Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Sinistra

Spend Godesberg

in Economia & Mercato/Italia

Annunciamo che la spending review, dopo una già grama esistenza, è stata definitivamente messa a riposo, nell’era della disperazione di bilancio, della non cooperazione europea, delle televendite renziste, del frastuono di cocoriti che vedono riforme epocali inesistenti ad ogni angolo di strada. Ma anche nell’era del trionfo della realtà, a cui rendiamo grazie.

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L’analfabetismo finanziario è di sinistra, in Italia – 2

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Ieri sera, a Ottoemezzo, pregevole performance di Debora Serracchiani (la renziana balneare che lo scorso anno ammoniva  “il governo Letta è l’ultima spiaggia”) sulla tassazione del risparmio. Il governatore del Friuli Venezia Giulia ci spiega il motivo per cui questo governo sta facendo cose “di sinistra”, cioè ci conferma perché l’analfabetismo finanziario e fiscale, in Italia, resta saldamente presidiato ed alimentato dalla sinistra.

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L’elefante socialista francese nella cristalleria europea

in Economia & Mercato/Esteri

Estratto del discorso programmatico di oggi del premier francese Jean-Marc Ayrault davanti all’Assemblea Nazionale, relativo alla politica fiscale:

«La volontà di questo governo è di sollecitare soprattutto quelli che sono stati esonerati dallo sforzo collettivo. Il collettivo di bilancio tornerà sull’incomprensibile alleggerimento della patrimoniale (ISF) e dei diritti sulle grandi successioni, lo scudo fiscale, l’esonero fiscale delle ore di straordinario nelle imprese con oltre 20 dipendenti che scoraggia la creazione di nuovi impieghi. Le classi popolari e le classi medie saranno risparmiate, perché sarà abrogato il rialzo dell’Iva programmato per ottobre»

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Indignados y confundidos

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Un interessante e largamente condivisibile post di Dino Amenduni rappresenta un’ottima occasione per fare il punto sul movimento degli italici indignati, e sulle sue prospettive. Che a chi scrive paiono del tutto asfittiche per manifesta debolezza delle premesse e delle modalità di declinazione della protesta. Ma mai dire mai.

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Antichi riti

in Italia

Oggi, sulla “stampa amica” del premier, riaffiora l’ennesima riproposizione di un tema che abbiamo sentito più e più volte negli ultimi quindici anni: le primarie del Pdl.

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Uno sguardo dalle macerie

in Italia

Gettonatissimo, oggi sui social network, questo editoriale di Ernesto Galli Della Loggia. Quello che Cinghialone Craxi, oltre due decenni addietro, ebbe a definire “intellettuale dei miei stivali”, e che oggi affresca lo sfascio italiano con pennellate d’autore.

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Capodanno a Cialtronia

in Adotta Un Neurone/Italia

E’ iniziata la competizione tra Libero e il Giornale su chi riesce a ficcare più escrementi nel ventilatore, dirigendone il flusso pressoché ovunque tranne che verso il Caro Leader, s’intende. Segnaliamo il pregevole editoriale contro Gianfranco Fini a firma di Maurizio Belpietro, che dall’arrivo di Vittorio Feltri in viale Majno ha evidentemente tratto nuova linfa melmosa.

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Sotto una spessa coltre di polvere. E muffa

in Discussioni/Italia

Solo un paese culturalmente al rigor mortis come l’Italia può credere di intravedere una qualche forma di innovatività in un giochino fatto di liste ed elenchi su cosa è destra e cosa è sinistra. La realtà evolve, le contraddizioni erodono quello in cui pensiamo di credere. Il tentativo inane di trovare dei punti di ancoraggio “ideologico”, anche per ridurre l’ansia che ci coglie, mette in realtà a nudo l’incapacità progettuale della sedicente classe dirigente di un intero paese, volta ostinatamente ad un passato che neppure all’epoca era riuscita a comprendere. E soprattutto, nel paese dove la collusione politica è prassi, cercare di identificare degli spartiacque ideologici è solo l’ultima forma di circenses, il diversivo da dare in pasto ad una cittadinanza, o alla parte di essa che trova ancora proficuo perdersi in questi giochi di società.

Quello che lor signori non hanno capito

in Discussioni/Italia

Ormai è diventata una liturgia, neppure inedita: ogni sera i telegiornali (almeno quelli che hanno mantenuto un esile legame con la realtà) aprono le edizioni principali con le “grandi manovre” dei nostri eletti. In questa attività svetta, sempre uguale a se stesso, Enrico Mentana col suo tg la7. “Sotto il cielo della politica”, il suo consunto incipit d’ordinanza, si susseguono dichiarazioni, ammiccamenti, minacce, blandizie. Terzo polo che diventa primo polo, Berlusconi che “medita”, Gianni Letta che “scherza”, a conferma del fatto che nella terza età si torna bambini.

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Ripetiamolo – 2

in Adotta Un Neurone/Italia

Sul suo blog, Claudio Cerasa esprime in modo alternativo quello che intendevamo qui. Se nemmeno il disagio dell’elettorato per una situazione economica malsana riesce a smuovere le intenzioni di voto per l’opposizione, a differenza di quanto accade nel resto del mondo, ci sarà un motivo, e certamente non riconducibile alla brillantezza dell’attuale esecutivo, che è morto ed emana un tanfo insostenibile.

