Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Pubblica-amministrazione - page 2

Codice dei contratti pubblici, una riscrittura che non convince

in Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

il tanto celebrato nuovo codice dei contratti pubblici, che avrebbe dovuto rilanciare l’edilizia e l’economia, giunge ad un anno esatto dal suo iniziale varo ad un correttivo di ben 131 articoli su 220. Si ha quasi la sensazione che se a 365 giorni di distanza dall’entrata in vigore di una norma se ne corregga il 59,54% delle disposizioni in cui essa è articolata, probabilmente il testo iniziale non fosse di eccellente qualità. Sensazione confermata dalle lagnanze presentate praticamente subito dopo la sua entrata in vigore degli addetti ai lavori sulla solo presunta, ma per nulla verificata, capacità di rilanciare gli investimenti nell’edilizia.

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Assegno di ricollocazione, se questa è una sperimentazione

in Contributi esterni/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

in un recente post, l’ottimo Luigi Oliveri ha esaminato una serie di profili attinenti all’assegno di ricollocazione, partendo da uno scritto di Pietro Ichino. Prendo le mosse dal medesimo scritto per svolgere qualche altra considerazione, ma non sullo strumento – su cui Oliveri si è già espresso esaustivamente – bensì sulla sperimentazione di cui esso è oggetto. Quando il 7 febbraio scorso Ministero del Lavoro, Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL) e Amministrazioni regionali raggiunsero l’accordo sulle modalità operative della sperimentazione dell’assegno di ricollocazione – intervento di politica attiva ai sensi del d.lgs. n. 150/2015, attuativo del c.d. Jobs Act – sembrò che, per una volta, anche i regolatori nostrani intendessero operare in conformità ai migliori standard internazionali (l’evidence-based impact assessment è previsto dalla Commissione Europea tra i principi di better regulation, nonché raccomandato in sedi internazionali, in quanto funzionale a qualità e trasparenza delle scelte di regolazione).

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L’assegno per una ricollocazione che continua a non funzionare

in Contributi esterni/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

si parla tanto dell’assegno di ricollocazione come strumento innovativo di punta del Jobs Act (d.lgs 150/2015) per rilanciare l’occupazione. Però, fin dall’esordio della sperimentazione, si capisce che lo strumento non funziona. Intanto, la sperimentazione ha riguardato, sui circa 700-800 mila percettori della Naspi (nuova assicurazione sociale per l’impiego) solo 20.000 lavoratori, estratti a sorte. Di questi, all’avvio, hanno risposto solo in 600, come ha rilevato il professor Pietro Ichino. È possibile che col procedere della sperimentazione la percentuale per ora molto bassa di lavoratori interessati aumenti. Il punto non è questo quanto, piuttosto, la stessa concezione dello strumento dell’assegno di ricollocazione come metodo per riformare i servizi per il lavoro e renderli più efficaci.

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Partecipate pubbliche, la farsa prosegue

in Contributi esterni/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

da Presidenti del Consiglio che proclamano i mirabolanti effetti delle proprie riforme prima di averli ottenuti, così come da chi plaude a cotanti annunci, non si può pretendere molto. Non si può di certo esigere che comprendano la necessità di valutare, tra le diverse ipotesi normative a disposizione, la migliore in termini di costi e benefici; o l’importanza di verificare a posteriori se l’attuazione delle riforme abbia avuto i risultati declamati.

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Prodotti tipici italiani: il vuoto normativo mezzo pieno

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Su Repubblica, Valentina Conte spiega la situazione surreale che si è venuta a creare dopo l’eliminazione dei voucher, cioè del “lavoro accessorio,” a mezzo decreto legge, in quello che a sinistra viene visto come il primo raggio del nuovo Sol dell’Avvenire. Quello in cui basta raccogliere le firme per un referendum “problematico” e molto pop per indurre il governo pro tempore a terrorizzarsi e sbracare gioiosamente, legiferando l’integrale recepimento del quesito referendario, senza manco scomodare i cittadini e farli recare alle urne. Che volete di più dalla vita, un tucano? Dalla vicenda voucher, e dal cratere normativo che si è aperta, con conseguente “sanatoria” barocca che già si staglia nitida all’orizzonte, si coglie l’intima essenza della bancarotta italiana. Ora anche psichica.

