Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Pubblica-amministrazione - page 2

FOIA all’italiana: comode opacità, inutili trasparenze

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

la realtà continua a dimostrare che non serve la sfera di cristallo per valutare ex ante gli effetti di atti normativi dell’esecutivo. Tuttavia, se davvero un’apposita relazione allegata ne analizzasse preventivamente gli impatti – come in Italia è prescritto dal 2005 e come paesi più evoluti fanno da decenni – slide e annunci di riforme epocali si scioglierebbero come neve a Ferragosto. E’ chiaro che ciò non conviene a governanti usi ad attribuire una presunzione di efficacia alle proprie riforme e a magnificarne la portata pur in assenza di evidenze empiriche e correlazioni causali verificate.

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Fichi secchi inclusi

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

apprendiamo dai giornali che è ormai in rampa di lancio il piano (l’ennesimo) di lotta alla povertà, che ha in dotazione 1,6 miliardi allo scopo di costruire qualcosa che somigli al reddito di cittadinanza, nel tentativo di scardinare uno degli slogan più riusciti dei 5 Stelle.

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Rai, il centauro sotto il tetto che scotta

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

La gestione schizofrenica di certe vicende nazional-popolari conferma che, comunque vada, il Paese non è destinato a quelle sorti magnifiche e progressive che qualche incauto profeta aveva preconizzato. La Rai – vale a dire l’azienda che, in vista di quelle sorti gloriose, doveva essere liberata dai partiti politici, affinché la sua governance fosse finalmente improntata a logiche di efficienza, anziché di spartizione di poltrone – ne è un esempio evidente.

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Se la trasparenza è solo burocrazia

Contributi esterni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

La trasparenza e la lotta alla corruzione sono una cosa talmente seria ed importante, che proprio sarebbe il caso di uscire dall’equivoco della legge Severino (190/2012) ed eliminare la burocratizzazione che ne è derivata. Si prenda il caso dell’assessore del comune di Milano, Roberta Cocco, che non ha la minima intenzione di pubblicare la dichiarazione dei redditi relativa al 2015. Come si dice in giuridichese, “ai sensi e per gli effetti” dell’articolo 47 del “decreto trasparenza” (d.lgs 33/2013) questa omissione espone l’interessata all’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000, con tanto di obbligo di pubblicare il relativo provvedimento sul sito internet del Comune.

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Direttiva Madia, normare il buonsenso

Contributi esterni/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

il legislatore nazionale ha talora la pretesa di disciplinare con specificità ogni dettaglio del vario estrinsecarsi delle azioni umane. Il suo ambizioso quanto astratto intento è quello di insinuarsi in ogni piega di una realtà complessa. Non lo sfiora il dubbio che i benefici attesi (e poco fondatamente valutati) possano essere sopravanzati dai costi connessi alla mole di regole emanate. Egli continua così a tessere fitte reti di prescrizioni particolareggiate, affinché niente possa sfuggire tra maglie normative sempre più strette. Di recente, l’aspirazione di risolvere e, addirittura, prevenire ogni minimo problema – facendo delle regole “l’oppio per sedare ogni presunto malessere” (Serena Sileoni) – va estendendosi dal legislatore ai titolari dei dicasteri.

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Prendiamola con filosofia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

C’era un tempo nel quale la formazione universitaria e lavorativa indirizzava i datori di lavoro nella scelta dei propri collaboratori.
Per dire, le aziende di costruzione edìle, se hanno necessità di assumere un progettista che facesse i calcoli strutturali e dirigesse i lavori, si sentono autorizzate ad assumere, pensi un po’, un ingegnere. Ma, incredibile a dirsi, anche un’azienda che abbia bisogno di un supporto fiscale si sente tendenzialmente orientata ad affidare l’incarico eventualmente ad un commercialista.
Ma si tratta di cose del passato, vecchie, demodé e poco originali. Pensi, caro Titolare, quanta maggiore ricchezza e fantasia nel grigiore della routine desterebbe incaricare di seguire fiscalmente l’azienda un disegnatore di moda; o quanta armonia garantirebbe in una costruzione edile un diplomato al conservatorio!

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Coraggio, fatti avvisare

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

nella puntata di Ottemezzo del 31 gennaio finalmente abbiamo scoperto, grazie al presidente dell’Anac Raffaele Cantone, come riuscire a far funzionare bene l’amministrazione pubblica. Non ci aveva pensato nessuno, la ricetta presentata dal numero uno dell’Anac è inconfutabilmente semplice: non bisogna avere paura dell’avviso di garanzia e, dunque, non si devono bloccare le pratiche come gli appalti.

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Quando la burocrazia opacizza la trasparenza

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Le chiedo, questa volta, un breve spazio di pixel. Non certo per il link qui accluso, bensì per le poche parole a commento. Si tratta dell’elenco degli adempimenti richiesti dalla normativa anticorruzione ai fini della trasparenza. Una lista di ben 228 tipologie di caricamenti, che vari soggetti responsabili, a vario titolo e con diversa periodicità, sono chiamati a completare.

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Dammi tre parole: il fallimento del Bonus insegnanti

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

nel corso degli ultimi anni si è avuto talora il sospetto che il precedente governo non avesse le idee sufficientemente chiare sul significato delle parole con le quali propagandava alcuni provvedimenti e sul legame concettuale fra esse esistente. La verifica dei risultati dimostra che il sospetto era fondato. In particolare, il riferimento è alle parole “merito”, “concorrenza” e “trasparenza”, relativamente alla riforma della scuola.

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Province, cronaca di un disastro annunciato

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

qualcuno sulle province ha sbagliato, ma crede che sarà chiamato a pagare? Apprendiamo dai giornali che è pronto per il 2017 un fondo di 900 milioni per “sterilizzare” il terzo dei tre miliardi di prelievo forzoso imposto alle province dalla legge finanziaria del 2015 (legge 190/2014). Chiariamo di cosa stiamo parlando. La riforma Delrio, legge 56/2014, ha previsto un ampio svuotamento di funzioni e competenze delle province, per altro sotto la condizione certamente incostituzionale dell’attesa della riforma della parte II del Titolo V della Costituzione, mai venuta in essere a seguito del referendum del 4 dicembre 2016.

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