Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Sinistra - page 2

Uno spettro si aggira per l’Italia

in Italia

Il primo quadro è di ieri mattina, alla Stazione Centrale di Milano: un signore di mezza età, il cui abbigliamento non ricordava quello di un clochard, attende l’arrivo dei convogli. All’apertura delle porte, i viaggiatori vengono accolti con un urlo di dolore e rabbia: “Bastardi, avete voluto escluderci dal parlamento, ma sappiate che il comunismo non morirà mai, mai!”. Secondo quadro: il Tg Rai della Lombardia manda un proprio giornalista a Lezzeno, ridente cittadina ubicata sul versante comasco di quell’incantato e incantevole promontorio che ha per cuspide Bellagio. L’inviato ha il delicato compito di comprendere e far comprendere al pubblico perché a Lezzeno la Lega Nord ha preso oltre il 50 per cento dei voti. E così inizia a vagare per il paese, chiedendo lumi: “Ma questa affermazione della Lega è un voto di protesta, secondo lei?”. Mal gliene incolse. Un’anziana signora gli ringhia dietro: “Protesta? Quale protesta? Di quale protesta parla? Me lo dica!”

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Sensi di colpa da ballottaggio

in Famous Last Quotes/Italia

”Un fatto non positivo che un pezzo d’Italia non sia rappresentato. Noi dovremo nelle situazioni locali in cui siamo alleati dare peso e valore alla presenza della Sinistra”

(Goffredo Bettini, coordinatore del Pd, 15 aprile 2008)

“Speriamo di poter avviare un confronto di opposizione anche con le forze non entrate in Parlamento e questo non solo è importante per noi, anche per la democrazia”

(Walter Veltroni, 15 aprile 2008)

La Rai logora chi non ce l’ha

in Famous Last Quotes/Italia

”Nel panorama politico italiano esistono due giganteschi conflitti di interesse: quello noto di Berlusconi e delle sue televisioni e quello del Pd, che ha nei fatti occupato tutta la Rai pubblica”. E’ la tesi sostenuta dalla senatrice Manuela Palermi, capogruppo del Pdci al Senato, che lamenta gli “spazi residuali” lasciati alla Sinistra Arcobaleno dal servizio pubblico.” Alla Sinistra arcobaleno, che rappresenta la terza forza politica italiana, non vengono lasciati spazi che non siano residuali. Ora – conclude Palermi – comprendo perché non s’è voluta la legge sul conflitto d’interessi. Il Pd ha puntato ad imitare Berlusconi invece di correggere la gravissima anomalia dell’informazione italiana.”

Ma questa dove l’avevamo già sentita?

Piccoli concerti tra amici

in Italia

Oggi la nostra attenzione è stata attratta dal titolo di una notizia Ansa: “Bologna, i sindacati approvano il bilancio“. In che senso?, ci siamo chiesti. Nel senso che l’amministrazione comunale ha sottoscritto due accordi diversi (uno con i sindacati confederali, l’altro con Rdb-Cub), dove sostanzialmente “si approva” la linea proposta dal comune. Tutti insieme appassionatamente si è quindi ratificato l’aumento dell’Ici sulle seconde case al 7 per mille, mentre è stato concordato un aumento più contenuto della Tarsu. Mentre la proposta iniziale del comune prevedeva un aumento del 4 per cento, dopo l’accordo si è graziosamente deciso di ridurlo al 3 per cento.

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Le Ceneri

in Italia

Termina oggi la XV Legislatura. Quella dei record. La Legislatura più breve della cosiddetta Seconda Repubblica (che tale non è, perché la Costituzione è rimasta largamente inalterata nel proprio impianto fondamentale), dal 28 aprile 2006 al 13 aprile 2008. Quella del governo pletorico, pardon plurale, per il bene dell’Italia: 26 ministri, 10 viceministri e 66 sottosegretari, per un totale di 103 membri incluso il premier, record storico. Ma le leggi Bassanini valgono ancora, tranquilli. Dalla prossima legislatura.

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A che santo votarci

in Italia

Per risolvere il problema della droga, per il ministro dell’Interno, Giuliano Amato “servono più i papi che i capi di Stato”.

