Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Sistema-sanitario

Un fantasma si aggira per l’Italia: la legge sull’autismo

in Contributi esterni/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

quando si sbaglia, serve riconoscerlo chiaramente. Approfitto della sua ospitalità per ammettere l’errore che ho fatto di recente, sostenendo pubblicamente che non vi fosse quella legge sull’autismo che Renzi citava come uno dei propri successi (da ultimo, nell’intervista di Mentana). Ebbene, la legge esiste: peccato che – al momento – è come se non esistesse.

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Salvare Trump dalla realtà

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Nuova, ennesima cocente sconfitta per il povero presidente degli Stati Uniti. O meglio, per il suo partito, che resta spaccato e non riesce a far avanzare la rottamazione e contestuale sostituzione dell’Obamacare, la riforma sanitaria attuata dal predecessore di Donald Trump, e che ha dato copertura assicurativa a più di 20 milioni di persone. Ma c’è anche altro, nella quotidiana dose di ceffoni che la realtà assesta al palazzinaro capitato alla Casa Bianca per uno scherzo di pessimo gusto della Storia.

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La scure di Theresa sui seniores britannici

in Economia & Mercato/Esteri

Negli ultimi giorni, nel Regno Unito è scoppiata una forte polemica su uno dei punti del manifesto elettorale-programmatico dei Conservatori di Theresa May, che tocca temi molto delicati per la popolazione, e destinato ad avere un forte impatto futuro sulla dinamica della spesa pubblica. Alla fine, e pare dopo una frana nei sondaggi elettorali, May ha dovuto capitolare, rimangiandosi la misura e tornando alla filosofia del precedente manifesto, redatto da David Cameron.

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I mercati iniziano a svegliarsi: sopravvalutata l’efficacia di Trump

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Lo stop alla riforma sanitaria certifica che la nuova presidenza è già in stallo

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il mercato azionario statunitense sta dando segni di nervosismo di fronte allo stallo che si sta impossessando della caotica e sin qui declamatoria presidenza di Donald Trump. A due mesi dal giuramento, il bellicoso immobiliarista che uno scherzo del destino cinico e sovrano ha portato alla Casa Bianca sta scoprendo quanto può essere ampio il golfo tra proclami e realtà, mentre gli osservatori ripassano una lezione sempre dimenticata: avere dalla propria parte il Congresso, come omogeneità partisan, è condizione necessaria ma non sufficiente per avanzare la propria agenda.

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Salute, cosa non cambia con la nuova Costituzione

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

come Lei ha più volte evidenziato, non sarà un qualsivoglia risultato del prossimo referendum costituzionale a salvare il Paese da un esito comunque infausto. Eviterò, quindi, di perorare la causa dell’uno o dell’altro schieramento. Tuttavia, in questo spazio web che lei cortesemente mi concede, vorrei verificare la rispondenza al vero di certe argomentazioni utilizzate dai sostenitori della riforma relativamente a un tema su cui non dovrebbe esserci il benché minimo fraintendimento e, a maggior ragione, l’ombra di alcun inganno. Si tratta della salute – quella che, quando c’è, c’è tutto – su cui nessuno deve permettersi di mistificare.

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Peccato non averci pensato prima

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Segnatevi anche questa, a futura memoria. A noi il dubbio resta: è sprovveduto candore o normale cinismo politico? Spoiler: ovviamente, alla “nuova sanità” efficiente ed efficientata serviranno ben pochi fondi, diciamo.

Nei prossimi cinque anni, però, dalla Sanità dovranno arrivare 10 miliardi. La protesta è su questo punto
«Ma quelli non sono tagli. Sono soldi che vanno risparmiati nella Sanità ma che nella Sanità andranno reinvestiti, per rispondere alle nuove esigenze, come l’invecchiamento della popolazione, l’accesso ai nuovi farmaci, lo sblocco del turn over. È proprio la filosofia del patto della salute, approvato dalle Regioni il 2 luglio»

Per tagliare le tasse, però, il governo ha bisogno di 35 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Non c’è il rischio che almeno una parte dei risparmi vengano usati per questo?
«Dobbiamo ragionare al contrario. Di quanti soldi abbiamo bisogno per garantire una sanità più efficiente e più aderente ai nuovi bisogni? Se servono dieci miliardi ce li teniamo tutti. Se avanza qualcosa, quel qualcosa può essere usato per altro»

(Beatrice Lorenzin, intervistata da Lorenzo Salvia sul Corriere, 29 luglio 2015)

Ehi, ma perché non averci pensato prima? Avremmo risolto alla radice i problemi di funding del nostro sistema sanitario nazionale. Più tagli, più spendi. E vissero tutti felici e contenti.