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FOIA all’italiana: comode opacità, inutili trasparenze

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

la realtà continua a dimostrare che non serve la sfera di cristallo per valutare ex ante gli effetti di atti normativi dell’esecutivo. Tuttavia, se davvero un’apposita relazione allegata ne analizzasse preventivamente gli impatti – come in Italia è prescritto dal 2005 e come paesi più evoluti fanno da decenni – slide e annunci di riforme epocali si scioglierebbero come neve a Ferragosto. E’ chiaro che ciò non conviene a governanti usi ad attribuire una presunzione di efficacia alle proprie riforme e a magnificarne la portata pur in assenza di evidenze empiriche e correlazioni causali verificate.

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Fichi secchi inclusi

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

apprendiamo dai giornali che è ormai in rampa di lancio il piano (l’ennesimo) di lotta alla povertà, che ha in dotazione 1,6 miliardi allo scopo di costruire qualcosa che somigli al reddito di cittadinanza, nel tentativo di scardinare uno degli slogan più riusciti dei 5 Stelle.

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Rai, il centauro sotto il tetto che scotta

in Contributi esterni/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

La gestione schizofrenica di certe vicende nazional-popolari conferma che, comunque vada, il Paese non è destinato a quelle sorti magnifiche e progressive che qualche incauto profeta aveva preconizzato. La Rai – vale a dire l’azienda che, in vista di quelle sorti gloriose, doveva essere liberata dai partiti politici, affinché la sua governance fosse finalmente improntata a logiche di efficienza, anziché di spartizione di poltrone – ne è un esempio evidente.

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Se la trasparenza è solo burocrazia

in Contributi esterni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

La trasparenza e la lotta alla corruzione sono una cosa talmente seria ed importante, che proprio sarebbe il caso di uscire dall’equivoco della legge Severino (190/2012) ed eliminare la burocratizzazione che ne è derivata. Si prenda il caso dell’assessore del comune di Milano, Roberta Cocco, che non ha la minima intenzione di pubblicare la dichiarazione dei redditi relativa al 2015. Come si dice in giuridichese, “ai sensi e per gli effetti” dell’articolo 47 del “decreto trasparenza” (d.lgs 33/2013) questa omissione espone l’interessata all’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000, con tanto di obbligo di pubblicare il relativo provvedimento sul sito internet del Comune.

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Direttiva Madia, normare il buonsenso

in Contributi esterni/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

il legislatore nazionale ha talora la pretesa di disciplinare con specificità ogni dettaglio del vario estrinsecarsi delle azioni umane. Il suo ambizioso quanto astratto intento è quello di insinuarsi in ogni piega di una realtà complessa. Non lo sfiora il dubbio che i benefici attesi (e poco fondatamente valutati) possano essere sopravanzati dai costi connessi alla mole di regole emanate. Egli continua così a tessere fitte reti di prescrizioni particolareggiate, affinché niente possa sfuggire tra maglie normative sempre più strette. Di recente, l’aspirazione di risolvere e, addirittura, prevenire ogni minimo problema – facendo delle regole “l’oppio per sedare ogni presunto malessere” (Serena Sileoni) – va estendendosi dal legislatore ai titolari dei dicasteri.

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Prendiamola con filosofia

in Adotta Un Neurone/Contributi esterni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

C’era un tempo nel quale la formazione universitaria e lavorativa indirizzava i datori di lavoro nella scelta dei propri collaboratori.
Per dire, le aziende di costruzione edìle, se hanno necessità di assumere un progettista che facesse i calcoli strutturali e dirigesse i lavori, si sentono autorizzate ad assumere, pensi un po’, un ingegnere. Ma, incredibile a dirsi, anche un’azienda che abbia bisogno di un supporto fiscale si sente tendenzialmente orientata ad affidare l’incarico eventualmente ad un commercialista.
Ma si tratta di cose del passato, vecchie, demodé e poco originali. Pensi, caro Titolare, quanta maggiore ricchezza e fantasia nel grigiore della routine desterebbe incaricare di seguire fiscalmente l’azienda un disegnatore di moda; o quanta armonia garantirebbe in una costruzione edile un diplomato al conservatorio!

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Coraggio, fatti avvisare

in Adotta Un Neurone/Contributi esterni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

nella puntata di Ottemezzo del 31 gennaio finalmente abbiamo scoperto, grazie al presidente dell’Anac Raffaele Cantone, come riuscire a far funzionare bene l’amministrazione pubblica. Non ci aveva pensato nessuno, la ricetta presentata dal numero uno dell’Anac è inconfutabilmente semplice: non bisogna avere paura dell’avviso di garanzia e, dunque, non si devono bloccare le pratiche come gli appalti.

