Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Tremonti - page 3

Italiani, popolo di risparmiatori

Economia & Mercato/Italia

La «norma Fininvest» è stata ritirata in tempo, mentre il superbollo per i risparmiatori dovrebbe essere sulla «Gazzetta Ufficiale» di questa mattina. Non rimane da augurarsi che le Camere lo cancellino subito e senza contrasti. Con una raccomandazione al ministro Tremonti: per favore, abolisca la Giornata del Risparmio, oppure, se non ci riesce, alle celebrazioni del risparmio non ci vada mai più.

Mario Deaglio

E si vergogni, ministro Tremonti. Se ne è capace. Lei è indegno di sedere alla scrivania che fu di Quintino Sella.

Robin Giulio, protettore dei banchieri

Economia & Mercato/Italia

Su Linkiesta, Lorenzo Dilena spiega chi saranno i maggiori beneficiari del demenziale testatico tremontiano sui depositi titoli. Una misura che, secondo le tabelle di via XX Settembre, dovrebbe fruttate 8,8 miliardi di euro nel quadriennio, all’incirca un quarto del totale netto della manovra. Ma andrà proprio così? E’ lecito nutrire molti dubbi, ma anche una certezza: le banche non si strapperanno le vesti, tutt’altro.

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Spiccioli e sassate

La manovra economica vale 43,398 miliardi in 4 anni. A tanto ammonta la correzione del deficit, secondo quanto risulta da una tabella allegata al testo con tutti numeri della manovra. La correzione dell’indebitamento è di 5,3 milioni nel 2011, 151,8 milioni nel 2012. Sale a 17,876 miliardi nel 2013 e a 25,364 miliardi nel 2014.

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Non è un caso di testatico, ma di follia manifesta

Nuova imposta di bollo variabile per i depositi titoli. Lo prevede il testo definitivo del decreto legge sulla Manovra che è stato trasmesso al Quirinale e che Radiocor anticipa. Si passa da 10 euro per quello mensile a 120 per quello annuale; dal 2013, poi, per importi sotto i 50mila euro da 12,50 euro a 150 e per quelli sopra i 50mila euro da 31,66 a 380 euro.

A questo punto, è chiaro che Tremonti deve essere rimosso dalla sua posizione.

Articolo 47 della Costituzione della Repubblica italiana

Economia & Mercato/Italia

«Tra imposta di bollo ed imposta sostitutiva, un risparmiatore con 10.000 euro in titoli che abbiano un rendimento medio nominale del 3 per cento paga 180 euro all’anno di imposte, pari al 60 per cento del proprio reddito nominale e al 180 per cento del proprio rendimento reale (assumendo un tasso di inflazione pari al 2 per cento). Un risparmiatore con 30.000 euro in titoli paga il 33 per cento del proprio reddito nominale e 100 per cento del rendimento reale. Un risparmiatore con 100.000 euro in titoli paga il 24 per cento del proprio reddito nominale in imposte e il 72 per cento del proprio rendimento reale. Questo esproprio non solo è contro la logica economica, ma anche contro quella costituzionale che auspica la tutela del risparmio e la progressività delle imposte. Ben venga un’unificazione delle aliquote, ma non a spese dei piccoli risparmiatori»

Luigi Zingales

Chissà, forse obiettivo strategico della manovra è quello di rendere il risparmio del tutto penalizzante ed autolesionistico ed incentivare, per questa via, una spinta ai consumi. Come che sia, questo è il Medioevo prossimo venturo che l’onorevole professor Giulio Tremonti sta preparando ai sudditi italiani, nel quasi generale plauso di una stampa ignorante, asservita e corrotta.

E’ nata la patrimonialina tremontiana

Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore,

(…) l’imposta di bollo sulle transazioni allo 0,15% è stata eliminata perché contraria a una direttiva comunitaria. Al suo posto potrebbe essere confermato l’aumento dell’imposta di bollo sui depositi titoli.

Che dire? Incompetenti e rubagalline. Comunque se passa questa genialata, avremo una patrimonialina. Peraltro in somma fissa (si parla di 120 euro l’anno, contro i 34,20 attuali), quindi fortemente regressiva. Da lì in avanti è tutta discesa. Delle consistenze dei titoli presso intermediari italiani, s’intende.

Torna la tassa sulle compravendite, le distorsioni del governo sul mercato

di Mario Seminerio – Linkiesta

Nella manovra rispunta la tassa sulle compravendite mobiliari. I fondi comuni operanti in Italia saranno esentati, ma la misura fiscale avrà effetti devastanti sugli operatori italiani e finirà per favorire il trasferimento all’estero delle attività di negoziazione, “svuotando” Piazza Affari.

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Una voce dal passato

Italia

Ricordate la vicenda del blog economico-finanziario de il Foglio, 2+2, sparito dalla sera alla mattina senza lasciare alone, manco fosse rimasto vittima di un detersivo di marca, dopo un post su Marco Milanese? E ricordate che quello stesso detersivo-smacchiatore fece sparire anche il copiaincolla di quel post dal sito Dagospia? All’epoca ci domandammo (e domandammo a Dago, senza risposta) se fossimo incappati nella nascita live di uno dei tanti buchi neri di un paese fatto di un’antimateria sempre più spesso avvolta da colibatteri fecali?

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