Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Pubblica-amministrazione - page 3

I gemelli del Palazzaccio e le leggi on demand

in Contributi esterni/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Lo scorso novembre, la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sancì che al pubblico impiego deve applicarsi la riforma Fornero dell’articolo 18 e quindi anche ai dipendenti pubblici è negata la tutela del reintegro. Ma, si sa, in Italia esistono sempre i doppi simmetrici di ogni persona e istituzione. Così, il 9 giugno il doppio della Corte di Cassazione, la enoizassaC id etroC, ha al contrario affermato che al pubblico impiego non può applicarsi la riforma dell’articolo 18 e che, quindi, per i dipendenti pubblici resta il reintegro nel caso del licenziamento illegittimo.

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I vetri oscurati del FOIA all’italiana

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

non è facile la vita di chi voglia commentare le riforme – rivoluzionarie per definizione – del governo attuale. Non è infatti sufficiente limitarsi a valutare i relativi provvedimenti, i cui tempi di pubblicazione sulla G.U. sono sempre più spropositati: serve andare oltre per verificare se tra le pieghe delle norme si annidi altro tipo di “rivoluzione” rispetto non solo agli obiettivi dichiarati, ma anche alle modifiche pubblicizzate tra una versione e l’altra dello stesso testo di legge. In particolare, con riguardo al c.d. FOIA nazionale, la comparazione del decreto definitivo, reso noto su alcuni siti, con lo schema ufficialmente divulgato nel mese di gennaio – per essere sottoposto al parere del Consiglio di Stato e delle commissioni parlamentari – può riservare sorprese che chiariscono taluni intenti del regolatore molto più di quanto non facciano dichiarazioni di esponenti del governo e slogan sapientemente declinati.

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Il mistero dei risparmi fantasma

in Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

periodicamente, circa ogni mese, articoli di stampa ci informano con dovizia di stime delle mirabilie di risparmio sulla spesa per forniture e servizi che si determinerebbero, se tutte le amministrazioni acquistassero dalla Consip. In particolare, ci si informa che il risparmio medio consentito dall’accentramento della spesa ammonta a circa il 20% del costo di prodotti di largo utilizzo, come i computer, le stampanti e similari. Le informazioni vengono regolarmente completate, poi, con qualche dichiarazione di componenti o consiglieri del Governo, pronti a rilevare che grazie all’applicazione dell’accentramento della spesa si riesce a garantire qualcosa come 5 miliardi in un triennio di minore spesa sull’aggregato delle acquisizioni di beni e servizi, che ammonta a circa 131 miliardi l’anno, dei quali sono “aggredibili” circa 78-80 miliardi. Ma, egregio Titolare, qui le cose per chi scrive e capisce poco di economia si complicano.

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Riforma Madia: il verso cambia ma la direzione è giusta?

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare, talora questo sito ospita Luigi Oliveri, stimato esperto di Pubblica Amministrazione e dintorni. A seguito della lettura dei suoi numerosi scritti sul tema, reputo opportuno fare il punto su una parte della c.d. riforma Madia (l. n. 124/2015) non ancora attuata. Questo mio intento è altresì motivato dalla circostanza che, di recente, il Consiglio di Stato ha avanzato sostanziosi rilievi sui decreti attuativi della riforma stessa finora elaborati. Utile può, dunque, risultare qualche osservazione sulla legge che ne è alla fonte

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La spending review nel paese della Bestia insaziabile

in Discussioni/Italia

Ieri abbiamo appreso da Sergio Rizzo sul Corriere i numeri delle Ferrovie Sud Est (FSE), la compagnia ferroviaria pugliese controllata dal Ministero delle Infrastrutture, assurta a notorietà nazionale dopo che il nuovo capo azienda nominato da Graziano Delrio ha deciso di mettere il naso nei suoi conti. Sono numeri che testimoniano, se mai ve ne fosse bisogno, lo stato di decomposizione di ampie parti del settore pubblico allargato di questo paese, quello che contribuisce al sanguinamento dei conti pubblici ma soprattutto alla drammatica inefficienza della missione pubblica.

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Cantone ex machina

in Famous Last Quotes/Italia

Dall’intervista di oggi del presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione al Messaggero:

«Sarà un grande cambiamento, molto profondo. La legge delega introduce novità rilevantissime, che prevede un meccanismo di semplificazione delle regole e la creazione di regole secondarie che vedranno l’Anac come ente regolatore»
Che significa? Più poteri all’Anac?
«Sì, sarà ampliato in modo significativo il potere dell’Autorità. Saremo non solo un organismo di vigilanza ma di regolazione dell’intero sistema degli appalti. E questa è la vera grande scommessa del codice. Ad esempio, il vecchio regolamento degli appalti sarà sostituito dalle linee guida che dovranno essere proposte dall’Anac e poi recepite dal ministro delle infrastrutture»

Quindi abbiamo una Autorità che detta, ed un ministero che scrive. Interessante.

