Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Spagna - page 2

Facciamo come la Spagna? Speriamo di no

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Oggi sul Sole c’è un’ampia intervista “programmatica” a Davide Serra, il CEO Di Algebris Investment che da tempo ha una relazione privilegiata con Matteo Renzi, e che è accreditato di esserne uno dei principali ispiratori in materia di politica economica. L’intervista non aggiunge nulla al pensiero conosciuto di Serra, se non rivelarne una propensione all’aneddotica che si infrange contro i numeri e la realtà.

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Spagna, i problemi irrisolti sul mercato del lavoro

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri

Sul Financial Times un interessante Q&A sul mercato del lavoro spagnolo, dopo la profonda riforma di inizio 2012 (qui descrizione e commento sugli interventi attuati). Ci sono luci ed ombre, naturalmente, ma persiste un grave problema: il paese ha ancora una struttura fortemente duale del mercato del lavoro, tra insider ed outsider, e questo rischia di minare dalle fondamenta il recupero di produttività, oltre al capitale umano.

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Spagna, il futuro in prestito

in Economia & Mercato/Unione Europea

Come si fa ad avere un’economia moribonda e contemporaneamente far registrare un aumento delle immatricolazioni di veicoli del 34% su base annua? Non è difficile da intuire, c’è riuscita la Spagna. Che sta prendendo a prestito il proprio futuro.

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Spagna, la ripresa assai poco umana

in Economia & Mercato/Unione Europea

Domanda vagamente comunista: possiamo dire che obiettivo della crescita economica deve essere il riassorbimento della disoccupazione e l’aumento dell’occupazione? Si, lo sappiamo, la causalità corre anche in direzione opposta, tutto dipende se si guardano i termini della questione dal lato della domanda piuttosto che da quello dell’offerta, eccetera. Tuttavia, anche per tenere semplice il concetto, se siete d’accordo con il nostro postulato, pare che in Spagna qualcosa non quadri.

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Il complotto degli spiccioli

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Poiché sta rapidamente prendendo piede l’ennesima leggenda metropolitana stracciona ad uso degli italici gonzi (“la Spagna riceve aiuti europei e con quelli le loro banche si comprano le nostre aziende!”), ed altre amenità su cui torneremo, vorremmo sommessamente segnalarvi che l’aumento di capitale necessario a portare Telefonica al 70% di Telco, la holding di controllo di Telecom Italia, richiederà un esborso da parte dell’incumbent spagnolo di circa 860 milioni di euro, di cui solo 450 milioni in cash, da ricapitalizzazione diretta. Vorremmo altresì segnalarvi che il free cashflow di Telefonica, cioè la differenza tra quanto la società genera in liquidità dalla sua gestione operativa e quanto la medesima spende per investimenti, è stata nel solo 2012 di 5,7 miliardi di euro. Ditelo al noto economista Gasparri ed ai suoi liberi ispiratori, mi raccomando. Altrimenti a breve saremo ancora qui a riprodurre la nota menata delle banche cattivone che non fanno credito a famigliole ed imprese. Ed andrà così, ovviamente.

Se la Spagna diventa il modello di Renzi

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Il maggiore problema dei politici italiani è, non da oggi, il desolante provincialismo e la tendenza a non voler approfondire quanto accade fuori dall’Italia. Un vero peccato che questo tratto culturale riemerga pari pari anche nei portatori sani del nuovismo. E’ il caso di Matteo Renzi, che oggi ha scoperto il paese-modello, suo e della non meglio specificata “sinistra” italica.

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Crolla il Pil e sale lo spread: non era la fine del tunnel?

in Articoli/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

I politici continuano a professare ottimismo, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco parla di “graduale miglioramento”, ma l’Istat rivede ancora al ribasso le stime sul Pil italiano nel 2013: -2,1 per cento. Stiamo uscendo dal tunnel della crisi o la strada è ancora lunga? Ecco i punti da chiarire.

