Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Tag archive

Regno-Unito - page 3

Questa è interessante

in Esteri/Famous Last Quotes

Gordon Brown ieri ha osservato che la Gran Bretagna ha “un sistema parlamentare, non presidenziale”, e nel paese ci sarebbe “una maggioranza di elettori progressisti”. Hai visto mai che i Lib-Dem un filino di potere di coalizione ce l’hanno?

Ma noi ne usciremo meglio di altri – 10

in Economia & Mercato/Esteri/Italia

Istat comunica che nel mese di dicembre 2009, sulla base degli elementi finora disponibili, l’indice destagionalizzato della produzione industriale italiana ha segnato una diminuzione dello 0,7 per cento rispetto a novembre 2009.

La variazione della media del quarto trimestre rispetto a quello precedente è pari a meno 0,8 per cento. L’indice della produzione corretto per gli effetti di calendario ha registrato a dicembre una diminuzione tendenziale del 5,6 per cento (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di dicembre 2008). Nella media dell’intero anno 2009 l’indice ha presentato una diminuzione del 17,5 per cento.

Leggi tutto

Banche, lezione europea per l’America

in Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

Nel Regno Unito, il Cancelliere dello Scacchiere, Alistair Darling, illustrerà questa settimana i piani del governo britannico per il futuro del sistema bancario nazionale. Tali piani prevedono letteralmente di “fare a pezzi” le principali banche beneficiarie del salvataggio pubblico, Royal Bank of Scotland (posseduta dal governo al 70 per cento) e Lloyds Bank (pubblica al 43 per cento), e di creare tre nuove entità bancarie, che saranno vendute sul mercato. L’operazione prevede la vendita di sportelli o di controllate ed ha come obiettivo, per usare le parole di Darling, “un processo di riforma e ricostruzione in modo da avere un sistema bancario più sicuro e competitivo di quello che abbiamo attualmente, con nuovi ingressi sul mercato”.

Leggi tutto

La recessione britannica non è finita

in Economia & Mercato/Esteri

Dato molto deludente, quello del Pil britannico del terzo trimestre. La variazione congiunturale è pari a meno 0,4 per cento, che equivale a circa meno 1,6 per cento annualizzato (utilizzando il criterio americano di computo), a fronte di attese ben più ottimistiche, pari ad un più 0,2 per cento. E’ il sesto trimestre consecutivo di crescita negativa del Pil, evento mai verificatosi dall’inizio di questa serie storica, nel 1955. Se si pensa alla quantità di risorse fiscali e monetarie mobilitate per contrastare la crisi, e se si pensa al forte deprezzamento della sterlina, si ha la misura di quanto preoccupante sia il dato odierno.

Leggi tutto

Per la serie il peggio è passato

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes

«Se non prendiamo le  necessarie misure ora per rafforzare l’economia mondiale e mettiamo in essere le condizioni per una sostenibile crescita mondiale, affronteremo negli anni a venire una disoccupazione evitabile. (…) Non è il momento per una contrazione fiscale»

Gordon Brown

C’è da aggiungere che se Brown avesse attuato una contrazione fiscale quando il Pil era in crescita drogata dalla bolla immobiliare, ora il Regno Unito sarebbe in condizioni meno disastrose. Ma del senno di poi sono pieni i G8.

Regno Unito, il rischio del disastro fiscale

in Economia & Mercato/Esteri

Lo scorso 22 aprile il Cancelliere dello Scacchiere (equivalente al ministro del Tesoro), Alistair Darling, ha presentato il bilancio annuale britannico. Il Tesoro si attende una contrazione dell’economia del 3,5 per cento quest’anno ed un rimbalzo pari all’1,25 per cento nel 2010. Stima peraltro in contrasto con quella del Fondo Monetario Internazionale, che prevede per il 2009 una calo del Pil del 4,1 per cento e dello 0,4 per cento l’anno prossimo. Le nuove proiezioni del governo di Londra ipotizzano un deficit cumulativo di 703 miliardi di sterline nei cinque anni fiscali fino ad aprile 2014, rispetto ai 434 miliardi previsti in novembre. Il deficit di bilancio previsto per quest’anno, pari al 12,4 per cento del Pil, sarebbe il peggior risultato dei conti pubblici in tempo di pace da oltre un secolo.

