Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Tag archive

Spesa-Pubblica - page 3

Amnesie flessibili

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Ieri l’altro è stata pubblicata una nota di ricerca del Centro Studi Confindustria (CSC), firmata da Alessandro Fontana e dal direttore Luca Paolazzi. In essa si ribadisce che “la flessibilità nelle regole europee su bilanci pubblici è cruciale per il successo delle riforme strutturali. Varata un anno fa, richiede una revisione nella dimensione e nei tempi di rientro. La valutazione dei conti si basa, poi, su stime opinabili dei saldi strutturali”. Argomenti non inediti a sostegno della tesi “vogliamo fare più deficit”, e qualche amnesia selettiva sul come e perché siamo arrivati sin qui, oltre che sulle motivazioni originarie della flessibilità.

Leggi tutto

A noi non ci han fregato gli studi classici

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Oggi sul Foglio compare la replica con cui lo zar della spending review, Yoram Gutgeld, tenta di confutare i numeri di Veronica De Romanis, secondo i quali i leggendari risparmi di spesa pubblica per 25 miliardi di euro, frutto di “iniziative intraprese tra il 2014 e il 2015 e la legge di Stabilità 2016” si risolvono in realtà in una “variazione netta negativa” di spese per soli 360 milioni, di cui 319 in conto capitale.

Leggi tutto

La spending review nel paese della Bestia insaziabile

in Discussioni/Italia

Ieri abbiamo appreso da Sergio Rizzo sul Corriere i numeri delle Ferrovie Sud Est (FSE), la compagnia ferroviaria pugliese controllata dal Ministero delle Infrastrutture, assurta a notorietà nazionale dopo che il nuovo capo azienda nominato da Graziano Delrio ha deciso di mettere il naso nei suoi conti. Sono numeri che testimoniano, se mai ve ne fosse bisogno, lo stato di decomposizione di ampie parti del settore pubblico allargato di questo paese, quello che contribuisce al sanguinamento dei conti pubblici ma soprattutto alla drammatica inefficienza della missione pubblica.

Leggi tutto

La cornucopia flessibile

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Tutto è cominciato con l’incontro tra Matteo Renzi e Jean-Claude Juncker, la settimana scorsa. Con la decisione di fare interloquire il commissario Pierre Moscovici ed il ministro Pier Carlo Padoan per trovare un’intesa sulla leggendaria flessibilità. Da quel momento, la macchina italiana dello spin ad uso domestico è tornata a marciare a pieno regime, alcuni selezionati giornali hanno ripreso a svolgere il loro ruolo primario di buca delle lettere ed alcuni personaggi hanno deciso di perdere definitivamente lo spicchio di faccia che era loro rimasto.

Leggi tutto

Il demokeynesiano di Rignano

in Economia & Mercato/Esteri/Famous Last Quotes/Italia

Quest’oggi, in una delle sue molteplici comparsate mediatiche, il presidente del consiglio Matteo Renzi ha detto la sua circa l’insufficiente crescita italiana rispetto alla media europea. Confermandosi un singolare esempio di keynesiano fuori tempo massimo, ma soprattutto l’erede naturale della grande tradizione democristiana della spesa pubblica. Anche in questo caso abbondantemente a tempo scaduto.

Leggi tutto

I primi due anni del Machiavelli di Rignano

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Dopo la nuova presa di posizione di Matteo Renzi su Europa e banche, ieri in Senato, potrebbe essere utile un riassuntino delle puntate precedenti e degli ultimi episodi in cui il nostro premier ha deciso astutamente di strappare la bandierina del patriota anti-Ue a grillini, leghisti e destri assortiti, e mettersi a picconare per ottenere quei maledetti due decimi di punto percentuale di deficit-Pil che, a parole, egli dichiara non rappresentano il suo obiettivo. Il problema è che il Nostro continua a non aver leverage negoziale, tranne che a giudizio di alcuni editorialisti che tengono famiglia. Lo schema Q&A resta quello migliore.

Leggi tutto

Deficit della furbizia: il treno Renzi sta per sbattere contro il muro della realtà

in Articoli/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

In queste settimane Matteo Renzi è impegnato in un braccio di ferro, a tratti tra il surreale ed il grottesco, per ottenere dalla Commissione europea i decimali di cosiddetta flessibilità che il governo si è speso nella legge di Stabilità 2016. Sono stati mesi trascorsi a cercare ogni appiglio contabile per giustificare l’ulteriore 0,2% di deficit-Pil: prima la clausola migranti, poi il terrorismo, ora ancora una bizzarra richiesta di par condicio con gli aiuti dati dalla Ue alla Turchia per “trattenere” i profughi siriani in fuga verso l’Europa.

Leggi tutto

Le previsioni d’inverno del nostro scontento

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Le cosiddette “Previsioni d’inverno” della Commissione europea certificano quello che è sotto gli occhi di chiunque: l’Eurozona cresce per effetto di elementi di stimolo eccezionale ma i fattori di incertezza del contesto globale (Cina e mercati emergenti, tassi americani, andamento del prezzo del greggio) si addensano in modo preoccupante all’orizzonte. Per l’Italia, la traiettoria di crescita piega lievemente ma di quanto basta per squilibrare i conti del 2016. Ma soprattutto, la previsione a legislazione invariata proietta l’ombra sinistra delle clausole di salvaguardia che il nostro premier ha messo attorno al collo del paese.