La famiglia media, non l’escluso o l’alienato è oggi la consumatrice della droga e allora qui si va a risorse che vanno oltre quelle del mio ministero, oltre quelle degli altri e che investono l’etica e i principi del vivere comune. Servono più i papi che i capi di Stato a mio avviso – ha sottolineato – e sarebbe bene che venissero presi sul serio anche loro quando parlano di queste cose”. Amato dice anche di dubitare “che la nuova società ci aiuti di per se’ a ridurre il consumo di droga”.

Opinione legittima, quella di Amato. Conferma che la “sinistra plurale” di cui dispone questo paese in stato confusionale permanente effettivo ci permette di scegliere à la carte quale progressismo preferiamo: da quello che vuole il carcere per i lavavetri a quello che vuole abolire i centri di permanenza temporanea e finanche l’identificazione dei clandestini che entrano nel Belpaese; dalla sinistra che vuole stare entro i parametri di Maastricht a quella para-nazionalista “che non ammette ingerenze” dell’Europa negli affari interni del paese. Ora, sembra che abbiamo anche una sinistra plurale nell’approccio alla tossicodipendenza.

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L’intellettuale di sinistra

in Discussioni/Italia

Il 28 agosto 1975 Pier Paolo Pasolini scriveva:

“Andreotti, Fanfani, Rumor, e almeno una dozzina di altri potenti democristiani, dovrebbero essere trascinati sul banco degli imputati. E quivi accusati di una quantità sterminata di reati: indegnità, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con gli industriali, con i banchieri, collaborazione con la Cia, uso illegale di enti come il Sid, responsabilità nelle stragi di Milano, Brescia e Bologna (almeno in quanto colpevole incapacità di colpirne gli esecutori), distruzione paesaggistica e urbanistica dell’Italia, responsabilità della degradazione antropologica degli italiani, responsabilità dell’esplosione “selvaggia” della cultura di massa e dei mass-media, corresponsabilità della stupidità delittuosa della televisione.
Senza un simile processo penale, è inutile sperare che ci sia qualcosa da fare per il nostro paese. E’ chiaro infatti che la rispettabilità di alcuni democristiani (Moro, Zaccagnini) o la moralità dei comunisti non servono a nulla”.

Provate a sostituire i riferimenti alla Dc con il nome di Berlusconi (oggi) o quello di Craxi (ieri), e avrete le costanti universali, nei decenni immutabili, degli intellettuali di sinistra: superiorità morale, identificazione di un nemico satanico (quella che potremmo definire la “giudaizzazione del nemico”, responsabile di tutti i mali del mondo), l’elitarismo della ripulsa per la cultura di massa. Possiamo essere indulgenti verso il poeta Pasolini e la sua purezza ideologica. Ma la persistenza di “dibattiti” surreali come quello sui lavavetri è la conferma di quanto culturalmente arcaica sia la sinistra ancora ai giorni nostri: lo è quella massimalista, con i suoi marxismi fuori dal tempo. Ma, a maggior ragione, lo è quella “riformista”, che non trova di meglio che allearsi con la prima in un’aberrata grande ammucchiata, i cui esiti sono sotto gli occhi di tutto il paese, oltre che del resto del mondo. E’ la nostra gauche plurielle, e dello sprezzo del ridicolo. Quella che passa da Carlo Giuliani a Rudy Giuliani, e ritorno. Non abbiamo francamente idea di cosa sarà il Partito Democratico. Ma ci chiediamo come potrà un personaggio “ecumenico” come Walter Veltroni dismettere il vecchio totem del “nessun nemico a sinistra”.

