Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Rai - page 2

Entomologia cospirazionista

in Italia

Riccardo Villari “resiste-resiste-resiste”, con la benedizione di D’Alema e Berlusconi. Il primo vuole continuare a indebolire Veltroni, e dimostrare che il segretario non controlla più il partito. Per allontanare da sé un simile immondo sospetto, Baffino fa dimettere il suo scrittore di pizzini, Nicola Latorre, dalla Commissione di Vigilanza Rai, per favorire l’ascesa della giovane promessa Zavoli. Berlusconi ha lo stesso obiettivo di D’Alema ed in più sa che il Pd, restando Villari, non permetterà il funzionamento della Vigilanza (necessario per nominare sette dei nove membri del cda Rai), condannando il cosiddetto servizio pubblico a languire nello stallo. Hasta la Bicamerale siempre.

C’è grossa crisi – 2

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Esteri

Questa sera, nell’edizione del Tg3 delle ore 19, la ormai leggendaria Giovanna Botteri ci ha informati che

“La disoccupazione, qui negli Stati Uniti, ha avuto un balzo del sei e mezzo per cento nel solo mese di ottobre”

Cioè, letteralmente sarebbe a dire che, poiché a settembre il tasso di disoccupazione era al 6,1 per cento, in ottobre sarebbe salito al 12,6 per cento. Roba che al confronto, il ’29 è stata una festa di addio al celibato. Si rilassi, Botteri, il 6,5 per cento non è la variazione mensile. Non ancora, almeno.

C’è grossa crisi

in Adotta Un Neurone/Esteri/Famous Last Quotes/Stati-Uniti

Questa sera, durante il Tg3 delle 19, in diretta dal floor di Wall Street, Giovanna Botteri ci ha informato che

“Il Down Jones sta perdendo il tre-diciannove-punto-ottantacinque per cento”

Ma non preoccupatevi, si riferiva al numero di punti-indice. Wall Street non è ancora riuscita a perdere il trecento per cento del proprio valore, anche perché le vendite allo scoperto sono vietate.

La Rai logora chi non ce l’ha

in Famous Last Quotes/Italia

”Nel panorama politico italiano esistono due giganteschi conflitti di interesse: quello noto di Berlusconi e delle sue televisioni e quello del Pd, che ha nei fatti occupato tutta la Rai pubblica”. E’ la tesi sostenuta dalla senatrice Manuela Palermi, capogruppo del Pdci al Senato, che lamenta gli “spazi residuali” lasciati alla Sinistra Arcobaleno dal servizio pubblico.” Alla Sinistra arcobaleno, che rappresenta la terza forza politica italiana, non vengono lasciati spazi che non siano residuali. Ora – conclude Palermi – comprendo perché non s’è voluta la legge sul conflitto d’interessi. Il Pd ha puntato ad imitare Berlusconi invece di correggere la gravissima anomalia dell’informazione italiana.”

Ma questa dove l’avevamo già sentita?

Ci vediamo il 30 febbraio

in Italia

La norma della Finanziaria che esenta dal pagamento del canone Rai gli ultra-75enni con reddito basso, a conti fatti, interesserebbe solo 4.800 soggetti. Essendo posto un tetto di spesa pari a 500.000 euro l’anno e prendendo come riferimento il canone Rai per il 2007, pari a 104 euro annuali, l’esenzione riguarderebbe un numero circoscritto di soggetti. E’ quanto si evidenzia nel dossier del Servizio del Bilancio della Camera.

Ma attenzione, non è tutto: infatti, condizione per avere l’esenzione dal canone è un reddito non superiore a 516,46 euro per tredici mensilità, mentre le pensioni minime dal prossimo anno verranno aumentate a 580 euro. Il che vuol dire che il provvedimento strappacuore (e bipartisan) di eliminazione del canone per nonni poveri non avrebbe di fatto beneficiari. I tecnici della Camera chiedono “pertanto conferma da parte del governo circa la coerenza delle risorse stanziate rispetto alla normativa proposta“.

