Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Sinistra - page 5

Ma noi siamo diversi

in Italia

E così, il popolo della sinistra ha scoperto (o riscoperto) la questione morale e la contiguità affaristica dei Ds con una rete di faccendieri di varia estrazione e formazione. Fa tenerezza leggere le lettere dei militanti a l’Unità. C’è la madre di famiglia che ha tre auto (complimenti, signora!) assicurate con Unipol, e solo ora scopre che la compagnia di assicurazione partecipa a pieno titolo al cartello che da sempre determina i prezzi delle polizze. Cartello, certo, perché per il nuovo anno converrebbe chiamare cose e situazioni con il loro nome, senza perifrasi, metafore e circonlocuzioni. Un po’ di sano linguaggio politically incorrect per aprire le finestre e fare entrare un refolo di aria gelida anche nel sepolcro imbiancato della sinistra moralista italiana. Come spiegare ai volenterosi adepti dell’eccezionalismo progressista che di eccezionale, nel loro Partitone del Botteghino, ormai vi è solo l’abilità nell’essere riusciti a mascherare per decenni lo svolgimento di attività affaristiche del tutto identiche a quelle svolte dagli altri partiti della Prima e Seconda repubblica? Leggi tutto

Antropologia progressista

in Discussioni/Italia

Ci siamo a lungo domandati quali siano le caratteristiche qualificanti del polemista di sinistra. Azzardiamo: lo spirito pedagogico, lo snobismo, il moralismo, l’indulgenza ed il perdonismo compulsivo verso amici e “compagni che sbagliano”, il rigorismo forcaiolo e l’irrefrenabile pulsione alla “rieducazione” del “nemico”, cioè di chiunque impedisca all’umanità di evolvere verso le proprie magnifiche e progressive sorti; l’unidimensionalità nella descrizione delle caratteristiche psicologiche di chi è “altro” dalla propria tribù, talvolta la tendenza, assai poco politically correct, alla derisione dei difetti fisici o di dizione dell’avversario, il revisionismo liofilizzato ed il sillogismo aristotelico: il primo caso è quello in cui si riabilitano (preferibilmente post mortem,) tutti coloro che nel passato avevano osato opporsi o anche solo innescare una qualche dialettica nei confronti del Progresso, il secondo caso, dando prova di indefettibile realismo, è quello per cui “i nemici dei miei nemici sono miei amici”. Nelle ultime variazioni sul tema, pare persino affiorare (ma questo punto è ancora oggetto di dibattito) l’utilizzo di tecniche dialettiche machiste e più generalmente da destra becera. Leggi tutto

Impareggiabile

in Adotta Un Neurone

Notizia apparsa su l’Espresso, ma tratta dai resoconti parlamentari, quindi del tutto attendibile. La riportiamo per dimostrare che il nostro continuo riferimento al tema dei riflessi pavloviani non è una fissazione:

Il comunista italiano Oliviero Diliberto. La sua compagna di partito Katia Bellillo. I rifondatori Titti De Simone, Elettra Deiana, Graziella Mascia e Giovanni Russo Spena. E poi frotte di diessini e margheritini. Un po’ tutto il centrosinistra, insomma, il 30 luglio è incappato in una clamorosa gaffe, tanto più bruciante per quelli che della lotta al nucleare sono stati protagonisti. I deputati dell’opposizione, infatti, si sono espressi a favore “della riattivazione delle due centrali di Caorso e Trino Vercellese, nonché di un programma nucleare ai fini di calmierare i prezzi dell’energia elettrica”. Cos’è successo? Solo che un deputato forzista, Francesco Zama, ha presentato un ordine del giorno decisamente filonucleare sul quale il sottosegretario all’Industria, Giovanni Dell’Elce, ha espresso parere contrario. Nell’opposizione è scattato il riflesso condizionato e quindi ha votato compatta a favore, senza avere la minima idea di cosa stesse facendo.

Suggeriamo a Berlusconi di promuovere un massiccio programma di nazionalizzazione di interi settori economici, e di ridurre l’età pensionabile, forse così sarà possibile far passare le riforme…

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