Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Spesa-Pubblica

Lo strano concetto di costo zero di Susanna Camusso

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Ieri, chi avesse visto l’intervista di Susanna Camusso a Lucia Annunziata, a “Mezz’ora in più“, oltre al preponderante tempo di parola lasciato alla segretaria Cgil rispetto a Carlo Cottarelli, presente da remoto, e la dichiarata “solidarietà di genere” che porta Annunziata a rivolgersi a Camusso chiamandola “Susanna” (perché ormai la solidarietà di genere dilaga, in ogni minuto aspetto della quotidianità, come noto), ha potuto ascoltare alcune “proposte”. Quella della patrimoniale, come sempre, è il jingle che accompagna ogni pronuncia della nostra sinistra-sinistra, quindi non ci soffermeremo su di essa. Parliamo invece di una considerazione sulle coperture di altro intervento di welfare pensionistico.

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Al netto del ridicolo e dell’inaffidabilità, abbiamo ragione

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Pare che oggi si imponga un commento ed un’analisi delle parole di Yoram Gutgeld, zar della spending review, che ieri in un paio di tweet da Asilo Mariuccia ha duramente rampognato il finlandese Jyrki Katainen, vicepresidente della Commissione Ue, che aveva detto, in modo un po’ bizzarro, che “la situazione in Italia non sta migliorando”, e che “la gente merita di conoscere la situazione per poi decidere liberamente ciò che vuole decidere”. Sono bastate queste parole per provocare lo sdegno patriottico di mezzo paese, soprattutto ora che l’inno di Mameli è diventato ufficialmente il nostro inno nazionale. Un’analisi più ravvicinata del contesto permette di dire che si tratta di molto rumore per poco e nulla.

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All’Osteria Bonus Renzi, offre lui e pagate voi

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Su Avvenire oggi trovate un’intervista all’ex premier, impegnato in un giro d’Italia ferroviario. Nulla destinato a restare nei libri di storia, semplicemente l’ennesimo rilancio di promesse di mance, per inseguire con la lingua a penzoloni i guaritori che vogliono miliardi dalla Ue aumentando con un tratto di penna il numero di disoccupati e quelli che vogliono la seconda moneta per dare liquidità all’economia. Renzi, fedele a se stesso, promette bonus da 80 euro.

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Arriva il bonus verde per un paese di tossici delle mance fiscali

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Venerdì scorso il consiglio dei ministri ha approvato il decreto fiscale, che contiene 21 articoli in cui c’è di tutto, tra rottamazione delle cartelle esattoriali, norma e sanzioni del Golden Power per evitare le famose “scorrerie” dello Straniero sul patrio suolo, e quant’altro. Intanto arrivano le prime indiscrezioni sulla legge di Bilancio, la suprema ordalia della democrazia. Due “dettagli” balzano all’occhio, e non è un bel vedere.

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Arriva l’elezione, promettiamo il concorsone

in Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

le campagne elettorali, si sa, hanno i loro metodi ed i loro temi. È fondamentale cercare di portare dalla propria parte il consenso dei dipendenti pubblici e dei sindacati. Dunque, immancabilmente in tempo di campagna elettorale si dà vita a proposte e piani potenzialmente capaci di ottenere largo consenso. E’ quello che avvenne il 30 novembre 2016, con l’accordo per il rinnovo dei contratti pubblici, contenente l’impegno di un aumento di 85 euro. Poi, non servì a nulla, il referendum fu stravinto dai no, ma il metodo ed il tema restarono e, per altro, adesso l’impegno degli 85 euro è una patata bollente della quale il Governo non sa come liberarsi.

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Amministratori di società pubbliche e obolo al partito, erogazioni liberali con le tasse altrui

in Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

vediamo che Ella non è per nulla stupito, in quanto non ingenuo, della circostanza, ricordata da Franco Bechis sul suo blog, che il PD chieda ai nominati nei consigli di amministrazione delle società partecipate da enti pubblici una erogazione “liberale” (ma obbligatoria, come precisano Marco Palombi e Carlo Tecce su Il Fatto Quotidiano: “I manager nominati dal Pd obbligati a finanziare il partito”) al partito.

