Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Mungete, compagni

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio

Sulla tassazione del risparmio, tornata di moda in questo scorcio finale di estate, abbiamo già scritto in più occasioni. Dobbiamo tornare a constatare che la demagogia e l’ignoranza economica di cui quotidianamente questo governo e questa maggioranza danno prova vengono sinergicamente messe al servizio di una monolitica malafede. Il progetto di “armonizzazione” delle “rendite finanziarie”, come definite dalla marxisteggiante vulgata egemone nella italica subcultura, era effettivamente presente nel programma dell’Unione, che aveva tentato di farlo approvare lo scorso anno nell’ambito di un disegno di legge-delega. Ma la prossimità delle elezioni amministrative e il materializzarsi dell’extragettito fiscale avevano consigliato prudenza ai nostri gabellieri smascherati. Oggi, che il “saldo netto da finanziare è zero”, per dirla con TPS, e che dobbiamo “solo” reperire non meno di 20 miliardi di euro di mance clientelari per l’anno fiscale 2008, anche i 2-3 miliardi stimati di gettito sulle “rendite” fanno comodo. Si sta verificando quello che tutti sospettavamo: il rallentamento congiunturale produrrà buchi di gettito fiscale che dovranno essere compensati ed essendo impossibile, in questo paese, tagliare le spese, cosa c’è di meglio di un sano aumento di imposte?

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Evasione sconfitta in cinque anni. Il Paese molto prima

in Economia & Mercato/Italia

Ieri il viceministro dell’Economia, Vincenzo Visco, ha illustrato il corpus delle 55 misure anti-evasione ed elusione che il governo ha già realizzato (con il decreto di luglio) o si accinge a realizzare attraverso la legge Finanziaria. Si tratta di misure che eliminano alcuni loopholes, legali e non, utilizzati per sottrarre all’Erario materia imponibile. Alcuni dei provvedimenti sono ispirati alla logica del contrasto d’interessi tra i soggetti coinvolti in una transazione: ad esempio nel caso della detraibilità a fini Irpef del 19% del canone di locazione pagato per l’alloggio degli studenti universitari fuori sede, per un importo massimo di 500 euro, oppure attraverso l’attribuzione al condominio del ruolo di sostituto d’imposta sui lavori compiuti dalla ditta che li ha svolti in appalto o dalle persone alle quali è stata chiesta una prestazione di lavoro. Il condominio quale sostituto di imposta opera all’atto del pagamento una ritenuta del 10% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dal percipiente, con obbligo di rivalsa, sui corrispettivi dovuti per prestazioni relative a contratti di appalto di opere o servizi, anche se rese a terzi o nell’interesse di terzi, effettuate nell’esercizio di impresa. Leggi tutto

Due conti

in Economia & Mercato/Italia

I redditi di capitale e diversi (interessi, dividendi e plusvalenze) percepiti da un normale risparmiatore (una persona fisica che non esercita attività di impresa) sono attualmente tassati nel nostro paese con aliquote differenziate. Sui depositi e conti correnti bancari e postali e sulle obbligazioni private con scadenza inferiore a diciotto mesi vi è una imposta sostitutiva dell’Irpef, prelevata alla fonte con l’aliquota del 27 per cento. Sugli interessi sui titoli del debito pubblico, sui buoni postali e sulle obbligazioni con scadenza superiore a diciotto mesi, l’aliquota è invece il 12,5 per cento. La stessa aliquota è applicata anche ai dividendi e a tutte le plusvalenze, purché, nel caso di dividendi e plusvalenze azionarie, l’azionista non detenga partecipazioni qualificate (in caso contrario una quota, pari al 40 per cento del loro valore è tassata in Irpef). L’aliquota del 12,5 per cento è applicata al risultato netto di gestione dei fondi comuni e delle gestioni patrimoniali. Leggi tutto

Non tassiamo il nostro futuro

in Discussioni/Economia & Mercato

L’esempio che segue serve ad illustrare l’effetto nocivo dell’elevata tassazione sui redditi prodotti dal risparmio.

Ipotizzate che vi sia un cittadino, di nome Joe, che guadagna 1000 dollari di reddito aggiuntivo. Se la sua aliquota d’imposta è il 35 per cento, gli rimangono in tasca 650 dollari. Joe ne risparmia 100, per quando andrà in pensione, e spende gli altri 550. Se Joe investe questi 100 dollari in obbligazioni aziendali, riceverà il 6 per cento lordo. Poichè il reddito da interessi è tassato secondo l’aliquota marginale personale sul reddito (in altre parole, viene dichiarato al fisco e non è sottoposto, come ad esempio avviene oggi in Italia, a tassazione forfettaria) Joe riceverà , dopo le imposte, il 3.9 per cento. Con un’inflazione del 2 per cento il rendimento dell’investimento, dopo le tasse e la perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione, è di solo l’1.9 per cento. Se Joe ha 40 anni, questo 1.9 per cento reale annuo implica che i 100 dollari di risparmio di oggi diverranno 193 dollari quando Joe compirà 75 anni.
Quindi, il compenso che Joe ottiene per prestare del lavoro aggiuntivo è dato da 550 dollari di consumi immediati, e altri 193 dollari di consumi quando avrà 75 anni. Leggi tutto

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