Oltre che per la coerenza, i tecnici della Camera dovrebbero chiedere al governo un bel test di Rohrschach, per tentare di capire di quali turbe psichiche soffra il legislatore, oltre alle già diagnosticate demagogia ed attitudine alla disonestà intellettuale.

Le educande di Viale Mazzini e dintorni

in Italia

E ti pareva che il direttore di Repubblica, giornale che da tempo riveste la funzione di cancelleria mediatica del Tribunale di Milano, in cui cioè vengono depositati atti e trascrizioni delle intercettazioni che ammorbano la vita civile di questo paese, non trovasse modo e maniera di riesumare il golem della P2:

“Un’interposizione arbitraria e sofisticatissima, onnipotente perché occulta come la P2, capace di realizzare un’azione di ‘spin’ su scala spettacolare, offuscando le notizie sgradite, enfatizzando quelle favorevoli, ruotando la giornata nel senso positivo per il Cavaliere.”

Ezio Mauro, nel suo manierismo cospiratorio ormai stucchevole come tutti i Nada-gate realizzati finora da Rep., coglie però nel segno in questo giudizio:

La realtà è che in questo Paese ha operato e probabilmente sta operando da anni una vera e propria intelligence privata dell’informazione che non ha uguali in Occidente, un misto di titanismo primitivo e modernità, come spesso accade nelle tentazioni berlusconiane. Potremmo chiamarla, da Conrad, ‘struttura delta‘”

Una struttura delta in questo paese esiste certamente, ed è rappresentata dai milioni di pagine di trascrizioni di intercettazioni telefoniche, da quelle legalmente richieste dalla magistratura a quelle realizzate in parallelo da organismi a ciò delegati, come l’affaire Telecom, con il Tiger Team di Tavaroli che si emancipa rapidamente da ogni e qualsiasi regola di governance e di codice penale.

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Parla come mangi

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Esteri

Questa sera Giovanna Botteri, corrispondente da New York per il Tg3, ha proferito le seguenti parole:

“Migliaia di persone in tutti gli Stati Uniti stanno perdendo la casa a causa dei prime rate, i prestiti a rischio. Gli interessi sui mutui sono saliti in modo vertiginoso, più di un punto negli ultimi due mesi”.

Per la precisione (l’optional dei nostri tempi), il prime rate è il tasso d’interesse che le banche applicano alla migliore clientela. Forse Botteri si riferiva ai subprime, che non sono prestiti a rischio, bensì finanziamenti immobiliari erogati a debitori di bassa o cattiva qualità creditizia. Inoltre, non è vero che “gli interessi sui mutui sono saliti in modo vertiginoso”. E’ vero invece che in molti casi si è verificato il reset del tasso pagato sui mutui dai debitori di minor qualità. Sembra cosa uguale, ma non lo è. La Botteri era e resta corrispondente di guerra: infatti è in guerra con la logica e con la conoscenza dei fatti. Un po’ come quando corrispondeva da Baghdad. Servizio pubblico, come i vespasiani.

Tax and spend in viale Mazzini

in Italia

Tra tutte le varie notizie quotidianamente prodotte dallo zoo Italia, siamo stati colpiti da questa. Soprattutto, ci colpisce la chiave di lettura che il direttore generale della Rai, Cappon, dà del rosso di 87,4 milioni di euro del bilancio consolidato Rai (di cui 78,6 milioni di perdite prodotte dalla capogruppo). Per Cappon, infatti, la colpa di questo rosso è imputabile, in misura decisiva, indovinate?, all’evasione del canone. Ecco lo schema mentale caratteristico dell’emisfero cerebrale centrosinistro. E’ sempre e solo un problema di entrate, mai di spese. Se il recupero dell’evasione del canone, sospira Cappon, venisse portato alla leggendaria “media europea” (quella dove per i politici italiani ed i loro famigli stat virtus, ma solo quando è a loro vantaggio), sarebbe possibile recuperare addirittura 150-200 milioni di euro. “Se avessi le ruote, sarei un tranvai“, si dice a Milano, mentre a Roma si utilizza un’assai più pittoresca espressione, relativa al biliardo. Cosa vi ricorda questo strutturato pensierino di Cappon? Forse il Prodi che dice “se recupero anche solo un terzo dell’evasione fiscale, siamo a cavallo”. In viale Mazzini, dove il cavallo è effettivamente disponibile, si preferisce concentrarsi sulle entrate, non sulle spese.

