Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Tassazione-del-risparmio - page 3

Tassare il risparmio previdenziale è di sinistra, in Italia

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Ebbene sì, cari lettori: doveva accadere, prima o poi. Cade l’ultimo tabù, quello della intangibilità del risparmio previdenziale. Cade per effetto domino della solita coperta corta di un paese ridicolo, che promette solennemente ai propri sudditi di non inasprire la tassazione sul risparmio previdenziale, e poi giunge per via inerziale a tassare di più anche quello. Tutto troppo prevedibile.

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La Golden Rule dei sogni

in Adotta Un Neurone/Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Pare che il premier Matteo Renzi proverà nuovamente, in sede europea, a chiedere l’esclusione degli investimenti pubblici dal computo del rapporto deficit-Pil. Si tratta di una antica aspirazione dei politici italiani, sinora sistematicamente frustrata perché più che altro rimasta nel libro dei sogni, essendo stata sempre ignorata a livello comunutario. Cambierà qualcosa, oggi?

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L’analfabetismo finanziario è di sinistra, in Italia – 2

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Ieri sera, a Ottoemezzo, pregevole performance di Debora Serracchiani (la renziana balneare che lo scorso anno ammoniva  “il governo Letta è l’ultima spiaggia”) sulla tassazione del risparmio. Il governatore del Friuli Venezia Giulia ci spiega il motivo per cui questo governo sta facendo cose “di sinistra”, cioè ci conferma perché l’analfabetismo finanziario e fiscale, in Italia, resta saldamente presidiato ed alimentato dalla sinistra.

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L’erosione al potere

in Economia & Mercato/Italia

Lo aspettavamo con ansia ed alla fine è arrivato, puntuale come ogni levata d’ingegno in materia fiscale dei nostri sapienti eletti, in cui resta l’affascinante quesito se si tratti di insipienza o più propriamente di astuzia, quella che finisce per oliare la grande macchina dell’erosione delle basi imponibili.

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Fate girare i numeri

in Economia & Mercato/Italia

Oggi, sul Fatto, è comparso un mini commento che chiede lumi sulla fonte dei dati da cui la Cgia di Mestre ha tratto gli esempi numerici di maggiore tassazione sul risparmio bancario, che hanno permesso al governo e ad economisti di area governativa (diciamo così), come Filippo Taddei, di fare il simpatico parallelo del numero di caffè equivalenti all’aggravio fiscale.

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Fuorviare gli ignari (e gli ignavi)

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Grazie alla infografica elaborata da un utente Twitter, scopriamo che nei giorni scorsi la Cgia di Mestre ha calcolato l’aggravio del prelievo sui conti correnti (sic) in conseguenza dell’aumento della tassazione delle “rendite finanziarie pure”. Non è dato sapere se ci sia malizia filogovernativa (magari da parte del committente lo “studio”) o solo leggerezza e pressappochismo, ma di certo “conclusioni” come quelle di questa elaborazione sono perfette per fuorviare le persone (certamente quelle meno avvezze a far di conto, anche con i propri risparmi), ed al contempo permettono ad esponenti dell’esecutivo di uscirsene con fiabe del tipo “la manovra costa solo un caffè al mese” (cit.)

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L’iniquo ed il candido, una storia italiana di sinistra

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Una piccola spigolatura sull’aumento della tassazione delle “rendite finanziarie pure”, deciso dalla premiata ditta Renzi-Delrio-Padoan, e sin qui costellato di funambolici giustificazioni(smi), in primo luogo quello secondo cui con questa manovra si fornirebbe copertura (finanziaria ma soprattutto politica ed ideologica) al concetto di “tassazione della ricchezza finanziaria”, ovviamente non toccando le persone fisiche che possiedono titoli di stato. Oggi diamo un occhio anche alla tassazione della forma suprema di sterco del demonio, il dividendo.

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La versione delle rendite pure e gabellate

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia/Podcast/Rassegna Stampa

Puntata del 24 aprile de “La versione di Oscar“, su Radio24, in cui Oscar Giannino ed il vostro titolare scoprono che il ministro dell’Economia ha creato una nuova definizione di “ricchezza finanziaria”, da cui sono esclusi i titoli di stato. Segue nostro inane tentativo di psicanalizzare la sinistra italiana, quel bizzarro ceppo mutante di progressisti secondo cui la progressività si realizzerebbe non in base alla capacità contributiva bensì per tipologia brutta e cattiva di investimento (come gli odiosi depositi bancari, ad esempio). Ed altra ed avariata umanità. Buon ascolto, se potete.

La Neolingua al tempo della Rivoluzione Parolaia

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Avendo un vincolo di rispetto per la storia professionale dell’autore di questo spiacevole infortunio, abbiamo evitato di titolare questo post come sarebbe stato d’uopo.