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Quando la burocrazia opacizza la trasparenza

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Le chiedo, questa volta, un breve spazio di pixel. Non certo per il link qui accluso, bensì per le poche parole a commento. Si tratta dell’elenco degli adempimenti richiesti dalla normativa anticorruzione ai fini della trasparenza. Una lista di ben 228 tipologie di caricamenti, che vari soggetti responsabili, a vario titolo e con diversa periodicità, sono chiamati a completare.

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Dammi tre parole: il fallimento del Bonus insegnanti

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

nel corso degli ultimi anni si è avuto talora il sospetto che il precedente governo non avesse le idee sufficientemente chiare sul significato delle parole con le quali propagandava alcuni provvedimenti e sul legame concettuale fra esse esistente. La verifica dei risultati dimostra che il sospetto era fondato. In particolare, il riferimento è alle parole “merito”, “concorrenza” e “trasparenza”, relativamente alla riforma della scuola.

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Province, cronaca di un disastro annunciato

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

qualcuno sulle province ha sbagliato, ma crede che sarà chiamato a pagare? Apprendiamo dai giornali che è pronto per il 2017 un fondo di 900 milioni per “sterilizzare” il terzo dei tre miliardi di prelievo forzoso imposto alle province dalla legge finanziaria del 2015 (legge 190/2014). Chiariamo di cosa stiamo parlando. La riforma Delrio, legge 56/2014, ha previsto un ampio svuotamento di funzioni e competenze delle province, per altro sotto la condizione certamente incostituzionale dell’attesa della riforma della parte II del Titolo V della Costituzione, mai venuta in essere a seguito del referendum del 4 dicembre 2016.

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Lavoro non retribuito nella PA e rischio corruzione: unire i puntini

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

in questi giorni si parla di “lavoro” per lo più in ragione dei dati sull’andamento dell’occupazione, dei profili attinenti all’eventuale prossimo referendum, di recenti licenziamenti. A fronte di argomenti di tale importanza, quello che le segnalo sullo stesso tema potrà apparirle irrilevante. Tuttavia, come lei sa bene, chi non si abitua alla disinvoltura con cui il legislatore nazionale opera in maniera poco rispettosa del contesto normativo esistente, non riesce neanche ad astenersi dal rimarcare talune palesi incongruenze.

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Bilancio di Roma, il ritorno del controllo preventivo

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

l’iniziativa dell’organo di revisione finanziaria del comune di Roma, che ha espresso un articolato e motivato stop alla bozza di bilancio di previsione merita sicuramente un plauso. Non per il contenuto, che questi pixel non sono in grado di valutare, bensì per il metodo: per una volta, infatti, ci si ritrova di fronte ad una corretta e franca espressione della funzione di controllo, conclusa con la chiara espressione di un parere negativo.

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Il M5S e la privatizzazione del controllo degli atti amministrativi

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

in questo lungo e indigesto scritto ho espresso la sintetica tesi che il “caso Marra” a Roma è figlio legittimo della madre di tutte le “epocali” riforme devastanti della PA: quella elaborata da Bassanini, nel 1997, fondata sull’esaltazione dello spoils system e sulla totale eliminazione dei controlli preventivi esterni di legittimità (assi portati a termine da leggi successive, fino agli inizi degli anni 2000).

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La laurea non serve. A volte, neppure il merito

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

da anni si discetta dell’eliminazione del valore legale del titolo di studio. Non è esattamente chiarissimo quali sarebbero i benefici di questa decisione ma comunque suona bene e, quindi, è molto gettonata e, magari, anche utile. C’è comunque da osservare che, negli ambienti che contano, il problema del valore legale di un titolo di studio lo hanno risolto da molto tempo. Basti guardare la composizione del Governo attuale, ma anche di quelli precedenti: la laurea non viene certo considerata requisito precisamente necessario per il profilo del ministro.

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La lezione di diritto che viene dal referendum

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

senza entrare nel merito della complessa analisi del voto, tuttavia una lezione chiara sembra possa essere tratta da quanto avvenuto. La lezione è piuttosto semplice e nota anche agli studenti che si approcciano per la prima volta al diritto, ma sfuggita per distrazione a Parlamento e Governo: c’è un ordine gerarchico tra Costituzione (sovraordinata) e leggi (sottordinate). Pertanto, è grandemente opportuno e necessario che prima, se lo si vuole e soprattutto se vi si riesce, si modifichi la Costituzione e poi, solo poi, si modifichino le leggi ordinarie, per adeguarle alla Costituzione riformata.

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