Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Tremonti - page 3

Diritto all’elogio

in Adotta Un Neurone/Italia/Video

Non sarà difficile trovare numerosi laudatores di Giulio nostro. Non c’era diffamazione né falsità, mancavano solo “voci e testimonianze positive” (sic) dell’operato del ministro nella manovra finanziaria. Il tutto ai sensi della delibera Agcom di cui è stato promotore e relatore Antonio Martusciello, già dirigente di Publitalia 80, concessionaria di pubblicità del gruppo Fininvest. Ogni regola ha la sua deroga, come dimostra la splendida solitudine con cui ogni sera di giorno feriale Giuliano Ferrara arringa le sempre più esili folle che non riescono a trovare le forze per cambiare canale dopo il Tg1, altro noto contenitore di premi Pulitzer.

http://youtu.be/ooUoL2sKtq0&w=440&h=278

Dissociati alla nascita

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Si avvicinano le elezioni e Giulio nostro, dalla fantasia ormai sempre più berlusconizzata, corre in aiuto della mamma di Batman:

«Facciamo shopping di regimi fiscali: se un regime di favore è buono in altri Paesi forse è buono anche qua. Per l’attività  finanziaria l’idea è di applicare a Milano i regimi fiscali che per esempio ci sono in Irlanda, per un tempo dato e a determinate condizioni. La bozza del decreto applicativo per l’attivazione finanziaria è pronta, andrà sul sito e sui giornali, sono benvenute critiche ed idee. Cerchiamo di fare di Milano qualcosa di più»

Ora, come sia possibile stimolare insediamenti d’imprese attraverso regimi fiscali agevolati transitori, è un mistero.

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Formidabile, quell’Iri. Le nostalgie di Tremonti sanno di muffa

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Libertiamo

Di Silvio Berlusconi conosciamo ormai da tempo i tic: la personalità egolatrica, la propensione a reinterpretare la realtà, eufemisticamente parlando. Possiamo affermare di conoscere altrettanto bene il carattere di Giulio Tremonti? Sappiamo che l’uomo ha una robusta vocazione ai grandi disegni storici, quelli da immortalare sulle lavagne in magniloquente simbiosi con gli Scalfari ed i Bertinotti. Tremonti è proteiforme, è quella tesi ed antitesi che un’era geologica addietro rimproverava alla sinistra di essere: è liberista ma anche colbertista, federalista ma anche centralista. Vede ovunque zavorre a carico del nostro paese, perché cresceremmo di più se avessimo il nucleare ma anche se non lo avessero (più) gli altri.

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Compagni di merendine

in Economia & Mercato/Esteri/Italia

Pare che anche Giulio Tremonti sia stato infettato dal virus della sindrome del cacciaballe. La cosa non stupisce, la frequentazione ormai pluriennale con il premier non può lasciare indenni. Nei giorni scorsi, dopo l’assalto della realtà a Parmalat, il ministro aveva proclamato che il governo italiano avrebbe fatto “shopping giuridico”, ed elaborato una legislazione contro i barbari improntata a quanto già avviene all’estero. Immediata l’entusiastica adesione della nostra analitica stampa all’iniziativa tremontiana, definita sbrigativamente dall’Ansa “norma anti-Opa”.

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Extraterrestre, portalo via

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Proseguendo negli esercizi di ricalcolo che lo hanno portato dapprima a ibridare il Pil con pizza, sole e mare, e poi a rivalutare la ricchezza privata come base per continuare ad ottenere credito sovrano offrendo in garanzia l’appartamento degli italiani, oggi Giulio Tremonti ha scoperto che, dopo quello pubblico tradizionale e quello privato, esiste anche (udite, udite) un “debito atomico“.

