Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Welfare

Disoccupati, esenzioni dal ticket o dal buonsenso?

in Contributi esterni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

quanti sono i disoccupati in Italia? E gli “scoraggiati”, quelli che non hanno un lavoro e nemmeno lo cercano? Come noto, l’Istat periodicamente si sforza di fornirci queste importantissime cifre, che sulla base delle ultime rilevazioni danno un numero di disoccupati poco superiore ai 2,9 milioni.

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Welfare italiano, anatomia di una catastrofe

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Ieri è stato presentato il Quarto Rapporto su “Il Bilancio del Sistema Previdenziale Italiano. Andamenti finanziari e demografici delle pensioni e dell’assistenza per l’anno 2015“, curato dal centro studi Itinerari Previdenziali. La sintesi e le sconsolanti conclusioni si trovano oggi in un commento di Alberto Brambilla (che del centro studi è presidente) sul Corriere.

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Reddito di cittadinanza, traversata nel deserto italiano dei miraggi

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Il marketing politico trova in Italia fertile terreno di applicazione. Una popolazione mediamente assai credula, oltre che sprovvista (sempre in media) dei più elementari strumenti di valutazione economica delle politiche pubbliche, ed al contempo ancora pesantemente contaminata dall’oppressione del pensiero delle “due chiese”, quella cattolica e quella comunista, sul disvalore sociale del denaro, è da sempre fertile terreno di scorribanda di demagoghi ed incantatori di serpenti.

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Riforma della contrattazione, appuntamento col destino

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Oggi Repubblica segnala che il governo, dopo il fallimento del periodo concesso alle parti sociali per la riforma della contrattazione collettiva, potrebbe prendere l’iniziativa e spostarne il baricentro verso l’ambito aziendale e territoriale, introducendo contestualmente il salario minimo. In questo troverebbe sponda da parte di Confindustria, il cui presidente, Giorgio Squinzi, sta mandando evidenti segnali di insofferenza per lo stallo nel negoziato con i sindacati, arenatosi sulla precondizione di Cgil e Uil a trattare solo dopo il rinnovo col vecchio schema dei contratti collettivi dell’industria.

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Le non persone

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Pare che oggi, presentando la sua Coalizione sociale, il leader della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, abbia proferito queste parole:

«Noi non siamo per l’assistenzialismo. Il reddito minimo non deve essere pagato con il contributo di altre persone ma a carico delle imprese o della fiscalità generale cioè quelli che prendono di più devono garantire anche per chi non ce la fa».

Ora, con la magica formula “fiscalità generale” si intendono soprattutto i contribuenti persone fisiche, chiamati a contribuire secondo criteri di progressività, come indicato dallo stesso Landini. Il quale Landini, tuttavia, precisa che il reddito minimo non deve essere pagato “da altre persone”. Ergo, per Landini “chi ha di più” non è una persona. Al netto del momento umoristico, questo pare proprio un lapsus freudiano.

Reddito di cittadinanza, si può fare?

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Promette troppi miracoli, coperture finanziarie non realistiche

Il disegno di legge del M5S sul reddito di cittadinanza rappresenta un tentativo di creare una rete di protezione sociale su base universalistica. In questo senso, non si può che elogiare l’aspirazione. Sfortunatamente, la proposta è minata dalle fondamenta da una serie di contraddizioni ed ingenuità che di essa faranno solo una utopia di bandiera.

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Predatori alati

in Economia & Mercato/Italia

Poiché in questo periodo storico il tema del ridisegno dei meccanismi di welfare e della loro “universalizzazione” in tempo di crisi fiscale in Italia è divenuto vieppiù acuto, ecco una storia assai poco edificante ma paradigmatica del perché questo paese si è sin qui mostrato geneticamente incapace di darsi una missione per il proprio futuro di comunità e di perseguirla evitando porcate che sono il segno distintivo di uno stato fallito.

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Metodi alternativi di riduzione della disoccupazione

in Economia & Mercato/Riletture

Quello che segue è un brano tratto da Sottomissione, di Michel Houellebecq, ambientato in una Francia guidata da un presidente della Repubblica islamista, eletto anche grazie alla formazione di una “grande coalizione” tra Fratelli musulmani e partito socialista che al ballottaggio imbarcano i resti dell’UMP sarkozysta e del sistema politico francese “istituzionale”, in funzione difensiva nei confronti del Front National.

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La disoccupazione coi fichi secchi

in Economia & Mercato/Italia

Poiché al governo si sono convinti che la disoccupazione aumenta (e l’occupazione cala) perché le aziende hanno bloccato il turnover nell’attesa che il Jobs Act divenga pienamente operativo, è utile sapere che domani il parlamento dovrebbe ricevere il decreto con le coperture per la Nuova Aspi (il sussidio “universale” di disoccupazione) ed il decreto legislativo per il contratto unico a tutele monetizzazione crescente, per i trenta giorni di consultazione che produrranno un parere non vincolante. Al termine di questo iter, si parte. Ad oggi, esiste e persiste un problema di coperture finanziarie per la Nuova Aspi, e sarà interessante vedere come sarà risolto.

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Francia, il lungo adieu al welfare

in Economia & Mercato/Esteri

In Francia infuria in questi giorni il dibattito pubblico sulla “generosità” del sistema di sussidi di disoccupazione. La gestione del sussidio è in rosso costante, per 3,8 miliardi quest’anno e 3,5 il prossimo, toccando a fine 2015 un deficit cumulato previsto a 24,9 miliardi. Il giovane ministro dell’Economia (e della Rinascita Industriale, oltre che dell’information technology) francese, l’ex banchiere d’investimento di Rotschild, Emmanuel Macron, ha preso a calci un alveare ribadendo l’esigenza di intervenire sul sistema, per ridurne il buco.