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“Facciamo come in Europa”

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Oggi su La Stampa, il commento definitivo alla nuova tassazione delle “rendite” finanziarie è di Alessandro Barbera, noi abbiamo messo link alle fonti:

«Che cosa significa tutto questo per il portafoglio medio di un italiano? Secondo alcune simulazioni pubblicate dal Sole 24 Ore su un valore investito di circa 50 mila euro e che garantisce 1.500 euro di rendimento, fra Tobin tax, bolli, imposte sostitutive e ritenute d’acconto l’importo dovrebbe salire dai 450 ai 540 euro medi, circa novanta euro in più di quanto non si pagava fino ad un anno fa. Poco? Troppo? Valga qui l’esempio della Gran Bretagna, che nel 2010 ha alzato l’aliquota sui guadagni di Borsa dal 18 al 28 per cento, ma è rimasta al 18 per cento per chi dichiara un reddito inferiore alle 35 mila sterline annue. In Germania l’aliquota media è del 25 per cento, in Francia è ancora più alta, e supera spesso il 35 [in Francia la tassazione è in dichiarazione dei redditi, quindi ad aliquota marginale, ndPh.]. In Spagna l’aumento risale al 2012, e prevede aliquote fra il 21 e il 27 per cento, anche se sui primi seimila euro di reddito resta l’aliquota del 19. In Italia, Paese di santi, navigatori ed evasori, un sistema siffatto viene scartato a priori. II risultato è la stangata a danno dei soliti noti»

Non stupisce, in un paese ricchissimo di politici finanziariamente analfabeti ed in malafede, che il concetto di progressività fiscale sia assente dai fatti, o meglio sia sostituito da un demenziale concetto di “progressività qualitativa“, dove si tassa (in modo discriminatorio e distorsivo) la tipologia di strumento e non lo stock di ricchezza in esso investito.

Memento tasse

in Economia & Mercato/Italia

Oggi sul Sole c’è un’infografica molto eloquente: a quanto ammonterà, e di quanto varierà, la pressione fiscale dal primo luglio, quando entrerà in vigore la nuova aliquota del 26% su investimenti diversi dai titoli di stato e buoni postali.

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Letterina aperta ad Enrico Zanetti (e risposta)

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Caro sottosegretario,

tu sai che io ho grande stima e rispetto nei tuoi confronti. Sei una persona preparata, sai di cosa parli, vieni dal mondo delle professioni e quotidianamente ti misuri con le follie di norme scritte per mandarci dritti al dissesto. Al governo occupi un posto che è (stranamente) coerente con la tua formazione e le tue competenze, e questo non può che colpire piacevolmente.

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Regressivi, distorsivi, ottusi

in Economia & Mercato/Italia

E dunque, pare ormai certo che il cosiddetto decreto legge sulla spending review confermerà che l’imposta sostitutiva al 26% per i nettisti colpirà anche gli interessi su conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito. Il concetto di “rendite pure” entra quindi in una nuova e lisergica dimensione.

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La domanda mancante del Compunto Presentatore

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

A “Che tempo che fa” di domenica scorsa, Fabio Fazio chiede diligentemente lumi al sottosegretario alla presidenza del consiglio, Graziano Delrio, sulla tassazione delle odiate “rendite finanziarie”. Fazio, con la caratteristica compunzione che troppi malevoli scambiano per un abile travestimento da scendiletto, chiede quali “rendite” saranno colpite.

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Ancora su rendite e ragli

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Mentre attendiamo fiduciosi che il premier, il ministro dell’Economia o qualcuno che ne abbia titolo ci illumini sulla tassazione dei frutti del risparmio, e mentre  si susseguono senza posa “prese di posizione” da parte dei “progressisti” di turno, è utile ricordare alcuni effetti collaterali di questa aberrante segmentazione fiscale sulle persone fisiche. Non che da questi pixel non sia stato già fatto, più e più volte, ma serve da controcanto a tutte le leggende metropolitane di crassa e querula ignoranza che leggiamo ed ascoltiamo in questi giorni. Ed in omaggio qualche considerazione in più sulla strategia finanziaria del governo Renzi.

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L’analfabetismo finanziario è di sinistra, in Italia

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

A conferma del fatto che in Italia contano i simboli e non la sostanza, e che questo dettaglio resta alla base della nostra miserrima condizione e del nostro ancor più gramo destino, oggi vi diamo conto della certificazione di purezza ideologica che la boss della Cgil, Susanna Camusso, ha dato di almeno una delle misure renziane. Non conta essere, né avere, bensì apparire. Siamo nella società dell’immagine, dopo tutto.

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Grazie Graziano, raccontane un’altra

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Ebbene si, signori. Il dossettiano che regge sulle spalle il peso del governo Renzi ha sentenziato che “andiamo in Europa”. Un po’ come per le squadre di calcio di provincia, quando si appalesa la possibilità di farsi eliminare al primo turno di Europa League, la stagione successiva. Solo che nel caso specifico siamo di fronte ad un mix pericoloso di ignoranza e malafede.

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Rendite pure, con scappellamento a destra, come se fosse slide

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Dunque, 1 maggio 2014. Festa del Lavoro, a morte i risparmiatori.

Esempio: un deposito bancario da 100.000 euro, con rendimento annuo lordo del 2%.

  • Reddito da interesse (la “rendita pura”): euro 2.000;
  • Ritenuta d’imposta 26%: euro 520;
  • Imposta di bollo 2 per mille: euro 200;
  • Totale prelievo: euro 720;
  • Pressione fiscale totale sul reddito da capitale prodotto dal deposito: 720/2000 = 36%

Clap and jump for Renzi.

P.S. Per tutti i lettori che hanno fatto studi classici: provate a usare 50.000 o 20.000 euro, e osservate se la pressione fiscale totale cambia (spoiler: no). Poi abbassate il rendimento del deposito sotto il 2%, e fate lo stesso esperimento (spoiler: si)

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