«Se gli altri Paesi non avessero il nucleare bisognerebbe ricalcolare il pil. Pensate che nel calcolo di chi ha il nucleare non è considerato il costo del decommissioning (smantellamento degli impianti a fine vita, ndPh.). Un costo che sicuramente va calcolato e se lo si facesse molti dei Paesi che hanno il Pil maggiore del nostro sarebbero indietro»

“Ach, siamo stati fregaten!” direbbero le Sturmtruppen di fronte alla malasorte contabile che attanaglia il nostro paese.

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Quei prestigiatori del Foglio

in Italia

Ieri l’apprezzabile ed apprezzato (da noi) blog economico del Foglio, 2+2, ha pubblicato un post piuttosto duro (anche con venature inquisitorie) nei confronti di Marco Milanese, il potente braccio destro di Giulio Tremonti. Data la sua rilevanza, il post è stato ripreso da Dagospia. Ai lettori più attenti non è sfuggito che il link al post di 2+2 produceva un errore 404, di pagina non trovata. Ieri sera, Giornalettismo elucubrava sui motivi della sparizione del post. Questa mattina, in un crescendo rossiniano, è sparito l’intero blog 2+2. Presumibilmente per le stesse “problematiche tecniche” che ieri avevano prodotto la scomparsa del post. E’ incredibile come un elefante riesca ad essere così agile, quando si tratta di censura ed autocensura. Com’è che era? “Parleremo male di tutti, tranne che del papa”. Felicitazioni a Giulio Tremonti per l’ascesa al soglio di Pietro, e solidarietà agli autori di 2+2.

Update – E’ sparito anche il post di Dagospia. Stiamo assistendo in diretta alla nascita di un buco nero.

‘Partita di raggiro’. Tremonti confisca il Tfr e nasconde il debito

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Libertiamo

Il 25 novembre 2005  il governo Berlusconi approvò la riforma della previdenza complementare, che regola la destinazione del trattamento di fine rapporto (Tfr) ai fondi pensione complementari, tramite il meccanismo del silenzio-assenso in base al quale, dal primo gennaio 2007, il lavoratore dipendente deve scegliere se mantenere il Tfr nella sua forma attuale oppure destinarlo alla costruzione di una pensione integrativa, versandolo ai fondi pensione (sia di categoria che aperti).

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Extraterrestre, portami via

in Adotta Un Neurone/Italia

La puntata di questa sera di Annozero sarà utilissima agli storici (ma anche agli archeologi) che tenteranno di scrivere il post mortem della repubblica italiana. Un Vecchio Saggio Fondatore, che abitualmente spiega a dio dove abita, che con la sola imposizione della barba trasforma il “meticcio” in “mandingo” (perché “il meticcio è più prestante”); due filosofi tardo-ottocenteschi (soprattutto tardi) colpiti da abbondante salivazione di fronte al “tornante della storia” che tutto e tutti travolge.

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Vade retro Bruxelles: Tremonti esorcizza ma non scongiura il ‘rischio patrimoniale’

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri

di Mario Seminerio – Libertiamo

Ancora una volta, un meeting internazionale (questa volta quello del G20) ha prodotto un comunicato di quattro pagine, sul quale hanno indefessamente lavorato per tre giorni e tre notti le delegazioni dei paesi partecipanti, nel quale ci si dice sostanzialmente d’accordo su quali saranno i criteri su cui cercare un accordo…al prossimo meeting!

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Il ritorno di Voltremont

in Contributi esterni/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Collettivo noiseFromAmerika

Dopo un anno riappare in libreria Tremonti, istruzioni per il disuso, il libro che abbiamo scritto, firmandoci “Collettivo noiseFromAmerika”, per ristabilire la verità sul nostro ministro dell’Economia. La nuova edizione, che contiene una lunga postfazione in cui si discutono gli eventi economici dell’ultimo anno,si è resa necessarai perché il libro era esaurito ma, soprattutto, perché il 2010 ha cominciato a rivelare la natura socialmente perniciosa del bluff politico-intellettuale costituito da Giulio Tremonti, in arte Voltremont, evocazione del Voldemort acerrimo nemico del maghetto buono Harry Potter.

