Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Pubblica-amministrazione

Rai, la pubblica amministrazione che non lo era. O forse sì

in Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

nel Paese che fu la culla del diritto, la certezza del diritto si traduce ormai nella certezza che il diritto stesso non verrà applicato a qualche privilegiato. Ed è altresì certo che l’eccezione spunterà fuori da una norma come il coniglio dal cilindro di un prestigiatore: il legislatore nazionale è uso anche a questo ruolo.

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Disoccupati, esenzioni dal ticket o dal buonsenso?

in Contributi esterni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

quanti sono i disoccupati in Italia? E gli “scoraggiati”, quelli che non hanno un lavoro e nemmeno lo cercano? Come noto, l’Istat periodicamente si sforza di fornirci queste importantissime cifre, che sulla base delle ultime rilevazioni danno un numero di disoccupati poco superiore ai 2,9 milioni.

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Professionisti a titolo gratuito per la PA, una pratica opaca ed anticompetitiva

in Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

in Italia spesso si vaneggia di una presenza molto forte di iper liberismo, puntualmente smentita da scelte economiche di portata decisamente opposta e da decisioni giurisprudenziali non poco sorprendenti. Ultima tra queste, la sentenza del Consiglio di stato Sezione V, 3 ottobre 2017, n. 4614, la quale, in estrema sintesi afferma, in primo luogo, la legittimità di bandi per l’affidamento di incarichi professionali gratuiti (salvo un rimborso spese nel caso di specie molto sostanzioso: 250.000 euro); in secondo luogo, l’attenuazione, nel caso di commesse pubbliche di servizi, del principio di onerosità dei contratti, tale da consentire appunto l’azzeramento dei compensi, negando, altresì, che ciò possa incidere negativamente sul principio di tutela della concorrenza, sancito dall’Unione Europea.

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Centauri italiani: il processo civile telematico-cartaceo

in Adotta Un Neurone/Contributi esterni/Italia

Ricevo e volentieri pubblico:

Egregio Titolare, il Processo Civile Telematico (PCT) è certamente una idea ottima, anzi indispensabile: un processo fatto di carta e di udienze rese cartacee dal verbale che se ne redige, aspettava soltanto di entrare nell’era informatica. E lo si è fatto: secondo il Ministro Orlando con una “considerevole riduzione dei tempi di trattazione delle cause”.

Con alcuni “però”.

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Arriva l’elezione, promettiamo il concorsone

in Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

le campagne elettorali, si sa, hanno i loro metodi ed i loro temi. È fondamentale cercare di portare dalla propria parte il consenso dei dipendenti pubblici e dei sindacati. Dunque, immancabilmente in tempo di campagna elettorale si dà vita a proposte e piani potenzialmente capaci di ottenere largo consenso. E’ quello che avvenne il 30 novembre 2016, con l’accordo per il rinnovo dei contratti pubblici, contenente l’impegno di un aumento di 85 euro. Poi, non servì a nulla, il referendum fu stravinto dai no, ma il metodo ed il tema restarono e, per altro, adesso l’impegno degli 85 euro è una patata bollente della quale il Governo non sa come liberarsi.

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Dissesto idrogeologico e dissesto burocratico: stanziare non significa spendere

in Contributi esterni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

è difficile combattere efficacemente e tempestivamente il dissesto idrogeologico in una situazione di dissesto normativo. A seguito della terribile alluvione subita da Livorno, i media hanno riscoperto il piano “Italia sicura” del 2014 e lo “stanziamento” di 7,7 miliardi fino al 2023. E, prontamente, lanciano l’accusa: i fondi ci sono, ma gli enti locali non li spendono!

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Trasparenza amministrativa, gli inutili criteri supplementari della giunta Raggi

in Contributi esterni/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

è molto agevole identificare la trasparenza con lo streaming, sistemando le telecamere al punto giusto, interpretando il ruolo più consono al momento, inscenando la rappresentazione che la (g)gente s’aspetta, che si tratti di un incontro istituzionale, della direzione di un partito o di qualunque altro spettacolo le si voglia dare in pasto. Ben più difficile, invece, è declinare la trasparenza in modo da  riconoscere a chiunque, per qualunque fine e senza necessità di motivazioni, il diritto alla richiesta di dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni.

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Il tiro al piccione sui Tar confonde causa ed effetto

in Contributi esterni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

nelle riviste e nei giornali di informazione specializzata su diritto amministrativo ed appalti campeggia una sentenza del Tar Lombardia-Brescia che spiega: il responsabile unico del procedimento degli appalti (Rup) non può assegnare valutazioni alle offerte ma può, invece, svolgere le attività amministrative connesse alla gara. Ora, Titolare, se si volesse aderire alla gara di tiro al piccione contro i Tar, scatenatasi con particolare virulenza da quando il Tar Lazio ha osato dire la sua sulle nomine dei direttori stranieri nei musei (alcuni dei quali, appena nominati, comunque non ci pensano nemmeno a restare) e rinvigoritasi a seguito della sentenza sul numero chiuso all’Università di Milano, si potrebbe ironizzare facilmente. Si potrebbe affermare che il Tar Lombardia-Brescia non aveva di meglio da fare che spendere risorse e tempo per affermare l’ovvio e, cioè, che un responsabile del procedimento, in quanto tale, è certamente chiamato a curare lo svolgimento amministrativo di una gara.