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Quella inequivocabile aria di famiglia corporativa, democratica e sussidiata

in Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

In Spagna, il governo nelle scorse settimane ha costituito una speciale commissione per riformare la struttura Irpef, secondo gli abituali auspici: incentivi pro-crescita, sostegno alla classe media, semplificazione, pace nel mondo (questo non esplicito, ma di solito le commissioni di studio tendono a lavorare su auspici molto radicati nell’animo umano). I risultati delle riflessioni dei “saggi” si conosceranno solo il prossimo febbraio, ma nel frattempo il paese presenta squilibri che sono terribilmente simili ai nostri, e tentativi di “soluzioni” altrettanto non dissimili.

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Spagna, l’ironia di chiamarsi sicurezza sociale

in Economia & Mercato/Unione Europea

Qualche mese fa vi avevamo segnalato l’operazione di creazione di domanda forzosa di titoli di stato effettuata dalla Spagna attraverso il proprio fondo per la Sicurezza sociale. In pratica il fondo, creato con i surplus dei contributi versati da imprese e lavoratori rispetto agli esborsi, aveva mutato politica d’investimento, inzeppandosi di Bonos per la quasi totalità del proprio portafoglio. In questo modo si sostenevano le quotazioni dei titoli di stato, già peraltro beneficiate dall’annuncio di Mario Draghi sulle OMT. Purtroppo, ora quel sostegno non solo viene meno, come da noi già segnalato mesi addietro, ma il fondo sta diventando sempre più venditore netto di titoli di stato.

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La matrioska del mercato interno

in Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

Mentre in Unione europea si dibatte (oggi meno che un tempo) sui modi più opportuni per spingere il completamento del mercato unico e creare crescita, problemi analoghi riaffiorano nei paesi in maggiore difficoltà economica e che cercano di stimolare la crescita, oltre che di controllare la spesa pubblica prodotta dalla propria periferia. Come in una matrioska maligna, qualcuno è sempre la “periferia” di qualcun altro, ed i guai si moltiplicano.

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Spagna, Portogallo e Irlanda: i falsi successi del rigore

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Mentre l’intera Eurozona è in messianica attesa delle elezioni politiche tedesche del prossimo 22 settembre, lo stato dell’arte del cosiddetto risanamento dei conti pubblici procede sempre più incerto, con tentativi di aggiustamenti marginali che non fanno che rinviare il giorno del giudizio, mentre nei singoli Paesi crescono gli ostacoli di natura costituzionale ai tentativi di incidere in profondità e retroattivamente sulle voci di spesa relative a pensioni e licenziabilità dei pubblici dipendenti.

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Spagna, guai fiscali senza fine

in Unione Europea

In Spagna, il ministro del Bilancio, Cristobal Montoro, ha annunciato che il governo si prepara a rivedere alcune forme di imposizione fiscale, nel tentativo di aumentare un gettito complessivo che sta letteralmente sbriciolandosi, mese dopo mese, a causa della profondità della crisi. Perché, dopo tutto, anche ottenere continui rinvii nel percorso verso l’equilibrio di finanza pubblica, che per la Spagna appare sempre più un miraggio, richiede anche l’adozione di misure fiscali compensative, in un estenuante processo negoziale con Bruxelles. I guai della Spagna (un paese che si trova inequivocabilmente in condizioni nettamente peggiori dell’Italia), sembrano non aver mai fine, malgrado il rally del debito sovrano di Madrid, spinto dalla forte liquidità internazionale e dalla apparente volontà condivisa in sede europea (Berlino inclusa) di allentare il cappio dell’austerità. Ma ancora, una volta, ci troviamo in un caso eclatante di fuoco sotto la liquidità.