Leggi tutto

Il patriota giocatore d’azzardo che non sapeva far di conto

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Dando per scontato che il dibattito pubblico di questo sfortunato paese finirà col polarizzarsi intorno alla difesa della Patria dai perfidi Nemici Esterni (perché Berlusconi non è passato invano: anzi, lui era solo la proiezione di uno dei maggiori caratteri nazional-popolari), pensiamo sia cosa futilmente utile tentare di capire cosa sinora è andato storto, nel Grande Disegno Renziano. Su questi pixel lo trovate scritto da un paio d’anni ma comprendiamo che il tempo scarseggia ed il deficit non galleggia.

Leggi tutto

Altro che gufi, è la politica di Renzi che rischia di affossarci

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il 2015 è stato l’anno che ha visto l’Italia tornare alla crescita, sia pure frazionale, dopo anni di depressione, grazie ad una serie di shock positivi esterni pressoché irripetibili, come il crollo del prezzo del greggio, la politica monetaria espansiva non convenzionale di Mario Draghi ed una politica fiscale finalmente neutrale o lievemente espansiva a livello di Eurozona. Ma il 2015 proietta anche ombre lunghe sul futuro: alcune frutto delle debolezze dell’economia globale, altre più specifiche al sistema-paese Italia, alle sue tradizionali vulnerabilità ed alla definitiva emersione di aree di crisi strutturale per molti anni occultate, come quella del carico di sofferenze bancarie accumulate in lunghi anni di crisi ma anche per pessime politiche di erogazione di credito da parte di banchieri spesso calati nel ruolo di faccendieri.

Leggi tutto

Cambiano i governi, resta la linea: trovare scuse per la ripresa che non c’è

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Per anni, dopo l’attentato alle torri gemelle di Manhattan, l’allora ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha indicato il terrorismo come elemento di freno alla nostra economia. Al secondo posto nella hit parade del destino cinico e baro, o forse al primo a pari merito, il tributarista di Sondrio metteva la Cina, lasciata inopinatamente entrare nella organizzazione mondiale del commercio (WTO), e che andava contenuta, con le buone o le cattive. In mezzo c’era anche l’imprescindibile necessità della banconota da un euro, forse ricorderete.

Leggi tutto

La cultura non è una mancia

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

avvicinare i giovani alla cultura è obiettivo nobile e certamente condivisibile. Destinare, dunque, spesa pubblica a questo fine appare in astratto meritorio e dovuto. Il problema, come sempre, è la misura, mista all’obiettivo concreto. E non sembra affatto che con un’elargizione di 500 euro ad una platea di circa 570.000 neo diciottenni si riesca davvero a promuovere la cultura.

Leggi tutto

La repubblica delle caramelle fiscali

in Economia & Mercato/Italia

Pubblicati oggi da Istat i dati di vendite al dettaglio ed ordinativi e fatturato industriali italiani del mese di settembre, che quindi chiudono il terzo trimestre. Sono dati complessivamente deboli, motivo per il quale oggi non sentirete l’abituale crepitìo festoso dei lanci d’agenzia provenienti da zelanti piddini. Capita.

Leggi tutto

Pagare tutti, spendere di più

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

La commissione Bilancio del Senato ha approvato l’emendamento al Ddl stabilità delle relatrici, Magda Zanoni (Pd) e Federica Chiavaroli (Ap), che prevede la rateizzazione del pagamento del canone Rai in bolletta. “Si pagherà meno, si pagherà tutti ed in 10 rate mensili addebitate sulla bolletta elettrica. Sull’abbonamento Rai, il governo Renzi raggiunge davvero un ottimo risultato”. Lo dichiara la senatrice del Pd Laura Cantini, prima firmataria dell’emendamento sulla rateizzazione del canone Rai, riformulato dalle relatrici ed approvato dalla commissione Bilancio. “Nel testo -sottolinea la parlamentare in una nota- c’è anche la proposta di destinare una quota del canone per finanziare le emittenti radio televisive locali. Su questo aspetto, attendo una riformulazione delle relatrici” (Radiocor, 18 novembre 2015)

Pare che ora funzioni così: si fa un emendamento, lo si fa approvare e poi ci si fionda a dettare il proprio pavloviano compiacimento alle agenzie di stampa, magnificando il “risultato” raggiunto dal governo Renzi.

Leggi tutto

A sportellate sul renzismo

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Italia
Dall’aumento del deficit agli effetti del Jobs Act: la comunicazione prende sempre il sopravvento

di Mario Seminerio – Il Foglio

Il discorso di Matteo Renzi ai gruppi parlamentari del Pd è una orgogliosa rivendicazione delle cose fatte e di quelle da fare per portare il paese a tornare a quel ruolo di influenza e prestigio che secondo la nostra piccola vulgata nazionalistica dovrebbe competergli in Europa e nel mondo. Renzi è notoriamente molto abile nella comunicazione: si intesta successi che non sono tali e tende a vedere causalità dove c’è solo correlazione. Spesso si focalizza solo sui dati lordi e non sugli assai meno eclatanti dati netti, altre volte presenta previsioni come fossero fatti compiuti, ma solo se favorevoli e funzionali alla sua narrazione. Non è gravissimo: la politica è anche e soprattutto questo.