E Spataro rimpianse Berlusconi

in Italia

Sul caso Sismi-Abu Omar, la Procura di Milano ha deciso di sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Consulta contro il governo Prodi. Come ricorderete, il governo ha presentato nei mesi scorsi due ricorsi alla Corte Costituzionale contro la Procura di Milano per conflitto tra poteri dello Stato chiedendo l’annullamento dell’ordinanza con cui il gup di Milano, lo scorso 16 febbraio, ha rinviato a giudizio 33 persone, tra cui l’ex direttore del Sismi Nicolò Pollari e 26 agenti Cia. Come abbiamo già scritto in precedenza, il governo Prodi ha finalmente realizzato di essersi spinto troppo oltre nel promuovere il golem della magistratura militante, che ora sembra essergli sfuggito di mano. Finché i giudici colpiscono entro i confini nazionali, senza rimettere in discussione i cardini delle nostre alleanze internazionali e la credibilità dei nostri servizi segreti, la sinistra li lascia felicemente scorrazzare per i prati della “giustizia”. Ma quando nei magistrati milanesi è comparsa la “sindrome di Garzon”, Prodi, diesse e Margherita si sono finalmente resi conto che occorreva correre ai ripari. Ma la vera notizia, l’uomo che morde il cane, è che la Procura di Milano, nella propria memoria difensiva contro Palazzo Chigi, si è lasciata andare alla più inopinata delle lamentazioni: meglio Silvio di Romano, lui almeno non aveva opposto il segreto di Stato alle nostre indagini.

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Gruppo di famiglia in un interno

in Italia

E’ durata poco più di un’ora, ieri, l’occupazione della sede bolognese del Cns (Consorzio nazionale servizi), aderente a Legacoop, da parte di alcuni collettivi legati a Disobbedienti e Tpo, che protestavano contro i Cpt. La manifestazione, a carattere dimostrativo, si è svolta in contemporanea anche nelle sedi di Roma e Venezia, ed è terminata quando i vertici del consorzio si sono “impegnati” a non partecipare più a gare d’appalto per gestire centri di permanenza per immigrati.

Il consorzio è finito nel mirino dei Disobbedienti dopo che, nell’aprile scorso, si è aggiudicato la gestione del Cpt di Lampedusa.
L’appalto è stato vinto da due cooperative siciliane (Sisifo di Palermo e Blucoop di Agrigento), una delle quali è associata al Cns. I “ragazzi dei collettivi” (come li definisce soavemente l’Agenzia Ansa) si sono presentati verso le 11.30 nella sede di via della Cooperazione (a Bologna non servono gps, evidentemente), alla periferia della città dove, riferisce sempre l’Ansa, “sono entrati senza difficoltà, ottenendo subito un incontro con il direttore del consorzio, Brenno Peterlini”.

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Compagni confusi

in Famous Last Quotes/Italia

“La situazione attualmente più esposta sembra essere quella della famiglia monoreddito con più figli a carico dove spesso con difficoltà si arriva alla fine del mese. E’ da questa tipologia di famiglie che viene oggi alle nostre strutture una richiesta larga e crescente, per lo più mascherata e nascosta per dignità, di aiuto anche con i pacchi viveri che parevano definitivamente superati”.  (Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, 21 maggio 2007);

“Angelo Bagnasco, presidente della Cei, aprendo i lavori dell’Assemblea generale della Cei in Vaticano, invece di occuparsi di religione si occupa di politica italiana.” (l’Unità, 22 maggio 2007);

“Sono completamente d’accordo con monsignor Bagnasco che ha ricordato come i poveri siano in aumento. Sposo in pieno la richiesta di politiche sociali sulla famiglia e non solo: le povertà ci sono anche tra i single”. (Paolo Ferrero, ministro per la Solidarietà Sociale, esponente di Rifondazione Comunista, 22 maggio 2007, intervista al Messaggero);

“Il centro sinistra avvierà le riforme capaci da una parte di correggere i drammatici effetti di redistribuzione e di impoverimento delle famiglie e delle fasce sociali più deboli indotti dalle dinamiche di mercato e che la politica del centrodestra non ha contrastato ma assecondato in questi anni”. (Programma elettorale dell’Unione, pagina 199)

Così piccolo e fragile

in Italia

I vertici della comunità ebraica italiana a Gerusalemme hanno scelto la visita di Fausto Bertinotti in Israele per attaccare ”la sinistra e l’informazione italiana”, che accusano di ”parzialità”. La posizione è stata espressa, durante la visita del presidentedella Camera alla Sinagoga italiana, dal presidente della Comunità Vito Anav e dal presidente del Comites Beniamino Lazar, che avevano inizialmente accolto Bertinotti accompagnandolo nel Tempio e nel museo ad esso annesso.

”Ci auguriamo che la sua visita in questo Paese sia anche l’occasione – ha esordito Anav, visibilmente spiazzando per un momento Bertinotti – perché si correggano alcuni dei pregiudizi sul confitto arabo-israeliano, su cui gran parte della sinistra italiana, di cui lei fino alla sua elezione a presidente della Camera (e anche dopo e tuttora, ndPh.) è stato autorevole rappresentante, fonda le sue prese di posizione”.

