---
url: 'https://phastidio.net/2005/07/11/reazione-istruzioni-per-luso/'
title: 'Reazione: istruzioni per l&#8217;uso'
author:
  name: Mario Seminerio
  url: 'https://phastidio.net/author/phastidio/'
date: '2005-07-11T12:41:57+02:00'
modified: '2005-07-11T12:41:57+02:00'
type: post
categories:
  - Archivio
  - Discussioni
tags:
  - Terrorismo
published: true
---

# Reazione: istruzioni per l&#8217;uso

[
Facebook](https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2005%2F07%2F11%2Freazione-istruzioni-per-luso%2F)[X](https://x.com/intent/tweet?text=Reazione%3A%20istruzioni%20per%20l%27uso&url=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2005%2F07%2F11%2Freazione-istruzioni-per-luso%2F&via=Phastidio)[LinkedIn](https://www.linkedin.com/shareArticle?title=Reazione%3A%20istruzioni%20per%20l%27uso&url=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2005%2F07%2F11%2Freazione-istruzioni-per-luso%2F&mini=true)[Claude](https://claude.ai/new?q=Summarize%20the%20content%20of%20this%20URL:%20https://phastidio.net/2005/07/11/reazione-istruzioni-per-luso/)[Subscribe](https://phastidio.net/resta-aggiornato)[Email](mailto:?subject=Reazione%3A%20istruzioni%20per%20l%27uso&body=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2005%2F07%2F11%2Freazione-istruzioni-per-luso%2F)[Print](#)[Share](#)
                    **📁 Contenuto archiviato:** Questo è un contenuto obsoleto, conservato per consultazione. Per informazioni più recenti, visita la nostra [homepage](https://phastidio.net).
                   **I governi occidentali si interrogano su come contrastare l’attività terroristica sui propri territori**, soprattutto quella relativa a reclutamenti, comunicazioni e logistica, senza restringere e coartare i fondamentali diritti civili di tutta la popolazione. In Italia il ministro dell’Interno, Pisanu, illustrerà domani alla Camera le iniziative allo studio del governo. L’impressione è che il titolare del Viminale ed il governo sceglieranno la linea del dialogo con l’opposizione, e che **non verrà fatto pesante ricorso alla legislazione emergenziale, come invece avvenne ai tempi delle Brigate Rosse.** Quindi nessuna Superprocura antiterrorismo, e nessuna dichiarazione di “stato di guerra”, come invece vorrebbe la Lega, i cui dirigenti hanno evidentemente deciso di avviare un *contest* a chi le spara più grosse.  

**Operativamente, sembra che Pisanu sceglierà una strategia “incrementale”**, ad esempio basata sul raddoppio dei tempi del fermo di polizia (da 12 a 24 ore), un inevitabile maggior controllo sul territorio (ma questo weekend a noi Roma è parsa non particolarmente militarizzata, ferma restando l’estrema difficoltà operativa a proteggere questa ed altre realtà), e l’eventuale utilizzo dei “colloqui investigativi” in carcere, in assenza di avvocati difensori: strumento integrato da una legislazione premiale, ad esempio con la concessione di permessi di soggiorno per quegli immigrati che forniranno informazioni utili a scopo preventivo. L’intero pacchetto-sicurezza potrebbe poi essere presentato sotto forma di disegno di legge, con tempi di implementazione quindi molto più lunghi rispetto al decreto-legge, sempre per favorire il dialogo *bipartisan* su temi così delicati. L’attività di *intelligence* dovrebbe poi essere potenziata tentando di infiltrare cittadini islamici nei *phone center *e nelle moschee, dove è più facile reperire informazioni su quanto si muove nel mondo dell’integralismo. **Come facilmente intuibile, si tratta di temi molto delicati, che investono direttamente il tema delle libertà individuali**. Il ministro dell’interno britannico, Clarke, ha ad esempio proposto di aumentare il periodo in cui compagnie telefoniche ed *internet providers *dovranno conservare i dati relativi ad email e traffico telefonico. Proposto anche il potenziamento dell’attività di Europol, soprattutto in temini di coordinamento e uniformazione degli standard di raccolta e scambio di informazioni.  