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Ripetiamolo

in Italia

Vogliamo ripeterlo? Vogliamo ripetere che questo paese è condannato a tenersi un personaggio che ha inequivocabilmente fallito nella sua avventura politica degli ultimi diciassette anni (e che sta affondando nel discredito internazionale) ma che continua a galleggiare e periodicamente a tornare solo ed esclusivamente grazie al fatto di avere uno schieramento avversario come questa sinistra? Diciamolo, al risveglio e prima di addormentarci. Perché è la motivazione prima ed ultima del fallimento di un intero paese.

E plastica ritornerai – 2

in Italia

Mentre persino un “indipendente-moderato” (tutto rigorosamente tra virgolette) come Enrico Mentana si permette il lusso (segno dei tempi?) di ricordare al Cav. che gli annunci dovrebbero essere seguiti dai fatti, il sindaco di Roma rispolvera un vecchio motivetto in auge dalle parti del Centrodestra da quasi un Ventennio (sempre con la maiuscola), ogni volta che le elezioni si approssimano. Non è detto che Berlusconi sia il candidato del 2013, dobbiamo riflettere, ponderare, ponzare, serve un colpo d’ala, una grande conferenza programmatica nazionale, ma sia ben chiaro che non verrà fatto nulla contro Berlusconi. Incredibile la ripetitività di questa gente.

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I ladri di Pisa

in Italia

Ci stupiamo dello stupore. Perché pecunia non olet, e perché nelle comunità locali le dinamiche tendono ad essere di questo tipo, anche senza scomodare la nota “peculiarità” toscana, tra grembiulini e cazzuole. Chissà che resoconti come questo non servano invece a far almeno socchiudere gli occhi a tutti quei liberioti che ancora si affannano a denunciare lo strapotere della sinistra nelle regioni rosse ed a sognare “riscosse” della destra libberale. Il problema non è la sinistra, la destra o le eventuali liste civiche che nascono per tenere in scacco il corpaccione del partito locale, il cui dissenso di solito viene rapidamente riassorbito con argomenti mediamente convincenti, oltre che costosi. Il problema è la natura clanistica del fare politica in questo paese, a tutte le latitudini.

Trova le differenze

in Discussioni/Esteri/Italia

Il bravo Claudio Cerasa confessa oggi sul suo blog di avere crescenti difficoltà a “distinguere qualcosa che sia di destra da qualcosa che sia di sinistra”, in relazione alla proposta di Nick Clegg, che pare voglia equiparare (con l’assenso di David Cameron) le unioni gay ai matrimoni eterosessuali. Per rimuovere tali difficoltà e riacquistare antiche certezze e stereotipi consigliamo a Cerasa di leggere qui, quo e qua. Tutto gli risulterà immediatamente più tradizionale, e mai aggettivo fu utilizzato in modo più deliberato.

Lenin era veneto

in Discussioni/Italia

Il neosindaco di Lecco, Virginio Brivio, dovrebbe essere studiato nei corsi di antropologia. Esponente del Pd, ha battuto al primo turno nientemeno che il viceministro Roberto Castelli, notabile leghista, già ministro della Giustizia e teatrante quasi fisso a Ballarò e Annozero. Brivio spiega perché e come si può sconfiggere l’invincibile armata verde, quella che “è vicina alla gente” ed è “radicata nel territorio”, come ripetono ogni mattina davanti allo specchio tutti i maggiori (e minori) editorialisti del paese.

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Qualcuno era fesso, oltre che comunista

in Economia & Mercato/Italia

Perfido amarcord di Stefano Di Michele su due prestigiosi esponenti della nostra polifonica sinistra. Fatta di rachitismo socialdemocratico e di ricerca di “borghesi buoni”, meglio se pure loro con la erre moscia, per ricordare che la rivoluzione non sarà un pranzo di gala, ma qui in Italia tende a svolgersi nei salotti, ciarlando di massimi sistemi.

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Domande marziane

in Italia
  • Perché negli ultimi quindici anni, quando è stato al governo del paese, il centrosinistra non ha mai prodotto una legislazione risolutiva del conflitto d’interessi?
  • Perché negli ultimi quindici anni, quando è stato al governo del paese, il centrodestra di Silvio Berlusconi non ha mai prodotto una riforma organica della giustizia, oltre che dell’economia, malgrado maggioranze parlamentari numericamente schiaccianti oltre che autosufficienti rispetto ai dissensi interni?

I commenti sono aperti. Dite la vostra.

Cambiare registro

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Mauro Gilli e Andrea Gilli

Volano gli stracci tra Il Riformista e Christian Rocca, giornalista de Il Foglio. La disputa riguarderebbe un libro di Rocca, “Cambiare Regime“, pubblicato da Einaudi quasi tre anni fa, che avrebbe causato le dimissioni di Andrea Romano dalla casa editrice torinese, dato il malcontento che la decisione di pubblicare questo e altri libri avrebbe provocato all’interno della casa editrice di via Biancamano.

Gli scambi di accuse vertono sulla presunta essenza “di sinistra” o “di destra” del libro. Non vogliamo entrare nel merito di questo dibattito tipicamente italiano nel suo provincialismo, né indagare sul profluvio di stizzose polemichette da cortile che hanno coinvolto protagonisti e comprimari di questo ennesimo gioco di società che sarebbe piaciuto a Giorgio Gaber.

Il nostro parere sulla scelta di Einaudi di pubblicare questo libro verte su un altro aspetto – la assai scarsa qualità di “Cambiare Regime”. Verosimilmente, dietro alla decisione di pubblicare il volume di Rocca c’erano delle considerazioni commerciali. Il problema è che una casa editrice seria, come Einaudi vuole essere, dovrebbe vagliare la qualità dei lavori che pubblica. Altrimenti si finirebbe per pubblicare tutto ciò che vende, indipendentemente dalla qualità.

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