Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Sistema-previdenziale - page 3

Su previdenza e welfare occorre una Grande Riforma

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

L’ordinaria manutenzione non basta

di Mario Seminerio – Libertiamo

Nei giorni scorsi il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha scritto una lettera al Foglio per segnalare le evidenze dell’ultimo Sustainability Report 2009 sulla spesa pensionistica, elaborato dalla Direzione Generale degli Affari Economici e Finanziari della Commissione europea. Secondo tale rapporto, che misura il gap di sostenibilità, cioè di quanto dovrebbe aumentare l’avanzo primario di ogni paese per porre in equilibrio la spesa pensionistica, l’Italia si collocherebbe ampiamente sotto la media europea.

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Pensioni, perché il contratto unico serve

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Su lavoce.info, Tito Boeri presenta una simulazione che illustra la falcidie che le pensioni dei lavoratori con alle spalle una storia di precariato sono destinati a subire. Partendo da diversi scenari di crescita, sempre intorno a quello che oggi appare il potenziale dell’economia italiana, cioè incrementi dell’1 per cento annuo del Pil, ed utilizzando i coefficienti di trasformazione in vigore oggi, Boeri compara due lavoratori-tipo: quello “duale”, cioè il precario che tra i 25 ed i 35 anni di età sperimenta episodi di disoccupazione alternata a lavori a termine, e l’insider, che parte subito con un contratto a tempo indeterminato.

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Il gioco delle tre riforme

in Economia & Mercato/Italia

Il copione lo conosciamo: il governatore della Banca d’Italia proferisce parole di buonsenso, ed esponenti del governo e/o della maggioranza replicano di volta in volta in modo sdegnato o liquidatorio-accondiscendente. Questa volta, sulla necessità di una riforma del sistema di ammortizzatori sociali, tale da farne strumento realmente inclusivo di welfare, e di innalzare l’età media effettiva di pensionamento sia per liberare risorse che per sostenere il tasso di trasformazione degli stipendi in pensioni, è il turno di Maurizio Sacconi precisare sbrigativamente che il governo ha già fatto.

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Il teatrino delle pensioni

in Economia & Mercato/Italia

La Cgil fa sapere di essere contraria all’applicazione automatica dei nuovi coefficienti di calcolo per la pensione, prevista a partire dal primo gennaio 2010. L’applicazione, prevista dalla legge 247 del 2007 – spiega il segretario confederale Morena Piccinini – avrebbe dovuto essere preceduta dal lavoro di una Commissione sullo studio di una modifica di questi coefficienti di trasformazione del montante contributivo, Commissione però che non è mai stata costituita. Chissà perché.

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Ripetete con me

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

«Nel medio periodo va perseguito un deciso aumento dell’età media effettiva di pensionamento: in presenza di un forte incremento della speranza di vita, l’allungamento della vita lavorativa è importante per rendere compatibili l’esigenza di contenimento della spesa pubblica con quella di garantire un reddito adeguato durante la vecchiaia. Tale intervento potrà inoltre contribuire, se accompagnato da azioni che consentano di rendere più flessibili orari e salari dei lavoratori più anziani, ad aumentare il tasso di attività e a sostenere il tasso di crescita potenziale dell’economia. Potrà consentire di destinare maggiori risorse ad altri comparti della spesa sociale. La parificazione dell’età di pensionamento tra lavoratrici e lavoratori del pubblico impiego, necessaria per ottemperare alla sentenza della Corte di giustizia europea, muove in questa direzione. È ineluttabile una riflessione sul completamento della riforma del sistema pensionistico»

Mario Draghi

Mors tua, pensione mea

in Economia & Mercato/Italia

Nella giornata di ieri il governo, per bocca del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha annunciato l’introduzione di quella che è stata definita una forma di stabilizzazione del sistema previdenziale in relazione all’incremento dell’aspettativa di vita, per effetto della quale

«A decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di età anagrafica per l’accesso al sistema pensionistico sono adeguati all’incremento della speranza di vita accertato dall’Istat e validato da Eurostat con riferimento al quinquennio precedente»

Temendo di apparire troppo draconianamente decisionista su una misura così imminente, in quanto destinata ad entrare in vigore tra soli sei anni, il governo si affrettava a precisare che “l’incremento dell’età pensionabile riferito al primo quinquennio antecedente non può comunque superare i tre mesi”.

