo dire che il documento della Cgil rappresenterà una sorta di “richiamo della foresta” per la sinistra italiana, anche se per qualcuno potrebbe trattarsi del canto delle sirene che invitano verso gli scogli. In attesa dei dettagli, si conoscono già le linee guida.

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Rischio di morte per il sistema delle imprese italiane

in Economia & Mercato/Italia

Non che non si sapesse, ma vederlo visualizzato in questo modo è sempre scioccante e deprimente. La società di consulenza Price Waterhouse Coopers ha calcolato  il livello di onerosità fiscale complessiva su una impresa-tipo di 60 dipendenti in giro per il mondo, su un campione di 185 paesi. Il nostro paese resta in condizione pre-agonica.

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Il Vietnam italiano

in Economia & Mercato/Italia

Uno degli ultimi spasmi del governo Berlusconi fu, nell’estate 2011, il tentativo di accorpamento delle festività. Non se ne fece nulla, anche a seguito dell’insorgere della fazione di quanti urlavano al sacrilegio in caso di soppressione delle feste patronali, ma Giulio Tremonti giunse a quantificare dalla manovra un rimbalzo del Pil di ben lo 0,1 per cento, non è chiaro in base a quali calcoli. Col governo Monti, l’alfiere del proclama “facciamo troppe ferie” è diventato il sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo. Il quale, questa estate (il caldo stimola riflessioni di questo tipo, evidentemente) giunse a dichiarare che la rinuncia ad una settimana di ferie avrebbe comportato un poderoso aumento di Pil, dell’ordine di circa un punto percentuale. Il suggerimento, al netto della retorica sulle troppe vacanze, lasciava e lascia perplessi, se inquadrato in un’ottica “produttivistica”: ad esempio, la maggiore produzione così ottenuta rischierebbe seriamente di finire in scorte, vista l’assenza di domanda che caratterizza l’attuale fase congiunturale. Peraltro, tale aumento degli stock andrebbe anche finanziato, scontrandosi con la feroce stretta creditizia in atto.

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Fornero e la produttività che fa rima con povertà

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, è giunta alla conclusione che il costo del lavoro in questo paese è troppo alto (data la produttività) per riuscire a contribuire a riassorbire la disoccupazione. Non si tratta di una scoperta che le varrà il Nobel, visto che da anni, ad intervalli regolari, ministri e parlamentari levano alte grida di dolore su questa emergenza, senza riuscire a venirne a capo. Perché questa volta dovrebbe essere differente?

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Il buonsenso in ferie

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Puntualmente, come l’estate scorsa di questi tempi, torna il “dibattito” sulla riduzione delle festività, che il governo di turno starebbe per approvare “per far crescere il Pil”, come dice qualcuno che padroneggia in modo assai approssimativo la materia. Eppure, basterebbe guardare i dati (che comunque servono a poco), per confutare le motivazioni da bar.

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L’uovo di Polillo

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Con i primi veri caldi, uscendo da un letargo che durava da qualche tempo, dopo i baccanali di comparsate televisive in cui seminava il panico tra giornalisti, politici e sindacalisti, affermando tutto e il contrario di tutto salvo poi ritrarsi e dire che era stato frainteso o che “era una battuta”, è tornato il sottosegretario all’Economia del governo Monti, in quota cicchittiana, Gianfranco Polillo, ed è tornato in forma smagliante. Abolire una settimana di ferie per aumentare il Pil.

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Fraintendimenti

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Su noiseFromAmerika, Giulio Zanella spiega, ricorrendo ad un frammento di vita vissuta, perché e come in questo paese di risaputi analfabeti economici (parliamo delle cosiddette classi dirigenti, cioè di quelli che hanno la mano sul timone, a vario titolo e grado, non confondetevi) si tenda ancora a scambiare la produttività del lavoro con la produttività totale dei fattori.

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Produttività, questa sconosciuta

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

L’euro si è rivalutato non solo nei confronti dell’Oriente, “ma nei confronti di tutte le valute del mondo e mi auguro che non aumenti ulteriormente questo rafforzamento”. Questo è l’auspicio che il premier Romano Prodi, rispetto ai continui record della moneta europea nei confronti di tutte le valute internazionali, ha espresso questa mattina a Tokyo al termine di un incontro con il primo ministro giapponese Shinzo Abe. In ogni caso, secondo Romano Prodi, nonostante ciò crei dei “problemi al commercio” dei Paesi europei, parallelamente ha provocato “la più grande rivoluzione della trasformazione industriale europea”. Infatti, a suo avviso, la grande forza dell’euro ha smosso la pigrizia della grande industria europea provocando un deciso “aumento della produttività”. Grazie all’euro si è vista l’importanza “della più grande trasformazione dell’industria europea” ha ripetuto. Il presidente del Consiglio si è quindi ancora una volta augurato che la moneta europea smetta di crescere: “Siamo già arrivati a livelli estremamente elevati” anche se l’Europa ha già “dato prova di capacità di adattarsi ai cambiamenti. Poi…sul futuro vedremo; speriamo di non esagerare”. C’è del vero, in questa analisi prodiana.

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