Tartassati di tagli

in Economia & Mercato/Italia

Entro il prossimo 31 gennaio le Regioni dovranno comunicare al governo l’entità dei tagli di spesa che sono stati loro assegnati nell’ambito della legge di Stabilità, per un totale di 4 miliardi. Se i governatori non decideranno, da Roma verranno applicati tagli lineari, calibrati sul Pil regionale e sulla popolazione. La novità (che non è tale) è che finiremo fatalmente a trasferire quei “tagli” in maggiori entrate, in via preponderante, al di là della retorica sugli “sprechi” da farsi perdonare.

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Rendite sanitarie pure

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Domanda naïf della settimana: ma l’ipotesi di estendere/inasprire i ticket sanitari rientra nella categoria definita “lotta agli sprechi” (sottocategoria della spending review) oppure, a breve, la Neolingua della Rivoluzione Parolaia la declinerà come lotta alle “rendite sanitarie pure” ed epocale operazione di “giustizia redistributiva”? Ah, saperlo.

Il giornalismo telepatico di Repubblica

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Oggi il premier ha parlato delle problematiche e delle criticità del servizio sanitario nazionale, in occasione di un intervento in videoconferenza con la fondazione Ri.Med di Palermo. Monti ha detto quello che tutti sanno:

«La sostenibilità futura dei nostri sistemi sanitari, incluso il nostro servizio sanitario nazionale, di cui andiamo fieri, potrebbe non essere garantito se non si individuano nuove modalità di finanziamento e di organizzazione dei servizi e delle prestazioni»

Frase e concetti di una banalità e descrittività assolute. Ma non per tutti.

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Il costoso “modello” sanitario olandese

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri

Mentre cerchiamo affannosamente di capire quali sono le aree di organizzazione sociale ed economica che impediscono a questo paese di tenere la testa sopra il pelo dell’acqua, è utile segnalare che, che secondo l’Ocse, l’Olanda spende in sanità un iperbolico 15 per cento del proprio Pil, collocandosi al primo posto tra i 34 paesi Ocse.

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Alesina, Giavazzi e l’arte di dare i numeri

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

L’ultimo editoriale di Francesco Giavazzi e Alberto Alesina, dedicato alla ristrutturazione del welfare sanitario, suggerisce una riduzione della “partita di giro” in base a cui “il nostro Stato sociale si è trasformato in una macchina che tassa le classi medio-alte e fornisce servizi non solo ai meno abbienti (com’è giusto che sia) ma anche alle stesse classi a reddito medio-alto. Questo giro di conto, con aliquote alte, scoraggia il lavoro e la produzione”. E’ tutto condivisibile, ma nei numeri a sostegno della tesi c’è una evidente forzatura.

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Dove fallisce il Ryancare

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Nei giorni scorsi il Dipartimento del Lavoro statunitense ha pubblicato un rapporto sulla copertura assicurativa sanitaria erogata dai datori di lavoro, che mostra quali prestazioni sono coperte da tali piani. Come si può osservare dal grafico, molte prestazioni sono scarsamente presenti, in media, nei piani. Questo è il problema principale, nella integrale devoluzione al settore privato dei piani sanitari, a parte l’ampio numero di patologie non assicurabili.

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La va a pochi secoli

in Economia & Mercato/Italia

Su lavoce.info, Massimo Bordignon e Nerina Dirindin esaminano lo stato di avanzamento (si fa per dire) dei lavori federalisti, con particolare riferimento ai costi standard nella sanità, giungendo alla conclusione che siamo ancora avvolti dalla più fitta nebbia, oltre al fatto che pare esistere un robusto rischio di involuzione rispetto allo status quo.

