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title: Confronti impietosi
author:
  name: Mario Seminerio
  url: 'https://phastidio.net/author/phastidio/'
date: '2005-04-12T21:22:58+02:00'
modified: '2005-04-12T21:22:58+02:00'
type: post
summary: 'Sempre riguardo il tema della violenza negli stadi, e quello dei frusti luoghi comuni di quella parte della stampa italiana (casualmente, sempre quella moralmente ed antropologicamente superiore), che non riesce più a sdegnarsi di fronte alle manifestazioni di antisemitismo negli stadi, ma è sempre pronta con l''immancabile ditino ammonitore a "suggerire" la vecchia tesi no-global (visceralmente razzista) degli israeliani fautori di un regime di apartheid, ripubblichiamo un articolo di Deborah Fait, apparso su Informazionecorretta.'
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# Confronti impietosi

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                   Sempre riguardo il tema della violenza negli stadi, e quello dei frusti luoghi comuni di quella parte della stampa italiana (casualmente, sempre quella moralmente ed antropologicamente superiore), che non riesce più a sdegnarsi di fronte alle manifestazioni di antisemitismo negli stadi, ma è sempre pronta con l’immancabile ditino ammonitore a “suggerire” la vecchia tesi no-global (visceralmente razzista) degli israeliani fautori di un regime di apartheid, ripubblichiamo un articolo di Deborah Fait, apparso su [Informazionecorretta](http://www.informazionecorretta.com):

