Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Pubblica-amministrazione - page 5

Legal Standard? Tremonti spiega perché lo stato è “più uguale” del cittadino

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Libertiamo

Sotto i colpi della crisi finanziaria, che in realtà per il nostro paese è crisi fiscale conclamata, cade anche la rivoluzione brunettiana della semplificazione burocratica. Con una nota di 8 pagine e 14 punti, il ministero dell’Economia ha bocciato tutte le novità contenute nel ddl che doveva dare efficienza ed equità alla pubblica amministrazione, costringendo al rinvio in commissione Affari costituzionali.

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Chi l’avrebbe mai detto?

in Economia & Mercato/Italia

Il governo italiano pondera misure sulla spesa, per “tenere lontana la speculazione”, come dicono quelli che (non) hanno studiato. Molto originali, invero, se confermate. Proprio quelle che avevamo segnalato, giorni addietro, come lievemente disfunzionali e/o inique, soprattutto ai tempi degli Anemone. Pare sia immolabile anche il fondo di incentivazione alla produttività dei pubblici dipendenti, una delle architravi delle eterne riforme brunettiane. Ma tant’è. Dobbiamo smetterla di essere così futilmente prescienti.

P.S. Grazie a Claudio Cerasa per la segnalazione.

Vorrei ma non posso – 6

in Italia

Un consigliere comunale milanese, presidente di commissione ed appartenente al partito di maggioranza, viene beccato con la mazzetta in bocca per celebrare il diciottesimo anniversario dell’arresto di “Mariuolo” Chiesa; il presidente della Corte dei conti segnala l’esplosione di denunce per reati commessi da appartenenti alla pubblica amministrazione. Il premier viene evidentemente scioccato da questi eventi, e forse anche da qualche sondaggio che, oltre a indicare che il suo gradimento non ha eguali in questa parte della galassia, mostra pure che l’elettorato comincia a mugugnare. Su tutto, il brutto affare della scatola nera chiamata Protezione civile. Che fare, avrebbe detto Lenin, uno che di consenso se ne intendeva?

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Autocoscienza

in Italia

Esercizio caldamente consigliato a quanti desiderano essere cittadini consapevoli. Andate sul sito dell’Inps. Richiedete il vostro PIN. La prima parte del codice viene generata immediatamente, la seconda parte vi verrà inviata a domicilio entro un paio di settimane. Quando avrete il PIN, entrate nella sezione “Servizi per il Cittadino”. Se è il vostro primo accesso con il PIN, il sistema (per motivi che sinceramente ci sfuggono) vi chiederà di generare un nuovo PIN. Con il nuovo PIN, entrate nella sezione “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”. Potrete visualizzare la vostra storia contributiva e, soprattutto, l’utilissimo servizio di “calcolo previsionale della pensione”, quello che vi spiega di quanto vi impoverirete quando, a dio piacendo, potrete godervi (si fa per dire) la pensione. Ma a parte questi dettagli, il sistema appare ben costruito. Ah, e già che siete nel sito dell’Inps, non dimenticate di richiedere la vostra casella di posta elettronica certificata (casella PEC): vi servirà per dialogare con la Pubblica Amministrazione.

Update del 9 febbraio 2012 – La simulazione sull’assegno pensionistico è stata rimossa dal sito. Occhio non vede, eccetera eccetera. Quanto è difficile essere sudditi consapevoli, in questo paese.

Due minuti di odio

in Discussioni/Italia

Interessante (dal punto di vista sociologico) sfogo di Galatea, indignata perché i lettori di OKNOtizie sarebbbero, in schiacciante maggioranza, inclini a ululare senza se e senza ma contro i dipendenti pubblici, considerati per definizione dei parassiti della collettività. Da tempo ci chiediamo il motivo del successo di un governo che ha finora fatto assai poco per rilanciare la crescita, ma molto sul piano dei messaggi ideologici e simbolici.  Stimolare il biasimo e la recriminazione collettiva verso alcune tipologie di untori (siano essi immigrati più o meno regolari,  pubblici dipendenti, microcriminalità o altre tipologie di “nemici”), appare una tecnica non originalissima ma ancora utilmente impiegabile per dirottare l’attenzione dai problemi veri.

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Dagli amici mi guardi Iddio

in Adotta Un Neurone/Italia

Il governo italiano, e segnatamente il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, sono impegnati nella realizzazione del progetto Reti Amiche che, come recita la home page del sito dedicato, ha la missione di “facilitare l’accesso dei cittadini-clienti alla PA e per ridurne i tempi di attesa”. Perché

Reti Amiche porta la burocrazia più vicino al cittadino, moltiplicando i punti di accesso grazie alla collaborazione tra Stato e privati che dispongono di reti in contatto continuo e quotidiano con milioni di clienti. (…)

“Reti Amiche” consente  di superare il digital divide, favorendo l’utilizzo dei servizi della PA in condizioni più comode o assistite a categorie di utenti che possono essere svantaggiati per la locazione geografica, per le condizioni fisiche o culturali, per la disponibilità di tempo.

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Brunetta sei tu, chi può darti di più?

in Italia

”Brunetta non sono solo io. E’ un nome collettivo, Brunetta siete voi, è la gente che non ne può più!”. E’ raggiante il professor Renato Brunetta, ministro per la Funzione Pubblica e l’Innovazione, mentre si concede alle interviste di Bruno Vespa e SkyTg24. E ha motivo di esserlo, dopo la pubblicazione dei dati che mostrano una miracolosa caduta della morbilità nella pubblica amministrazione, dopo l’emanazione della sua circolare su visite fiscali e certificazione dei periodi di malattia. Questa era la parte più semplice (e a costo zero) dell’intervento di ristrutturazione della pubblica amministrazione. Per essere precisi, il costo zero deriva dall’effetto deterrente della circolare, mentre l’applicazione sistematica e letterale delle nuove norme sarebbe estremamente costosa e difficilmente implementabile, almeno riguardo le visite fiscali già dal primo giorno di malattia. Ma quello che conta è che i dati parlano a favore di Brunetta, ed occorre dargliene atto e merito.