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Ci manca un Venerdì

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Sapevate che l’andamento dei mercati finanziari è indipendente dallo stato di salute dell’economia? La sconvolgente scoperta si deve a Marco Marè, docente di Scienza delle Finanze all’Università della Tuscia di Viterbo e presidente di Mefop, l’agenzia pubblica (del Tesoro) per lo sviluppo dei fondi pensione, ed è stata illustrata nel corso di un’intervista a Corriere Economia, che abbiamo casualmente scoperto nel sito Crusoe.it, di cui Marè è uno degli animatori e Giulio Tremonti uno dei numi tutelari, con il sempiterno Giuliano Amato. Per il presidente del Mefop:

“Il sistema pensionistico pubblico presenta rischi, soprattutto per i lavoratori di mezz’età: se il Pil non cresce, si riduce il monte salari e si mette quindi a rischio la sua sostenibilità”.

E’ innegabilmente vero, poiché i contributi pensionistici vengono rivalutati ad un tasso pari alla media mobile del tasso di crescita del Pil nominale dell’ultimo quinquennio.

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Non è mai il momento

in Economia & Mercato/Italia

Sull’equiparazione tra uomini e donne dell’età pensionabile nel pubblico impiego, per la quale l’Unione europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia, per il premier

“Stiamo riflettendo, ma in un momento di crisi ci pare fuori tempo intervenire in questa direzione. Ne parleremo in Cdm domani”

Che significa “fuori tempo”? Ed esattamente, su cosa staremmo riflettendo? Sulla riduzione del costo medio del lavoro ottenibile sostituendo le pensionate pubbliche “precoci” con precari? Sul rischio di deterioramento dei rapporti con la Cisl di Raffaele Bonanni, proprio oggi indicato da Berlusconi come esempio di sindacalista “di buon senso” col quale è possibile ragionare? Sul numero dei voti che potrebbero essere persi nel pubblico impiego innalzando l’età pensionabile delle donne? Non è dato sapere.

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Chiamasi lip service

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

“L’innalzamento dell’età pensionabile in relazione all’allungamento della vita appare improcrastinabile per creare un giusto rapporto tra pensioni e costo della vita, ma ciò deve avvenire con l’accordo di tutte le parti” (Renato Schifani, 12 giugno 2009)

Il presidente del Senato, si sa, di lavoro pronuncia dichiarazioni solenni e non-partisan (anche quello della Camera, malgrado qualche ultrà continui a credere il contrario), ma prese di posizione come questa, oltre ad essere incomprensibili (che c’entra il “costo della vita“?), sono talmente banali da apparire controproducenti. “Con l’accordo di tutte le parti“? Schifani impari la saggezza del premier: non si può chiedere ai tacchini di anticipare il Natale. E se lo si chiede, vuol dire che non esiste alcuna volontà riformista.

Il futuro europeo del welfare americano

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Gli amministratori della Social Security (il sistema previdenziale americano) e del Medicare hanno pubblicato questa settimana il rapporto annuale sulle condizioni finanziarie dei due programmi di spesa federale. Il Medicare quest’anno sarà in deficit, cioè avrà esborsi per prestazioni in eccedenza su quanto riceve dalla fiscalità. Tutti gli americani pagano contributi sociali sulla busta paga pari al 2,9 per cento per il Medicare, ripartiti a metà tra lavoratore e datore di lavoro. Il saldo finanziario della Social Security è ancora in attivo, ma è atteso entrare in deficit nel 2016. La Social Security è finanziata al 12,4 per cento della retribuzione lorda, anche in questo caso ripartita paritariamente tra lavoratore (fino ad un tetto retributivo indicizzato all’inflazione)  e datore di lavoro.

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Di ammortizzatori e immobilizer

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

[…] Dove cantieri proprio non ce ne sono né ce ne saranno è in materia di lavoro e politiche previdenziali. Niente riforma degli ammortizzatori sociali, niente riforma dei percorsi di ingresso nel mercato del lavoro, nessun intervento per legare le pensioni all’andamento dell’economia, come ha ribadito in questi giorni il ministro Sacconi. Vedremo solo libri bianchi, che si aggiungono a quelli dei governi precedenti, e ai libri verdi già prodotti. E nel silenzio di tutti la Camera ha reintrodotto il più generoso sistema contributivo. Ovviamente solo per i parlamentari.