Continua a leggere su Macromonitor

Più lo mandi giù, più ritorna su

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Il rendimento del titolo di stato decennale statunitense è tornato al punto in cui era prima dell’annuncio dell’avvio del quantitative easing da parte della Fed, lo scorso dicembre. Due forze si fronteggiano: l’aspettativa che la Fed proseguirà ad acquistare Treasuries sulla parte a lunga della curva, e l’imponente aumento dell’offerta di titoli di stato necessari a finanziare le voragini che si stanno aprendo nei conti pubblici. Se guardiamo alle forze in campo, non c’è partita. L’importo che la Fed destinerà agli acquisti (300 miliardi di dollari) è nettamente inferiore all’entità di deficit aggiuntivo che gli Stati Uniti affronteranno quest’anno (1750 miliardi di dollari, secondo la più recente stima). A ciò si aggiunga che la Cina negli ultimi mesi ha mostrato di perseguire una strategia di riduzione delle scadenze del proprio portafoglio di titoli di stati americani, spostandosi sulla parte a breve e brevissimo termine, ed ecco che il rischio di un forte irripidimento della curva americana si fa molto concreto.

Leggi tutto

La mamma va al mercato…

in Economia & Mercato/Esteri

La “nazionalizzazione” di Lloyds Bank da parte del Tesoro britannico (che ha superato la maggioranza assoluta dei diritti di voto) poggia su un calcolo piuttosto incomprensibile. Premesso che:

  • Il Tesoro di Sua Maestà procederà alla conversione in ordinarie di 5 miliardi di sterline di azioni privilegiate, al rapporto di conversione di 38,43 pence per azione;
  • Il governo sottoscriverà 15,6 miliardi di sterline di azioni Lloyds di classe B, offerte a 42 pence per azione e convertibili in ordinarie a 120 pence. Col ricavato delle quali
  • Offrirà a Lloyds 15,6 miliardi di sterline di protezione su asset tossici;

Leggi tutto

Per dare la misura

in Economia & Mercato/Esteri

Il Regno Unito è ufficialmente entrato in recessione: questa sostanzialmente inutile informazione è fornita dal dato del quarto trimestre 2008 del Pil, che si è contratto dell’1,5 per cento, dopo il meno 0,6 per cento del terzo trimestre. Naturalmente si tratta della definizione “scolastica” di recessione, perché il Regno Unito non dispone di un ente preposto a datare l’inizio di una recessione, come invece avviene negli Stati Uniti con il National Bureau of Economic Research (NBER).

Leggi tutto

Regno Unito verso la nazionalizzazione del sistema finanziario

in Economia & Mercato/Esteri

Il governo del primo ministro Gordon Brown ha ulteriormente stretto la propria presa sul sistema finanziario britannico, garantendo gli attivi tossici e conferendo alla Bank of England il potere senza precedenti di acquistare titoli a fermo. Il piano aumenterà il costo del salvataggio del sistema bancario britannico di almeno 100 miliardi di sterline. Il governo ha deciso di aumentare la propria partecipazione in Royal Bank of Scotland dal 50 a circa il 70 per cento, attraverso la conversione delle azioni privilegiate sottoscritte in ottobre, ed ha comunicato di voler utilizzare Northern Rock per spingere il credito ipotecario. Il governo richiederà ai destinatari degli aiuti di sottoscrivere “specifici e quantificati” accordi a prestare (in pratica, un target numerico di aumento del credito), come ribadito anche dal Cancelliere dello Scacchiere, Alistair Darling, nel tentativo di contrastare la gelata del mercato creditizio. L’economia britannica è attesa contrarsi del 2,7 per cento quest’anno, secondo le ultime stime di consenso, il peggior risultato dal 1946, ed i prezzi delle abitazioni dovrebbero calare del 22 per cento nei prossimi 18 mesi.

