Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Venezuela

Venezuela, perché il debito estero va ripagato ad ogni costo

in Economia & Mercato/Esteri

In caso i numeri dell’incredibile distruzione dell’economia del Venezuela non fossero sufficienti a dare la misura, segnaliamo le dichiarazioni dello zar economico del clown che siede a Miraflores. Che si fa, quando le riserve valutarie sono pressoché esaurite? Si potrebbe dichiarare il ripudio del debito estero ma pare che il Venezuela consideri il pagamento di tale debito un irrinunciabile punto d’onore o di altro, in questo mostrandosi assai poco rivoluzionario. E quindi?

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Venezuela, un paese a rotoli. Che mancano

in Economia & Mercato/Esteri

Vi segnaliamo un commento sulla tragica ma farsesca situazione del Venezuela, quello che doveva essere uno dei paesi più ricchi al mondo e sta invece disintegrandosi sotto il peso della gestione criminale di Nicolas Maduro, figlio politico di Hugo Chavez. L’articolo, comparso giorni addietro su The Atlantic, è una galleria degli orrori di quello che può accadere quando follia ideologica, corruzione e criminalità si autoalimentano. L’esito è una catastrofe economica ed umanitaria. Attendendo la guerra civile, quando molti, dalle nostre parti, saranno sorpresi e cercheranno di dare la colpa al denaro sterco del demonio e che “rende tristi”, come ama dire un signore vestito di bianco che guida una monarchia assoluta al centro della Penisola italiana, e che tuttavia proviene egli stesso “dalla fine del mondo”, cioè da quella parte del mondo dove discese agli inferi di questo tipo si susseguono con impressionante regolarità, nei decenni, malgrado la “benedizione” di una ricca dotazione di materie prime. E chissà che la colpa non resti del kapitalismo.

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Venezuela, Maduro resiste alla democrazia

in Economia & Mercato/Esteri

Oggi si insedia il nuovo parlamento venezuelano, controllato con la cosiddetta supermaggioranza di due terzi dei seggi dalla coalizione MUD (Mesa de la Unidad Democratica). Come da attese, il presidente Nicolas Maduro ed il suo partito stanno contrastando con ogni mezzo il rispetto della legalità, in una escalation di crisi istituzionale che non promette nulla di buono. Del resto, che aspettarsi di differente da Maduro?

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Venezuela, quando troppa sovranità rende schiavi

in Economia & Mercato/Esteri

Secondo il sito DolarToday, che tiene conto degli scambi effettuati vicino al confine colombiano, il cambio di mercato nero del bolivar, la valuta venezuelana, ha sfondato quota 400 contro dollaro, a fronte di un cambio ufficiale principale a 6,3, e di una serie di cambi ufficiali di “asta” per assegnazione della divisa per transazioni commerciali il cui valore massimo non eccede i 200 bolivares per dollaro. Pare quindi che il collasso valutario del Venezuela sia sempre più vicino. E che accade, in questi casi? Che la moneta forte scaccia quella debolissima, in una sorta di inversione estrema della Legge di Gresham.

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Venezuela, fraude o muerte

in Esteri

Mentre gli scaffali di supermercati e negozi venezuelani sono desolatamente vuoti, il sistema di controllo sui tassi di cambio, che da molti anni rappresenta la corda a cui il paese sta impiccandosi, ha determinato imponenti deflussi valutari ed altrettanto pantagruelici arricchimenti, a vari livelli: da quello degli “uomini d’affari” a quello degli onnipotenti funzionari pubblici che tali transazioni avallano. Sono le gioie degli anti-mercati in contesti ideologicamente accecati, bellezza.

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Il freccerismo arriva a Caracas

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Esteri

In Venezuela le maggiori catene della grande distribuzione hanno “accettato volontariamente” di dotarsi di sistemi biometrici di controllo delle impronte digitali, per una più efficace attuazione della dottrina rivoluzionaria del razionamento dei generi alimentari.

«E’ una grande notizia per il Venezuela. Sconfiggeremo i contrabbandieri, i capitalisti, i ladri. Vinceremo questa guerra economica e garantiremo al popolo il suo alimento!”

ha detto il presidente Nicolas Maduro, che presto comparirà nei maggiori talk politici italiani come ospite fisso in collegamento via satellite, mentre i suoi epigoni indigeni esibiranno in trasmissione una coccarda con l’immagine di Marx ed il motto rivoluzionario: “Vuoi perdere peso? Chiedimi come”.