Auspicando poi che ”si possa mettere fine alla quotidiana parzialità da parte della stampa di sinistra”, Anav ha rivolto a Bertinotti l’appello ad ”adoperarsi per un riequilibrio dell’informazione in Italia”.

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I costi della politica

in Italia

L’Italia dei Valori, il partito del censore Antonio Di Pietro, ha messo a punto una proposta di legge per consentire l’assunzione dei portaborse. Sfortunatamente, per realizzarla, tra Camera e Senato, occorrerebbero almeno 22 milioni di euro in più a disposizione dei parlamentari.

Secondo il testo di sei articoli presentati dal deputato dell’Idv Luciano D’Ulizia, infatti, i parlamentari si dovrebbero costituire in enti o cooperative per procedere all’assunzione degli assistenti. E per questo dovrebbe venire riconosciuta “una maggiorazione del 50% sulla quota mensile del rimborso forfettario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori“. Il che, ha spiegato D’Ulizia nel corso di una conferenza stampa, equivarrebbe a circa 15 milioni di euro e inciderebbe “sui costi della Camera per l’1,56%”. Se a questa cifra si aggiunge  quella che dovrebbe sborsare Palazzo Madama per consentire anche ai senatori di assumere i propri portaborse, la cifra arriverebbe a circa 22 milioni di euro. Con buona pace della riduzione dei costi della politica.

Per meglio comprendere il significato di questa proposta (che tuttavia dovrebbe già essere sufficientemente chiaro dall’onere aggiuntivo che essa implica), è utile avere presente la struttura retributiva dei parlamentari. Che ad oggi, alla voce “Rimborso per spese inerenti il rapporto tra eletto ed elettori“, prevede un importo mensile pari a 4190 euro. Che evidentemente non bastano a D’Ulizia per riuscire a pagare il compenso del proprio assistente parlamentare.

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Folklore comunista

in Italia

L’Avvocatura dello Stato ha depositato mercoledì un secondo ricorso alla Corte Costituzionale per la violazione del segreto di Stato da parte della magistratura di Milano nel procedimento sul rapimento dell’ex imam Abu Omar. Nel ricorso, in particolare, l’Avvocatura chiede l’annullamento dell’ordinanza di rinvio a giudizio emessa dal gup di Milano Caterina Interlandi il 16 febbraio scorso, a carico di 33 indagati, tra cui l’ex direttore del Sismi Nicolò Pollari e di 26 agenti della Cia. Già il 14 febbraio scorso, l’Avvocatura aveva depositato presso la cancelleria della Corte Costituzionale un ricorso sulla questione dei limiti del segreto di Stato, il cui esame di ammissibilità sarà svolto il 18 aprile prossimo in camera di consiglio. Se i giudici della Consulta dovessero dichiarare ammissibile il ricorso, l’esame nel merito della questione avverrà dopo qualche tempo.

Nei ricorsi alla Consulta, secondo quanto si è appreso, il governo sostiene che la magistratura di Milano, nell’indagare sul sequestro di Abu Omar, avrebbe violato il segreto di Stato intercettando i telefoni cellulari di 180 agenti del Sismi e svelando l’identità di 85 spie italiane e straniere; avrebbe utilizzato integralmente un documento sequestrato nell’ufficio romano del Sismi gestito da Pio Pompa nonostante il Servizio segreto militare avesse già trasmesso lo stesso documento con alcuni passaggi oscurati perché riservati e dunque coperti dal segreto di Stato. Violando l’identità di 85 agenti e acquisendo elementi riguardanti la struttura del Sismi con agenti segreti stranieri, la procura di Milano (ma a questo punto anche il gup che ha disposto il rinvio a giudizio) ha violato – secondo il governo Prodi – il principio di leale collaborazione tra poteri. Prima conseguenza di questi atti è la sospensione della richiesta di estradizione dei 26 agenti Cia da parte del ministero della Giustizia italiano, in attesa del pronunciamento della Corte costituzionale.