Leggi tutto

In caso non riusciste a prendere sonno

in Economia & Mercato/Esteri

Pensate a questi numeri: secondo un’elaborazione di Merrill Lynch, oggi il mercato dei credit default swap su debito sovrano (quello dei singoli stati, detto in modo meno aulico), sta prezzando una probabilità del 18 per cento di un default della Grecia entro i prossimi cinque anni. Per l’Irlanda siamo al 15 per cento, per l’Italia al 14. La Germania è al 4 per cento e il Regno Unito al 10 per cento. Naturalmente questi dati non sono Sacre Scritture, ma semplicemente inferenze numeriche del valore assunto da un contratto di assicurazione su un evento catastrofico. Le probabilità di insolvenza dell’economia dell’Eurozona restano comunque piuttosto remote, sia per l’improbabilità di una fuga dall’euro, sia perché il manifestarsi di rischi di default di singoli membri di Eurolandia determinerebbe l’intervento di sostegno degli altri paesi, almeno per evitare il peggio nel breve periodo. Ciò tuttavia non esclude il rischio di declassamenti di rating di singoli paesi, come dimostra il downgrade di oggi della Grecia, o il creditwatch con implicazioni negative in cui Standard&Poor’s ha posto di recente Irlanda e Spagna.

Leggi tutto

Predicare bene

in Economia & Mercato/Esteri

Nei giorni scorsi Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury, ha pubblicamente approvato il divieto di vendita di titoli allo scoperto adottato anche dai regolatori britannici nell’illusione di frenare le vendite ed i ribassi di borsa. L’arcivescovo di York, John Sentamu, ha rincarato la dose, definendo “rapinatori di banche” i traders che hanno tratto profitto dai ribassi. Parole sante.

Leggi tutto

Finché linea non cada

in Esteri

Duro colpo per l’Arcivescovo di Canterbury e la sua tesi della “inevitabilità” dell’ingresso della Sharia nel sistema legale e giudiziario del Regno Unito. Una corte d’appello britannica ha rifiutato di riconoscere la validità di un matrimonio islamico celebrato al telefono nel 2006 tra un cittadino britannico autistico, che vive a Londra, e una donna in Bangladesh, anche se l’unione è considerata valida dalla sharia.
L’uomo, 26 anni, identificato solo con le iniziali IC, ha il cervello di un bambino di 3, ed è originario del Bangladesh. I suoi genitori, che risiedono in Inghilterra da molti anni, hanno organizzato il matrimonio al telefono con una donna che avevano scelto per lui nel paese d’origine, le cui iniziali sono NK. La ragazza avrebbe poi ottenuto un visto per emigrare nel Regno Unito.

Leggi tutto

Quando il welfare incontra il fondamentalismo

in Esteri

Le donne in Gran Bretagna possono riacquistare la propria verginità gratuitamente, grazie ad un intervento finanziato dalla mutua. Un’operazione sempre più in voga negli ultimi anni, richiesta soprattutto da immigrati o da donne asiatiche e mediorientali che volano apposta nel Regno Unito per arrivare intatte all’altare. Tra il 2005 e il 2006 i contribuenti hanno pagato 24 ricostruzioni dell’imene, secondo rivelazioni del tabloid Daily Mail. Lo stesso intervento effettuato in cliniche private costa, invece, 4mila sterline (6mila euro).