**Ma tutte queste proposte meritano alcune riflessioni, metodologiche e “filosofiche”.  ** **Sul piano della metodologia, il rischio è quello di contribuire a creare un mastodonte burocratico, europeo e nazionale, sempre più occhiuto e sempre meno efficace ed efficiente,** soprattutto se posto a confronto con il fanatismo omicida che esalta e potenzia al massimo grado le performance organizzative dei terroristi, che partono sempre avvantaggiati, in termini di reattività e gestione delle procedure operative, rispetto ad impiegati e funzionari che, ad oggi, non si sentono probabilmente ancora investiti del ruolo e della psicologia di “combattenti della libertà”, quali in realtà sono. Questa “asimmetria ideologica” tra *noi *e *loro* ci pone da subito in condizioni di grave handicap. **Sul piano dell’analisi politica e sociologica, è ormai tragicamente palese l’intrinseca vulnerabilità del modello di liberalismo tollerante ed indifferente che è stato creato in Europa. Gli attentatori di Londra, e molti dei fiancheggiatori del terrorismo islamico, potrebbero essere (e verosimilmente sono) cittadini britannici, nati e cresciuti nella segregazione culturale permessa ed attivamente incentivata dai nostri ordinamenti e dalla nostra fraintesa cultura liberale, in una drammatica dissociazione mentale che coniuga, in una miscela diabolica, utilizzo di tecnologia avanzata ed arcaismo culturale, ma anche approfondita conoscenza e odio viscerale verso il paese ospite.** Comprendere ciò, e farlo magari dopo aver letto agghiaccianti reportage come [questo](http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/07_Luglio/11/wahir.shtml), deve riportare in cima alla nostra agenda di priorità** l’esigenza insopprimibile di compiere atti culturalmente forti ed operativamente pervasivi di assimilazione degli immigrati, contrastando con ogni mezzo il formarsi di sub-culture autosegregazioniste ed ostili. Assimilazione significa accettare e tutelare la coesistenza di pratiche religiose e culturali (così come imporre lo studio di lingua e cultura del paese che accoglie i migranti), ma contrastare con ogni mezzo, giuridicamente certo e codificato, quelle manifestazioni palesemente volte a rifiutare il nostro ordinamento ed i valori (del tutto laici, perché basati sul rispetto di vita e libertà umane) ad esso sottostanti. Questa è la pietra angolare di una strategia  assimilazionista basata sull’esigenza, da noi già ricordata, di ridurre la tolleranza alla “varianza culturale”nei nostri territori.**  Suona orwelliano? D’acchito forse si, ma provate a rileggervi le puntuali e puntigliose analisi e cronache di [Daniel Pipes](http://www.danielpipes.org/): ne otterrete certamente una migliore comprensione della nostra proposta. Come gestire, nei nostri paesi occidentali, posizioni come quella che segue?

> Ma in senso più lato Sayful Islam ha dato il suo appoggio al terrorismo in Gran Bretagna: “**Se dovesse aver luogo un attentato dinamitardo in questo paese, non mi opporrei, anche se i miei figli dovessero rimanerne vittime**. (…) Ma, a mio avviso, è contrario all’Islam perpetrare atti terroristici nel Regno Unito giacché ci vivo in questo paese. Secondo l’Islam io ho stabilito con la Gran Bretagna un ***patto di sicurezza***, che durerà finché permetteranno a noi musulmani di viverci in pace”.
> (…) nel gennaio 2005, Omar Bakri Mohammed stabilì che per i musulmani del Regno Unito il patto di sicurezza fosse stato sciolto a causa della legislazione anti-terroristica del dopo 11 settembre, il che significava che “tutta la Gran Bretagna era diventata ***Dar ul-Harb***” ovvero territorio aperto alla conquista musulmana. **Pertanto, riferendosi ai miscredenti, “i kuffar non godono dell’inviolabilità della loro vita o dei loro beni”.**