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La clausola degli investimenti dimezzati

in Economia & Mercato/Italia

Una cosa che forse è sfuggita al grande pubblico è che la legge di Stabilità per il 2016 ha stabilito che circa la metà dei tagli di spesa di pertinenza dei ministeri sia quella in conto capitale. Detto in altri e più comuni termini, quella per investimenti pubblici. Traccia della riduzione di spesa pubblica per investimenti si rinviene anche nella Nota di aggiornamento al DEF, nelle tavole relative al conto della P.A. a legislazione vigente. Di certo ci sfugge qualcosa, ma per un governo che a giorni alterni si esibisce in giaculatorie sull’importanza di rilanciare gli investimenti, questa pare una lieve anomalia.

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Licenziamenti disciplinari nella PA, già oggi si può

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

mi scuso per tornare ad occupare i ben noti pixel, ma il caso capitato al Comune di Sanremo mi sollecita a sottoporre alcune riflessioni, utili per il dibattito. Non è il caso di entrare nel merito della vicenda. Il tema di questa abusiva occupazione di spazio nel portale riguarda la questione della presunta assenza di strumenti per licenziare i dipendenti pubblici.

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Pubblica amministrazione: senza controlli, fuori controllo

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

come abbiamo avuto modo di apprendere, le regioni hanno causato un buco di bilancio stimato nel massimo in 20 miliardi, grazie ad un trucchetto contabile. Invece di utilizzare le anticipazioni finanziarie concesse loro dal d.l. 35/2013 per sbloccare – finalmente – i pagamenti agli imprenditori a secco di liquidità, hanno considerato i denari loro assegnati dallo Stato come mutui, per finanziare spesa corrente nuova, lasciando indietro i pagamenti. E alterando le risultanze dei conti consuntivi.

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Pubblica amministrazione, tra contrattazione e perimetro funzionale

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Luigi Oliveri*

Egregio Titolare,

in effetti, la sentenza della Corte costituzionale 178/2015 appare un’arrampicata sugli specchi di difficile comprensione. La motivazione della sentenza lascia comprendere che è legittimo che il legislatore, in una situazione di particolare emergenza economica, possa attivare politiche appunto economiche tali da incidere su una voce della spesa pubblica di quasi il 20% del totale, al fine di contenerle. La sentenza spiega anche che tali misure possano avere una durata corrispondente al triennio caratterizzante tutti gli strumenti di bilancio e programmazione finanziaria e perfino superiore al triennio, se la contingenza e l’emergenza lo richiedano.

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Libertà sindacale o dalla realtà?

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Ieri abbiamo conosciuto le motivazioni in base alle quali la Consulta ha decretato illegittimo il blocco per la parte economica delle procedure contrattuali e negoziali dei contratti pubblici. Tre milioni di dipendenti pubblici, dopo sei lunghi anni, potranno tornare a vedere aumenti retributivi in busta paga. In linea di massima è giusto così, perché i governi che si sono succeduti in questi anni hanno usato le retribuzioni del settore pubblico come un bancomat. Uno dei tanti, a dire il vero: basti pensare alle imposte immobiliari (non solo sulla prima casa), ed al taglieggio propagandistico attuato soprattutto dal governo Renzi sui frutti del risparmio. Ma non tutto suona benissimo, a lume di realtà prima che di logica, nella vicenda che ha portato a questa sentenza della Consulta.

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La strada dell’inferno è lastricata di buoni emendamenti

in Economia & Mercato/Italia

Nuova esaltante vittoria del M5S in sede legislativa. La Commissione Affari Costituzionali della Camera ha approvato un emendamento del deputato pentastellato Claudio Cominardi che prevede che gli amministratori di società partecipate pubbliche con bilanci in perdita non possano percepire alcun bonus. Non è fantastico, tutto ciò? Come sempre, il diavolo si nasconde nei particolari, e la scarsa o nulla alfabetizzazione economica dei nostri parlamentari fa il resto.

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Incomunicabilità fiscale

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato

Ma voi ricordate la celebre promessa/aspirazione/obiettivo di Matteo Renzi, quando il medesimo stava dando la scalata al Pd, al Paese ad al governo? Un magico mondo di “banche dati che comunicano tra loro”, la fine dell’evasione fiscale ma anche della burocrazia asfissiante che spinge a moltiplicare le comunicazioni alla pubblica amministrazione, centrale e locale. “Una terra promessa, un mondo diverso dove crescere i nostri pensieri”, avrebbe detto Eros Ramazzotti. Sfortunatamente, le cose non sono cambiate granché (ehi, ma serve tempo, no?), e capita ancora che alcune amministrazioni pubbliche mettano dei simpatici ostacoli tra i cittadini e la promessa di minori tasse. Basta annunciare sconti fiscali in nome di “equità” e “socialità”, e l’intendenza (non) seguirà.