Tito Boeri

Le schede de lavoce.info sul primo anno del governo Berlusconi. Qui la seconda parte.

Dissociati in casa

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Nuove prove d’orchestra della deliziosa polifonia del governo Berlusconi, del tutto simile a quella che ha allietato gli italiani durante i due sciagurati anni del governo Prodi. Hai un bel dire “semplifichiamo drasticamente il quadro politico e avremo risolto i nostri problemi, il governo parlerà con una voce sola”. Più che di sigle politiche, qui evidentemente c’è un eccesso di doppiatori.

I bei tempi andati

in Economia & Mercato/Italia

“Il governatore della Banca d’Italia e anche l’Europa ci dicono che quest’anno il pil registrerà il 2 per cento in meno. Ciò significa che torneremo indietro di due anni e non mi sembra che due anni fa si stesse così male”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che questa mattina al Pio Albergo Trivulzio di Milano, è intervenuto all’inaugurazione della ristrutturazione di un reparto dedicato alla madre. Prescindendo dal fatto che il passo indietro nel tempo va letto sull’occupazione e non solo sulla dimensione del Pil, il premier sposa quindi la linea di Tremonti, che aveva detto che un calo del 2 per cento del Pil non ci avrebbe “riportati al Medioevo”. In questa corsa a chi le spara più grosse (o più piccole, nel senso di minimizzare la gravità della situazione economica), Berlusconi è anche riuscito a darsi una verniciata verde-alternativa, manco fosse un sostenitore della “decrescita”:

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Sull’Italia pesa il debito pensionistico

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – © LiberoMercato

Giorni addietro, in un’intervista concessa ad un quotidiano, il presidente del Consiglio ha enfatizzato la capacità di risparmio degli italiani, che metterebbe il paese in condizioni relativamente migliori rispetto a molti dei nostri principali competitori internazionali. In particolare, come rimarcato dall’intervistatore, il debito aggregato dell’Italia, ottenuto sommando debito pubblico e debito delle famiglie, ci porrebbe in condizioni finanziarie complessivamente migliori rispetto a paesi come il Regno Unito che, prima dell’attuale crisi, godevano di alti voti di affidabilità da parte di mercati e agenzie di rating. E proprio riguardo quest’ultimo aspetto, il premier nell’intervista ratificava il suggerimento di promuovere un cambiamento dei criteri utilizzati dalle agenzie di rating per includere il debito del settore privato, a noi più favorevole. Si tratta di un’ipotesi suggestiva, ma purtroppo dotata di scarsa efficacia. Vediamo il perché.

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Il gioco del cerino

in Economia & Mercato/Italia

”Condivido l’opinione espressa dal ministro Sacconi circa la necessità di applicare fino in fondo la riforma delle pensioni prevista dal protocollo del 23 luglio del 2007. La nostra battaglia d’autunno sui temi sociali si muoverà in questa direzione, per il pieno rispetto dei contenuti concordati con le parti sociali”. Lo afferma Cesare Damiano, viceministro del Lavoro del governo ombra del Pd.

“Questo vale per la normativa dei lavori usuranti e per i cosiddetti coefficienti di trasformazione. A questo proposito – prosegue l’esponente democratico – occorre ricordare che la loro revisione era prevista nel 2005, ma il governo Berlusconi non la attuò, lasciandola in eredità al centrosinistra”. ”Noi – aggiunge l’ex ministro – abbiamo definito questo complesso capitolo che riguarda le pensioni del sistema contributivo definendo, tra l’altro, una nuova cadenza temporale per la revisione dei coefficienti dai precedenti 10 anni agli attuali 3 anni. La prima revisione stabilita è prevista con effetto dal primo gennaio del 2010”.

Damiano si augura che ”l’esecutivo nomini una commissione di esperti del governo e delle parti sociali entro la fine di quest’anno, per approfondire questa tematica, come prevede il protocollo”.

Ecco uno splendido esempio di rilettura della storia (con la minuscola) a proprio uso e consumo.