**Questa nozione di “*patto di sicurezza*” a noi italiani ricorda molto il patto scellerato dei nostri governi con i terroristi palestinesi, che negli anni Settanta ed Ottanta utilizzavano il nostro paese come transito e base logistica per le proprie scorrerie omicide anti americane ed israeliane.** La sveglia suonò con la strage di Fiumicino, ma evidentemente quel suono fu molto flebile, perché ancora oggi, i tribuni della plebe di rito santoriano hanno buon gioco, sui morti di Londra e Madrid, nel **rilanciare la propria strategia revisionista: fuori dall’Iraq, il vaso di Pandora del terrorismo (che nella loro visione atarassica e nirvanica prima non sapevamo neppure che diavolo fosse…), ma fuori anche da quell’Afghanistan faticosamente e fragilmente riconquistato alla democrazia ed ai diritti umani e civili, che pure rappresenta il *case study *delle leggendarie risoluzioni multilateraliste Onu. **Ma forse siamo troppo pessimisti: noi italiani, notoriamente sprovvisti di autentica cultura liberale, abbiamo qualche vantaggio difensivo sui paesi anglosassoni, che ancora dibattono furiosamente sull’introduzione della carta d’identità. In fondo, noi abbiamo preso e caricato l’ex imam di Carmagnola, con moglie italiana e figli, su un aereo per Dakar, ed abbiamo risolto il problema senza troppi tormenti interiori.

**Esistono poi numerose altre difficoltà operative: in Italia, ma non solo, esiste una forte subcultura progressista, che tende ad un perverso giustificazionismo su base sociologica.** Come darci una legislazione rispettosa dei diritti civili e mirata a contrastare la “varianza culturale” aliena, ma non suscettibile di essere disapplicata in radice dall’”interpretazione” della Forleo di turno? **Come gestire l’integrazione dei migranti culturalmente più alieni, combattendone l’autosegregazionismo, quando qualche [demagogo capopolo incita apertamente a violare le leggi esistenti](http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=43582)?** E non si tratta, nello specifico, di motivazioni umanitarie: quelle sono sempre e comunque da analizzare e ad esse occorre dare articolata risposta. No, qui le motivazioni sono palesemente eversive:

> No alla legge Bossi-Fini e alla restrizione dei diritti in atto, per esempio con l’istituzione del «Contratto di soggiorno»; **no ad ogni dispositivo che rende clandestini i movimenti di popolazione**; no all’allestimento di campi anche all’esterno dell’Unione Europea, come hanno paventato i ministri degli interni del G5 la scorsa settimana; **no alle deportazioni, ai rimpatri e ai respingimenti**; no alla detenzione amministrativa che lede i diritti di tutti, non solo dei migranti.
> In serata è chiaro cosa chiedere ai presidenti di regione: **«Nessuna ambiguità, o con noi o contro di noi»**. Per questo nel documento conclusivo il movimento chiede di avviare **concreti atti di boicottaggio delle strutture detentive.** In sintesi, visto che non è nelle loro facoltà chiuderli, possono però rifiutarsi di fornirgli acqua, luce e servizi.

Queste sono le domande. Le risposte, ed il tipo di percorso che seguiremo, in termini di tutela delle libertà civili e religiose ma di contrasto durissimo al terrorismo, saranno purtroppo figlie del numero di morti che resteranno sulle nostre strade, stazioni, porti ed aeroporti nelle prossime settimane e mesi.  A quel tempo saremo tutti newyorkesi, madrileni e londinesi. E magari anche un pochino milanesi e romani.  

**UPDATE**: splendido articolo di Magdi Allam sul *Corriere*. Ci indica l’Islam di cui abbiamo bisogno. Da leggere e diffondere.

[Facebook](https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2005%2F07%2F11%2Freazione-istruzioni-per-luso%2F)[X](https://x.com/intent/tweet?text=Reazione%3A%20istruzioni%20per%20l%27uso&url=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2005%2F07%2F11%2Freazione-istruzioni-per-luso%2F&via=Phastidio)[LinkedIn](https://www.linkedin.com/shareArticle?title=Reazione%3A%20istruzioni%20per%20l%27uso&url=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2005%2F07%2F11%2Freazione-istruzioni-per-luso%2F&mini=true)[Claude](https://claude.ai/new?q=Summarize%20the%20content%20of%20this%20URL:%20https://phastidio.net/2005/07/11/reazione-istruzioni-per-luso/)[Subscribe](https://phastidio.net/resta-aggiornato)[Email](mailto:?subject=Reazione%3A%20istruzioni%20per%20l%27uso&body=https%3A%2F%2Fphastidio.net%2F2005%2F07%2F11%2Freazione-istruzioni-per-luso%2F)[Print](#)[Share](#)