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Socialismo petrolifero

in Esteri/Italia

Hugo Chavez sta tentando di estromettere il Fondo Monetario Internazionale dal Sudamerica, la regione che un tempo generava il maggior volume di prestiti erogati dall’organismo sovranazionale. L’attività di credito del FMI nell’area è scesa a soli 50 milioni di dollari, meno dell’1 per cento del suo portafoglio globale, contro l’80 per cento del 2005. Nel frattempo, Chavez ha utilizzato il petrolio per prestare 2.5 miliardi di dollari all’Argentina, e ne ha offerti 1.5 miliardi alla Bolivia e 500 milioni all’Ecuador.

Chavez sta tentando di promuovere quella che egli definisce un'”alternativa socialista” al FMI ed al suo maggior azionista, il Tesoro statunitense. Il portafoglio crediti del Fondo si è progressivamente ridotto a 11.8 miliardi di dollari, dal picco di 81 miliardi nel 2004 ed una singola nazione, la Turchia, conta oggi per circa il 75 per cento del volume totale di credito erogato.

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Cosa loro

in Italia

Il diessino Cesare Salvi ci offre un gustoso ritratto del cosiddetto servizio pubblico radiotelevisivo italiano:

“Fa scomparire la sinistra in Italia e ci impedisce di contraddirlo. Ha imposto su di noi un blackout intollerabile per le reti di Stato e nemmeno sull’Unità abbiamo spazio”. Cesare Salvi, leader della sinistra Ds, insieme a Fabio Mussi, in un’intervista al Giornale attacca il segretario del suo partito, Piero Fassino. Salvi parla di un “blocco informativo che c’è nei nostri confronti”, definisce “scandaloso il comportamento del servizio pubblico radio-tv” e rende noto di aver scritto al presidente della Commissione Vigilanza Rai, il diessino Claudio Petruccioli, chiedendogli di intervenire.

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Complotto o mutazione genetica?

in Discussioni/Italia

Sostiene Giorgio Cremaschi, leader dei metalmeccanici della Fiom, l’ala sinistra del sindacato di Guglielmo Epifani, riguardo lo smantellamento di una cellula terroristica di cui facevano parte ben otto iscritti alla Cgil:

“Noi siamo vittime. E dovremo capire se non siamo di fronte a una strategia dell’infiltrazione e, in quel caso, chiederci se non ci sia dietro un disegno per indebolire la lotta sociale“.

Questa sera, in piazza San Babila a Milano, si è tenuto un presidio della Cgil contro il terrorismo. E’ impressionante constatare quanti militanti sindacali abbiano la stessa posizione di Cremaschi, e parlino di “complotti” ed “infiltrazioni”. Certo, il cospirazionismo è sempre la spiegazione più rassicurante, serve a compattare un’organizzazione basata sulla condivisione fideistica di valori e simboli. Più articolata e seria l’analisi di Guglielmo Epifani, che parla di saldatura tra i vecchi terroristi come Claudio Latino ed altri che stanno rientrando in Italia (evidentemente rassicurati dalla presenza di un “governo amico”) ed alcuni appartenenti alle nuove generazioni di militanti di estrema sinistra.

Forse è opportuno che il più grande sindacato italiano, e più in generale la sinistra politica e sociale, si interroghi sul perchè di questa tendenza alla degenerazione patologica ed oncogena di alcune delle proprie posizioni politiche. Sembra quasi che l’insostenibilità logica e politica di alcune posizioni spinga alcuni a considerare la lotta armata come l’unica opzione possibile. Esiste una sinistra massimalista che ha l’innata tendenza a demonizzare l’avversario politico, a ridurlo a simbolo, a “bandierina” da abbattere. E molto spesso tra questi simboli da abbattere vi sono altri appartenenti alla sinistra, di un sinistra moderna e riformista che in Italia, malgrado la pubblicistica dominante, è ancora allo stato catacombale, schiacciata tra comitati d’affari e populismi d’accatto. Dalla retorica incendiaria (anche dai banchi del parlamento e dai giornali) alla lotta armata, il passo in Italia sembra essere drammaticamente breve. E forse vale la pena che i progressisti italiani si interroghino anche sui propri silenzi, omissioni e connivenze perpetrate negli ultimi decenni sotto il giustificazionismo dei “compagni che sbagliano” e dello slogan “nessun nemico a sinistra”.