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Un paese intollerante. Alla prevenzione

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

Assenza di valutazioni ex ante e gravi carenze di controllo successivo sono alla base delle nostre ricorrenti “emergenze”

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

il recente sgombero di un immobile occupato abusivamente a Roma da extracomunitari ha evidenziato alcuni tratti ricorrenti nella gestione della cosa pubblica in Italia. Mi riferisco, in particolare, alla intolleranza dei nostri governanti a ogni trasparente valutazione ex ante – da cui poi trarre le debite conseguenze e assumersi le responsabilità derivanti – che ha reso cronica la convivenza del Paese con stati di emergenza variamente declinati. Dunque, le mie considerazioni riguardano non il merito della vicenda, ma il “metodo” (punto dolente) cui è uso chi ci amministra.

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Chiacchiere, distintivo e investimenti pubblici fantasma

in Economia & Mercato/Italia

Sul Corriere, un pezzo di Enrico Marro ci ricorda che gli investimenti pubblici “sono in forte sofferenza”, visto che quest’anno saranno spesi solo 150 milioni dei 624 previsti, e visto che il consuntivo 2016 (l’anno della “flessibilità” europea) ha segnato un calo del 4,5% a fronte di attese per un incremento del 2%. Le cose van così, nel paese dove “la Germania e la Ue ci impediscono di fare sviluppo con la loro ottusa austerità”, dove “dobbiamo scorporare gli investimenti dal deficit”, e dove tutti sono keynesiani con la spesa corrente.

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La digitalizzazione in punta di penna d’oca

in Contributi esterni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

ha, per caso di recente, avuto la giusta idea di rinnovare la carta di identità ed acquisire quella elettronica? Tutto gestito telematicamente ed informaticamente? Essendo “elettronica”, penserà caro Titolare, basteranno pochi minuti, un identificativo informatico, un upload di qualche file e si produce istantaneamente. Come avviene per le negoziazioni commerciali on line, no?

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Un fantasma si aggira per l’Italia: la legge sull’autismo

in Contributi esterni/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

quando si sbaglia, serve riconoscerlo chiaramente. Approfitto della sua ospitalità per ammettere l’errore che ho fatto di recente, sostenendo pubblicamente che non vi fosse quella legge sull’autismo che Renzi citava come uno dei propri successi (da ultimo, nell’intervista di Mentana). Ebbene, la legge esiste: peccato che – al momento – è come se non esistesse.

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Province: disastro a furor di editorialisti

in Contributi esterni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

In questi giorni sui giornali abbiamo letto molto di due temi: le province e soprattutto le città metropolitane al collasso finanziario e gli incendi affrontati senza elicotteri, aerei e sufficienti guardie forestali. Si dirà: può capitare. Se le province e le città metropolitane sono male amministrate, certo che rischiano il default; e se la natura infierisce col caldo, gli incendi divampano in modo così esteso che nemmeno un apparato di contrasto efficiente e preparato può contrastarli.

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Oneri della burocrazia, restiamo sudditi

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

nello storytelling dei governanti nostrani di ogni ordine e grado la burocrazia è dipinta come un mostro munito di tentacoli tali da ostacolare le magnifiche sorti e progressive che altrimenti essi assicurerebbero al Paese. La raffigurazione sarebbe perfetta, se non mancasse un dettaglio importante. Gli artefici di quell’odiosa burocrazia sono i governanti stessi: e non solo attraverso i burocrati che essi collocano fiduciariamente in ruoli chiave delle amministrazioni dello Stato, ma altresì mediante le spese “burocratiche” che a vario titolo impongono a cittadini e imprese già oltremodo vessati.

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Sanzioni Istat ai comuni, partita di giro o presa in giro?

in Contributi esterni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

invado, grazie alla Sua proverbiale tolleranza, il campo di questo spazio, stavolta con pochi pixel, mosso da curiosità dovuta al gorgo burocratico nel quale il Paese si avviluppa, con poche speranze di uscirne. L’occasione è data dall’approvazione da parte della Commissione bilancio del Senato di un ordine del giorno relativo alla legge di conversione della “manovrina” 2017, il cui scopo è impegnare il Governo a sospendere l’efficacia delle sanzioni che l’Istat ha applicato a moltissimi comuni, per ritardi od omissioni nelle rilevazioni statistiche sui permessi di costruire relativi all’anno 2015.

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L’autopoiesi della Repubblica delle Agenzie

in Contributi esterni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

è brutto occupare i pixel che generosamente mette a disposizione con una domanda, ma infrangerò la regola per chiedere: Ella ha, per caso, capito come si attribuiscono gli incarichi dirigenziali, sia in Italia, sia nella Repubblica delle Agenzie (di seguito, RdA)? No, perché, caro Titolare, chi scrive ha affrontato molte volte questo tema, però commettendo un evidentissimo errore: cercare di comprenderlo alla luce delle norme vigenti e delle indicazioni della Corte costituzionale. Mai farlo.

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Il momento Wile E. Coyote della politica italiana

in Contributi esterni/Discussioni/Famous Last Quotes/Italia/Video

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

ricorda Wile E. Coyote, il personaggio dei cartoni animati al perenne inseguimento di Beep Beep? Ogni volta esce fuori strada, continua a correre oltre il limite del dirupo, rallenta, guarda in basso, solleva lo sguardo, si ferma volgendosi allo spettatore, poi precipita rovinosamente appena si rende conto del nulla che (non) lo sorregge. Anche politici nostrani si inseguono l’un l’altro, nella folle gara a chi dice le cose più campate in aria: ma, a differenza del coyote, restano inconsapevoli del vuoto su cui (non) poggiano i propri assunti e, quindi, essi stessi.

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