Venezuela, il capitalismo corre in soccorso

in Economia & Mercato/Esteri

Per la serie il bieco capitalismo colpisce ancora, pare che il Venezuela stia trattando con la malvagia entità nota come Goldman Sachs per ottenere liquidità attraverso la cessione di propri crediti verso altri paesi fratelli, a cui sinora ha offerto generosi sussidi sulle forniture di petrolio.

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Venezuela, gettare sussidi sul fuoco

in Economia & Mercato/Esteri

Mentre il Pil dell’Argentina del primo trimestre 2014 si contrae dello 0,8% trimestrale (fonte ufficiale), segnando l’entrata in recessione del paese dopo il meno 0,5% dell’ultimo trimestre del 2013, il Venezuela si avvia a prendere consapevolezza che il capolinea è sempre più vicino, e dovrà fatalmente passare per un’operazione socialmente molto dolorosa ma pressoché inevitabile, al pari di altri paesi emergenti, tutti caratterizzati da corposi ed insostenibili sussidi su alimentari e carburanti/combustibili. Come spesso accade in Venezuela, tuttavia, l’abnorme ed il patologico sono regola di vita.

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Venezuela, dollari o morte

in Economia & Mercato/Esteri

Sono stati di recente pubblicati i dati finali del Pil 2013 del Venezuela. Mostrano un incremento dell’1,3%, che farebbe la gioia di un governo europeo (prescindendo dalla fallacia che conta il raffronto col Pil potenziale, per capire se si sta realmente crescendo), ma si confronta con una crescita del 5,6% per il 2012. Il fatto è che l’economia venezuelana sta semplicemente disintegrandosi, e questa traiettoria non potrà che portare a rivolte sino al ciglio della guerra civile, ed oltre.

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Diplomazia medica

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri

In una interessante analisi del potenziale ruolo di Cuba nel contribuire a raffreddare le crescenti tensioni in Venezuela, alcuni dati evidenziano la singolare risorsa diplomatica e di export dell’isola caraibica, in quella che già molti anni addietro era una delle maggiori fascinazioni per la confusa sinistra italiana: i medici.

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Venezuela, la svalutazione secretata

in Economia & Mercato/Esteri

Ieri l’altro Moody’s ha svalutato il rating sovrano del Venezuela in valuta locale ed estera, portandolo ad un orrido Caa1 e con outlook negativo, motivando la mossa con i “sempre più insostenibili sviluppi macroeconomici, un’inflazione fuori controllo ed un forte deprezzamento del cambio parallelo”. Non è l’assalto degli imperialisti ma la realtà che bussa alla porta. Il governo di Caracas risponde in modo ovviamente disfunzionale, ma la situazione è talmente compromessa che ogni tentativo di ritorno alla realtà sarà pagato a carissimo prezzo.

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Julio a Caracas

in Economia & Mercato/Esteri

Venezuela, ultimo tasso d’inflazione tendenziale rilevato 32,2 per cento, in giugno. Forte spesa pubblica, consumi drogati dal boom petrolifero. Ma il governo di Caracas dà la colpa alla “speculazione”. E suggerisce una brillante ricetta ai consumatori:

“L’aiuto più importante che la gente può darci nel combattere l’inflazione è difendere il proprio reddito. Noi non possiamo abituarci a comprare tutto a qualsiasi prezzo. Se iniziamo a contrattare sui prezzi, gli speculatori inizieranno a sentirsi la pressione addosso.”

Ha detto il ministro dell’Agricoltura Elias Jaua. Il governo venezuelano ha finora fatto molto poco per contrastare l’inflazione, limitandosi a timidi rialzi dei tassi d’interesse e dei prezzi su alcuni beni a tariffe controllate. In compenso, la lotta agli “speculatori” prosegue eroicamente. Socialismo o muerte.

Chavez non fermera’ la sua “revolucion”

in Articoli/Esteri

di Mario Seminerio

Contrariamente agli entusiasmi con cui è stata accolta in Occidente da (quasi) tutti, la prima sconfitta del presidente venezuelano Hugo Chavez in una consultazione nazionale non sembra destinata a fermare la marcia dell’autocrate di Caracas verso la fatale socializzazione dell’economia venezuelana. Infatti, Chavez, può ancora contare sul controllo di tutti i 167 seggi del Congresso e dei 32 membri della Corte Suprema, oltre a disporre dei poteri esecutivi per governare a colpi di decreto almeno fino a luglio 2008. Con questi strumenti, egli potrà tentare di attuare almeno alcuni dei punti dell’agenda di “riforme” bocciate nella consultazione del 2 dicembre. Anche se la costituzione venezuelana impedisce al presidente di proporre gli stessi emendamenti per la seconda volta, Chavez potrebbe comunque far eleggere un’assemblea costituzionale, aggirando di fatto il divieto. Nel frattempo, le “riforme socialiste” vanno avanti.