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I fatti vostri e gli affari loro

in Italia

E così, dopo un anno di governo della sinistra, la Rai ha cessato di essere una anomalia. Nel senso che, sia pure a fatica, il meccanismo di spoils system che, ad ogni cambio di maggioranza, investe aziende pubbliche e ministeri si è rimesso in moto a pieno regime. I fatti sono noti, ma li riepiloghiamo: il cda della Rai, dopo la riformicchia cencelliana della scorsa legislatura (frutto della debolezza politica del governo Berlusconi ma soprattutto del formidabile potere d’interdizione del monolite sindacal-sovietico noto come Usigrai, guidato dall’arruffapopolo Beppe Giulietti), è composto da nove membri. Cinque sono attualmente vicini al centrodestra, quattro al centrosinistra, che esprime anche il presidente dell’improbabile “servizio pubblico”, nella persona del diessino Claudio Petruccioli, che è passato nello spazio di una mattinata dalla presidenza della Commissione di Vigilanza sulla Rai al vertice di Viale Mazzini senza che alcuno menasse scandalo, forse perché la lettera della legge nulla dice in merito. Orbene, al cambio di maggioranza politica nel Paese, ci si sarebbe aspettati anche un bel ribaltone in tutta la struttura della Rai, ma così non è stato, o meglio, è stato solo in minima parte.

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Cosa loro

in Italia

Il diessino Cesare Salvi ci offre un gustoso ritratto del cosiddetto servizio pubblico radiotelevisivo italiano:

“Fa scomparire la sinistra in Italia e ci impedisce di contraddirlo. Ha imposto su di noi un blackout intollerabile per le reti di Stato e nemmeno sull’Unità abbiamo spazio”. Cesare Salvi, leader della sinistra Ds, insieme a Fabio Mussi, in un’intervista al Giornale attacca il segretario del suo partito, Piero Fassino. Salvi parla di un “blocco informativo che c’è nei nostri confronti”, definisce “scandaloso il comportamento del servizio pubblico radio-tv” e rende noto di aver scritto al presidente della Commissione Vigilanza Rai, il diessino Claudio Petruccioli, chiedendogli di intervenire.

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E’ la stampa, bellezza

in Adotta Un Neurone/Italia/Podcast

di Marco Taradash

Prodi rappato, cerchiamo il reato. Quattro autorevoli esponenti della maggioranza di Governo, fra cui un capogruppo, due membri della vigilanza sulla Rai, una segretaria di presidenza, non trovano niente di meglio, nel loro repertorio ideologico e culturale, se non invocare i tribunali contro il Tg2. Colpevole di aver trasmesso un video irriverente verso il premier, un Prodi “rappato”. Qual è l’ipotesi di reato? Verifichi la magistratura se il Tg2 di Mauro Mazza non sia incorso nel reato di “vilipendio delle istituzioni” dicono i quattro esponenti di Margherita, Rifondazione, Verdi e Ds. Vilipendio, mica Tafazzi. I quattro si ispirano a Bracardi e al suo grido centrosinistro: “in galeeraaa”.

Qualcuno glielo spieghi, a Lorcompagni, che in Italia esiste tuttora la libertà di stampa. Che alle volte capitano abusi e storture (anche nella Rai sinistrata) ma che mai, ripetiamo mai, si era vista una reazione così bigotta, così da mozzaorecchi, così triviale a uno scherzo innocuo come quello trasmesso dal Tg2. Tranne che in Iran o in Corea del Nord, ovviamente.

