Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Spagna - page 3

Piccoli esercizi di austero masochismo

in Economia & Mercato/Unione Europea

Nel mese di ottobre, il numero di disoccupati spagnoli registrati presso l’agenzia statale per l’occupazione è aumentato di altre 21.200 unità, toccando i 4,8 milioni, nuovo massimo storico dall’inizio delle rilevazioni per questa serie storica, nel 1996. Nel contempo, il numero di persone che contribuiscono al sistema di sicurezza sociale (un indicatore affidabile dell’occupazione totale) è calato di 50.600 unità, a 16,7 milioni di persone.

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Un passo indietro. Dal baratro

in Economia & Mercato/Unione Europea

Oggi periferia dell’Eurozona molto tonica, guidata dalla Spagna, dopo che ieri si sono diffuse voci sulla possibilità che a Madrid possa essere concessa una linea di credito “precauzionale” da parte della Ue. Non si conosce nulla di questa ipotesi, men che meno i dettagli operativi (che di solito sono quelli su cui l’Unione europea inciampa, ammaccandosi), ma quello che al momento si percepisce è che sembra cambiata l’aria. I problemi sono tutt’altro che risolti, ma quella angosciante sensazione di “morte imminente” dell’Eurozona sembra essersi dissolta.

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Una Bad Bank per un failed state

in Economia & Mercato/Unione Europea

Ieri il ministro spagnolo dell’Economia, Luis de Guindos, ha presentato le linee guida in base a cui verrà realizzata la bad bank del sistema bancario spagnolo, il veicolo che dovrà rimuovere dai bilanci delle banche i prestiti divenuti tossici. E, come ampiamente prevedibile, l’intera costruzione rischia di andare a schiantarsi contro la realtà, come già acaduto negli Stati Uniti e in Irlanda.

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Le politiche di Rajoy destinate all’avvitamento

in Articoli/Economia & Mercato/Unione Europea

di Mario Seminerio – Il Tempo

La manovra finanziaria per il 2013, annunciata giovedì dal governo Rajoy, rappresenta l’ennesimo tentativo di chiudere buchi di bilancio che l’implosione dell’economia spagnola e le prescrizioni ad essa imposte dall’Unione europea e dalla Germania hanno finora scavato senza requie. Un dato rappresenta la misura della fatica di Sisifo del governo e soprattutto dei cittadini spagnoli: nel 2013 è previsto un taglio delle spese dei ministeri dell’8,9 per cento, pari a oltre 3,8 miliardi di euro, per concorrere a portare il rapporto deficit-Pil ad un ancora pesante 3,8 per cento a fine 2013. Questi sforzi di contenimento di spesa, peraltro già frustrati in passato, verranno travolti dall’aumento della spesa per interessi, prevista in crescita di un terzo, cioè di 9,7 miliardi di euro, a causa delle forti tensioni sul costo del debito sovrano spagnolo. E, per colmare la differenza, tante nuove tasse, l’Iva su tutte.

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Attendendo la telefonata di Rajoy

in Economia & Mercato/Unione Europea/Video

I mercati sfruttano l’alibi delle aste spagnole per ricordare al premier Mariano Rajoy che la pazienza non è infinita, e che vogliono andare a vedere le carte. O meglio, la carta su cui sarà scritto il memorandum per la Spagna. Che poi è esattamente quello che si diceva giorni addietro, subito dopo l’ubriacatura per l’annuncio di Mario Draghi. Vediamo chi cederà per primo, tra i mercati e Rajoy. Noi un’idea ce l’avremmo anche.

C’è del marcio, in Spagna. E’ l’economia

in Economia & Mercato/Unione Europea

Il Wall Street Journal segnala che le banche spagnole, che in queste settimane stanno subendo imponenti deflussi di liquidità, avrebbero ormai seri problemi ad aumentare il proprio indebitamento presso la Banca centrale europea, a causa della penuria di garanzie impegnabili. Motivo per cui la banca centrale spagnola starebbe fornendo liquidità di emergenza al sistema bancario in attesa di un nuovo aiutino di Francoforte, magari definito già nella giornata di domani, in termini di ulteriore allentamento dei requisiti di stanziabilità a garanzia.

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Ingegneria finanziaria per disperati

in Economia & Mercato/Esteri/Unione Europea

Il governo spagnolo, nelle scorse settimane, ha annunciato la costituzione di un fondo di emergenza per sostenere la finanza pubblica delle regioni autonome. Il fondo prevede una dotazione di 18 miliardi di euro, che gli osservatori considerano insufficiente a coprire il fabbisogno prospettico delle regioni. A parte ciò, l’aspetto più singolare di questo fund raising è dato dal fatto che circa un terzo del totale dovrebbe provenire dalle Lotterie Nazionali spagnole, nel disperato tentativo di ridurre il costo di accesso ai mercati.