> **Israele e lo sport.**
> E’ bastata una partita di calcio, Irlanda-Israele, un gol a testa,quello per Israele calciato da Abbas Suan, arabo-israeliano, perche’ alcuni media italiani, La Repubblica in testa, si lanciassero a capofitto in cronache romantiche e insinuazioni gratuite sul povero giocatore arabo vittima dei tifosi israeliani e poi diventato eroe per aver permesso la qualificazione di Israele.
> Ho guardato la partita in diretta TV e dopo 90 minuti di gioco il campo dello stadio di Ramat Gan era bello verde e pulito come all’inizio, niente bottiglie di plastica, niente bicchieri ne’ biglie di metallo, niente rotoli di carta igienica, niente striscioni offensivi verso la squadra avversaria, solo bandiere, tante bandiere, israeliane e irlandesi.
> Tutto era perfetto, nemmeno una cartina grande come un coriandolo che deturpasse le zolle erbose dello stadio.
> Durante la partita non ho visto fuochi, ne’ fumo, ne’ seggiolini divelti ma solo spettatori ora preoccupati , ora felici ed esultanti, famiglie con bambini che gridavano per sostenere la loro squadra a cavalcioni sulle spalle dei grandi per vedere meglio.
> I tifosi israeliani sanno comportarsi in modo civile, andare allo stadio e’ una gioia non un pericolo e questa e’ una regola non un’eccezione.
> Suan non e’ stato offeso dai tifosi ma da tifosi, cioe’ dall’eccezione, da quelli considerati i piu’ focosi di tutta Israele, spesso incivili, facenti parte di quella famiglia di cretini la cui madre e’ sempre incinta.
> Si sa che la guerra non rende amici e purtroppo lo hanno appurato quegli israeliani che si sono avventurati nei territori palestinesi e ne sono tornati cadaveri neanche tanto interi.
> Gli arabi israeliani non vengono mai aggrediti ma , considerata la partecipazione attiva di alcuni di loro agli attentati terroristici, si puo’ capire, pur se non giuistificare, l’astio generalizzato di alcune teste calde nei loro confronti.
> Gli israeliani, cui nulla viene perdonato e nulla viene mai riconosciuto, reagiscono come tutti gli esseri umani alla tensione della guerra, chi con rassegnazione, chi col dolore e la depressione, chi con rabbia.
> In Israele tuttavia non esiste la discriminazione nello sport, ebrei, arabi, drusi giocano a calcio insieme senza nessun problema. Normale no? Certo, cosi’ deve essere ma non mi risulta che nelle squadre di calcio dei paesi arabi giochino ragazzi ebrei o cristiani.
> Quei pochi e incivili tifosi che in passato hanno insultato Abbas Suan sono pero’ ancora alla Scuola Materna rispetto a certi tifosi italiani ed europei, plurilaureati in violenza e razzismo, odio e furore.
> **Non dimentichiamo la vergognosa storia dell’Udinese quando, dopo averlo accettato, rifiuto’ l’ingaggio di Ronnie Rosenthal, ebreo e israeliano, in seguito alle proteste dei tifosi e alle scritte comparse sui muri di Udine ” Juden Rauss, niente ebrei in squadra”. **
> La penosa scusa dei dirigenti dell’Udinese fu che Rosenthal aveva le vertebre storte.
> Fu acquistato dal Liverpool, gioco’ 25 partite in un anno e fece 18 goal , altro che vertebre storte. Il manager del Liverpool lo defini’ il miglior giocatore della squadra, Ronnie divento’ l’idolo del Liverpool e molti vorrebbero che figurasse nella sezione “leggende” della squadra.
> **Ricordiamo anche i vari insulti “ebrei “o “negri” che gridano i tifosi dagli spalti italiani e i versacci scimmieschi accompagnati da uhhhhhhhh quando giocava Gullit. **
> Non dobbiamo sottovalutare l’odio e la violenza tra le squadre del sud contro quelle del nord e viceversa, i vari “Forza Etna”, gli insulti, i motorini gettati in campo, i morti, i ragazzi accoltellati piu’ o meno gravemente. Le automobili rovesciate, la guerriglia urbana.
> Il massimo fu pero’ raggiunto alla fine degli anni 70 a Varese,partita di basket tra Mobilghirgi Varese- Maccabi Tel Aviv. Fu il delirio dell’odio antisemita.
> **Lo striscione piu’ grande, lungo molti metri e sistemato nel bel mezzo del Palazzetto, diceva “Adolf Hitler ce l’ha insegnato, uccidere gli ebrei non e’ reato”, e altri di accompagnamento:”Ebrei = saponette”, “10-100-1000 Mauthausen” . **
> Il tutto in un turbinio di bandiere naziste e svastiche da tutte le parti.
> **In una partita Roma-Lazio lo striscione piu’ in vista era: “Auschwitz e’ il vostro paese, il crematorio la vostra casa”. **
> In Olanda quest’anno e’ stata sospesa una partita perche’ i tifosi insultavano pesantemente l’arbitro di origine ebraica.
> In tutta Europa il fenomeno del razzismo ha assunto aspetti preoccupanti e lo sport, anziche’ esserne esente, fa la parte del leone come ha denunciato piu’ volte la FIFA preoccupata per quello che accade negli stadi e nei campi da gioco europei.
> Credo che , alla luce di questo triste e vergognoso aspetto dello sport europeo, i media italiani abbiano preferito ipocritamente guardare la pagliuzza negli altrui occhi pur sapendo di avere i propri pieni di travi!
> **Suan ha fatto un bellissimo gol, ha mandato Israele in visibilio e lo ha dedicato “A tutto il popolo di Israele, ebrei e arabi” perche’ Suan, musulmano, e’ orgoglioso di essere israeliano tanto che, quando gli hanno chiesto se ripetera’ la sua performance anche martedi’ contro la Francia, la sua risposta ” tutta ebraica” e’ stata “Beezrat ha Shem”(con l’aiuto del Nome), non “inshallah”. **
> Chi conosce lo sport israeliano ed e’ stato spettatore negli stadi o nei Palazzetti di Israele non puo’ che ammirare la civilta’ di tifosi e giocatori che non diventano mai divi perche’, al di fuori dell’ impegno nello sport, non vengono loro richieste altre prestazioni essendo Israele sprovvisto di “veline, letterine” e quant’altro.
> Il grande Dino Meneghin racconta:”La prima volta che giocai in Israele era il 1967, si giocava a TelAviv e il Palazzetto non era coperto. Prima della partita fecero entrare i piloti che avevano combattuto la Guerra dei 6 giorni. In quel momento capii cosa era Israele….Nel 1977 perdemmo la finale contro il Maccabi ed ero incazzato nero , dopo pero’ vidi i tifosi israeliani ballare, cantare e piangere dalla gioia e allora sono stato felice per loro e per Israele.
> Da allora avro’ giocato almeno altre 20 volte a Tel Aviv ed e’ sempre stato bellissimo andarci”.

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