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Spagna, le banche e gli ombrelli

in Economia & Mercato/Unione Europea

Su Bloomberg, un articolo (link non disponibile) che evidenzia un timore molto diffuso tra gli analisti di mercato: la Spagna non riuscirà a farsi bastare i 41 miliardi di euro di fondi europei sinora utilizzati per la ristrutturazione del proprio sistema bancario, su un accordato totale di cento miliardi. Come commenta un analista, quanto più l’economia si deteriora, tanto più la base di capitale delle banche viene erosa, e servono nuove ripuliture e risorse.

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Spagna, magie di Draghi e finanza pubblica creativa

in Economia & Mercato/Unione Europea

Come riferisce oggi Bloomberg, lo scorso anno il fondo spagnolo che gestisce la sicurezza sociale ha effettuato un’operazione acrobatica, beneficiando del calo dei rendimenti sul debito sovrano spagnolo a seguito dell’ormai leggendario “whatever it takes” di Mario Draghi. Operazione suggestiva, ma che produce una serie di rischi potenziali piuttosto seri.

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Ogni promessa è debito

in Economia & Mercato/Unione Europea

Interessante notizia dalla Spagna, dove un gruppo di pressione ha raccolto un milione e mezzo di firme per una proposta di legge che modifichi il regime legale dei mutui ipotecari del paese. Qualcosa da far leccare baffi e orecchie a Berlusconi, Grillo, Vendola e consimili personaggi, ed anche qualcosa di socialmente molto creativo ed astrattamente altrettanto equo. Purtroppo la realtà si mette sempre di traverso, ma illustrare la proposta potrebbe tornare utile a qualche arruffapopolo di casa nostra, impegnato allo spasimo nella zona Cesarini delle elezioni più demenziali della storia della Repubblica.

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Non ci sono più le manovre correttive di una volta

in Economia & Mercato/Unione Europea

La Spagna non ha bisogno di ricorrere ad alcuna manovra aggiuntiva nel 2013 perché le misure adottate assicurano il “potenziale per la crescita” (sic). Lo ha detto il ministro delle Finanze e dell’amministrazione pubblica, Cristobal Montoro, rispondendo nella sessione di controllo al Partito socialista, che accusa il Governo di avere attuato una manovra economica caratterizzata dal “flagello delle tasse”.

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Un piccolo passo per una Merkel…

in Economia & Mercato/Unione Europea

…un grande passo per l’umanità dolente dell’Eurozona. Intervenendo al World Economic Forum di Davos, la Cancelliera ha ammesso che gli effetti delle riforme strutturali e delle misure di risparmio necessitano di tempo, alcuni anni, prima di produrre effetti: “il nostro compito principale ora deve essere quello di mostrare le prospettive, eventualmente anche creare misure ponte finché le riforme strutturali non arrivino a produrre un’effettiva riduzione della disoccupazione”, evitando così “un’escalation nella situazione politica”.

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La correlazione al potere

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Sul suo blog, Vittorio Zucconi si occupa del sensibile restringimento dello spread tra Btp e Bund, per giungere alla conclusione, scherzosa ma non troppo, secondo cui  “il miglior governo italiano possibile è nessun governo”. E’ vero che Zucconi premette che potrebbe trattarsi di “coincidenza dovuta a fattori esterni”. E proprio su quest’ultimo punto dobbiamo provare a focalizzarci.

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Coraggio, fate qualcosa

in Economia & Mercato/Unione Europea

Ridurre il tasso record di disoccupazione in Spagna “sarà un compito difficile”, data “la grave situazione” che attraversa il Paese, e il mercato del lavoro “continuerà a peggiorare” durante i primi mesi del 2013.
Lo ha detto oggi il commissario europeo responsabile per Lavoro ed Affari Sociali, Lazslo Andor, in un incontro a Madrid col ministro spagnolo responsabile per il settore, Fatima Banez.
Andor ha esortato il governo spagnolo ad avviare “un grande sforzo” per fronteggiare la situazione “particolarmente drammatica del mercato del lavoro”. Sono fantastici, davvero.

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