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Caracas, Zimbabwe

in Economia & Mercato/Esteri

Hugo Chavez non perde occasione di ricordare a tutti che “Il Venezuela si sta dirigendo verso il socialismo, e niente e nessuno potrà impedirlo“. Un vero e proprio memento mori, vien fatto di pensare. E anche le ultime “riforme” economiche del compagno-presidente confermano il rapido approssimarsi del Venezuela a standard molto simili a quelli dello Zimbabwe. Ad esempio, Chavez dal 2005 ha avviato una riforma agraria che consiste nell’assegnare terre coltivabili a cooperative attraverso un sistema di prestiti che di fatto sono erogazioni a fondo perduto. Continua a leggere su Epistemes

Socialismo petrolifero

in Esteri/Italia

Hugo Chavez sta tentando di estromettere il Fondo Monetario Internazionale dal Sudamerica, la regione che un tempo generava il maggior volume di prestiti erogati dall’organismo sovranazionale. L’attività di credito del FMI nell’area è scesa a soli 50 milioni di dollari, meno dell’1 per cento del suo portafoglio globale, contro l’80 per cento del 2005. Nel frattempo, Chavez ha utilizzato il petrolio per prestare 2.5 miliardi di dollari all’Argentina, e ne ha offerti 1.5 miliardi alla Bolivia e 500 milioni all’Ecuador.

Chavez sta tentando di promuovere quella che egli definisce un'”alternativa socialista” al FMI ed al suo maggior azionista, il Tesoro statunitense. Il portafoglio crediti del Fondo si è progressivamente ridotto a 11.8 miliardi di dollari, dal picco di 81 miliardi nel 2004 ed una singola nazione, la Turchia, conta oggi per circa il 75 per cento del volume totale di credito erogato.

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Diverso sentire

in Famous Last Quotes

…[la partita] non ha alcun significato politico, ha solo un valore sociale. Siamo molto onorati dell’amicizia del presidente Chavez, un uomo che ha grande sensibilità nei confronti dei Paesi poveri del mondo, e questo ci rende molto amici.

Massimo Moratti, in occasione dell’amichevole (a porte chiuse) Inter-Venezuela, mirabile esempio di integrazione verticale nell’industria petrolifera.

…Ma non chiamatelo stato-canaglia

in Esteri

Il frastuono mediatico, provocato dalle idiozie di Pat Robertson, ha finito col distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale dalle ultime imprese di Hugo Chavez e del suo regime. L’ultima, in ordine di tempo, è il tentativo di imporre la presenza di due funzionari dello stato nei consigli d’amministrazione delle banche che operano in Venezuela, siano esse domestiche o estere. La misura coinvolgerebbe anche istituti spagnoli, quali il Bbva ed il Banco Santander che in Venezuela controllano, rispettivamente, Banco Provincial e Banco De Venezuela. La mossa fa parte della strategia chavista per la realizzazione del “socialismo nel Ventunesimo secolo”, che prevede il progressivo controllo e condizionamento sull’erogazione del credito, come in ogni progetto rivoluzionario che si rispetti. La presenza di funzionari governativi permetterebbe di orientare l’erogazione del credito, e di rafforzare il sistema di premi e sanzioni per le aziende che tardassero ad introdurre il nuovo precetto chavista, che prevede che almeno il 20 per cento degli organismi aziendali di indirizzo e controllo debba essere riservato ai lavoratori. Ma questa è solo la punta dell’iceberg: Leggi tutto

Aveva ragione Popper…

in Adotta Un Neurone

Venezuela’s President Hugo Chavez Comments on Television Shows 2005-05-06 19:02 (New York)

By Alex Kennedy
May 6 (Bloomberg) — Venezuelan President Hugo Chavez comments on the alleged dangers of television shows from abroad. Chavez spoke during a televised speech in Caracas.

“Be careful with your children. The television shows they send us from abroad are poisoned because sometimes there are codes you can’t see due to the speed of the image. They plant codes. Poison. At normal speed, you can’t see them. Only with a slow camera, sometimes you can see them. Subliminal codes of violence to destroy the beauty of human beings, above all boys and girls.”

(Grazie al nostro prezioso contributor Emanuele per la segnalazione)

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