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Combattete anche voi il neoliberismo con i prepensionamenti

in Adotta Un Neurone/Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Mentre il sindacato tenta l’ultimo assalto alla crivellata diligenza dei conti pubblici, chiedendo muovi trenini elettrici a beneficio di pensionandi e pensionati, non poteva mancare a sostegno la voce stentorea del lobbysta dei pensionati, al secolo Cesare Damiano. Che ieri è tornato a perorare la causa offrendo una chiave di lettura aggiuntiva, deliziosamente ideologica, di quelle di una volta, come ormai non si leggono più neppure nelle bocciofile di Fiom e circoli intitolati a Michele Bakunin. Perché il momento è cruciale, e tutto aiuta a combattere il pestilenziale liberismo che avvolge la nostra povera penisola.

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Il tesoretto dove lo metto? – 2

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Come i più osservatori tra voi avranno notato dal titolo, è giunto il tempo di creare una collezione di post per segnalare gli innumerevoli modi attraverso cui è possibile spendere i fondi immaginari noti anche col nome di “tesoretto”. Mentre si studia l’ennesima mancia triennale senza costrutto per il lavoro, stavolta giovanile, che finirà a spiazzare l’apprendistato e di conseguenza a far perdere ulteriore significato al percorso formativo-lavorativo che dovrebbe culminare (ma non culminerà) nel contratto a tutele crescenti, s’ode uno squillo di tromba: e i pensionati? Vorremo mica scordarci dei pensionati?

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Sgravi contributivi per giovani, come cannibalizzare l’apprendistato

in Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

l’illusione che gli “800 mila posti di lavoro in più” (dei quali non si è accorto nessuno) siano frutto del Jobs Act e non conseguenza preponderante della permanenza al lavoro forzata dalla legge Fornero, continua a sedurre il Governo. In particolare, l’Esecutivo resta fortemente convinto che l’occupazione possa crescere per imposizione di legge; lo stesso errore commesso per gli appalti che si supponeva dovessero essere rilanciati dal nuovo codice dei contratti. E invece?

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Il tesoretto dove lo metto?

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Provate a fare un esperimento mentale. Immaginate che il nostro rapporto debito-Pil inizi a calare, perché la crescita del Pil nominale finalmente eccede il costo medio del debito. Sarà un grande momento, il coronamento di un ventennio di sofferenze ed avanzi primari che hanno succhiato la vitalità di questo paese, senza produrre benefici di alcun tipo, visto che il rapporto d’indebitamento aumentava comunque.

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Chiacchiere, distintivo e investimenti pubblici fantasma

in Economia & Mercato/Italia

Sul Corriere, un pezzo di Enrico Marro ci ricorda che gli investimenti pubblici “sono in forte sofferenza”, visto che quest’anno saranno spesi solo 150 milioni dei 624 previsti, e visto che il consuntivo 2016 (l’anno della “flessibilità” europea) ha segnato un calo del 4,5% a fronte di attese per un incremento del 2%. Le cose van così, nel paese dove “la Germania e la Ue ci impediscono di fare sviluppo con la loro ottusa austerità”, dove “dobbiamo scorporare gli investimenti dal deficit”, e dove tutti sono keynesiani con la spesa corrente.

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Come non promuovere la cultura: il bonus diciottenni

in Contributi esterni/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

nei mille giorni del fu governo Renzi sembrò di vivere in un mondo incantato, ove l’erogazione di pubbliche risorse alle categorie da lui prescelte avrebbe sempre e comunque sortito effetti virtuosi, essendo motivata da pregevoli intenti. La nobiltà dell’obiettivo perseguito bastava a giustificare l’impiego di soldi dello Stato – cioè dei contribuenti – senza necessità di alcuna trasparenza circa l’impatto che avrebbe prodotto: il beneficio era scontato. Pertanto, la bontà dell’intervento dell’esecutivo veniva misurata in termini di fondi distribuiti, non di risultati concretizzati.

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Pro-ciclici a loro insaputa

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

In quello stagno dell’autoinganno che è la politica italiana, proseguono le onde prodotte dalla bislacca idea-spin di Matteo Renzi di chiedere alla Commissione Ue la possibilità di portare il deficit-Pil al 2,9% “per almeno un quinquennio”. A prescindere della congiuntura, pare. Una proposta da stato etilico che viene variamente commentata nel Bar Sport Italia. Oggi segnaliamo due reazioni del campo renziano, ad ennesima conferma che il leader più forte è quello che sa circondarsi di persone che, all’occorrenza, sanno dirgli “che cavolo stai dicendo, Willis?”

