Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Tremonti - page 2

Italiani, popolo di risparmiatori

in Economia & Mercato/Italia

La «norma Fininvest» è stata ritirata in tempo, mentre il superbollo per i risparmiatori dovrebbe essere sulla «Gazzetta Ufficiale» di questa mattina. Non rimane da augurarsi che le Camere lo cancellino subito e senza contrasti. Con una raccomandazione al ministro Tremonti: per favore, abolisca la Giornata del Risparmio, oppure, se non ci riesce, alle celebrazioni del risparmio non ci vada mai più.

Mario Deaglio

E si vergogni, ministro Tremonti. Se ne è capace. Lei è indegno di sedere alla scrivania che fu di Quintino Sella.

Robin Giulio, protettore dei banchieri

in Economia & Mercato/Italia

Su Linkiesta, Lorenzo Dilena spiega chi saranno i maggiori beneficiari del demenziale testatico tremontiano sui depositi titoli. Una misura che, secondo le tabelle di via XX Settembre, dovrebbe fruttate 8,8 miliardi di euro nel quadriennio, all’incirca un quarto del totale netto della manovra. Ma andrà proprio così? E’ lecito nutrire molti dubbi, ma anche una certezza: le banche non si strapperanno le vesti, tutt’altro.

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Spiccioli e sassate

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

La manovra economica vale 43,398 miliardi in 4 anni. A tanto ammonta la correzione del deficit, secondo quanto risulta da una tabella allegata al testo con tutti numeri della manovra. La correzione dell’indebitamento è di 5,3 milioni nel 2011, 151,8 milioni nel 2012. Sale a 17,876 miliardi nel 2013 e a 25,364 miliardi nel 2014.

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Non è un caso di testatico, ma di follia manifesta

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Nuova imposta di bollo variabile per i depositi titoli. Lo prevede il testo definitivo del decreto legge sulla Manovra che è stato trasmesso al Quirinale e che Radiocor anticipa. Si passa da 10 euro per quello mensile a 120 per quello annuale; dal 2013, poi, per importi sotto i 50mila euro da 12,50 euro a 150 e per quelli sopra i 50mila euro da 31,66 a 380 euro.

A questo punto, è chiaro che Tremonti deve essere rimosso dalla sua posizione.

Articolo 47 della Costituzione della Repubblica italiana

in Economia & Mercato/Italia

«Tra imposta di bollo ed imposta sostitutiva, un risparmiatore con 10.000 euro in titoli che abbiano un rendimento medio nominale del 3 per cento paga 180 euro all’anno di imposte, pari al 60 per cento del proprio reddito nominale e al 180 per cento del proprio rendimento reale (assumendo un tasso di inflazione pari al 2 per cento). Un risparmiatore con 30.000 euro in titoli paga il 33 per cento del proprio reddito nominale e 100 per cento del rendimento reale. Un risparmiatore con 100.000 euro in titoli paga il 24 per cento del proprio reddito nominale in imposte e il 72 per cento del proprio rendimento reale. Questo esproprio non solo è contro la logica economica, ma anche contro quella costituzionale che auspica la tutela del risparmio e la progressività delle imposte. Ben venga un’unificazione delle aliquote, ma non a spese dei piccoli risparmiatori»

Luigi Zingales

Chissà, forse obiettivo strategico della manovra è quello di rendere il risparmio del tutto penalizzante ed autolesionistico ed incentivare, per questa via, una spinta ai consumi. Come che sia, questo è il Medioevo prossimo venturo che l’onorevole professor Giulio Tremonti sta preparando ai sudditi italiani, nel quasi generale plauso di una stampa ignorante, asservita e corrotta.

E’ nata la patrimonialina tremontiana

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore,

(…) l’imposta di bollo sulle transazioni allo 0,15% è stata eliminata perché contraria a una direttiva comunitaria. Al suo posto potrebbe essere confermato l’aumento dell’imposta di bollo sui depositi titoli.

Che dire? Incompetenti e rubagalline. Comunque se passa questa genialata, avremo una patrimonialina. Peraltro in somma fissa (si parla di 120 euro l’anno, contro i 34,20 attuali), quindi fortemente regressiva. Da lì in avanti è tutta discesa. Delle consistenze dei titoli presso intermediari italiani, s’intende.

Una voce dal passato

in Italia

Ricordate la vicenda del blog economico-finanziario de il Foglio, 2+2, sparito dalla sera alla mattina senza lasciare alone, manco fosse rimasto vittima di un detersivo di marca, dopo un post su Marco Milanese? E ricordate che quello stesso detersivo-smacchiatore fece sparire anche il copiaincolla di quel post dal sito Dagospia? All’epoca ci domandammo (e domandammo a Dago, senza risposta) se fossimo incappati nella nascita live di uno dei tanti buchi neri di un paese fatto di un’antimateria sempre più spesso avvolta da colibatteri fecali?

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Le tasse non sono tutto, nella vita

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Mentre a Ballarò il buon Maurizio Sacconi ha ribadito l’infondata tesi fortisiana secondo la quale la Francia crescerebbe poco più di noi solo grazie al maggior rapporto deficit-Pil (dimenticando che, senza la crescita della spesa pubblica, nel primo trimestre di quest’anno il Pil italiano si sarebbe contratto), ieri Tremonti in Transatlantico, durante il voto sul dl sviluppo (che ha regalato a Berlusconi quella che il fido Sallusti oggi definisce “super fiducia”), ha fatto una scoperta raggelante:

«La Francia ha due punti di pressione fiscale in più, eppure cresce più di noi»

Mai provato con i paesi scandinavi, ministro? Fuori dall’Europa se ne erano accorti anche negli States, durante la presidenza di Bill Clinton, peraltro. Ma forse Tremonti sta preparando il terreno per informare i sudditi che il taglio delle tasse in fondo non è così determinante, ma che ci deve essere qualcos’altro che fa crescere un paese. Pronta la pattumiera della storia per vent’anni di menate sul taglio delle tasse che muove il mondo. Solidarietà sincera ai liberi servi del Capranica.