Tutta la nostra solidarietà al professor Pietro Ichino, un iscritto alla Cgil. Un uomo armato di un’arma potenzialmente devastante: le proprie idee.

“Solo i cretini non cambiano mai idea”

in Italia/Riletture

Nell’estate 2006, il Premio Nobel per la letteratura Gunter Grass rivela nella sua autobiografia di essersi arruolato, diciassettenne, nelle SS. Lo scandalo dilaga, disseppellisce vecchi rancori, chiama in causa i nomi più noti della cultura tedesca. E come un’onda di marea riporta alla luce il panorama sommerso e accidentato dei rapporti tra intellettuali e totalitarismi in Europa. È legittima infatti la domanda: e i tanti Gunter Grass italiani? All’indomani del fascismo anche l’Italia piombò in un gorgo di odio, rivalità e tradimenti in cui l’imperativo categorico era rinfacciare i trascorsi altrui all’ombra della dittatura prima che venissero denunciati i propri. La guerra all’ultima delazione infuriò sulla stampa, come nella corrosiva rubrica “Caccia al fascista” inaugurata dal “Borghese”. Nelle università, dove il ritorno dei professori ebrei cacciati dal regime fu accompagnato da amarezze, ingiustizie e polemiche. Nelle aule parlamentari, dove il passato brandito come arma nella lotta politica non risparmiò neppure le figure più illustri del Pantheon antifascista. Per sottrarsi all’epurazione, l’unica via fu cancellare le tracce, con strategie diverse poi perpetuate e raffinate per decenni. Negare l’evidenza. Truccare i calendari. Sublimare il passato nelle opere artistiche del ‘dopo’. E lamentare all’infinito la propria ‘generazione perduta’, smarrita, incosciente.

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Opposizione si, ma di classe

in Adotta Un Neurone/Italia

A sinistra del Prc è stato creato il Partito di Alternativa Comunista (PdAC); come spiega il portavoce, Francesco Ricci, si tratta dell’atto conclusivo di un percorso avviato con l’uscita dal Prc di Progetto comunista, componente che rifiutava l’accordo con la coalizione di Romano Prodi e che aveva anche preso le distanze da Marco Ferrando per aver accettato la candidatura (poi ritirata) per il Senato.

Come informa Ricci, il congresso fondativo si è tenuto a Rimini dal 5 al 7 gennaio, con la partecipazione di “centinaia di militanti già esterni a Rifondazione o provenienti dal sindacalismo di classe” e di “una larga maggioranza di dirigenti di Rifondazione che animavano la sinistra interna di quel partito” e che si erano scontrati con Ferrando.
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Piccolo mondo antico

in Discussioni/Italia

Alberto Asor RosaDella recente intervista di Mario Sechi ad Alberto Asor Rosa, storico intellettuale marxista, ci colpisce soprattutto il senso di straniamento che emana dalle sue parole. Acerrimo nemico del concetto di “partito democratico” e di tutto quanto possa anche solo indirettamente essere definito “riformista” (termine invero talmente levigato ed eroso dall’usura della vaniloquenza politologica italiana da essere ormai ridotto ad un gioco di ombre), Asor Rosa ha attraversato le tante inutili stagioni della sinistra italiana, entrando ed uscendo dalle porte girevoli del Bottegone prima e del Botteghino poi. Da sempre purista comunista, quindi visceralmente avverso all’imperialismo sovietico (al punto da uscire dal Pci nel 1956, all’ingresso a Budapest dei carri armati della Stella Rossa, mentre Napolitano e compagni inneggiavano alla repressione contro i “criminali” di Imre Nagy) il palindromo Asor Rosa, come lo canzonavano gli universitari contestatori di quel cupo 1977 italianò che incubò il terrorismo, ha un giudizio naturalmente liquidatorio verso il governo Prodi. Giudizio che è tuttavia frutto di una impressionante miopia ed incapacità a forzare la società italiana contemporanea nei suoi angusti schemi interpretativi, che sono rimasti ostinatamente ottocenteschi e tayloristi, oltre che rivestiti di una spessa patina di manicheismo quasi razzista, come si evince dal suo stupore per il mancato funzionamento dei suoi occhiali ideologici:
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