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I gemelli Brunetta vi spiegano come essere autorevoli nel mondo

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

All’indomani dell’ultimo spin mediatico di Matteo Renzi, che riprende e rilancia il grido “no al Fiscal Compact” che ormai caratterizza tutte le sigle partitiche presenti nel parlamento italiano, fischiano e grandinano i lanci d’agenzia, le chiose e le critiche. Oggi lo avevano detto tutti, che il Fiscal Compact (peraltro mai realmente applicato, in questi anni) era brutto e cattivo. Meglio tornare a Maastricht, e chiedere un bel deficit-Pil fisso al fondoscala del 2,9%. Poi, se mai arrivasse in corso d’opera una recessione ci butteremo a terra urlando e dimenandoci, come quei guitti di strada che tentano di avere maxi risarcimenti per danno biologico senza neppure essere stati sfiorati.

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Tre carte, un Gutgeld

in Economia & Mercato/Italia

Oggi a Palazzo Chigi, giusto per fare un po’ di PR, si è tenuta la cerimonia della relazione sulla revisione di spesa pubblica, per gli amici spending review. L’ha officiata, alla presenza del premier Paolo Gentiloni, il commissario per la revisione, Yoram Gutgeld. Non c’è moltissimo di inedito da dire, rispetto agli analoghi numeri dello scorso anno ed alla metodologia adottata. Quindi ci limiteremo a ribadire i concetti.

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Il momento Wile E. Coyote della politica italiana

in Contributi esterni/Discussioni/Famous Last Quotes/Italia/Video

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

ricorda Wile E. Coyote, il personaggio dei cartoni animati al perenne inseguimento di Beep Beep? Ogni volta esce fuori strada, continua a correre oltre il limite del dirupo, rallenta, guarda in basso, solleva lo sguardo, si ferma volgendosi allo spettatore, poi precipita rovinosamente appena si rende conto del nulla che (non) lo sorregge. Anche politici nostrani si inseguono l’un l’altro, nella folle gara a chi dice le cose più campate in aria: ma, a differenza del coyote, restano inconsapevoli del vuoto su cui (non) poggiano i propri assunti e, quindi, essi stessi.

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Dal Fact Checking al Bullshit Hunting

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Martedì sera, nel corso del talk “DiMartedì“, quello in cui ad intervalli regolari partono monocordi applausi di sottofondo che vanno in modo equanime a tesi ed antitesi, al punto che non sai mai se si tratti di registrazione o di un pubblico molto democratico e polite (o forse decerebrato), abbiamo potuto ascoltare per l’ennesima volta alcuni capisaldi di politica economica del M5S, per bocca del suo esponente più sovraesposto mediaticamente, il giovine di buone letture Luigi Di Maio.

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Padoan e il baratto della dannazione

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Nel clima spensierato della Pasqua è passata pressoché inosservata (ma domani tornerà a fare increspare le acque della nostra dichiarazia in decomposizione) l’intervista del Messaggero al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Il quale, dopo tre anni trascorsi a prestare una patina di rispettabilità tecnocratica al renzismo (ed affondare in parallelo la propria reputazione), sta progressivamente emancipandosi dal committente, attirandosene gli strali. A questo giro, Padoan rispolvera i “testi sacri” dell’economista per lanciare un’idea che sa di muffa ma che potrebbe non aver alternative, oltre ad essere probabilmente una sorta di moneta di scambio con la Commissione Ue.

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La penisola del Tesoretto

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

In queste ore Matteo Renzi ha lanciato l’ennesimo spin: quello sull’esistenza di un fantomatico “tesoretto” di risorse pubbliche, per instradare il paese verso la felicità. Lo spin è stato puntualmente ripreso da Maria Elena Boschi, dopo aver archiviato il Def e la manovrina correttiva, che tuttavia archiviati non sono, trattandosi di fondali di cartapesta o più propriamente di “finzione” che calcia la lattina più in là per quanto riguarda il Def, e di una bella stretta alla liquidità aziendale con annesso giochino sui flussi di tesoreria per quanto riguarda la mini correzione, che mai come a questo giro si è rivelata di gestazione così difficoltosa e peraltro tuttora incompiuta. Ma a quanto ammonterebbe, esattamente, questo “tesoretto”?

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