Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Scuola

Tante fiabe renziane (in busta paga), come è finita

Ma voi lo ricordate, il furioso dibattito sull’anticipo del Tfr in busta paga? Ricordate l’enorme potenziale della misura, modello libertario come pochi altri, che libera dal bisogno o consente di privilegiare più consumi, in caso vi pungesse vaghezza di titillare il vostro lato epicureo? Datemi un Tfr in busta paga e solleverò il mondo. Come spesso accade nel dibattito pubblico italiano, fatto di crassa ignoranza e propaganda d’accatto, anche questo “esperimento” appare ben avviato a finire nella spazzatura della piccola storia di un paese di parolai.

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L’istruzione riparte, le accise mai fermate

Economia & Mercato/Italia

Un provvedimento nel complesso interessante e con parvenza di organicità. Peccato per la solita musica di sottofondo:

La copertura del provvedimento sulla scuola verrà prevalentemente dall’accisa sugli alcolici. Lo ho spiegato, durante la conferenza stampa, il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza (Ansa)

Attendiamo di vedere il decreto legge e di seguirne l’iter di conversione, che rappresenta sempre un momento godibilissimo della propensione creativamente gabelliera dei nostri legislatori. Resta il problema di fondo di un paese che continua a tentare di fare interventi al margine con copertura pressoché permanentemente posizionata sulla fiscalità indiretta. Abbiamo la sensazione che questa continui a non essere la strada, anche se qualcuno verrà a dirci che questa potrebbe essere una sorta di sin tax per colpire il consumo di alcolici. Ma non ditelo ad Alfano e Brunetta: per loro il futuro resta tax free. Forse dopo una bella bevuta.

Attendendo il filo spinato

Al Liceo Artistico De Chirico di Roma c’è un dirigente scolastico terrorizzato dalla complessità dei tempi in cui viviamo. Dovendo fare una scelta, ha deciso di sacrificare la lingua italiana e la sua sintassi a favore dell’adorazione del codice penale. In tempi difficili, in un contesto già in declino, sono sempre i piccoli burocrati ad emergere: è intuibile da cosa. E non pensate che ciò accada solo nel derelitto settore pubblico. Un paese tra virgolette.

Domanda naif del giorno

Discussioni/Italia

Ma quella parte di opinione pubblica ed opinion maker (veri e presunti) che si è scoperta assetata di sangue dei precari, sarà altrettanto inflessibile nel chiedere conto a Mariastella Gelmini ed al governo dello smantellamento di baronie e nepotismo? Oppure ci fermeremo come sempre un passo prima, scoprendoci liberali sempre e soltanto quando vengono colpiti gli strati più bassi del “privilegio” pubblico?

P.S. Pessima idea, quella della Gelmini, di fare il pesce in barile al grido di “e loro, allora?“. L’obiettivo non deve essere quello di compensare simbologie di segno opposto, signora ministro.

P.P.S. …E poiché non di simbolo leghista si tratta, bensì di antica simbologia locale (il “Sole delle Alpi”), prendete buona nota che la svastica affonda le proprie radici nella tradizione induista. Troveremo anche le origini ancestrali di falce e martello, tranquilli.

Vorrei ma non posso – 7

Italia

Pare che la rivoluzionaria idea della neo-mamma Mariastella Gelmini di mettere un tetto del 30 per cento al numero di bambini stranieri nelle classi, lanciata lo scorso febbraio, sia già stata rapidamente derubricata da atto regolamentare in abituale attesa di attuazione a proclama pre-elettorale. Nell'”atto di indirizzo”, o comunque lo si voglia definire, era previsto che gli uffici scolastici regionali avrebbero dovuto valutare caso per caso, verosimilmente sulla base della definizione di “bambino straniero” (inclusi quelli nati in Italia e che sono poliglotti, parlando correntemente l’italiano e spesso pure i dialetti locali), e realizzare accordi di rete tra distretti scolastici.

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Scuola pubblica, scuola pubblica, scuola pubblica

Italia

Giro di vite di oltre 25 milioni di euro per le scuole. La somma distribuita alle regioni per l’anno scolastico che sta per cominciare è di 67.248.000 euro, contro i 92.280.000 euro erogati per il 2005-2006 dal precedente governo, nell’ambito della realizzazione dei Pof (sic), i Piani dell’Offerta Formativa, ed alla formazione in servizio del personale scolastico. I finanziamenti vengono utilizzati per la realizzazione di progetti nei vari ambiti, secondo scelte autonome delle scuole: allestimento di laboratori musicali, teatrali, di pittura, giornalini di classe o manifestazioni sportive. Sono percorsi didattici, collegati ai vari insegnamenti, che supportano la specificità ed autonomia di ogni istituto, in relazione al territorio di riferimento. La circolare ministeriale che comunica il taglio, suggerisce di realizzare le iniziative anche attraverso la costituzione di reti di scuole, per ottimizzare l’uso delle risorse finanziarie. Gli stanziamenti saranno erogati dagli uffici scolastici regionali (Usr) in base a precisi criteri: il 90 per cento della quota in misura proporzionale alle dimensioni degli istituti, calcolate in relazione al personale in servizio ed al numero di alunni. Il rimanente 10 per cento resterà a disposizione degli Usr per interventi di formazione finalizzati ad innalzare gli apprendimenti di base degli alunni.

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