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Kafka era un dilettante

in Adotta Un Neurone/Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia

di Daniele Muritano

In Italia esiste una legge che obbliga chi trasferisce a titolo gratuito un bene (mobile o immobile) di rilevanza culturale, a comunicarlo entro 30 giorni alla competente Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici. La sanzione, inspiegabile, irragionevole e sproporzionata riguardo ai beni immobili, trattandosi di atti facilmente reperibili consultando online il catasto e i registri immobiliari (e “al netto”, diciamo, della norma che impone alla p.a. di non richiedere ai cittadini dati di cui è già in possesso, ma tant’è…) è la reclusione fino un anno e la multa da euro 1.549,50 a euro 77.469.

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Riforma della P.A., bastano docili esecutori?

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Della riforma epocale della pubblica amministrazione italiana, annunciata nei giorni scorsi dal premier Matteo Renzi, al momento conosciamo solo alcuni dettagli di larga massima. E’ quindi difficile esprimere giudizi che vadano oltre l’impressione epidermica, che al momento è quella del tentativo di ridurre l’autonomia della dirigenza della P.A. in modo che essa divenga in modo più fedele (anche in senso letterale, come vedremo) il braccio esecutivo e la cinghia di trasmissione della volontà politica. Il che potrebbe anche avere senso, se non fosse che siamo in un paese dove la fiaba tenta costantemente di piegare la realtà ai propri desiderata.

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Non scrivermi, non ti sento

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Da un lettore milanese riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Caro titolare, vorrei sottoporti una storia di ordinaria incomunicabilità tra cittadino e pubblica amministrazione. Che novità, dirai tu. Certo, non lo è. O meglio, è una variazione sul tema ma risulta quasi divertente, come spesso sono i casi di “comunicazione” tra pubblica amministrazione e cittadini contribuenti.

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E’ la burocrazia, bellezza. E tu non puoi farci niente!

in Adotta Un Neurone/Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia

di Daniele Muritano

Prima dell’estate ho assistito dei clienti nella costituzione di una fondazione che intende operare nel campo del sociale.

Il rappresentante della fondazione ha chiesto alla Regione (Toscana), come previsto dalla legge, il riconoscimento della personalità giuridica, allegando tutti i documenti richiesti dalla legge.

La legge stabilisce un termine (120 giorni) dalla richiesta entro il quale il procedimento deve essere concluso.

La Regione ha richiesto un’integrazione dell’atto costitutivo, che è stata regolarmente effettuata (uso questo verbo anche se Italo Calvino scriveva – e aveva ragione – che il verbo “effettuare” andrebbe bandito dalla lingua italiana).

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Carta, penna e calamaio

in Italia

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, a proposito della elevatissima propensione all’innovazione che contraddistingue il paese la sua città organizzatrice di Expo 2015:

Il Comune di Milano ha finalmente aperto il bando per l’elenco professionisti (architetti e ingegneri) a cui affidare gli incarichi sotto i 100.000 euro, come da normativa contenuta nel Codice dei Contratti Pubblici, ovvero all’articolo 91 del DLgs 163/2006.
Ovviamente l’iscrizione è cartacea, con tanto di busta sigillata e controfirmata, nonostante l’obbligo della pec e l’esistenza di un sito del Comune oggettivamente abbastanza efficiente.

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Nel paese a somma minore di zero

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Rinviato ai prossimi giorni il consiglio dei ministri che doveva definire il testo del decreto sui debiti commerciali della pubblica amministrazione. Il ministro Vittorio Grilli, d’accordo con Corrado Passera, ha manifestato a Monti la necessità di “proseguire gli approfondimenti” dopo le risoluzioni approvate ieri da Camera e Senato. Frase che può significare molte cose, ma ha un solo senso compiuto: abbiamo problemi. Non lievi.

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Pagamenti pubblici arretrati, partire restando fermi

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

C’è una densa nebbia, sulla decisione della Commissione europea di dare il via libera, in linea di principio, alla esclusione dei debiti commerciali della P.A. italiana verso le imprese dal computo di deficit e debito, cioè di scontare tali pagamenti ai fini della vigilanza europea sui conti pubblici. Il principio è ineccepibile ma la sua declinazione operativa resta indeterminata, la fretta di qualche politico italiano da esportazione a mettere il proprio cappello sull’operazione (o a levare quello altrui) è ridicola, se non ci fosse da piangere, e anche l’eventuale buon fine integrale dell’operazione servirebbe soprattutto a non fare precipitare la situazione. Che sarà pure un miglioramento, ma non propriamente del tipo sperato.

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