Averlo saputo prima

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Al Nord “la gente è boccheggiante, non ne può più dell’ufficio complicazione affari semplici”. Per questo, secondo Luca Zaia “è il momento di rischiare un po’” e fare la riforma fiscale, che “è sempre stata nel programma condiviso da Lega e Pdl”

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Phastidio, chi era costui?

in Economia & Mercato/Italia/Rassegna Stampa

Va bene, il vostro titolare è sostanzialmente sconosciuto (e grazie comunque per l’illustre), ma ha pur sempre un suo piccolo curriculum, di cui va moderatamente fiero. Curioso, peraltro, che dell”illustre sconosciuto” ci si ricordi il nome a distanza di mesi. Riguardo le altre argomentazioni del lettore, non si intuisce il nesso tra la situazione italiana, e l’operato di Tremonti in particolare, e la situazione di Grecia e Portogallo. Ognuno pensi alle proprie specificità, è meglio. Se poi riuscite a convincervi che “siamo una squadra fortissimi” nel commercio estero guardando le grandezze nominali e non le ragioni di scambio, come fa qui uno dei due “stimati economisti” in un imbarazzante commento (uno dei tanti), tanto meglio per voi.

“Lo spazio è per lei, signor ministro”

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Domenica 5 giugno Report tornerà sulla manovra di correzione dei conti da 25 miliardi varata nel 2010. E’ bastata? Cosa accadrà tra due anni, quando entrerà in funzione il meccanismo di salvataggio a livello europeo e dovremo iniziare a ridurre drasticamente il debito pubblico? E il ministro Tremonti, che ha deferito Report all’Agcom “per aver proposto tesi deformate” sulla manovra, risponderà finalmente alle domande dell’ineludibile Stefania Rimini? Lo scopriremo solo vedendo la tanto attesa “puntata riparatoria”. Perché noi siam mica qui a tifare per i treni.

Update del 5 giugno – Tutto molto surreale, un modulo di pochi minuti con i soliti interventi stralunati della Fondazione Edison, al secolo Marco Fortis ed Alberto Quadrio Curzio, che hanno ruminato le solite tesi. Ognuno è libero di fare ciò che crede, con la propria reputazione. Qualunque essa sia. Ed il concetto di puntata “riequilibratrice”, più che del Sudamerica, è parso tipico di una struttura psichiatrica.

L’incertezza dei rovesci

in Economia & Mercato/Italia

Sull’operazione Parmalat per il ministro dell’Economia il bilancio non è negativo. “Li abbiamo costretti a un’Opa totalitaria senza colpo ferire: già questo è un risultato concreto”, ha affermato Giulio Tremonti parlando dell’Opa di Lactalis in un incontro con la stampa al termine dell’assemblea annuale della Consob.

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Read My Lips

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Esteri/Famous Last Quotes/Italia

“Presenteremo all’Ue un disegno di legge identico a quello dei francesi, anzi, lo presenteremo scritto in francese”. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, al workshop Ambrosetti di Cernobbio, aggiungendo la citazione latina: ‘Simul stabunt, simul cadent’ (insieme stanno e insieme cadono, Ndr). ”Così – ha aggiunto – se cade uno…”(Ansa, 18 marzo 2011)

L’ambasciatore francese a Roma Jean-Marc de La Sablière è stato convocato nel pomeriggio a palazzo Chigi dove è stato ricevuto dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti e dal sottosegretario alla presidenza Gianni Letta per discutere della proprietà delle aziende italiane Edison e Parmalat (Reuters, 18 marzo 2011)

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Forme evolute di autodifesa

in Famous Last Quotes/Italia

Ha dovuto mostrarsi sorridente per mostrare una compattezza che non c’è, per placare l’irritazione di Tremonti e indurlo al buonumore: «Capisco che certe cose non fanno piacere, ma ogni volta che succede qualcosa ai miei ministri, li invito a pensare a quello che succede a me. “Pensate a me”, dico», e mentre lo dice allarga le braccia per rappresentarsi come un martire della politica: «Da quando sono sceso in campo, sono stato colpito penalmente, moralmente, economicamente e fisicamente». «Manca solo che tu venga colpito fiscalmente», ha sussurrato Tremonti: «In effetti al ministero c’è una cartella… Scherzo». Sì, scherza.

Dialogo tra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti, come riportato da Francesco Verderami. C’è mica anche una cartella su Sallusti, da qualche parte?

Le correzioni di Tremonti, il best seller del nostro declino

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Libertiamo

L’inventore del solve et repete dichiara solennemente che non si debbono vessare le imprese con troppi accertamenti, scatenando l’abituale fiume d’inchiostro sul nulla. In effetti, si potrebbero concentrare nello stesso arco temporale gli accertamenti compiuti da più soggetti della pubblica amministrazione, un’idea così geniale che Tremonti ha deciso di tenerla opportunamente in serbo per i fuochi d’artificio pre-elettorali.

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Tremonti, turbini e turbine

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Sembra passata una vita:

«Dobbiamo fare il nucleare».  Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti intervenendo al Workshop Ambrosetti. «Tutti dicono che l’Italia – ha sottolineato – è un po’ debolina sul Pil: noi competiamo con paesi che hanno il nucleare». Sulla questione del nucleare il ministro ha poi aggiunto: «voglio vedere chi ha davvero il coraggio di dire no del tutto» (Ansa, 5 settembre 2010)

Già, volevamo vedere.

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