  • Nota di Phastidio: attendiamo la reazione della Fnsi di Serventi (nomen omen) Longhi a questo attacco alla libertà di stampa. Schiena dritta, compagni. Anche in tempi di spoils system imperante.
  • Ascolta il “vilipendio alle istituzioni” :

ProdiRap

Conduzione familiare

in Italia

L’istituto retributivo dello scatto di anzianità trae la sua motivazione originaria dall’esigenza di compensare il lavoratore per la parte di incremento di produttività, di cui l’azienda beneficia, indotto dalla ripetizione di compiti e mansioni nel corso del tempo. Grazie a questa discesa lungo la curva di apprendimento il lavoratore produce di più, con minori costi variabili unitari imputabili ad esempio ad errori di lavorazione. In breve, aumenta il prodotto realizzato nell’unità di tempo. Si tratta di un meccanismo di origine prevalentemente taylorista, legato ai “tempi e metodi” delle catene di montaggio, ma che mantiene una propria logica economica anche in altri, e più terziarizzati, ambiti. In epoca odierna, esso ha probabilmente perso parte delle proprie motivazioni ad esistere, fuori dall’ambito delle mansioni a maggior contenuto di ripetitività. Leggi tutto

In guerra combatteRai

in Italia

Per orientarsi fra i tg Rai dedicati ai fatti del Libano, può essere utile questo glossario autorizzato dal dipartimento dell’informazione DC-PCI (Democratica Coraggiosa – Politicamente Corretta e Incorruttibile) di Saxa Rubra.

  • Pacifisti. Sostenitori di una missione militare posta sotto il comando di chiunque, tranne che degli Stati Uniti.
  • Hezbollah. Rappresentanti liberamente eletti di un partito, come li ha definiti la brava inviata del Tg1 Tiziana Ferrario in un dibattito a Cortina. Omonimi di quelli che nel 1981 inventarono la guerriglia terroristica, lanciando camion-bomba contro coloro che non volevano eleggerli liberamente.
  • Siria e Iran. Bastioni della democrazia mediorientale, una spiccata vocazione umanitaria li spinge a rifornire Hezbollah di ogni ben di Dio, specie se può far male al Dio di qualcun altro.
  • Israeliani cattivi. Congrega di criminali abituati a bombardare per puro divertimento le autostrade che collegano il Libano alla Siria dei benefattori.
  • Israeliani buoni. Scrittori e poeti da esibire nelle interviste quando criticano la politica del loro Paese e da oscurare peggio di un buco nero quando la difendono.
  • Equivicinanza. Passeggiare a braccetto di un deputato Hezbollah e di un altro deputato Hezbollah.
  • Pluralismo. Professore emiliano residente a palazzo Chigi che trascorre le vacanze in compagnia di un telefonino incollato all’orecchio sinistro e di un cameraman del Tg3 che lo manda in onda di continuo e su qualsiasi argomento, previsioni meteo escluse.

Massimo Gramellini, La Stampa

Per parte nostra, possiamo solo segnalare le altre performance del Tg3: Ennio Remondino da Beirut, convinto di trovarsi ancora a Sarajevo e che gli israeliani siano tanti piccoli cloni di Slobodan Milosevic; Pucci Bonavolontà, che mostra la ricostruzione del Libano ad opera di Hezbollah, bullodozer inclusi, “mentre il governo libanese sta ancora discutendo sull’organizzazione dei soccorsi” (praticamente svizzeri, questi Hezbollah), e sorvola amabilmente sulla provenienza dei 12.000 dollari elargiti ad ogni nucleo familiare. Potenza del petrolio (iraniano) a 75 dollari il barile. Una conferenza dei donatori per il Libano? Presidente Prodi, s’inventi modi meno sciocchi per sperperare il denaro dei contribuenti.