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Numeri, fichi secchi e profezie

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Oggi su La Stampa c’è un’intervista a Stefano Fassina che ci è utile non tanto per il contenuto quanto per un paio di numeri che l’esponente Pd fornisce, per la verità disponibili a chiunque sappia far di conto e tenda a -o tenti di- porsi domande sulla “rivoluzione” renziana al tempo degli sponsali coi fichi secchi. Anche per questo motivo siamo moderatamente fiduciosi che non leggeremo commenti su Fassina e la sua pratica politica (anche se in questo paese gli adoratori del dito che indica la luna stanno per diventare religione di stato) quanto su quei numeri.

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Prendete nota

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Si, lo sappiamo: in politica è sempre possibile cambiare idea, e comunque cambiano situazioni, interlocutori, fasi lunari, macchie solari e quant’altro. Al netto di ciò, è sempre utile tentare di tenere il record delle dichiarazioni pubbliche dei policymaker, veri o presunti. E così oggi vi segnaliamo la presa di posizione del responsabile Economia e Lavoro del Partito democratico, che immaginiamo non sia a titolo personale.

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Lezioni irlandesi per Alesina e Giavazzi

in Economia & Mercato/Unione Europea

Una notizia che interesserà tutti i sostenitori del nuovo “miracolo” irlandese, cioè la presunta e fantomatica capacità di Dublino di uscire dalla devastante crisi immobiliare che l’ha colpita, costringendola all’assistenza della Troika. Ed in effetti è un bel mistero, viste le metriche di deficit e disoccupazione del paese, che tuttavia non hanno sinora impedito al costo del debito sovrano di calare in modo impressionante, sia pure con qualche aiutino esterno. Presentato il progetto di bilancio 2014, scopriamo che l’Irlanda resta un paradiso del welfare, malgrado i “consigli” della Ue.

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Neureka – La cura letale a Radio Radicale

in Discussioni/Economia & Mercato/Podcast/Rassegna Stampa/Unione Europea

Vertice europeo e importanti decisioni rimandate su Grecia e bilancio. “La cura letale” secondo Mario Seminerio, economista ed analista, autore dell’omonimo libro. La possibilità di un welfare europeo, unica prospettiva per tentare di ammortizzare i pesanti costi sociali di questa crisi che ha avvolto l’Europa e i paesi in maggiore difficoltà dell’UE. In studio Valeria Manieri (Radio Radicale). In collegamento Tonia Mastrobuoni (giornalista de La Stampa).

Piccoli esercizi di austero masochismo

in Economia & Mercato/Unione Europea

Nel mese di ottobre, il numero di disoccupati spagnoli registrati presso l’agenzia statale per l’occupazione è aumentato di altre 21.200 unità, toccando i 4,8 milioni, nuovo massimo storico dall’inizio delle rilevazioni per questa serie storica, nel 1996. Nel contempo, il numero di persone che contribuiscono al sistema di sicurezza sociale (un indicatore affidabile dell’occupazione totale) è calato di 50.600 unità, a 16,7 milioni di persone.

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Il phastidioso Zingales

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Unione Europea

Clamoroso al Cibali: Luigi Zingales è “keynesiano“:

«Le economie del sud Europa rischiano di morire non solo di spread, ma anche di un eccesso di cura, ovvero di austerità. Se è giusto ridurre la spesa pubblica, fonte di corruzione e di inefficienze, è anche vero che l’effetto immediato di tale riduzione è un aumento della disoccupazione, che a sua volta causa una riduzione della domanda interna e quindi del Pil»

Keynesiano tra virgolette, s’intende.

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La nemesi italiana

in Articoli/Italia

La settimana scorsa è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la nuova disciplina del trattamento fiscale del salario di produttività, cioè della componente variabile della retribuzione. Doveva essere la leva per spingere la nostra stagnante produttività ed invece è praticamente caduta sotto la scure dei tagli di bilancio. Anni addietro si bloccava la riforma delle pensioni chiedendo che non servisse a “fare cassa” e che i risparmi andassero al welfare. Quello che abbiamo ottenuto sono stati solo tagli per fare cassa e niente welfare, sotto il peso dell’emergenza. Questa è la nemesi, per un paese geneticamente incapace di progettare il proprio futuro, e costretto a subirlo. Inutili le solite cantilene “facciamo come la Germania”. Noi siamo in crisi fiscale, e lo resteremo a lungo.
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Questo micro-articolo è apparso su Panorama di questa settimana, purtroppo mutilato della frase finale, che peraltro ambiva a rappresentarne il senso. Me ne scuso con i lettori e (soprattutto) con me stesso. (MS)

Amerikani d’Italia, fate un respiro profondo

in Economia & Mercato/Italia

Ieri è uscita un’Ansa, che diceva così:

«La nuova indennità di disoccupazione (assicurazione sociale per l’impiego, sostituirà le tutele attuali, compresa la mobilità, tranne la cig ordinaria) proposta dal ministro Fornero prevede un tetto massimo di 1.119 euro lordi, una durata di 12 mesi che sale a 18 per gli over-58. Prestazione che si ridurrà del 15% ogni 6 mesi»

E’ solo un canovaccio, che si deve allo sforzo quasi eroico del governo e di Elsa Fornero di mettere assieme un sistema di ammortizzatori sociali universali senza usare i fondi sociali (cosa che ovviamente scatenerebbe una guerra tra poveri) e in un contesto di assoluta penuria di risorse fiscali. Siamo in evidente modalità di nozze coi fichi secchi, non si può certo fare una colpa di ciò all’esecutivo. Oggi sui giornali è di fatto uscito questo lancio d’agenzia “cucinato” in vario modo, ma resta la sostanza di un buio pesto, che al momento è la nostra unica certezza.

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