Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Riforme - page 2

Nuovo Senato, chi ha detto che rinforzerà la maggioranza della Camera?

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Se mancava una ragione di natura politica e non tecnico-giuridica per avere moltissime remore a condividere la riforma del Senato proposta con la legge costituzionale Boschi, è stato Eugenio Scalfari a fornirla su un piatto d’argento ai fautori del “No”, nella puntata di Ottomezzo del 3 novembre scorso. Il fondatore de La Repubblica, in sintesi, ha affermato che la riforma costituzionale del Senato va bene in quanto consente al partito di maggioranza, attualmente il Pd (che dispone però di una maggioranza relativa al Senato) di disporre, in futuro, anche di un’ampia maggioranza al Senato, visto che controlla la gran parte delle regioni. Un’argomentazione apparentemente riferita alle esigenze di “governabilità” e “stabilità”, ma che rivela, invece, moltissimi difetti e pericoli proprio di stabilità.

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Nuovo Senato, dal bicameralismo perfetto a quello caotico

Discussioni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

ma il Senato, con la riforma della Costituzione, si occuperà solo dei temi riguardanti le autonomie locali? Oppure avrà altre funzioni? Nel corso della trasmissione Ottoemezzo del 28 ottobre, il giornalista de Il Sole 24 Ore Christian Rocca ha dato a tutti gli ascoltatori un’informazione secca e decisa: sì, il Senato si occuperà solo di questioni attinenti le autonomie, senza concreti poteri di intervento nella legislazione riguardanti le altre materie e, comunque, necessariamente sottomesso alla volontà della Camera che mantiene sempre l’ultima parola. Sicché, in sostanza, nei fatti si avrebbe un Parlamento monocamerale.

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Il fragile miracolo della Spagna: molte ombre ma almeno cresce

Sempre più deficit, sicurezza sociale sbilanciata e salari ridotti. Ma anche riforme, investimenti e banche ripulite

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La Spagna pare violare la forza di gravità ed il senso comune: un paese privo di governo da dieci mesi, quindi imprigionato in una gabbia di incertezza, e che tuttavia continua a crescere ad un passo invidiabile. Ma un paese che è anche violatore seriale delle regole della Commissione europea sul bilancio pubblico, e che di recente è stato “graziato”, non subendo sanzioni per tali sforamenti. La Spagna chiuderà il 2016 con un rapporto deficit-Pil al 4,6%, mentre le previsioni di primavera della Commissione Ue ipotizzavano il 3,9%. Attesa una crescita del Pil intorno al 3%, in lieve rallentamento il prossimo anno.

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Elezione “diretta” dei senatori? Una soluzione impossibile

di Luigi Oliveri

La minoranza del Pd, per autoconvincersi dell’opportunità di votare sì al referendum confermativo della riforma costituzionale, in questi giorni ha proposto quello che potrebbe apparire l’uovo di Colombo. Risolvere, cioè, il problema della rappresentatività del Senato, azzerata dalla riforma costituzionale, con un sistema di “elezione diretta”. L’idea si riassume, in poche parole, così: al momento delle elezioni regionali, verrebbe consegnata agli elettori una scheda per eleggere i consiglieri regionali che andranno a ricoprire la carica di senatori.
Si tratta, tuttavia, di una soluzione che da un lato violerebbe la stessa riforma costituzionale se passasse e dall’altro non risolve affatto né i problemi di rappresentatività, né di funzionalità del nuovo Senato.

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Le occasioni perdute dal Rottamatore invadente

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare, nonostante il suo blog tratti prevalentemente temi di carattere economico, mi permetto di chiederle, ancora una volta, ospitalità per uno scritto di diritto: nonostante la diversità della materia, questo suo spazio web è uso rilevare incoerenze, contraddizioni e corto circuiti (non solo) istituzionali. “E’ uno sporco lavoro…”, lo si sa da tempo.

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La Ue a fine corsa e l’illusione della monade

Discussioni/Unione Europea

A commento dell’ennesimo inutile vertice europeo, quello di Bratislava, alcune riflessioni di Jean Quatremer di Libération sullo stato dell’arte comunitaria, o meglio sulla paralisi frammista a recriminazioni che mina dalle fondamenta l’Unione europea, posta ormai su una traiettoria che ha all’orizzonte un muro. La Ue fallisce per un problema di coordinamento, ma quel che è peggio è che le “soluzioni” proposte non sono in grado di determinarne una discontinuità ed una rigenerazione dall’interno.

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Le gride renziane e i gufi del Consiglio di stato

di Luigi Oliveri

Il Governo rivendica il risultato di aver fatto “le riforme che si attendono da 30 anni”. Occorre dare atto che di riforme, effettivamente, ne sono state approvate, per quanto negli ultimi 30 anni quello che sicuramente non è mancato sono state proprio riforme su tutto: giustizia, appalti, pubblica amministrazione, condominio, codice dell’amministrazione digitale, fallimento, fondazioni bancarie, scuola, lavoro e via così. Il problema delle riforme, di quelle dei 28 anni precedenti e di quelle degli ultimi 2, non sta né nella quantità, né nel “tempo di attesa”, bensì nella qualità e, quindi, nell’effettiva efficacia.

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Amnesie flessibili

Ieri l’altro è stata pubblicata una nota di ricerca del Centro Studi Confindustria (CSC), firmata da Alessandro Fontana e dal direttore Luca Paolazzi. In essa si ribadisce che “la flessibilità nelle regole europee su bilanci pubblici è cruciale per il successo delle riforme strutturali. Varata un anno fa, richiede una revisione nella dimensione e nei tempi di rientro. La valutazione dei conti si basa, poi, su stime opinabili dei saldi strutturali”. Argomenti non inediti a sostegno della tesi “vogliamo fare più deficit”, e qualche amnesia selettiva sul come e perché siamo arrivati sin qui, oltre che sulle motivazioni originarie della flessibilità.

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L’Eterno Ritorno del Fallimento

Discussioni/Italia

Si, lo sappiamo: siete già belli e polarizzati, tra D’Alema versus Renzi: voi avete distrutto l’Ulivo; no, noi lo abbiamo creato; “e loro allora?”, e quant’altro. Sappiamo anche che alcuni di voi sono impegnati allo spasimo a denunciare brunettianamente le malefatte di questo governo violatore seriale delle Euroregole, mentre ai vostri tempi urlavate al golpe della Deutsche Bank contro i Btp ed alla eroica resistenza contro lo Straniero.

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Il momento magico per l’economia è finito

E il merito non era di Renzi

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Le autocelebrazioni per il secondo anniversario del governo Renzi cadono in un momento non troppo fortunato, stanti i reiterati segnali di rallentamento globale. Quali sono state le realizzazioni in economia del rottamatore immaginario? E soprattutto, fu vera crescita? La risposta è negativa.

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