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Social Giulio

in Economia & Mercato/Italia

Con colpevole ed inaccettabile ritardo, e solo per effetto del reminder di oggi di Dagospia, sempre in tema di politica sociale del governo e del suo tributarista in chief, segnaliamo questo articolo di Sergio Pasquinelli su lavoce.info, che ricorda ai sudditi, impegnati ad elaborare che siamo l’economia più vibrante dell’Ocse al netto del contributo della spesa pubblica (prossimo passaggio, un modello econometrico dell’influsso astrale sulla congiuntura), che il Fondo nazionale per l’autosufficienza celebra il risultato storico di essere stato azzerato quest’anno, mentre i suoi fondi fratelli non si sentono troppo bene.

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Per una nuova frustata italiana

in Adotta Un Neurone/Italia

Dal Cinegiornale Ansa-Luce:

Il ministro dell’economia Giulio Tremonti testerà [sic] tra oggi e domani la rete di trasporti e quella viaria nel Mezzogiorno. Secondo quanto si apprende, come un qualsiasi passeggero si sta recando a Reggio Calabria in treno. Viaggeranno con lui anche i segretari generali di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
Prima tappa sarà a Napoli, con il Freccia Rossa, poi Lamezia Terme, e infine Reggio Calabria.
Domani invece, sempre secondo quanto si apprende, Tremonti e sindacalisti lasceranno la città calabrese in pullmann, questa volta per verificare i tempi e le condizioni del viaggio su strada.
Tremonti, Bonanni e Angeletti, nella tratta Roma-Napoli hanno viaggiato in uno dei ‘salottini’ separati delle carrozze di prima classe. Tutti e tre vestiti casual, in maglione, e tutti e tre con borse a tracolla sportive.
Durante il viaggio Roma-Napoli nessuno dei passeggeri li ha avvicinati – Ansa, 9 febbraio 2011

Modesta proposta per una nuova frustata italiana: tutti i viaggiatori sulla rete viaria meridionale siano dotati di staffetta di polizia o carabinieri, per abbattere i tempi di trasporto.

L’ultima pietra filosofale

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

«È anche auspicabile che il piano non offenda l’intelligenza degli italiani. Se per esempio si intende proporre modifiche all’art. 41 della Costituzione, si argomenti perché lo si ritiene opportuno, eventualmente nel quadro di altre modifiche. Ma non si presenti questa come condizione necessaria, o quasi, per introdurre liberalizzazioni. Altri governi hanno introdotto varie liberalizzazioni pur in vigenza di tale articolo. Del resto, il governo attuale ha denunciato l’art. 41 come ostacolo alle liberalizzazioni solo l’anno scorso, benché il presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia e delle Finanze abbiano avuto modo di misurarsi con questa tematica dal 1994»

Mario Monti, Corriere della Sera, 6 febbraio 2011

L’ultimo videogame di Tremonti

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, è tornato al suo antico cavallo di battaglia, quello che cavalca dall’inizio di questa crisi. Che per Tremonti è un videogame dove, abbattuto un mostro, si sale di livello e se ne deve affrontare un altro. E’ un’immagine logora e consunta, anche perché apre di solito la strada ad immancabili ruminazioni su quanto sono cattive le banche e gli speculatori, e sul fatto che noi italiani abbiamo affrontato bene la crisi, non avendo dovuto aiutare gli istituti di credito.

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Per Fortis il debito pubblico non è un problema. Possiamo sempre socializzare la ricchezza privata

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

di Mario Seminerio – Libertiamo

In un editoriale pubblicato da ilSole24Ore, il professor Marco Fortis tenta di rassicurare sulla solidità del nostro paese riguardo la crisi di debito dell’area euro, basandosi su quelli che definisce “indicatori oggettivi”. Proviamo anche noi ad analizzarli, con lo scetticismo che ci coglie ogni volta che sentiamo pronunciare il termine “oggettivo”.

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