All’incirca

in Italia

Tg3, edizione delle 19 di oggi. Servizio di Rita Mattei sulla grazia concessa ad Ovidio Bompressi, e sulla possibilità di concederla anche ad Adriano Sofri (che non l’ha mai chiesta). L’autrice del servizio scandisce:

“Intanto Adriano Sofri, a Roma per la presentazione del libro di Giuliano Ferrara, ‘Promuovere la democrazia’, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.”

La presentazione era in realtà quella del libro di Christian Rocca, “Cambiare regime”. Per la precisione. Ma la signora Mattei è stata comunque fedele cronista: Adriano Sofri era effettivamente in sala.

Le vie dello spoils system sono infinite

in Italia

Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni si è pronunciato sul caso del direttore generale della Rai Alfredo Meocci, che è stato dichiarato incompatibile con la carica che ricopre in viale Mazzini in quanto per sette anni aveva fatto parte proprio dell’organismo preposto alla vigilanza sul settore. L’Autorità ha anche comminato alla Rai una multa da 14.379.307 milioni di euro e allo stesso Meocci di 373.923 euro, come era stato proposto dagli uffici incaricati dell’istruttoria. Il procedimento aveva avuto inizio il 21 dicembre scorso.

L’Autorità garante delle Comunicazioni si è riunita nella sede istituzionale di Napoli e la decisione è stata sofferta, come dimostra il fatto che è stata assunta a maggioranza. Per l’incompatibilità di Meocci hanno votato i quattro consiglieri espressi dal centrosinistra Michele Lauria, Nicola D’Angelo, Sebastiano Sortino, Roberto Napoli, e il presidente dell’Authority, Corrado Calabrò, il voto del quale è stato dunque determinante. Dall’altra parte c’erano infatti i consiglieri di espressione del centrodestra, Giancarlo Innocenzi, Gianluigi Magri e Roberto Mannoni. Al momento del voto il commissario Enzo Savarese ha lasciato la riunione. Leggi tutto

Allineati e coperti

in Italia

E’ un vero peccato che il presidente del Consiglio abbia trovato solo a tre settimane dal voto l’energia e la veemenza che avrebbe dovuto utilizzare nell’ultimo quinquennio, soprattutto verso i dorotei e i neo-socialisti che infestano la fu-CdL. Ma è interessante analizzare la varietà di reazioni alla requisitoria berlusconiana di ieri. Colto di sorpresa dalla salva di fischi indirizzati dalla platea verso Diego Della Valle, oggi l’establishment confindustriale (che è cosa assai diversa dalla base degli associati) ha replicato con un duro comunicato ufficiale alla performance di ieri. Dopo una trentina di ore di elaborazione, ecco il purissimo distillato di terzismo posticcio: Leggi tutto

Succede anche questo

in Italia

Mercoledi 15 marzo, edizione del Tg3 delle ore 19. Il conduttore, Giuliano Giubilei, legge la notizia sull’incidente ferroviario avvenuto nel milanese, e che è costato la vita al macchinista del treno locale Saronno-Milano: “Nuove polemiche sulla sicurezza delle Ferrovie dello Stato“. Peccato che il disastro sia avvenuto sulla rete e tra rotabili delle Ferrovie Nord Milano, controllate per il 57 per cento dalla Regione Lombardia. La rettifica arriva, frettolosa e biascicata, alle 19.30, poco prima della sigla di chiusura del telegiornale. Avrà avuto lo stesso impatto, sui telespettatori, della frase precedente? E’ troppo chiedere ai compagni del Tg3 di contenersi entro i limiti della decenza, e di ricorrere alla “modica quantità” nelle loro abituali menzogne?

Il giglio infangato

in Italia

Il segretario dei diesse ha deciso di rispondere “colpo su colpo” a quella che egli considera una vile aggressione politica. E così, ha deciso di sottoporsi ad un autentico tour de force di interviste, in ognuna delle quali riesce a balbettare qualche tassello della sua linea difensiva. Ha iniziato ieri con la fidata Repubblica, intervistato dal “watchdog asimmetrico” Massimo Giannini: Leggi tutto

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