by Editor on June 30, 2008
Ma questa Ugl, quanti iscritti ha? E soprattutto, la sua esposizione mediatica è direttamente legata alla lievitazione delle tessere o qualcosa ci sfugge? Grati a chiunque vorrà fornirci risposta, che verrà pubblicata qui.
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by Editor on April 6, 2008
“Che abbiamo fatto? Abbiamo chiesto più aerei. Siamo pronti a discutere di produttività e tutto il resto purché ci siano più aerei. E questo non è l’interesse dei cittadini italiani?”
Così parlò Luigi Angeletti, segretario generale della Uil e membro, con Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni, del dream team da Champions’ League che tremare il mondo fa. E non ha neppure tutti i torti. Se per i cinque velivoli della flotta Alitalia Cargo sono disponibili 180 piloti, aumentare il numero di aerei potrebbe essere la soluzione. Basta trovare i soldi e (perché no?) i clienti del servizio. Ma ci permettiamo di dissentire da Angeletti: l’interesse dei cittadini italiani è soprattutto quello di non vedere le proprie bellissime tasse finire nello sciacquone, come invece accaduto finora.
by Editor on March 6, 2008
Da ieri è in vigore la procedura obbligatoria per la presentazione delle dimissioni volontarie dal servizio (Decreto Interministeriale 21 gennaio 2008, attuativo della Legge 17 ottobre 2007, n. 188). Le suddette disposizioni prevedono quanto segue:
- il lavoratore che intende presentare le dimissioni volontarie deve recarsi presso un soggetto delegato (Comuni, Centri per l’Impiego, Direzioni Provinciali del Lavoro, Direzioni Regionali del Lavoro),
- il soggetto delegato si collega al Sistema Informativo del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ed inserisce i dati relativi alle dimissioni,
- il Sistema Informativo rilascia il documento delle dimissioni volontarie con un codice univoco ed una data certa, dalla quale decorrono i 15 giorni di validità del documento stesso,
- il soggetto delegato consegna al lavoratore il documento emesso dal sistema opportunamente vidimato,
- il lavoratore consegna il documento di dimissioni al datore di lavoro.
Le dimissioni rassegnate con modalità diverse sono da considerare nulle.
La procedura suddetta non modifica il preavviso con il quale il dipendente deve presentare le dimissioni al datore di lavoro, secondo le vigenti previsioni contrattuali.
La procedura in argomento non riguarda il caso di recesso del dipendente durante il periodo di prova.
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by Editor on October 4, 2007
di Mario Seminerio
La principale criticità dell’attuale struttura della contrattazione collettiva, in Italia, è notoriamente rappresentata dalla rigidità del fattore lavoro. Ma questo è solo un aspetto, e neppure il principale. La rigidità a cui occorre fare riferimento è in realtà quella del contesto normativo che, costruito in altre epoche storiche, di fatto tende a creare una omologazione del modello contrattuale, riconducendolo ad una sorta di “one size fits all“, una “taglia universale” che impedisce di migliorare l’aderenza a diverse condizioni produttive in termini di domanda di prodotti, tecnologia, competenze professionali richieste, competizione internazionale, condizioni locali del mercato del lavoro.
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by Editor on May 1, 2007
Ipocrisie bianche, di Tito Boeri e Pietro Ichino
Sulle morti bianche si dicono e scrivono una marea di ipocrisie. E’ un problema di lunga data del nostro paese, non un’emergenza degli ultimi giorni. Affrontarlo con nuove leggi non serve, perché nasce dalla disapplicazione delle leggi già in vigore, peraltro allineate a quelle di paesi con il numero più basso di incidenti mortali sul lavoro. Se il sindacato non si fosse opposto a suo tempo alla riconversione del personale del collocamento, avremmo ora un corpo di ispettori del lavoro in grado di effettuare molti più controlli. Si è ancora in tempo di farlo, basta che il sindacato lo consenta. Continua a leggere su lavoce.info
by Editor on February 21, 2007
Secondo Assaereo, l’Associazione Nazionale Vettori e Operatori del Trasporto Aereo, il blocco di ieri di 4 ore del trasporto aereo costerà al sistema-Paese almeno 30 milioni di euro. Assaereo denuncia inoltre “l’inaccettabilità di tale situazione e l’inutilità di ogni sforzo da parte istituzionale, teso alla ristrutturazione del settore, fino a quando verranno tollerate iniziative conflittuali al di fuori di ogni logica relazionale da parte di categorie che approfittano del proprio ruolo insostituibile e monopolista nella catena di produzione nel servizio del volo“.
Lo scorso 30 gennaio, uno sciopero illegittimo proclamato da una sigla sindacale dei controllori di volo cui risultano aderire solo 3 iscritti, ha causato la cancellazione di circa 200 voli da parte dei vettori, con buona pace dello stato comatoso in cui si trova il trasporto aereo nazionale.