Leggi tutto

Per un costoso miracolo italiano. Pure finto

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Luca Ricolfi oggi sul Sole:

Perché dico che il bilancio è magro? Non sono, 185mila posti di lavoro (creati nei primi nove mesi dell’anno, ndPh.), un risultato comunque apprezzabile? ll bilancio è magro, innanzitutto, in termini di costi e benefici. Perché i costi sono stati altissimi (circa 12 miliardi, spalmati in 3 anni, per i soli assunti nel 2015), ma i benefici occupazionali sono stati minimi. Per rendersene conto, basta confrontare l’incremento di posti nei primi 9 mesi del 2015 (vigente la decontribuzione, e con il Pil in crescita), con quello dei primi 9 mesi del 2014 (senza decontribuzione, e con il Pil in calo). Sembra incredibile, ma la formazione di posti di lavoro è del tutto analoga: 185mila nel 2015, 159mila nel 2014. La differenza è trascurabile (prossima all’errore statistico), tanto più se si considera che nel 2014 l’economia andava decisamente peggio che nel 2015. Nel corso di quest’anno, nonostante una congiuntura decisamente più favorevole, nonché la spinta della decontribuzione, la formazione di posti di lavoro è migliorata di appena 26mila posti (185mila contro 159mila)

E quindi si, “l’Italia è tornata”. A credere alle fiabe e a spendere soldi pubblici in modo inefficace ed inefficiente.

L’affamatore della Bestia regionale

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Analogamente a quanto proclamato lo scorso anno, quando decise di scaricare su Regioni e comuni un classico taglio lineare dopo aver magnificato le virtù della spending review, ed essersi liberato del “tecnocrate” che suggeriva il menù di tagli alla politica, Matteo Renzi quest’anno rilancia pesantemente una delle sue tante scommesse, destinate ad innalzare la probabilità di rovina nella partita che questo paese sta giocando con sé stesso.

Leggi tutto

La nuova fiction italiana

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Come disse lo scorso anno Matteo Renzi, “le Regioni italiane hanno molto da farsi perdonare”. Ne hanno sempre più, diremmo, dopo aver letto questa agenzia:

“Relativamente al contributo richiesto alle Regioni per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, sarebbe utile una valutazione del Governo in merito alla effettiva praticabilità della misura, atteso che nel triennio 2017-2019, per effetto cumulato dei commi 1 e 2, viene chiesto complessivamente alle Regioni di conseguire nuovi risparmi per oltre 17 miliardi di euro“. Lo sottolineano i tecnici del Servizio Bilancio del Senato nel Dossier dedicato al disegno di legge di Stabilità, rilevando peraltro che “le Regioni sono tenute all’erogazione del contributo nel rispetto del finanziamento dei livelli essenziali di assistenza e dunque il margine di intervento sulle diverse voci di bilancio su cui intervenire appare ristretto” (Radiocor, 2 novembre 2015)

Auguri a tutti.

Leggi tutto

Palingenesi capitale?

in Discussioni/Italia/Rassegna Stampa/Video

Puntata di Omnibus La7 di oggi, condotta da Alessandra Sardoni con Carlo Bonini (la Repubblica), Carla Cantone (Spi-Cgil), Walter Verini (Pd), Stefano Zurlo (Il Giornale) ed il vostro titolare. Si è parlato del presunto ritorno del primato dei tecnici sulla politica, caratteristico delle ricorrenti fasi di dissesto economico e morale di quest’ultima; dei guai di Roma Capitale; del rischio di avere salvaguardie infinite di “esodati” che tali non sono, essendo “solo” over 55 che perdono il posto di lavoro, e delle proposte del presidente Inps, Tito Boeri, alla creazione di un meccanismo di reddito minimo sociale per gli over 55 non altrimenti ricollocabili, ad evitare di far passare dalla finestra degli esodati quello che non è riuscito ad entrare dalla porta della flessibilità in uscita.

Leggi tutto

La clausola degli investimenti dimezzati

in Economia & Mercato/Italia

Una cosa che forse è sfuggita al grande pubblico è che la legge di Stabilità per il 2016 ha stabilito che circa la metà dei tagli di spesa di pertinenza dei ministeri sia quella in conto capitale. Detto in altri e più comuni termini, quella per investimenti pubblici. Traccia della riduzione di spesa pubblica per investimenti si rinviene anche nella Nota di aggiornamento al DEF, nelle tavole relative al conto della P.A. a legislazione vigente. Di certo ci sfugge qualcosa, ma per un governo che a giorni alterni si esibisce in giaculatorie sull’importanza di rilanciare gli investimenti, questa pare una lieve anomalia.

Leggi tutto

Go to Top