Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Spagna - page 6

Errata Corrige, povera Italia

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri

Posta da Michele Boldrin:

Posso invitarti in Spagna in giugno? Così scopri che non è  ancora l’Italia, anche se il rischio c’è. Ad ogni modo, nel grafico che menzioni qui
“Il settore bancario scricchiola sinistramente, il paese è ora alprimo posto mondiale nel controvalore netto dei credit default swap”
la Spagna è seconda (molto lontana dalla prima, che è l’Italia) e con 10% di esposizione più della Germania, che ha un’economia grande più del doppio di quella spagnola.
La bomba degli immigrati che lavoravano nelle costruzioni è vera, Mario. Ma del resto credo tu abbia una visione distorta. E vedrai che riformano il mercato del lavoro di nuovo, mentre stanno tagliando imposte, slowly but surely. E spesa pubblica. Neanche da confrontarsi all’Italia.

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Schadenfreude – 2

in Economia & Mercato/Esteri

Risolleviamo l’italico spirito con qualche fattoide altrui: il tasso di disoccupazione complessivo della Spagna è ormai arrivato al 17 per cento. Quello giovanile è al 35 per cento. Al picco, ben il 25 per cento del Pil spagnolo derivava dal settore delle costruzioni. Come si diceva, estremizzando, un paese di muratori immigrati. Il settore bancario scricchiola sinistramente, il paese è ora al primo posto mondiale nel controvalore netto dei credit default swap (in attesa di un qualche botto, si presume, anche se nelle ultime settimane ha stretto tutto, rottami compresi). Noi ve lo avevamo segnalato un’era addietro, ricordate?

Non esattamente una sorpresa – 2

in Economia & Mercato/Esteri/Unione Europea

Come avevamo previsto, Standard&Poor’s a pochi giorni dal creditwatch negative, taglia di un notch il rating sovrano della Spagna, da AAA a AA+. Non poteva andare altrimenti. L’unica notizia positiva, almeno per ora, è che l’outlook è stato posto a stabile, il che significa che (sempre per ora) non sono previsti altri declassamenti. In realtà, se la crisi proseguirà su questa traiettoria, è solo questione di tempo prima di altre cattive notizie. Forse poco tempo. Anche perché S&P ha già segnalato che la risposta di policy di Madrid può rivelarsi insufficiente.

Nota a margine: viste le previsioni su crescita e finanza pubblica rese note oggi dalla Commissione Europea, anche per il declassamento dell’Italia è solo questione di tempo, neppure troppo.

Non esattamente una sorpresa

in Economia & Mercato/Esteri

Ieri l’agenzia Standard&Poor’s ha posto il rating sovrano di lungo termine della Spagna, in valuta locale ed estera, in creditwatch con implicazioni negative. Attualmente tale rating è AAA, la massima qualità. Non si tratta di un immediato declassamento, ma solo dell’inizio di un periodo di osservazione.

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Buttiamola in politica

in Adotta Un Neurone

Arieccoci. L’Italia viene eliminata dall’Europeo ai rigori, per opera della Spagna, e l’abituale moltitudine di editorialisti, tuttologi, sociologi da ombrellone torna immantinente in servizio. Ce la siamo meritata, la Spagna ci supera in tutto, loro sono dinamici, sorridenti, abbronzati, aperti, si sono liberati della dittatura e hanno iniziato una forsennata crescita economica: quello che esattamente ci si aspetta in simili circostanze, ma va bene lo stesso, e pazienza se la crescita si è concretizzata un ventennio dopo la fine del franchismo. Loro hanno la movida, noi lo struscio dei disoccupati meridionali nella piazza del paese, la Milano che continua a farsela dare a bere, il generone romano. Loro programmano, noi aspettiamo lo stellone. Hanno persino un re che stringe la mano ad Amedeo Goria, che si vuole di più?

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Zapatero seduto su una bomba finanziaria

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri

di Mario Seminerio – © LiberoMercato

Nel suo secondo mandato da premier, José Luis Rodriguez Zapatero si troverà a dover gestire una crisi economica di ampia e profonda portata, mai sperimentata dalla Spagna in epoca moderna, e riconducibile all’implosione del mercato immobiliare, il fattore che negli ultimi anni è stato alla base dell’accumulo di crescenti squilibri macroeconomici del paese iberico. Il primo è più importante dei quali è l’imponente deficit delle partite correnti, che ha ormai raggiunto il 10 per cento del prodotto interno lordo. Analizziamo il quadro macro attuale.

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Un altro sindacato è possibile

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri/Italia

Negli ultimi dieci anni la Spagna ha creato una media di circa un milione di nuovi posti di lavoro l’anno, portando il proprio tasso di disoccupazione dal 20 all’8 per cento. Quindici delle sue cinquanta province si trovano in una condizione di pieno impiego e le prospettive restano favorevoli, come dimostra il fatto che nel 2007 il prodotto interno lordo iberico è previsto crescere del 3.5 per cento. Questa forte espansione economica ha contribuito a favorire un clima di relazioni industriali pacate. Ma il sindacato non è del tutto soddisfatto, e non risparmia critiche al premier Zapatero, soprattutto per il forte aumento di lavoro illegale che il governo sembra tollerare come elemento di flessibilità surrettizia introdotta nell’economia. Il sindacato si preoccupa inoltre per la concentrazione dell’economia spagnola in settori maturi e a bassa crescita di valore aggiunto e produttività.

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Liberalizzazioni alle vongole: socialismo telefonico

in Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia

di Antonio Mele*

Paese che vai, governo socialista ed incompetente che trovi.

Ieri in una intervista sul Corriere il presidente dell’Antitrust Catricalà si augurava che le “[…] tariffe telefoniche, che un po’ saliranno, non aumentino così tanto da sminuire il vantaggio” della cancellazione del costo di ricarica appena approvato dal governo nel pacchetto Bersani. Ora spieghiamo al signor Catricalà perché le sue speranze sono mal riposte.

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