Leggi tutto

Un welfare per l’integrazione

in Discussioni/Italia

Niente più sussidi di disoccupazione per gli stranieri in Gran Bretagna con regolare permesso ma che non parlino bene l’inglese e non si impegnino ad apprenderlo.
Il governo Blair ha annunciato giorni addietro questo giro di vite e ha precisato che per gli stranieri senza lavoro e poco fluenti nella lingua di Shakespeare saranno organizzate lezioni obbligatorie di inglese. La riforma è stata illustrata da Jim Murphy, sottosegretario all’assistenza sociale e scatterà ad aprile.

Secondo le statistiche ufficiali, circa il 15% dei disoccupati appartenenti alle “minoranze etniche” – in tutto circa 40.000 persone – ha grossi problemi con l’inglese e ha di conseguenza pochissime opportunità di inserimento nel sistema produttivo. Se poi riesce ad inserirsi guadagna molto meno della media nazionale. Al momento i centri di collocamento spendono in interpreti più di sei milioni di euro all’anno per i disoccupati non in grado di parlare inglese. Da aprile queste risorse saranno dirottate per il finanziamento delle lezioni obbligatorie di lingua.

Leggi tutto

L’outsourcing della burocrazia pubblica

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri

La NHS, il servizio sanitario nazionale britannico, delocalizzerà in India fino al 60% dei posti di lavoro nel settore della contabilità e dell’amministrazione. E’ quanto ha annunciato a Bombay Peter Coates, vicedirettore della divisione finanziaria del ministero della Sanità, sottolineando come la percentuale di lavoro impiegatizio svolto in India potrebbe essere addirittura maggiore del 60%.

“Non possiamo però portare lavoro in India alle spese di una perdita di posti nel Regno Unito. La politica sarà un fattore importante”, ha spiegato Coates, sottintendendo forse una sorta di trattativa per un do ut des con le autorità indiane in altri ambiti economici. Nel 2004 la NHS ha fondato una joint venture con la società britannica di outsourcing Xansa, che si avvale di strutture delocalizzate. Il contratto originale stipulava che solo il 37% del lavoro potesse essere svolto in India. Ma date le pressioni sotto cui l’NHS si trova per tagliare i costi, Coates ha dato il permesso affinchè la percentuale venga innalzata al 60%.

Leggi tutto

Il ritorno dell’Old Labour?

in Economia & Mercato/Esteri

Quando si discetta amabilmente di produttività del settore pubblico, magari legando ad essa incrementi retributivi, come nel più classico specchietto per le allodole dell’elettorato, occorrerebbe sempre avere sottomano dei dati statistici, che permetterebbero di esprimersi con maggiore cognizione di causa. Nel Regno Unito, da un’analisi delle statistiche ufficiali effettuata da una casa d’investimento emerge che, nel secondo trimestre di quest’anno, costi e prezzi riferiti al settore pubblico sono cresciuti del 5.5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2004, mentre l’inflazione riferita ai consumi domestici è stata del 2 per cento e quella calcolata sul più generale indice dei prezzi al consumo è stata del 2.4 per cento. Se l’inflazione prodotta dal settore pubblico avesse eguagliato quella del settore privato la crescita economica britannica, in termini reali, sarebbe stata superiore dello 0.7 per cento, dall’esile 1.5 per cento rilevato ad un più confortante 2.2 per cento. Leggi tutto

Un Cancelliere sotto scacco

in Economia & Mercato/Esteri

Se Gordon Brown è l’indiscusso erede alla successione della premiership di Tony Blair, gran parte del merito va alla sua provata abilità come Cancelliere dello Scacchiere. Il Labour ha impostato gran parte dell’ultima campagna elettorale enfatizzando (non senza ragione) i positivi risultati economici conseguiti in quasi un decennio. Tony Blair ha elogiato il suo collega, definendolo il miglior Cancelliere degli ultimi 100 anni. E Brown, a cui non difetta la considerazione di sé, ha rafforzato il concetto, sostenendo di aver presieduto al più lungo periodo di sostenuta crescita economica degli ultimi 300 anni. Ma tali rivendicazioni appaiono oggi ostaggio della sorte. Leggi tutto

Go to Top