Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Pubblica-amministrazione - page 2

Prendiamola con filosofia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

C’era un tempo nel quale la formazione universitaria e lavorativa indirizzava i datori di lavoro nella scelta dei propri collaboratori.
Per dire, le aziende di costruzione edìle, se hanno necessità di assumere un progettista che facesse i calcoli strutturali e dirigesse i lavori, si sentono autorizzate ad assumere, pensi un po’, un ingegnere. Ma, incredibile a dirsi, anche un’azienda che abbia bisogno di un supporto fiscale si sente tendenzialmente orientata ad affidare l’incarico eventualmente ad un commercialista.
Ma si tratta di cose del passato, vecchie, demodé e poco originali. Pensi, caro Titolare, quanta maggiore ricchezza e fantasia nel grigiore della routine desterebbe incaricare di seguire fiscalmente l’azienda un disegnatore di moda; o quanta armonia garantirebbe in una costruzione edile un diplomato al conservatorio!

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Coraggio, fatti avvisare

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

nella puntata di Ottemezzo del 31 gennaio finalmente abbiamo scoperto, grazie al presidente dell’Anac Raffaele Cantone, come riuscire a far funzionare bene l’amministrazione pubblica. Non ci aveva pensato nessuno, la ricetta presentata dal numero uno dell’Anac è inconfutabilmente semplice: non bisogna avere paura dell’avviso di garanzia e, dunque, non si devono bloccare le pratiche come gli appalti.

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Quando la burocrazia opacizza la trasparenza

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Le chiedo, questa volta, un breve spazio di pixel. Non certo per il link qui accluso, bensì per le poche parole a commento. Si tratta dell’elenco degli adempimenti richiesti dalla normativa anticorruzione ai fini della trasparenza. Una lista di ben 228 tipologie di caricamenti, che vari soggetti responsabili, a vario titolo e con diversa periodicità, sono chiamati a completare.

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Dammi tre parole: il fallimento del Bonus insegnanti

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

nel corso degli ultimi anni si è avuto talora il sospetto che il precedente governo non avesse le idee sufficientemente chiare sul significato delle parole con le quali propagandava alcuni provvedimenti e sul legame concettuale fra esse esistente. La verifica dei risultati dimostra che il sospetto era fondato. In particolare, il riferimento è alle parole “merito”, “concorrenza” e “trasparenza”, relativamente alla riforma della scuola.

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Province, cronaca di un disastro annunciato

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

qualcuno sulle province ha sbagliato, ma crede che sarà chiamato a pagare? Apprendiamo dai giornali che è pronto per il 2017 un fondo di 900 milioni per “sterilizzare” il terzo dei tre miliardi di prelievo forzoso imposto alle province dalla legge finanziaria del 2015 (legge 190/2014). Chiariamo di cosa stiamo parlando. La riforma Delrio, legge 56/2014, ha previsto un ampio svuotamento di funzioni e competenze delle province, per altro sotto la condizione certamente incostituzionale dell’attesa della riforma della parte II del Titolo V della Costituzione, mai venuta in essere a seguito del referendum del 4 dicembre 2016.

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Lavoro non retribuito nella PA e rischio corruzione: unire i puntini

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

in questi giorni si parla di “lavoro” per lo più in ragione dei dati sull’andamento dell’occupazione, dei profili attinenti all’eventuale prossimo referendum, di recenti licenziamenti. A fronte di argomenti di tale importanza, quello che le segnalo sullo stesso tema potrà apparirle irrilevante. Tuttavia, come lei sa bene, chi non si abitua alla disinvoltura con cui il legislatore nazionale opera in maniera poco rispettosa del contesto normativo esistente, non riesce neanche ad astenersi dal rimarcare talune palesi incongruenze.

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Bilancio di Roma, il ritorno del controllo preventivo

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

l’iniziativa dell’organo di revisione finanziaria del comune di Roma, che ha espresso un articolato e motivato stop alla bozza di bilancio di previsione merita sicuramente un plauso. Non per il contenuto, che questi pixel non sono in grado di valutare, bensì per il metodo: per una volta, infatti, ci si ritrova di fronte ad una corretta e franca espressione della funzione di controllo, conclusa con la chiara espressione di un parere negativo.

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Il M5S e la privatizzazione del controllo degli atti amministrativi

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

in questo lungo e indigesto scritto ho espresso la sintetica tesi che il “caso Marra” a Roma è figlio legittimo della madre di tutte le “epocali” riforme devastanti della PA: quella elaborata da Bassanini, nel 1997, fondata sull’esaltazione dello spoils system e sulla totale eliminazione dei controlli preventivi esterni di legittimità (assi portati a termine da leggi successive, fino agli inizi degli anni 2000).

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La laurea non serve. A volte, neppure il merito

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

da anni si discetta dell’eliminazione del valore legale del titolo di studio. Non è esattamente chiarissimo quali sarebbero i benefici di questa decisione ma comunque suona bene e, quindi, è molto gettonata e, magari, anche utile. C’è comunque da osservare che, negli ambienti che contano, il problema del valore legale di un titolo di studio lo hanno risolto da molto tempo. Basti guardare la composizione del Governo attuale, ma anche di quelli precedenti: la laurea non viene certo considerata requisito precisamente necessario per il profilo del ministro.

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La lezione di diritto che viene dal referendum

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

senza entrare nel merito della complessa analisi del voto, tuttavia una lezione chiara sembra possa essere tratta da quanto avvenuto. La lezione è piuttosto semplice e nota anche agli studenti che si approcciano per la prima volta al diritto, ma sfuggita per distrazione a Parlamento e Governo: c’è un ordine gerarchico tra Costituzione (sovraordinata) e leggi (sottordinate). Pertanto, è grandemente opportuno e necessario che prima, se lo si vuole e soprattutto se vi si riesce, si modifichi la Costituzione e poi, solo poi, si modifichino le leggi ordinarie, per adeguarle alla Costituzione riformata.

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