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Un disegno dei meccanismi per la Funzione Pubblica

in Discussioni/Italia

Oggi, durante la sua relazione sull’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, il presidente della Corte dei conti, Tullio Lazzaro, ha svolto alcune importanti considerazioni. In primo luogo, vi è un problema complessivo di complessità e disfunzionalità dei livelli decisionali della pubblica amministrazione:

Assistiamo per tanti aspetti al crescere confuso di strutture, di modelli amministrativi, di sovrapposizioni di competenze tra amministrazioni centrali e enti locali, disarmonicità, conflitti irrisolti. E’ compito prioritario ed urgente della classe dirigente del Paese fare un bilancio, ed eventualmente riconsiderare, scelte recenti e meno recenti con il preciso scopo di ridare sistematicità all’insieme degli organismi amministrativi a tutti i livelli, nell’interesse finale della comunità nazionale.

E’ questa stratificazione decisionale ed amministrativa che causa rinvii di responsabilità e riduzione di efficacia ed efficienza dell’intervento pubblico.

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Piu’ mercato per la spesa pubblica

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato

di Mario Seminerio

Nell’ambito del progetto di ristrutturazione della pubblica amministrazione francese, il presidente Sarkozy sta studiando in queste settimane il “modello svedese” e le sue peculiarità. Tra le quali spicca il ridotto numero di dipendenti della burocrazia statale: 4.600 persone in 13 ministeri. Quello dell’Agricoltura, ad esempio, ne conta 100, quello delle Finanze 500. Per un paese di 9 milioni di abitanti. Ciò è causato dal fatto che i ministeri, nel paese scandinavo, si limitano a fissare le grandi linee-guida. L’attuazione delle quali è affidata a 270 agenzie (le più importanti sono l’Agenzia delle Imposte e quella dell’Impiego), che occupano da alcune decine ad alcune migliaia di persone. Ogni anno l’agenzia riceve una “lettera di missione” ed una dotazione finanziaria che non può quasi mai superare. Ogni trimestre le loro direzioni rendono conto della propria attività al rispettivo ministro di riferimento, ed i loro conti sono regolarmente sottoposti a revisione e certificazione. Per il resto, i margini di manovra sono amplissimi. Il direttore generale di ogni agenzia è nominato con mandato di sei anni dal governo, mentre il personale è reclutato in autonomia dalle agenzie, con contratti di lavoro stipulati in regime privatistico e remunerazioni contrattate su base individuale. I dipendenti delle agenzie non beneficiano di alcuna garanzia sull’impiego, con l’eccezione dei giudici, che hanno uno status particolare.

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Venite in ufficio, sarete premiati

in Italia

Lo scorso 6 aprile, subito dopo l’annuncio dell’avvenuto accordo tra governo e sindacati di un aumento medio mensile lordo di 101 euro per i pubblici dipendenti, stimato dal governo nel 4.5 per cento nel biennio 2007-2008 (inferiore quindi al 5.1 per cento concesso dal governo Berlusconi), si diffuse la voce di un blocco temporaneo della contrattazione integrativa, che il governo avrebbe voluto subordinare all’attuazione del memorandum d’intesa sul recupero di produttività e di meritocrazia nella pubblica amministrazione, secondo canoni che il ministro Padoa Schioppa, nell’abituale dissociazione che caratterizza la sua permanenza a via XX Settembre, si affrettò a definire “storico”. Apriti cielo. I sindacati, che evidentemente avevano firmato il memorandum al solo scopo di sbloccare gli aumenti, minacciarono scioperi e “mobilitazioni”, in un crescendo rossiniano da far coincidere con l’approssimarsi del primo turno delle elezioni amministrative, a fine maggio. Il governo ha risposto ribadendo il proprio convincimento nella “rivoluzione meritocratica” e siglando il contratto integrativo del Tesoro sulla distribuzione delle risorse destinate all’incentivazione della produttività tra i dipendenti del Ministero, pari a circa due mensilità.

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L’outsourcing della burocrazia pubblica

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri

La NHS, il servizio sanitario nazionale britannico, delocalizzerà in India fino al 60% dei posti di lavoro nel settore della contabilità e dell’amministrazione. E’ quanto ha annunciato a Bombay Peter Coates, vicedirettore della divisione finanziaria del ministero della Sanità, sottolineando come la percentuale di lavoro impiegatizio svolto in India potrebbe essere addirittura maggiore del 60%.

“Non possiamo però portare lavoro in India alle spese di una perdita di posti nel Regno Unito. La politica sarà un fattore importante”, ha spiegato Coates, sottintendendo forse una sorta di trattativa per un do ut des con le autorità indiane in altri ambiti economici. Nel 2004 la NHS ha fondato una joint venture con la società britannica di outsourcing Xansa, che si avvale di strutture delocalizzate. Il contratto originale stipulava che solo il 37% del lavoro potesse essere svolto in India. Ma date le pressioni sotto cui l’NHS si trova per tagliare i costi, Coates ha dato il permesso affinchè la percentuale venga innalzata al 60%.

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