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L’aruspice dei mercati

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Oggi, in 1135 parole e 7231 battute (nota a pié di pagina esclusa), Luca Ricolfi è riuscito a scrivere che “quel che è successo negli ultimi due mesi sui mercati finanziari” è “successo non solo nonostante Monti (sicuramente più capace e credibile di Berlusconi), ma anche a causa di Monti”. Troppa grazia. E decisamente troppo potere a Monti.

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Lo spread non è uguale per tutti

in Economia & Mercato/Unione Europea

Una doverosa premessa: l’andamento dello spread, come vi diciamo ormai da molti mesi, non è interamente ascrivibile a meriti e demeriti di singoli stati nazionali. Anzi, è lecito e verosimile ritenere che, al punto in cui siamo arrivati, esso dipenda in misura preponderante dalla crisi sistemica dell’Eurozona. Affermare ciò, tuttavia, non equivale certo ad assolvere l’operato del governo Berlusconi, e leggere la sua caduta come frutto di un complotto internazionale, contrariamente a quanto affermano su base ormai plurigiornaliera i tifosi del Cavaliere.

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E’ ufficiale, la Spagna è persa

in Economia & Mercato/Unione Europea

Annunciate oggi dal premier Mariano Rajoy le nuove misure di austerità spagnola, barattate con un allungamento dei termini di rientro dal deficit, che passano al 6,3 per cento nel 2012, al 4,5 per cento nel 2013 ed al 3 per cento nel 2015. Sfortunatamente per gli spagnoli, la contropartita a questa “agevolazione” è una misura che costerà quasi certamente al paese il dissesto.

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Un disclaimer ci seppellirà

in Economia & Mercato/Unione Europea

Pubblicate ieri, a cura delle società di consulenza Oliver Wyman e Roland Berger, le stime del fabbisogno di capitale del sistema bancario spagnolo, propedeutiche alla quantificazione dell’entità del prestito che la Ue dovrà erogare al FROB spagnolo (il fondo pubblico per la “ordinata ristrutturazione” del sistema creditizo). E la certezza è quella di avere dubbi.

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Vado pazzo per i piani ben riusciti

in Economia & Mercato/Unione Europea

Dunque, alla chiusura di mercato di venerdì scorso, quando tutti aspettavano con ansia l’intervento “risolutivo” della Ue in favore della Spagna, il rendimento del decennale spagnolo era del 6,22 per cento. Oggi, dopo 100 miliardi di prestiti a favore delle banche e quattro giorni di mercati aperti, siamo in prossimità del 7 per cento, cioè 70 punti-base sopra. Un successo indiscutibile, diciamo. Però voi continuate a baloccarvi con l’ipotesi che i mercati stiano punendo il lento passo delle riforme di Monti e a credere che singoli paesi risanatori e virtuosi riescano a sfuggire a questo contagioso massacro da disfunzione istituzionale, mi raccomando.

Bloody Rain in Spain
Rendimento decennale governativo spagnolo

Cosa sta realmente uccidendo le banche e l’economia

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Unione Europea

La valutazione della condizione delle banche spagnole del global strategist di Société Générale, Albert Edwards:

«Il settore bancario spagnolo è vittima di politiche deflattive adottate su ordine dell’ortodossia economica tedesca. Un bailout non risolverà nulla»

La vera causa dell’avvitamento è la crassa ignoranza delle dinamiche dei flussi finanziari settoriali.

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La democrazia delle banche

in Articoli/Economia & Mercato/Unione Europea

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Disastrosa accoglienza del “salvataggio” del sistema bancario spagnolo, deciso durante il weekend, con spread italiano e spagnolo alle stelle ed euro indebolito. I mercati prendono atto che non è possibile sollevarsi da terra tirandosi per le stringhe, e che i soldi dei fondi salvastati sono drammaticamente scarsi, rispetto alle dimensioni delle due economie mediterranee coinvolte, Italia e Spagna. In attesa del nuovo piano per avere un piano (e dell’ormai sempre più necessario intervento della Bce in modalità bazooka, pena il rovinoso crollo dell’intera costruzione), s’impongono alcune riflessioni sullo stato del capitalismo finanziario ai tempi della crisi.

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Spagna, il prezzo è giusto?

in Economia & Mercato/Unione Europea

Nel rapporto di giugno sulla stabilità finanziaria, il FMI ha indicato che, nello scenario più sfavorevole, le banche spagnole subiranno perdite per 73 miliardi di euro sui propri crediti. Inoltre, altri 38 miliardi di euro servirebbero per raggiungere la soglia minima di un core Tier 1 del 7 per cento, fatte due somme, si giunge in prossimità della soglia dei 100 miliardi di linea di credito ottenuta dalla Spagna.

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Una Spagna irlandese

in Economia & Mercato/Unione Europea

Sull’Economist, alcune considerazioni sulla crisi spagnola. Preme sottolineare che ormai hanno capito quasi tutti (è quel quasi che ci preoccupa, soprattutto leggendo alcune cocciute interpretazioni) che l’origine dei problemi spagnoli (e irlandesi) non è una di eccessivo indebitamento pubblico, bensì privato.

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