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Hedge e strumenti derivati fuori dai fondi pensione

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – © Libero Mercato

Le ipotesi di riforma del decreto ministeriale 703/96, che stabilisce limiti e criteri di investimento per i fondi pensione, sta producendo una interessante dialettica tra i fautori del sostanziale mantenimento delle attuali (e prudenziali) linee di condotta e quanti invece ipotizzano l’ampliamento del numero di strumenti su cui investire (oltre ad azioni ed obbligazioni), con opportuni vincoli di diversificazione e l’adozione di nuove metodologie di controllo del rischio.

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Non guardarmi, non ti sento

in Italia

Premessa: Silvio Berlusconi ha un impressionante track record di fraintendimenti. In alcuni casi se li va a cercare scientificamente, con rodomontate che è poi costretto a rettificare nel giro di poche ore. Noi, ad esempio, ogni volta che il Cavaliere parla di Alitalia somatizziamo sotto forma di orticaria, ma questa è una trascurabile notazione personale. In altri casi invece, sono gli avversari politici di Berlusconi (con immancabile assist giornalistico) a scegliere di fraintendere. Oggi abbiamo avuto un esempio della seconda specie di fraintendimento.

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Nell’Orto dei Miracoli: le pensioni di Veltroni

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

Ieri Walter Veltroni ha presentato la proposta del Partito Democratico sulla rivalutazione delle pensioni. L’intervento previsto (che Veltroni e Morando sostengono essere coperto a livello finanziario, senza dettagliare come) riguarderebbe i pensionati ultrasessantacinquenni e determinerebbe un incremento di quasi 400 euro l’anno per le pensioni fino a 25mila euro l’anno e un incremento tra i 250 e i 100 euro l’anno per le pensioni di importo compreso tra 25mila e 55mila euro l’anno. Tecnicamente, verrebbero aumentate le detrazioni sia in funzione dell’età anagrafica (più una persona è anziana, più salgono le detrazioni) sia in base al reddito pensionistico (più la pensione è alta, più le detrazioni saranno basse). Veltroni considera tale intervento come la naturale evoluzione di quella che è stata propagandisticamente definita “la quattordicesima”: l’importo una tantum erogato dal governo Prodi e che ha beneficiato, con importi compresi tra 336 e 504 euro, tre milioni di pensionati ultrasessantacinquenni con reddito annuo non superiore a 8675 euro. Alcuni spunti dell’intervento sono apprezzabili, altri appaiono pura propaganda elettorale.

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Incinta, ma solo un pochino

in Economia & Mercato/Italia

Assolutamente no, nulla di nulla. A parte qualche posizione trascurabile“. Questo Tarzan della logica è Luigi Scimia, presidente della Covip, l’Authority che ha il compito di “vigilare sul funzionamento dei fondi pensione complementari”, come recita il suo sito web. Vigilare, non promuovere o pubblicizzare, si badi. Scimia rispondeva alla domanda di un giornalista che gli chiedeva se vi fosse la possibilità che prodotti obbligazionari legati ai famigerati mutui subprime siano finiti anche nei fondi pensione italiani. Scimia è un signore che interpreta in modo molto estensivo il proprio ruolo di presidente di una commissione di vigilanza. Più che altro è convinto di essere un promotore finanziario. Qui potete leggere la vera e triste storia di ciò che può accadere quando un alto funzionario dello Stato, alla guida di una di quelle Autorità indipendenti che tanto piacciono ai nostri liberali di sinistra (purché non troppo indipendenti da loro) si ricorda di “tenere famiglia”, e decide di accucciarsi ai piedi del suo “ministro di riferimento”.

Il moto perpetuo

in Economia & Mercato/Italia

I conti dell’Inps ”vanno bene” con un ”notevole aumento delle entrate contributive” nei primi sei mesi del 2007. Lo afferma il presidente dell’Istituto Gian Paolo Sassi a margine della conferenza stampa sugli aumenti per i pensionati con assegni bassi sottolineando che per le entrate ci dovrebbero essere aumenti rispetto all’anno scorso di circa 3-4 miliardi nei primi sei mesi dell’anno (la finanziaria per il 2007 aveva previsto incrementi delle aliquote contributive, con il passaggio per i dipendenti dal 32,7% al 33%). Leggi tutto

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