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by Editor on February 15, 2007
Negli ultimi dieci anni la Spagna ha creato una media di circa un milione di nuovi posti di lavoro l’anno, portando il proprio tasso di disoccupazione dal 20 all’8 per cento. Quindici delle sue cinquanta province si trovano in una condizione di pieno impiego e le prospettive restano favorevoli, come dimostra il fatto che nel 2007 il prodotto interno lordo iberico è previsto crescere del 3.5 per cento. Questa forte espansione economica ha contribuito a favorire un clima di relazioni industriali pacate. Ma il sindacato non è del tutto soddisfatto, e non risparmia critiche al premier Zapatero, soprattutto per il forte aumento di lavoro illegale che il governo sembra tollerare come elemento di flessibilità surrettizia introdotta nell’economia. Il sindacato si preoccupa inoltre per la concentrazione dell’economia spagnola in settori maturi e a bassa crescita di valore aggiunto e produttività.
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by Editor on May 8, 2006
Lo scorso dicembre, la Metropolitan Transit Authority di New York decise di opporsi ad una minaccia di scopero da parte della Transit Workers Union, che aveva lo scopo di forzare alcune concessioni contrattuali. Lo sciopero durò tre giorni, fu compiuto in violazione della legge, ed il suo esito è ancora oggi non chiaro, in termini negoziali. Ma giorni addietro il sindacato è stato chiamato a pagare un insolito prezzo per la violazione delle regole: il giudice Theodore J.Jones della Corte Suprema statale ha multato il sindacato per l’importo di 2.5 milioni di dollari, per sciopero illegittimo. Ma la vera novità è rappresentata dall’ordinanza che impone la sospensione, per la durata di almeno 90 giorni, del diritto sindacale alla trattenuta automatica (cioè direttamente dalle buste-paga dei lavoratori) delle quote associative. Il sindacato dei lavoratori dei trasporti pubblici raccoglie circa 20 milioni di dollari l’anno sotto forma di quote associative. E la trattenuta automatica in busta-paga rappresenta la chiave di volta del grande potere finanziario da esso accumulato. L’ultima volta che ha perso il proprio privilegio di trattenuta diretta, dopo uno sciopero nel 1980, il sindacato ha dovuto affrontare enormi difficoltà per raccogliere gli stessi importi su base volontaria, malgrado una legge dello stato imponga ai lavoratori sindacalizzati il pagamento delle quote associative. Il sindacato considera sproporzionata la sanzione ma per il sindaco di New York, Mike Bloomberg, lo sciopero di tre giorni dello scorso dicembre è costato alla città l’equivalente di 1 miliardo di dollari in mancate attività. In un contesto come quello dei trasporti pubblici, in cui il sindacato può prendere in ostaggio milioni di cittadini-consumatori, con una evidente sproporzione rispetto all’entità delle rivendicazioni (per quanto legittime), questa sanzione rappresenta una forma di tutela del soggetto più debole ed estraneo alla vertenza, oltre a confermare che un sistema-paese che voglia preservare la propria funzionalità economica e (soprattutto) l’interesse generale deve necessariamente fondare sulla tutela del consumatore il proprio sistema normativo di sanzioni/incentivi, ad ogni livello.
by Editor on November 25, 2005
Ha certamente ragione, il presidente della Camera, quando afferma:
“Al di là che sia sacrosanta o inutile, la manifestazione è il disagio di una parte del movimento dei lavoratori e va sempre rispettato”.
Ha un pò meno ragione quando afferma:
“Credo che una classe dirigente seria, come noi siamo si dovrà far carico delle ragioni di chi protesta. Questa è la democrazia, che è fatta da chi va in piazza e da chi governa. Chi governa deve assumere le proprie decisioni, chi va in piazza è bene sia ascoltato”.
Questa affermazione, sulla falsariga delle dichiarazioni di altri esponenti democristian-centristi (Rotondi, Cesa), sembra far trasparire la nostalgia per i bei tempi andati della “concertazione”, quella magica congiuntura astrale che ha regalato al paese un rapporto tra debito e prodotto interno lordo pari al 108 per cento (e non al 120 per cento come scrive, nel numero in edicola da oggi, lo strombazzatissimo Economist nel suo non meno strombazzato dossier sull’Italia). In una democrazia compiuta, i voti auspicabilmente si contano e non si pesano, men che meno nelle piazze. [click to continue...]
by Editor on October 20, 2005
E’ sempre molto godibile leggere le dotte analisi politologiche degli esponenti della sinistra. Oggi, il menù prevede il gruppo di autocoscienza sull’evoluzione unitaria del cartello di coalizione. Premesso che il Grande Statista Sannita ha già annunciato il proprio “appoggio esterno” (?) all’Unione, in attesa di correre in soccorso di altri vincitori, e che il Parolaio Rosso (o Giallo, secondo l’ultima definizione di Giampaolo Pansa) ha già proclamato che in nessun caso rinuncerà a schierare il brand di Rifondazione, in queste ore assistiamo alla rimasticatura di vecchi polpettoni irranciditi. [click to continue...]