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Tenetemi o liberalizzo

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Il ministro per la Salute, Ferruccio Fazio, in occasione del Consiglio dei Ministri della Salute europei, sotto la neopresidenza Belga dell’Unione Europea, non esclude l’ipotesi che anche l’Italia possa dare il via libera alla regolarizzazione delle farmacie online, tema che è informalmente in discussione in sede comunitaria oggi a Bruxelles. La posizione dell’Italia, prima di netta chiusura, “potrebbe quindi ammorbidirsi”.

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Misteri d’Italia

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Ma per quale diavolo di motivo

Curare il diabete in Sicilia costa il 40 per cento in più della media nazionale, mentre in Emilia si spende il 50 per cento in meno (spesa pro capite pesata), benché la prevalenza della malattia non sia significativamente differente tra le due Regioni.

E, si noti:

Se le cinque Regioni meno virtuose (Calabria, Sicilia, Puglia, Campania, Lazio) avessero una spesa pro-capite uguale alla media del paese, la spesa nazionale per farmaci si ridurrebbe di circa il 6 per cento, con un risparmio di circa 700 milioni l’anno. Si tratta di Regioni con una popolazione di età media inferiore alla media nazionale, quindi, con un minor rischio di patologie cronico-degenerative responsabili della maggiore quota di spesa

Appunto.

Abbronzati e tassati

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti/Video

Negli Stati Uniti monta la protesta dei titolari di saloni di abbronzatura, che da luglio dovranno imporre ai propri clienti una tassa del 10 per cento su ogni trattamento. Si tratta di una delle più fantasiose misure fiscali previste dalla riforma sanitaria appena approvata. A noi resta il dubbio sul presupposto dell’imposta: che si tratti di compensare le esternalità negative sulla spesa sanitaria del rischio-melanoma indotto dall’abbronzatura?

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La sanità americana era malata, ma non è detto che la ‘cura Obama’ funzioni

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

di Mario Seminerio – Libertiamo

La riforma della sanità statunitense è ormai prossima a diventare realtà. Il suo obiettivo strategico, ampliare il pool dei soggetti assicurati, verrà ottenuto attraverso l’obbligo di assicurazione con erogazione di sussidi alle famiglie che non possono permettersi di sottoscrivere una polizza. Resta il sistema di assicurazioni private, non essendo presente la discussa public option, tanto cara all’ala liberal dei Democratici. Secondo i sostenitori della riforma i premi dovrebbero scendere, in conseguenza proprio della riduzione della morbilità attesa nel pool degli assicurati (oggi gli uninsured sono soprattutto soggetti giovani ed in salute, che spesso non si assicurano a causa dei costi della copertura). Le assicurazioni non potranno più ricusare l’assicurato, spesso con artifici al limite della truffa, come la retrodatazione di patologie insorte successivamente alla stipula della polizza.

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La Casa Bianca e i dilemmi di un paese a rischio declino

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

di Mario Seminerio – Libertiamo

All’indomani della storica sconfitta Democratica in Massachusetts (ma dallo staff della Casa Bianca giurano che non c’è legame), Barack Obama ha annunciato di voler fare la faccia feroce contro le banche, bloccandone il gigantismo e tentando addirittura di ridimensionarle. L’annuncio, come nello stile obamiano, è stato particolarmente eclatante sul piano della retorica e degli effetti speciali, ma il rischio è che si fermi a quelli. Tentiamo di analizzarne i motivi, sul piano tecnico e politico. Come vedremo, i due piani risulteranno inestricabilmente connessi.

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Sanità mentale

in Economia & Mercato/Italia

– “C’è un fondamentale problema di legalità dentro la sanità”‘. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti parlando al meeting dei giovani industriali a Capri. ”Tutta la sanità del Meridione è in default, è impressionante. Vuol dire che c’è qualcosa che non funziona. La sanità non è un’industria, è un servizio pubblico ma ci sono forti limiti nella gestione politica. C’è qualcosa che non va, non è possibile che una protesi costa in un posto al Sud 4 volte di più che al Nord. Non è giusto che le famiglie meridionali abbiano la metà e allo Stato costa il doppio. Questo – ha osservato – è quanto dobbiamo fare sulla spesa improduttiva- Ansa, 31 ottobre 2009

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